Non Solo Prog: Let Love In di Nick Cave & The Bad Seeds, album del 1994.
“Let Love In” segna un punto di svolta nella carriera della band. Questo ottavo album in studio rappresenta l’equilibrio perfetto tra la rabbia punk dei primi tempi e la maturità cantautorale e barocca che Cave stava sviluppando. Nick, che voleva liberarsi dall’immagine del “poeta maledetto” e oscuro, affronta in questo disco temi come l’amore, la fede e la morte con una nuova prospettiva.
Registrato tra Australia ed Europa e prodotto da Tony Cohen insieme agli stessi Bad Seeds, “Let Love In” ha un sound denso, magnetico, curato nei minimi dettagli ma allo stesso tempo viscerale e immediato. Tra i brani più rappresentativi ci sono capolavori come “Lover Man”, “Jangling Jack”, il title-track “I Let Love In” (si narra sia stata scritta in soli quindici minuti) e l’apocalittica “Red Right Hand”, che sarebbe poi diventata una delle canzoni più famose di Cave.
Questa la formazione:
Nick Cave (Voce, tastiere)
Mick Harvey (Chitarra, basso, batteria, organo, cori) – Fedele compagno di Cave, co-fondatore sia dei The Birthday Party che dei Bad Seeds.
Blixa Bargeld (Chitarra, cori)
Martyn P. Casey (Basso).
Thomas Wydler (Batteria, percussioni)
Conway Savage (Pianoforte, cori)
Rispetto ai dischi precedenti, non ci sono stati cambiamenti in studio: la formazione ufficiale era la stessa di “Henry’s Dream” (1992). La band aveva raggiunto una stabilità incredibile.
L’album è ricco di collaborazioni importanti della scena rock e folk australiana ed europea. Il nome più rilevante che appare qui per la prima volta è quello di Warren Ellis:
Warren Ellis (Violino). Questa registrazione segna l’inizio della collaborazione artistica con Cave, tanto che Ellis diventerà membro ufficiale dei Bad Seeds nel 1997.
Rowland S. Howard e Tex Perkins (Cori) – L’ex chitarrista dei The Birthday Party e il frontman dei Beasts of Bourbon, rispettivamente, prestano le loro voci in “Do You Love Me?”.
David McComb (Cori) – Il compianto leader dei The Triffids canta nei cori di “Lay Me Low”.
Robin Casinader (Violino) – Polistrumentista dei The Wreckery, suona il violino insieme a Ellis.
Spencer P. Jones (Cori) – Chitarrista dei Beasts of Bourbon, partecipa in “Ain’t Gonna Rain Anymore”.
Katharine Blake (Cori) – Cantante dei Miranda Sex Garden, interviene in “Do You Love Me? (Part 2)”.
Let Love In si concentra su un tema centrale e potente: l’amore visto come una forza distruttiva, ossessiva e spietata. Nick Cave, a differenza della visione romantica più comune, smonta il sentimento amoroso analizzando diversi aspetti chiave.
Il titolo stesso, “Let Love In” (Lascia entrare l’amore), suona quasi come un. Per Cave, aprire il cuore all’amore non porta serenità, ma significa accogliere una forza devastante che divora l’individuo dall’interno, distruggendo ogni controllo.
L’album si apre e si chiude con “Do You Love Me?” e “Do You Love Me? (Part 2)”, creando una struttura circolare che intrappola in un loop ipnotico. La domanda d’amore più semplice diventa una richiesta disperata, minacciosa e tormentata.
L’immaginario lirico e sonoro è cupo e gotico, popolato da figure sinistre come il demone manipolatore di “Red Right Hand”. L’amore è costantemente associato alla violenza psicologica.
Infine, come spesso accade nella scrittura di Cave, la ricerca dell’altro si intreccia con la ricerca di Dio. Il desiderio romantico assume i tratti di un rituale religioso o di una punizione divina, dove l’amante è al tempo stesso carnefice e salvatore.
Lo stile musicale di questo album rappresenta uno dei punti più alti della carriera di Nick Cave, un perfetto equilibrio tra la furia del post-punk e una teatralità gotica raffinata. Il sound è rock gotico cinematografico, con influenze post-punk, blues spettrale e ballate d’autore.
