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The Trip album di esordio omonimo e la loro storia...

27-07-2026 08:00

FrancescoProg

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The Trip album di esordio omonimo e la loro storia...

The Trip, pubblicato a metà del 1970 dalla RCA Italiana, è l’album di debutto dei The Trip e uno dei primi esempi di rock progressivo italiano...

The Trip album di esordio omonimo, del 1970.

 

“The Trip”, pubblicato a metà del 1970 dalla RCA Italiana, è l’album di debutto dei The Trip e uno dei primi esempi di rock progressivo italiano.  

 

La band nacque nel 1966 a Londra, quando il cantante italiano Riki Maiocchi formò un gruppo con musicisti britannici, tra cui un giovane Ritchie Blackmore, che in seguito avrebbe suonato con Deep Purple e Rainbow.  

Una volta arrivati in Italia, però, la formazione cambiò radicalmente: sia Blackmore che Maiocchi lasciarono il progetto.

 

I The Trip furono scoperti dal produttore Alberigo Crocetta al Piper Club di Roma e registrarono il loro primo album mescolando il rock-blues inglese con le nuove sonorità psichedeliche, sinfoniche e d’avanguardia.

 

Nel 1970, pubblicarono il loro album di debutto omonimo, un mix di rock blues, psichedelia con sfumature sinfoniche.  Nello stesso anno, recitarono anche nel film “Terzo canale - Avventura a Montecarlo”.

 

La band che incise l’album del 1970 era composta da quattro membri: Joe Vescovi all’organo Hammond e alla voce, Arvid “Wegg” Andersen al basso e alla voce, Billy Gray alla chitarra elettrica e alla voce, e Pino Sinnone alla batteria e alle percussioni.  Vescovi, in particolare, era considerato la mente creativa e stilistica del gruppo.

 

L’anno successivo, nel 1971, esce “Caronte”, il loro capolavoro di cui ho parlato di recente.  Si tratta di un concept album incentrato sulla figura mitologica di Caronte, che fonde rock duro con influenze classiche.

 

Dopo “Caronte”, la band cambia radicalmente direzione musicale, abbracciando il symphonic prog. Billy Gray e Pino Sinnone lasciano il gruppo, mentre entra il giovane e talentuoso batterista Furio Chirico, che in seguito fonderà gli Arti e Mestieri.  Ora un trio (Vescovi, Andersen, Chirico) pubblica “Atlantide” nel 1972, un altro concept album, questa volta dedicato alla leggendaria isola scomparsa.

 

Nel 1973, con l’arrivo di Nunzio “Cucciolo” Favia alla batteria, registrano “Time of Change”, un album fortemente influenzato dal jazz-rock e dallo stile degli Emerson, Lake & Palmer.

 

Purtroppo, il gruppo si scioglie alla fine del 1973 a causa della crisi del mercato discografico prog e del calo di interesse del pubblico. Joe Vescovi entrerà brevemente negli Acqua Fragile e successivamente nei Dik Dik.

 

Dopo molti anni di silenzio, Joe Vescovi e Furio Chirico hanno riformato la band nel 2010 per alcuni concerti storici e festival prog. Nonostante la scomparsa di Andersen nel 2012 e di Vescovi nel 2014, Furio Chirico ha continuato a portare avanti il nome della band, pubblicando nel 2023 l’album “Equilibrio da equilibrare” a nome Furio Chirico’s The Trip.

 

Il loro primo album non è ancora rock progressivo puro (che esploderà l’anno dopo con il capolavoro Caronte), ma è già caratterizzato da lunghe suite strumentali, frutto del dialogo serrato tra la chitarra di Gray e le tastiere classiche di Vescovi.  Un altro elemento distintivo è l’alternanza tra testi in inglese e in italiano.

 

L’album è composto da cinque brani imponenti e sperimentali:

 

Prologo: una lunga introduzione strumentale che definisce il sound avanguardistico del gruppo.

 

Incubi: un brano dalle atmosfere cupe, pubblicato anche come lato B del loro primo singolo.

 

Visioni dell’aldilà: una traccia ricca di influenze jazz e pop sinfonico.

 

Riflessioni: un pezzo dove emerge la vena blues della band.

 

Una pietra colorata: la canzone più accessibile, estratta come singolo in formato 45 giri.

 

La copertina dell’album, realizzata dallo studio Up and Down, è una splendida copertina psichedelica, diventata iconica nel pop italiano dell’epoca.

 

Nello stesso anno, i quattro musicisti parteciparono come attori e autori della colonna sonora al film musicale e commedia surreale “Terzo canale - Avventura a Montecarlo”. Il film documenta la loro partecipazione al Festival Pop di Caracalla del 1970, dove si esibirono con grande successo davanti a oltre 30.000 persone, consacrandoli sulla scena nazionale.

 

L’album è eccellente e affascinante, uno dei primi pilastri del rock progressivo italiano.  

 

Tra gli aspetti più importanti, spiccano l’innovazione, il dialogo tra tastiera e chitarra, le atmosfere lisergiche e l’anima ancora meravigliosamente acerba.  

 

L’album introduce una durezza anglosassone nel panorama musicale italiano, dominato all’epoca da beat e canzone melodica.  Il dialogo tra la chitarra acida di Billy Gray e l’organo Hammond di Joe Vescovi, influenzato da musica classica, è straordinario.  

 

Brani come “Prologo” e “Incubi” mostrano una grande maturità nel creare atmosfere psichedeliche oscure e dilatazioni sonore.  Tuttavia, l’album è anche un’opera in cui le intenzioni progressive non sono ancora completamente sviluppate, queste si vedranno meglio in “Caronte”.  

 

Un album fondamentale per capire l’evoluzione della psichedelia italiana verso il rock progressivo.

 

La Mia Versione

Etichetta: Sony Music – 19658704861, RCA Italiana – 19658704861
Serie: Italian Prog Rewind
Formato: Vinile, LP, Album, Limited Edition, Reissue, Stereo, Red [Transparent], 180 Gr.
Paese: Italy
Uscita: 30 set 2022

 

Tracklist

A1        Prologo 8:09
A2        Incubi 8:23
B1        Visioni Dell'Aldilà 8:50
B2        Riflessioni 5:46
B3        Una Pietra Colorata 2:26

 

Lineup

Bass, Vocals – Arvid "Wegg" Andersen
Guitar, Vocals – Billy Gray
Organ, Vocals – Joe Vescovi
Percussion – Pino Sinnone

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