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D-BRANE degli Arti & Mestieri

29-01-2026 14:34

FrancescoProg

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D-BRANE degli Arti & Mestieri

D-BRANE degli Arti & Mestieri del 2025, l loro album più recente, ispirato alla Teoria delle Stringhe...

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D-BRANE degli Arti & Mestieri del 2025


Degli Arti & Mestieri, una delle band più importanti del Rock Progressivo Italiano e del jazz-rock, ho parlato in occasione delle recensioni dei loro album e nella scheda a loro dedicata “L’ “Italian Jazz-Rock” degli  Arti & Mestieri”.


D-BRANE è il loro album più recente, uscito in Giappone a inizio 2025 (etichetta King Records) e successivamente in Italia, ispirato alla Teoria delle Stringhe, all'unificazione delle forze cosmiche e alla musica multidimensionale.

L’album è stato presentato come segue attraverso i canali ufficiali dalla stessa band:


“Nella teoria ultima del tutto, che mira a unificare le quattro forze della natura, innumerevoli particelle elementari puntiformi — come le corde — orbitano nell'intero universo, espandendosi e contraendosi in modi specifici attraverso varie dimensioni. Anche la musica, oggetto dinamico dalle molteplici dimensioni che si propaga nello spazio-tempo, vibra oltre ogni confine, diffondendosi all’infinito come particelle sonore (Musica Senza Confini): è questa la D-BRANE di Arti & Mestieri.


Album in studio realizzato per celebrare il 50º anniversario della fondazione del gruppo. Fin dal debutto nel 1974, Arti & Mestieri sono riconosciuti come una delle band italiane più rappresentative del progressive rock e del jazz-rock.


Questo album raccoglie brani inediti composti da tutti gli autori che hanno contribuito al repertorio del gruppo, dal primo album fino a oggi, coprendo l’intera storia della band lungo mezzo secolo.
Tutti i musicisti che hanno preso parte alle diverse formazioni negli ultimi 50 anni si sono riuniti per registrare e partecipare a ciascuna traccia.


Un progetto unico, “un album realizzato con un cast stellare di compositori ed esecutori di Arti & Mestieri”, un’impresa epocale e forse una prima mondiale nella storia della musica.


Audio Mixed, Engineered and Mastered by MATTIA GARIMANNO
Audio Additional Engineered by SAMUELE FORTE
Recording: Ænima Recordings – www.aenimarecordings.com
Artistic production and direction by FURIO CHIRICO
arti&mestieri [D-BRANE]


Compositori  :
Luigi Venegoni
Piero Mortara
Roberto Puggioni
Marco Cimino
Marco Gallesi
Beppe Crovella
Giovanni Vigliar
Marco Roagna
Arturo Vitale
Massimiliano Nicolò


Personnel/Musicians:
Furio Chirico (drums & percussion)
Gigi Venegoni (guitars, keyboards)
Arturo Vitale (sax) *registrazioni precedenti alla sua scomparsa in 2024
Giovanni Vigliar (violin, keyboards)
Marco Gallesi (bass)
Beppe Crovella (piano, keyboads)
Piero Mortara (piano, keyboards, accordion) 
Roberto Puggioni (bass)
Marco Cimino (piano, keyboards)
Umberto Mari (bass)
Toti Canzoneri (flute)
Alfredo Ponissi (sax)
Iano Nicolo’ (vocals, loops, samplers)
Marco Roagna (guitars)
Diego Mascherpa (sax)
Lautaro Acosta (violin)
Gabriele Tommaso (guitars)
Giuseppe Vitale (keyboards)