Rispetto ai dischi precedenti, gli arrangiamenti sono più stratificati e curati: le chitarre distorte e stridenti si mescolano ai ricchi tappeti di pianoforte e organo di Conway Savage e Mick Harvey. Il risultato è un’atmosfera densa, notturna e carica di tensione drammatica, capace di passare in un attimo da sussurri confessionali a esplosioni di pura violenza sonora.
Alcuni brani in particolare definiscono la struttura e l’importanza di questo album. “Do You Love Me?” apre il disco con un rock drammatico e pulsante, sostenuto da una linea di basso ossessiva, che immerge subito l’ascoltatore nell’atmosfera claustrofobica e passionale del lavoro. “Loverman” è un pezzo viscerale che simula un attacco di panico o una possessione demoniaca, caratterizzato da dinamiche estreme: strofe sussurrate e sinistre che esplodono in un ritornello urlato, disturbante e distorto. È anche famosa per la cover dei Metallica. La title-track, “I Let Love In”, è una ballata maestosa ed elegante, dal sapore classico ma intrisa di disperazione, che rappresenta l’equilibrio perfetto tra melodia e oscurità lirica.
Il brano-capolavoro dell’album, una delle pietre miliari della carriera di Nick Cave, è senza dubbio “Red Right Hand”. Costruita su un memorabile e sinistro giro di basso, è arricchita dai rintocchi spettrali di una campana tubolare e dalle note distanti di un organo Hammond. Il ritmo è lento, quasi ipnotico. Il titolo, tratto dal poema “Paradiso perduto” di John Milton, fa riferimento alla mano vendicativa di Dio. Cave descrive un personaggio misterioso, manipolatore e semidivino (forse il diavolo stesso, o una personificazione del destino) che si aggira ai margini di una città desolata.
Al di fuori del disco, il brano ha avuto una vita straordinaria, diventando un classico della cultura pop globale e come sigla principale di molte serie TV.
A distanza di oltre trent’anni dalla sua pubblicazione, “Let Love In” è uno dei tre migliori album di sempre di Nick Cave & The Bad Seeds, insieme a “The Boatman’s Call” e “Push the Sky Away”.
Il disco rappresenta un momento di equilibrio perfetto per la band, che era in uno stato di grazia irripetibile.
Un album senza tracce superflue, dove ogni brano ha un peso specifico altissimo. Un disco viscerale, teatrale, sensuale e spaventoso, un capolavoro assoluto del rock alternativo che ha ridefinito il modo di raccontare l’ossessione amorosa in musica.
Album essenziale.
La Mia Versione
Etichetta: Mute – LPSEEDS8, BMG – LPSEEDS8
Formato: Vinile, LP, Album, Reissue, Remastered, Stereo, 180g
Paese: Europe
Uscita: 16 feb 2015
Tracklist
Do You Love Me? (5:59) – Nick Cave, Martyn P. Casey
Nobody's Baby Now (3:52) – Nick Cave
Loverman (6:21) – Nick Cave
Jangling Jack (2:47) – Nick Cave
Red Right Hand (6:10) – Nick Cave, Mick Harvey, Thomas Wydler
I Let Love In (4:14) – Nick Cave
Thirsty Dog (3:48) – Nick Cave
Ain't Gonna Rain Anymore (3:46) – Nick Cave
Lay Me Low (5:08) – Nick Cave
Do You Love Me? (Part 2) (6:12) – Nick Cave, Martyn P. Casey
Lineup
Nick Cave – Voce principale, pianoforte, organo Hammond, oscillatore, tastiere
Mick Harvey – Chitarra solista e ritmica, basso, batteria, organo, glockenspiel, cori
Blixa Bargeld – Chitarra solista, urla, cori
Martyn P. Casey – Basso
Thomas Wydler – Batteria, percussioni, tamburello, triangolo
Conway Savage – Pianoforte, cori
Con
Warren Ellis – Violino
Robin Casinader – Violino
Tex Perkins – Cori (in Do You Love Me?)
Rowland S. Howard – Cori (in Do You Love Me?)
David McComb – Cori (in Lay Me Low)
Spencer P. Jones – Cori (in Ain't Gonna Rain Anymore)
Katharine Blake – Cori (in Do You Love Me? (Part 2))








