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Sesta Strada Lungo Il Tempo dei Delirium e la loro storia...

03-09-2026 08:00

FrancescoProg

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Sesta Strada Lungo Il Tempo dei Delirium e la loro storia...

“Sesta Strada Lungo Il Tempo” è il sesto album in studio dei Delirium, la storica band prog rock genovese che ci ha regalato il successo di “Jesahel” negli ...

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“Sesta Strada Lungo Il Tempo" dei Delirium, album del 2026.

 

“Sesta Strada Lungo Il Tempo” è il sesto album in studio dei Delirium, la storica band prog rock genovese che ci ha regalato il successo di “Jesahel” negli anni ’70.  

 

Questo disco segna il loro ritorno e celebra con entusiasmo la loro lunga storia, proiettandola nel presente senza farsi influenzare dalle mode del momento.  

Come hanno raccontato i membri storici in diverse interviste, “Sesta Strada Lungo Il Tempo” è pensato come un’opera di continuità, memoria e consapevolezza.

 

L’ispirazione iniziale è stata la festa per i sessant’anni di carriera della band, nata alla fine degli anni ’60 come I Sagittari. I Delirium hanno voluto esplorare temi come l’attesa, l’invecchiamento e i bilanci di vita, inserendoli in un’atmosfera tipicamente ligure.  L’album non guarda al tempo con nostalgia, ma lo osserva metaforicamente “dal ciglio della strada”, raccogliendo le storie di emarginati, viaggiatori e persone fuori tempo.


I Delirium sono una delle band più significative, innovative e originali del rock progressivo italiano degli anni ’70. Originari di Genova, sono riusciti a fondere il prog rock con marcate influenze folk, jazz e sinfoniche, lasciando un’impronta duratura anche nella musica pop italiana.


Il gruppo si forma a Genova nel 1970, erede del gruppo beat I Sagittari. La svolta arriva con l’arrivo del giovanissimo polistrumentista Ivano Fossati (voce, flauto traverso e chitarra).
L’album d’esordio arriva nel 1971, “Dolce acqua”, un album che è un capolavoro, che fonde progressive rock, atmosfere acustiche e jazz in modo perfetto.


Quando partecipano al Festival di Sanremo con la canzone “Jesahel”, Il brano diventa un successo enorme e una hit internazionale, vendendo milioni di copie e trasformando la band in un fenomeno di massa.


Dopo il trionfo di Jesahel, Ivano Fossati decide di lasciare i Delirium per dedicarsi alla sua fortunata carriera solista.  La band, però, non si scoraggia e lo sostituisce con Martin Grice, cantante e flautista inglese. Tra il 1972 e il 1974, sotto la guida del tastierista Ettore Vigo e degli altri membri storici, i Delirium pubblicano due album prog di altissimo livello: Lo scemo e il villaggio (1972) e Delirium III - Viaggio negli arcipelaghi del tempo (1974).  In questi lavori, gli arrangiamenti jazz-rock e sinfonici si fanno particolarmente complessi.


Nel 1975, dopo l’uscita del singolo “Signore, la notte”, le divergenze artistiche portano allo scioglimento del gruppo, ponendo fine al loro primo ciclo.


Dopo quasi trent’anni di pausa, nei primi anni 2000 tre membri storici – Ettore Vigo, Martin Grice e Pino Di Santo – hanno deciso di rimettere in piedi la band, riprendendo a suonare regolarmente sia dal vivo che in studio.  Hanno pubblicato l’album live “Vibrazioni notturne” nel 2006 e il disco di inediti “Il nome del vento” nel 2009.  Nel 2015 è uscito “L’era della menzogna”, un concept album maturo che tratta temi sociali e politici con un sound prog potente e contemporaneo.


Oggi, la band continua il suo percorso con il nome di Delirium International Progressive Group (Delirium I.P.G.). Guidati dall’instancabile tastierista fondatore Ettore Vigo e dalla voce di Alessandro Corvaglia, nel maggio 2026 hanno pubblicato “Sesta Strada Lungo Il Tempo”, dimostrando che, a più di cinquant’anni dai loro esordi, lo spirito del progressive rock genovese è ancora vivo e in continua evoluzione.


“Sesta Strada Lungo Il Tempo” (2026) è un album che fonde alla perfezione la leggenda del progressive rock anni ’70 con i migliori musicisti della scena neo-prog, jazz e rock italiana.  L’album vanta una formazione di musicisti di grande talento, provenienti da diverse band e progetti.


Tra i membri storici, troviamo Ettore Vigo alle tastiere e ai cori, membro fondatore dei Delirium fin dal 1970 e autore di alcune delle loro musiche più celebri.  Martin Frederick Grice, polistrumentista britannico, si occupa dei fiati (flauto traverso e sax) e dei cori.  Entrato nei Delirium nel 1972, ha contribuito a definire il loro sound jazz-prog e ha anche una lunga esperienza in formazioni jazz e d’avanguardia europee.


Alessandro Corvaglia è il volto moderno dei Delirium, con la sua voce potente, la chitarra acustica e le tastiere.  E’ uno dei migliori cantanti del Nuovo Prog Italiano e anche il frontman de La Maschera di Cera, ha collaborato con gli Aurora Lunare e nel supergruppo Christadoro.  Dal 2014, porta la sua energia nei Delirium.