Tracklist
01. SALTO CON L'HASHTAG (by Luigi Venegoni) 
02. LIGHT METAL (by Piero Mortara) 
03. NOSTRADAMUS (by Marco Cimino) 
04. ELEGIA (by Piero Mortara) 
05. TOO SOON TOO LATE (by Arturo Vitale) 
06. ALGARVE (by Roberto Puggioni) 
07. BEACH DANCE (by Giovanni Vigliar) 
08. UN GIRO ANCORA (by Marco Gallesi) 
09. L'ULTIMO GIORNO D'INVERNO (by Luigi Venegoni) 
10. COSTANTE COSMICA/FRAMMENTI (by Massimiliano Nicolò) 
11. A UNO DI NOI (by Giuseppe Crovella) 
12. UNDERSTAGE (by Marco Roagna) 
13. MESCALITO (by Antonino Salerno) 
14. IL LUNGO ADDIO (by Luigi Venegoni)
15. D-BRANE (by Piero Mortara) 
16. * IMPROVISATION FOR ARTURO 10.19 
*Japanese exclusive bonus track


Oltre alle 15 tracce inedite, l'edizione giapponese include la bonus track “Improvisation for Arturo” (10:19). Si tratta di una registrazione live realizzata durante il concerto sold-out del 22 febbraio 2025 a Torino, dedicato ad Arturo Vitale. Sul palco 21 artisti, inclusa la formazione originale a cinque membri (Furio Chirico, Gigi Venegoni, Giovanni Vigliar, Beppe Crovella e Marco Gallesi) e il membro storico Alfredo Ponissi (sassofono, flauto).”
 

Bellissima ed esaustiva la descrizione dell’album e la comprensione che l'ispirazione dietro "D-BRANE", il titolo e il tema dell'opera, attingono direttamente dalla Teoria delle Stringhe, dove le "D-BRANE" sono strutture multidimensionali su cui le stringhe aperte possono ancorarsi.

 

La musica viene interpretata come una forza cosmica:

Proprio come le particelle elementari non sono punti ma vibrazioni di stringhe in uno spazio multidimensionale, la musica di Arti & Mestieri si espande oltre i confini convenzionali, vibrando attraverso lo spazio-tempo.

 

Il progetto “Musica Senza Confini” mira, infatti, ad unificare generi diversi (jazz-rock, progressive e accademico), trasformando il suono in una "particella sonora" che si propaga all'infinito, riflettendo la complessità e l'armonia dell'universo.

 

L'album rappresenta un tentativo di tradurre concetti di fisica teorica in strutture ritmiche complesse, tipiche del drumming di Furio Chirico e delle architetture sonore del gruppo.

 

Le membrane multidimensionali della Teoria delle Stringhe utilizzate come metafora per un'architettura sonora che sfida i limiti fisici e di genere. La musica non è vista come una sequenza lineare di note, ma come un'entità che vibra in più dimensioni, rispecchiando l'idea di un universo interconnesso dove tutto è vibrazione.

 

C’è una Unificazione dei Linguaggi, proprio come per la "Teoria del Tutto", si cerca di unificare le forze fondamentali, l'album fonde il virtuosismo ritmico di Furio Chirico con strutture sinfoniche e improvvisazione jazz, creando quella che la band definisce "Musica Senza Confini" .

 

Le composizioni sono progettate per espandersi e contrarsi, alternando momenti di estrema densità tecnica a aperture atmosferiche che evocano l'infinito cosmico

 

Il booklet allegato al CD (qui nella versione italiana e non la prima versione giapponese) riporta in dettaglio i compositori di ogni brano e tutti i partecipanti a questo grandissimo progetto:

01. SALTO CON L'HASHTAG (by Luigi Venegoni) 5.52

Furio Chirico - drums

Roberto Puggioni - bass

Gigi Venegoni - guitars, keyboards

Lautaro Acosta - violin

 

02. LIGHT METAL (by Piero Mortara) 4.30

Furio Chirico - drums

Roberto Puggioni - bass

Piero Mortara - piano, keyboards, sampler, accordion

Lautaro Acosta - violin

Gabriele Tommaso - guitars

 

