È in occasione della serata all'Arena Santa Giuliana a Perugia per Umbria Jazz 2026 di sabato 4 luglio ’26 che prevede un doppio appuntamento imperdibile per gli amanti del progressive e del jazz elettrico che pubblico questa recensione. Domani avrò la fortuna di vedere in una sola serata due band magnifiche:
Perigeo ("The Last Concert"): L'addio definitivo alle scene della band guidata da Giovanni Tommaso, che torna a esibirsi con la formazione originale al completo dopo oltre cinquant'anni dalla prima edizione del festival del 1973.
BEAT: Il supergruppo composto da Adrian Belew, Tony Levin, Steve Vai e Danny Carey, dedicato alla reinterpretazione dei tre storici album anni '80 dei King Crimson (Discipline, Beat e Three of a Perfect Pair), dei quali ho lungamente parlato in questi giorni.
Nell'attesa del concerto ho riascoltato questo bellissimo disco.
Azimut, album di esordio dei Perigeo, del 1972
“Azimut”, pubblicato nel 1972 è l’album di debutto del Perigeo, quintetto fondato dal contrabbassista e compositore Giovanni Tommaso. Il gruppo ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della musica italiana, introducendo con successo il jazz-rock e la fusion.
Il progetto prese vita a Roma nel 1971, quando Tommaso, reduce da significative esperienze a New York, decise di riunire alcuni dei jazzisti italiani più talentuosi del momento. Reclutò Franco D’Andrea alle tastiere, Tony Sidney alla chitarra elettrica, Claudio Fasoli al sassofono e Bruno Biriaco alla batteria. La band ottenne subito il sostegno della storica etichetta RCA, che li mise sotto contratto.
“Azimut” presenta un genere ibrido unico per l’Italia di allora. A differenza dei contemporanei lavori di rock progressivo o delle sperimentazioni di band come gli Area, i Perigeo combinarono la raffinatezza del free jazz e la struttura armonica complessa con un’attitudine rock, potente e visionaria.
Quella di “Azimut” è la formazione più iconica dei Perigeo, un quintetto di musicisti jazz di altissimo livello, ognuno con un percorso artistico unico. Ecco chi sono e un breve riassunto delle loro esperienze:
Giovanni Tommaso – Contrabbasso, Basso Elettrico. Fondatore, leader e principale autore delle musiche del gruppo. Nato a Lucca nel 1941, ha studiato jazz classico. Prima di entrare nei Perigeo, ha vissuto a New York e suonato con leggende come Sonny Rollins e Chet Baker. Dopo lo scioglimento della band, si è affermato come contrabbassista jazz di fama, direttore d’orchestra e stimato docente ai seminari di Umbria Jazz.
Franco D’Andrea – Pianoforte, Piano Elettrico (Fender Rhodes). Il cervello armonico del gruppo, creatore delle innovative tessiture sonore. Nato a Merano nel 1941, è riconosciuto come uno dei più grandi pianisti jazz europei. Ha suonato nel trio di Gato Barbieri prima di unirsi ai Perigeo. Dopo l’esperienza fusion, ha intrapreso una brillante carriera solista nel jazz acustico, collezionando numerosi premi e insegnando nei principali conservatori italiani.
Claudio Fasoli – Sassofono Alto e Soprano. La voce melodica e solista dei fiati, con uno stile lirico e profondo. Nato a Venezia nel 1939, ha portato al gruppo una solida esperienza nella musica d’improvvisazione. Dopo i Perigeo, ha continuato a guidare i suoi gruppi d’avanguardia, ha registrato numerosi album jazz di successo internazionale e ha insegnato composizione e improvvisazione.
Tony Sidney – Chitarra Elettrica e Acustica. L’anima rock e psichedelica della band, capace di assoli elettrici potenti e incisivi. Nato a Manhattan (New York) nel 1952 da madre italiana e padre americano, si è trasferito in Italia da giovane. Il suo stile combinava la tecnica jazzistica con il rock americano dell’epoca. Ha collaborato anche come turnista per la RCA e in seguito è rimasto attivo nel mondo della chitarra fusion e jazz.