Michele Cusato, chitarrista, compositore e produttore, si occupa delle chitarre e dei cori.  Con una lunga esperienza come turnista e solista in progetti rock, metal e fusion strumentale, ha dato una ventata di modernità al sound elettrico della band dal 2014.


Fabio Chighini, bassista, è il cuore pulsante dei Delirium dal 2001, anno della loro reunion.  La sua presenza ritmica è fondamentale per la band.


Enrico Tixi, batterista e percussionista, è entrato a far parte della band nel 2023, sostituendo Alfredo Vandresi, ed ha una lunga esperienza nella scena hard rock e blues ligure portando un tocco di esperienza e grinta.


Per dare vita al concept album, sono stati coinvolti anche alcuni ospiti speciali.  

 

Andrea Bottesini, attore e cabarettista (già visto a Zelig), presta la sua voce narrante nei brani “Schiavo della Viltà” e “Il Riposo del Pirata”.  Giulia Ermirio, violista della scena classica e d’avanguardia ligure, arricchisce la musica con il suo talento.  Alice Vigo, figlia d’arte (di Ettore Vigo), è tra i coristi.  Infine, la Banda Deliranti Cantù, un ensemble corale, supporta la band nel brano a tema piratesco, aggiungendo un tocco di colore e vivacità.


Il titolo “Sesta Strada lungo il Tempo” racchiude due elementi chiave.  Prima di tutto, la “Sesta Strada” rappresenta il sesto album in studio della band.  Poi, il “Tempo” è il tema che attraversa tutto l’album.  È un concept album che parla di viaggio, non solo fisico, ma anche immaginario, interiore e temporale, e che esplora la memoria e l’identità del gruppo.  Le canzoni raccontano storie di personaggi, luoghi, momenti e storie che si intrecciano nel flusso del tempo.


Questo album è un mix eccellente di Progressive Rock Italiano anni ’70 con un tocco moderno, energico e quasi avanguardistico. La band riesce a mantenere il suo sound storico, ma con un impatto sonoro decisamente aggiornato.  I brani sono un viaggio tra arrangiamenti maestosi e fughe strumentali complesse. Le tastiere di Ettore Vigo, con il loro uso generoso di Mellotron, Hammond e sintetizzatori vintage, creano una linea sinfonica e orchestrale davvero coinvolgente.  I fiati di Martin Grice (flauto e sassofono) aggiungono un tocco jazzistico e sfumature folk, creando un contrasto acustico perfetto con i momenti più distorti ed elettrici.


L’album trae beneficio anche dall’esperienza dei membri più recenti. La chitarra di Michele Cusato spazia da arpeggi acustici delicati a riff e assoli rock, a tratti prog-metal, per un sound ricco e variegato. La batteria di Enrico Tixi, con il suo groove solido e potente derivato da hard rock e blues, dà alle sezioni ritmiche una spinta fisica e dinamica.


Si abbandona la classica forma di canzone commerciale per una narrazione musicale cinematografica. Il pezzo forte è “Schiavo della Viltà”, una suite di quasi 22 minuti divisa in più movimenti. I cambi di tempo, i passaggi d’atmosfera (da momenti intimi a esplosioni corali) e la voce recitata di Andrea Bottesini trasformano il disco in un’opera rock quasi teatrale, un’esperienza davvero unica.


La voce drammatica ed espressiva di Alessandro Corvaglia, tipica del neo-prog italiano, si intreccia con cori complessi. La presenza di cori imponenti (come la Banda Deliranti Cantù in “Il Riposo del Pirata”) e delle seconde voci femminili crea un’atmosfera epica, solenne e a tratti piratesca o marinaresca, che richiama le radici liguri della band. 


Un album che mi ha conquistato e sono certo vi conquisterà! Eccellente!

 

La Mia Versione

Etichetta: Black Widow Records – BWR 290
Formato: Vinile, LP, Album, Limited Edition, Stereo
Paese: Italy
Uscita: 22 mag 2026

 

Tracklist

LP-A1        Schiavo Della Viltà    21:56
LP-B1        Io Clochard    5:45
LP-B2        Il Riposo Del Pirata    6:00
LP-B3        Della Strada Il Ritorno    5:33
LP-B4        Parole Nel Vento    6:02

 

Lineup

Bass Guitar, Backing Vocals – Fabio Chighini
Choir – Enrico Bianchi (tracce: LP-B4), La Banda Deliranti Cantù (tracce: LP-B2), Raffaella Izzo (tracce: LP-B4)
Drums, Percussion, Backing Vocals – Enrico Tixi
Electric Guitar, Backing Vocals – Michele Cusato
Keyboards, Backing Vocals – Ettore Vigo
Lead Vocals, Keyboards, Acoustic Guitar, Backing Vocals – Alessandro Corvaglia
Saxophone, Flute, Backing Vocals – Martin Grice*
Viola – Giulia Ermirio (tracce: LP-A1, LP-B1)
Vocals – Alice Vigo (tracce: LP-B1, LP-B2)
Voice Actor – Andrea Bottesini (tracce: LP-A1, LP-B2) 

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