03. NOSTRADAMUS

(by Marco Cimino - D'après Vangelis) 6.14

Furio Chirico - drums

Roberto Puggioni - bass

Marco Cimino - piano, keyboards

Lautaro Acosta - violin

Gabriele Tommaso - guitars

Diego Mascherpa - saxophone

 

04. ELEGIA (by Piero Mortara) 4.57

Furio Chirico - drums

Roberto Puggioni - bass

Piero Mortara - piano, keyboards

Lautaro Acosta - violin

Gabriele Tommaso - guitars

 

05. TO SOON TO LATE (by Arturo Vitale) 5.25

Furio Chirico - drums

Arturo Vitale - saxophone, piano

Giuseppe Vitale - keyboards, additional sound design

 

06. ALGARVE (by Roberto Puggioni) 3.54

Furio Chirico - drums

Roberto Puggioni - bass

Gigi Venegoni - guitars

Piero Mortara - keyboards

 

07. BEACH DANCE (by Giovanni Vigliar) 5.06

Furio Chirico - drums

Giovanni Vigliar - violin, keyboards

Roberto Puggioni - bass

Gigi Venegoni - guitars

 

08. UN GIRO ANCORA (by Marco Gallesi) 3.38

Furio Chirico - drums

Marco Gallesi - bass

Toti Canzoneri - flute

Marco Cimino - piano

Lautaro Acosta - violin

Piero Mortara - keyboards

 

09. L'ULTIMO GIORNO D'INVERNO (by Luigi Venegoni) 5.34

Furio Chirico - drums

Roberto Puggioni - bass

Gigi Venegoni - guitars, keyboards

Lautaro Acosta - violin

 

10. COSTANTE COSMICA/FRAMMENTI (by Massimiliano Nicolò) 3.20

Furio Chirico - drums

lano Nicolò - vocals, percussion, loops, samplers

 

11. A UNO DI NOI (by Giuseppe Crovella) 3.25

Beppe Crovella - piano, keyboards

Roberto Puggioni - bass

 

12. UNDERSTAGE (by Marco Roagna) 3.34

Furio Chirico - drums

Roberto Puggioni - bass

Marco Roagna - guitars

Piero Mortara - keyboards

 

13. MESCALITO (by Antonino Salerno) 4.46

Furio Chirico - drums

Umberto Mari - bass

Lautaro Acosta - violin

Gabriele Tommaso - guitars

Marco Cimino - keyboards

Alfredo Ponissi - saxophone

 

14. IL LUNGO ADDIO (by Luigi Venegoni) 5.12

Furio Chirico - drums

Roberto Puggioni - bass

Gigi Venegoni - guitars, keyboards

 

15. D-BRANE (by Piero Mortara) 2.37

Furio Chirico - drums

Piero Mortara - piano, keyboards

E la lirica di lano Nicolò del brano COSTANTE COSMICA/FRAMMENTI

 

Il presente è la scintilla

Dell'incontro tra le nuvole

Del passato ed altre del futuro.

Il temporale.

Sono Materia e sono altro

Sono Materia e sono altro

Sono Materia e sono altro

Sono Materia e sono altro

Altro

Energia della Terra

Che si espande come un cuore pulsante

Pelle di Tamburo canta come un Onda

Pelle di Tamburo canta

 

Oltre alla presentazione disponibile in rete troviamo nel booklet allegato, anche una bellissima presentazione di Marco Zatterin che trovate nelle foto di seguito nelle due versioni in lingua italiana ed inglese.

 

Le Tracce


01. SALTO CON L'HASHTAG (by Luigi Venegoni) 
Splendida apertura atmosferica, loop di synth e giro di basso con una leggera batteria che si fa subito complessa e virtuosa con poliritmie che fanno da substrato ad archi in dissonanza e synt che disegnano una melodia suggestiva e nostalgica. Nella melodia eterea Chirico padroneggia lo strumento con una maestria stupefacente, anche per chi lo conosce musicalmente e apprezza da decenni. Sinergia perfetta fra gli strumenti e trasporto, emozione e sorpresa. Magnifico inizio.


