
Ege Bamyasi dei CAN, album del 1972, capolavoro della loro discografia, del krautrock e della musica sperimentale, inferiore nella produzione dei CAN soltanto a Future Days a mio avviso.
Fa parte di una serie pazzesca di dischi, iniziata con l'album di esordio Monster Movie del 1969 passando per Soundtracks del 1970, Tago Mago del 1971, Ege Bamyasi del 1972 e conclusa con Future Days del 1973, il loro picco. Poche band possono vantare una serie del genere.
Il sound e' caratterizzato da grande raffnatezza , splendidi groove ritmici con momenti psichedelici e a tratti funky in cui la forma di canzone e' molto presente in brani strutturati e di grande intensita'.
In questo album la sperimentazione e improvvisazioni sono in un perimetro preciso in modo geniale e creativo insieme, meno spontaneo del precedente capolavoro Tago Mago e forse per questo piu' definito e coerente nella sua struttura complessiva.
Alcune note sulle tracce
- Pinch, il secondo brano piu' lungo del disco, apre l'album subito con un grrove pazzesco di Batteria e Percussioni con un bellissimo parlato e svisature di chitarra. Il lavoro di batteria di Liebezeit e' eccezionale. Un ritmo e un trasporto memorabili. Il brano si mantiene a lungo su questa base ritmica e la voce sale muovendo dal parlato all'urlato, sempre in controllo. Il groove fa da base a numerosi accenti di chitarra e synth, con uno splendido basso ad arricchire la base ritmica insieme alle ottime percussioni. Capolavoro.
- Sing Swan Song si are con leggeri suoni liquidi e poi inizia una lenta ballata con atmosfera psichedelica, un ritmo lento e denso e cornamuse che accompagnano la bellissima base di Synth e chitarra. Grande la parte vocale nella melodia malinconica, mentre accenti di Synth e suoni sparsi intervengono improvvisi. Una atmosfera cresecente e intensa. Grande Brano.
- One More Night e' un brano ritmato ed energico con una sintonia batteria basso e synth che crea una sorta di loop ipnotico di una modernita' eccezionale. Un brano che fa saltare dalla sedia per ondeggiare in salone ogni volta, col suo groove trascinante sul quale la chitarra fa un grande lavro ritmico e la voce interviene con sussurri e sospiri e un leggero parlato. Bello il crescendo nel finale, intensita' piu' accentuata e digressioni nel funky unitamente a bellissime improvvisazioni di chitarra nella trama complessivamente straordinaria.
- Vitamin C apre il lato B con un groove di batteria basso eccezionale, brano che denota una urgenza espressiva, che tende a definire momenti inquietanti e di tensione, con una interpretazione vocale superba, una sontuosa sezione ritmica densa di controtempi e svisatue e accenti e virtuosismi mai esasperati. Quando entra l'organo sembra una canzone popolare dell'est, con fischi in sottofondo, suoni antichi, la voce che si allontana e un caos di Synth che sopraggiunge su un tappeto di archi in dissonanza e siamo gia' nel brano successivo.
- Soup, brano di oltre 10 minuti, ha una intro con sottofondo di voce e suoni bassi lenti di batteria e basso, leggeri tocchi e colpi di rullante e piatti prima di accendersi in uno splendido trascinante rock psichedelico, allora batteria e basso si fanno energici e potenti, la voce urlante decisa e graffiante, chitarre e synth entranon con effetti quasi distrurbanti, fin quando il suono verte in “quasi jazz”, una improvvisazione di batteria e Synth di grande tecnica e crativita' che cresce e si sviluppa in una sorta di caos controllato, di pura sperimentazione complessiva, con un lavoro di Synth semplicemente mostruoso e una atmosfera complessiva al limite del non-sense, disturbante, con l'intervento della chitarra distorta e dei suoni di “saletta” tipici delle jam. fatastico, difficile ma fantastico.
- I'm So Green torna al groove rock-psyc-kraut di cui questa band e' mestra con una bellissima canzone ritmata, con una voce dai toni ironici, un lavoro di basso straordinario su una base di batteria solida e precisa, con le chitarre che ritmicamente disegnano la melodia e Synth in sottofondo. Il brano accelera quasi all'impazzata sul finale. Molto gradevole dopo la lunga jam sperimentale che lo ha preceduto. Bel Rock.
- Spoon chiude il disco con molta elettronica, synth e percussioni elettronice che si uniscono a quelle tradizionali e la batteria, un tempo inacalzante, ipotico e inquietante, che ha un non so che di indiano nella musicalita' e di medievale nella voce, stranissimo mix di stili incoerenti fra loro. Le percussioni elettroniche e i Synth ricordano i lunghi loop dei Kraftwerk ma tutto il resto e' acustico e psichedelico. la voce stessa e' volutamente eterea e leggera in un fraseggio melodico sul quale si sviluppano virtuosismi di Synth e chitarra. Belissimo quanto atipico e ostico.
Iconica la copertina che raffigura una lattina di Ege Bamyası (termine turco che significa "okra dell'Egeo"), tradotto in tedesco come Okraschoten ("baccelli di okra"). Schmidt racconta che l'idea per la copertina nacque quando Liebezeit trovò una lattina di okra simile in un negozio di alimentari turco a Colonia. La copertina richiama anche il nome della band, CAN significa lattina, barattolo ma in turco significa "anima", "spirito" o “vita”, creando un bellissimo gioco di significati. Il tema culinario dell'artwork e' richiamato anche dai titoli delle canzoni come "Vitamin C - Vitamina C", "Soup - Zuppa", "I'm So Green - Sono così verde" e “Spoon - Cucchiaio”… nulla e' stato lasciato al caso in questo disco, contrariamente alle apparenze, in copetina non c'e' un semplice barattolo…
Quest'album condensa in circa 40 minuti l'essenza della band, i suoi aspetti melodici, ritmici e compositivi, quelli sperimentali, le improvvisazioni, la liberta' anarchica delle singole interpretazioni in un tutto coeso e a tratti disarmonicamente armonico.
Una band che ogni volta stupisce e ogni volta sembra al passo coi tempi, attuale, dopo oltre cinquant'anni, come in questo grandissimo disco.
Un Must senza alcun dubbio.
Tracklist
1. Pinch (9:28)
2. Sing Swan Song (4:18)
3. One More Night (5:35)
4. Vitamin C (3:34)
5. Soup (10:25)
6. I'm So Green (3:03)
7. Spoon (3:03)
Durata 39:26
LineUp
- Damo Suzuki - voce
- Michael Karoli - chitarra elettrica, acustica e a 12 corde, shehnai
- Irmin Schmidt - organo, pianoforte elettrico, violino, steel guitar
- Holger Czukay - basso
- Jaki Liebezeit - batteria, flexatone
Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"
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