Bruno Biriaco – Batteria, Percussioni. Il motore ritmico, capace di fondere il timing del jazz con la forza del rock. Nato a Roma nel 1949, ha iniziato giovanissimo la carriera di batterista jazz. Oltre ai Perigeo, ha lavorato intensamente in Rai e come direttore d’orchestra. In seguito, ha fondato la “Galaxy Big Band” e si è affermato come apprezzato compositore di colonne sonore per cinema e televisione.
Al concerto del 4 luglio suoneranno tutti i cinque membri della formazione originale in una formazione allargata in cui i cinque fondatori saranno affiancati da altri tre musicisti di altissimo livello che hanno collaborato con loro nelle uscite più recenti:
Claudio Filippini (alle tastiere, musicista che negli ultimi anni aveva sostituito D'Andrea nei live)
Alessandro Paternesi (percussioni/batteria)
Giovanni Imparato (percussioni)
Pur essendo prevalentemente strumentale, l’album include due brani cantati per renderlo più appetibile alle radio e al pubblico dei festival “pop” dell’epoca. Nei lavori successivi, a partire da “Genealogia” del 1974, la band abbandonò completamente le parti vocali, definendo lo stile completamente strumentale che li consacrò.
Lo stile musicale di “Azimut” è un’innovativa fusione di jazz-rock elettrico e fusion, fortemente influenzata dalle sperimentazioni americane dei primi anni ’70. Il Perigeo è stato tra i primi in Italia a unire la complessità del jazz all’energia del rock progressivo.
Il sound si ispira direttamente alla svolta elettrica di Miles Davis (album come “Bitches Brew”) e ai Weather Report. Il basso elettrico e il contrabbasso di Giovanni Tommaso, insieme alla batteria dinamica di Bruno Biriaco, creano un groove solido e incalzante tipico del rock. Franco D’Andrea utilizza il piano elettrico Fender Rhodes e i sintetizzatori, abbandonando il pianoforte acustico per creare tappeti sonori moderni e psichedelici. Il sassofono di Claudio Fasoli e la chitarra elettrica di Tony Sidney si alternano in improvvisazioni libere, vicine al free jazz, ma sempre ancorate a strutture armoniche precise. Infine, a differenza dei dischi successivi, sono presenti rari inserti vocali accennati inseriti per volere della casa discografica per avvicinarsi al pubblico del pop-rock italiano.
Si tratta di uno dei debutti più significativi, innovativi e audaci della musica italiana degli anni ’70, una pietra miliare che segna l’avvento ufficiale del jazz-rock/fusion in Italia.
L’originalità del disco è altissima: a differenza di molte band progressive dell’epoca che si limitavano a copiare i gruppi inglesi, i Perigeo combinano la tecnica jazzistica più pura con l’energia del rock e una spiccata sensibilità melodica tipicamente italiana.
La produzione, per l’epoca, è davvero all’avanguardia: l’uso di effetti elettronici, come il fuzztone sul sassofono o i filtri sulle tastiere, dona al disco un suono che risulta ancora oggi incredibilmente moderno.
Azimut non è solo l’inizio della storia dei Perigeo, ma un vero e proprio capolavoro di sperimentazione che dimostra come i musicisti italiani potessero eccellere nella fusione tra generi diversi senza mai rinunciare alla propria identità. Sarà un onore vederli in concerto nella loro ultima esibizione.
La Mia Versione
Etichetta: Sony Music – 19658703221
Serie: Italian Prog Rewind
Formato: Vinile, LP, Album, Limited Edition, Stereo, Red, 50th anniversary
Paese: Italy
Uscita: 2022
TrackList
A1 Posto Di Non So Dove 6:12
A2 Grandangolo 8:22
A3 Aspettando Il Nuovo Giorno 3:55
B1 Azimut 7:18
B2 Un Respiro 1:30
B3 36° Parallelo 9:51
LineUp
Alto Saxophone, Tenor Saxophone – Claudio Fasoli
Bass, Vocals, Written By, Arranged By – Giovanni Tommaso
Drums, Percussion – Bruno Biriaco
Guitar – Tony Sidney
Piano, Electric Piano – Franco D'Andrea