02. LIGHT METAL (by Piero Mortara) 
Inizio con una intro che è una scala a crescere e decrescere precipitosa di archi seguiti con assoluta precisione dalla ritmica sincronizzata della batteria. Poi la partenza sincopata del pezzo che muove veloce fino ad una sezione lenta ed eterea con tastiere e synth e la batteria in una densa sequenza di tempi e controtempi. Un sound che si avvicina alle atmosfere di Miles Davis ma con un uso dell’elettronica che ne fa sentire solo il ricordo e dissonanze che non gli appartenevano. Riprende la fase incalzante con i synth che disegnano una melodia quasi orientale e gli archi in dissonanza fin quando dietro batteria e basso sontuoso che martellano incessanti si avvicendano assoli, quello breve e intenso di chitarra e quello magnifico di fisarmonica. Eccezionale.


03. NOSTRADAMUS (by Marco Cimino) 
Inizia con una base ritmica monocorda e un giro di piano che disegna il tema melodico e poi entrano i fiati a disegnare lo stesso tema solare e positivo. Un intermezzo di soli fiati ed entra la batteria a scandire prima gli accenti coi piatti e poi il tempo con una ritmica leggera su rullante e charleston, sullo stesso tema che si evolve quando la batteria cresce di intensità e complessità. Il sound di “davisiana” memoria torna soprattutto nella parte centrale quando uno splendido assolo di chitarra canta sulla base ritmica. Poi tornano protagonisti  i fiati e l’intensità generale si fa sempre più avvolgente e il virtuosismo di batteria sempre più sottile. Sul finale lo stesso tema melodico è seguito da una sorta di marcetta leggera e il brano si avvia alla conclusione. Splendido.    


04. ELEGIA (by Piero Mortara) 
Inizia con una melodia e atmosfera mediterranea, l’andamento di una canzone ma a cantare sono gli archi che rendono il pezzo molto emozionante e a tratti commovente. Per quanto i suoni siano in leggera dissonanza c’è grande armonia. La batteria di Chirico cesella sia nei momenti più ampi che nello stretto splendido assolo di violino, intarsi di diverse nature, mandala che si muovono nel disegno formato dalle bacchette e mutano. Entra poi un assolo dolce ma dai suoni graffianti di chitarra, con i suoi acuti non striduli ma armonici. Il pianoforte fa il suo assolo profondo e intenso e poi il finale grandioso ed emozionante come il brano.


05. TOO SOON TOO LATE (by Arturo Vitale) 
L’inizio è sospeso fra fiati armoniosi e romantici e piano con un andamento lento e atmosferico e synth leggeri, una batteria che accenna e traccia e interviene non invasiva ma creativa fra tocchi leggeri e piatti avvolgenti e accenti. Brano romantico che suscita emozioni di serenità, meditativo. Splendido. Il piano e i fiati eseguono spesso la stessa melodia all’unisono, grande armonia.


06. ALGARVE (by Roberto Puggioni) 
Inizia con una intro di grande impatto e poi parte il brano ritmato, melodia dal  sapore mediterraneo,  bel giro di chitarra che addensa su di sé l’intera melodia. Il pezzo ci regala uno splendido assolo di basso su un giro di batteria ritmato e gustoso mentre le tastiere scandiscono lentamente il tempo con suoni bassi e profondi. Grande pezzo.


07. BEACH DANCE (by Giovanni Vigliar) 
Grande intro con bassi sontuosi e stacchi di batteria imperiosi, poi il violino disegna la melodia su un substrato intricato di batteria con un tempo che a tratti sembra sud-americano. Bellissimo l’assolo di chitarra che introduce la parte centrale del brano con un dialogo fra violino e batteria fatto di stacchi e inseguimenti per poi tornare sull’energia continua ed incalzante con uno splendido assolo di violino. Stacchi finali di estrema complessità e precisione. Eccezionale.


08. UN GIRO ANCORA (by Marco Gallesi) 
Inizio etereo e atmosferico di synth e fiati che sorvolano la scena e suoni ambientali poi il pianoforte e il violino all’unisono disegnano il tema e a seguire il violino si fa lontano ma presente. Brano etereo che è una narrazione serena e coinvolgente. Basso melodico profondo straordinario e innesti di fisarmonica. Poi il ritmo si fa più deciso e il violino torna in primo piano. Chiude con il rumore del mare che recupera l’onda… 


09. L'ULTIMO GIORNO D'INVERNO (by Luigi Venegoni) 
Brano che inizia entrando subito nel vivo con una andatura ballad, tempo sostenuto e violino che disegna la melodia col pianoforte. Bellissima melodia e bellissimo l'assolo di chitarra. Batteria che tesse una rete complessa di poliritmie che vanno in altre direzioni ma poi convergono sul tema avendolo arricchito con un substrato intricato. La densità lascia spazio alla spazialità con loop di synth sui quali si alternano virtuosismi di batteria e basso che poi si sovrappongono e poi lasciano spazio al violino e al piano nel loro splendido dialogo che riprende il tema inziale. Un brano che è uno splendido viaggio nei ricordi personali e che emoziona con le sue armonie. Favoloso. 


10. COSTANTE COSMICA/FRAMMENTI (by Massimiliano Nicolò) 
Andamento ipnotico da subito scandito da loop di synt e vocalizzi per un brano che ha l’unico testo del disco, un mantra o un canto popolare o l’unione di essi, coi suoni vocali distorti che ricordano quelli dei pastori sardi a tratti, un cantato quasi percussivo, un cantato strumentale, all’inizio solo voce e synth, poi entra la batteria, prima con interventi sporadici e mirati, che crescono in intensità, poi con un inquietante charleston che crea un senso di tensione e attesa mentre la voce splendida canta, poi la batteria si fa di grande intensità e voce e synth sono lontani, momenti di trasporto e sorpresa e una sezione di Chirico che gioca sul quasi silenzio delle voci che intervengono coi synth su un assolo straordinario che sembra interminabile, ipnosi e connessione mentre il brano sfuma sulla intro di piano del brano successivo.


11. A UNO DI NOI (by Giuseppe Crovella) 
Piano profondo, si sentono i martelli che colpiscono le corde e le note infrangersi sulla cassa del piano mentre il basso splendido dialoga suonando una melodia profonda, con lunghi suoni che generano intense atmosfere. La melodia si fa romantica con l’ingresso della fisarmonica ma il basso torna presto al centro della scena in una meravigliosa catarsi con l’ascoltatore. Non sentivo un basso così in un disco recente da anni ed anni. Meravigliosa atmosfera. Pezzo di una raffinatezza unica. Che sfuma nel successivo mentre si apre con un tappeto etereo di synth.


12. UNDERSTAGE (by Marco Roagna) 
I synth lasciano presto spazio ad un brano ritmato e solare, con un mood positivo e una poliritmica complessa su un giro di chitarra, stacchi corali e poi un assolo di chitarra mentre la base ritmica incessante coinvolge anche le tastiere. Poi torna la chitarra a disegnare la melodia e la base ritmica si fa più regolare per una battuta, poi riparte l’intricata sezione ritmica sulla quale sono le tastiere a disegnare un bellissimo assolo che porta il brano alla chiusura.


13. MESCALITO (by Antonino Salerno) 
Apertura veloce con un inseguimento basso-violino strepitoso e batteria veloce e ricca ad enfatizzare la  serie di stacchi. Brano complesso su una struttura che appare semplice ma che questi musicisti riescono a riempire di tecnica e virtuosismi. Molte atmosfere si susseguono, la chitarra wah-wah segue nella parte centrale il grande assolo di tastiere. Poi riprende la corsa verso una nuova sezione virtuosa, stavolta di violino, poi un nuovo assolo, quello di sax, sontuoso . Brano mostruosamente bello.


14. IL LUNGO ADDIO (by Luigi Venegoni) 
Apre con una intro atmosferica, suoni profondi di piano echeggianti e synth che sottendono un asolo di chitarra su una base di batteria quasi latina, il synth lancia un loop in sottofondo continuo e il basso con suoni intensi scandisce una melodia nella melodia all’unisono con le tastiere. Un brano che lascia una sensazione di nostalgia, molto emozionante.


15. D-BRANE (by Piero Mortara) 
La chiusura di questa versione, che non contiene la bonus track presente nella versione giapponese (IMPROVISATION FOR ARTURO). E un breve brano dal tono inquietante, nel quale piano batteria e synth vanno a diverse velocità. Il primo con un continuo giro ininterrotto, la batteria che muove una ritmica cesellata fatta di controtempi e poliritmie e i Synth che con suoni lunghi e di intensità alternata, fra bassi e acuti, entra in dissonanza col piano. Il basso profondo definisce una base continua. Fra pause e l’isolamento sporadico dei Synth, riprese della complessa matrice di suoni, si chiude questo splendido disco.

 

Un disco che mi ha lasciato senza parole. Non solo dal punto di vista letterale, perché le presentazioni dell'album sono esaustive e chiare nella rappresentazione del concetto che in esso risiede, ma per la qualità della produzione, la estrema qualità tecnica ed esecutiva del lavoro di ogni musicista senza nessuna eccezione, la qualità nelle composizioni e negli arrangiamenti e soprattutto, la fedeltà al concetto, sensazioni che ho cercato di esprimere nella track by track, Spero di aver rappresentato, almeno in parte, le immagini che i brani hanno suscitato in me.  

 

Come già detto nella scheda dedicata alla band, Il pilastro centrale è lo stile iper-tecnico del batterista Furio Chirico, noto per l'uso virtuoso di tempi dispari e poliritmie ma in questo album la sua presenza fondamentale non diminuisce nessuno degli artisti che partecipano, c'è grande equilibrio di presenza e in alcuni brani, per quanto la batteria non sia mai totalmente in ombra ma sempre presente con interventi deliziosi e complessi, c'è la prevalenza di altri strumenti a caratterizzare i brani. 

 

A differenza del jazz-fusion tradizionale, la band utilizza armonie sinfoniche e arrangiamenti che richiamano la musica classica e il progressive rock europeo, ma anche la musica latina, il folk e la sperimentazione e a tratti sonorità che richiamano la world music. 

 

Il violino ha un ruolo fondamentale, guidando le melodie principali in modo simile a una chitarra solista o a un sintetizzatore. 

 

Quando presente, la voce è utilizzata come uno strumento aggiunto piuttosto che come elemento centrale come avviene nella musica pop o rock e in questo album, l'unico brano cantato, unisce ai vocalizzi una plendida parte in cantato melodico di grande esecuzione ed interpretazione. 

 

A differenza di molte band storiche rimaste ancorate al passato, gli Arti & Mestieri hanno continuato a produrre musica estremamente rilevante nel nuovo millennio e questo disco è già dopo pochi ascolti degno di essere annoverato, a mio parere, fra i Capolavori assoluti del Progressive Rock e del Jazz-Rock. Il fantastico “Italian Jazz-Rock” che è il marchio di fabbrica della band si sta ulteriormente trasformando verso una dimensione internazionale, o meglio, universale e cosmica, e se consideriamo che il cambiamento, l'evoluzione, è arrivata in occasione della celebrazione del loro cinquantenario, è qualcosa di semplicemente strabiliante. Grandioso.

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

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