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Il Progressive Rock Raffinato dei Maxophone

Rock Progressivo Italiano 

band

I Maxophone sono uno dei gruppi più raffinati e tecnicamente preparati del panorama Rock Progressivo Italiano degli anni '70. La band si è formata a Milano nel 1973 e si tratta di una sorta di supergruppo di musicisti con una solida preparazione accademica con sei dei componenti originali diplomati al Conservatorio che hanno integrato nel loro sound strumenti inusuali per il rock come il corno francese, il clarinetto e l'arpa.

 

La formazione originale era composta da Sergio Lattuada (Tastiere e voce), Roberto Giuliani (Chitarre, pianoforte e voce), Leonardo Schiavone ai Fiati (clarinetto, flauto, sassofono), Alberto Ravasini (Basso, chitarra acustica e voce solista), Maurizio Bianco (Batteria e percussioni), Sandro Colombini (Voce, presente solo nelle prime fasi e come paroliere)

 

L'obiettivo dei Maxophone era abbattere le barriere tra i generi e ci sono riusciti. Il loro disco di esordio e loro capolavoro è la dimostrazione che la formazione accademica classica e l'energia del rock possono coesistere senza che l'una prevalga sull'altra. Non si tratta "semplicemente" di rock con aggiunte orchestrali, ma di una fusione di generi in cui il corno francese o il clarinetto hanno la stessa importanza della chitarra elettrica.

 

Nel 1975 pubblicano per l'etichetta Produttori Associati il loro unico album omonimo, Maxophone, una perfetta fusione tra rock sinfonico, jazz, musica classica e complesse armonie vocali.

 

Credendo fortemente nel progetto, la casa discografica pubblica l'album anche in lingua inglese per il mercato estero, un evento raro per le band italiane dell'epoca.

 

Nonostante l'altissima qualità artistica il gruppo non ottenne il successo commerciale meritato e dopo un ultimo singolo nel 1977, i Maxophone si sciolsero, con i membri che proseguirono carriere come turnisti o insegnanti di musica, per poi tornare con una reunion molti anni dopo, che ha portato alla pubblicazione di un album dal vivo e di un nuovo album in studio, La fabbrica delle nuvole del 2017.

 

Il loro stile è una fusione di generi che pochi altri gruppi dell'epoca potevano permettersi, un sound raffinato con l’uso di splendidi fiati classici, il corno francese, il clarinetto e il flauto traverso con arrangiamenti che non erano semplici accompagnamenti, ma partiture orchestrali integrate nel rock ed una grande complessità vocale, con intrecci vocali polifonici, cori a più voci, contrappunti vocali estremamente complessi.

 

Evidenti le influenze della musica sinfonica classica con aperture dei brani maestose e l’influenza del Jazz-Rock con sezioni ritmiche sincopate e improvvisazioni di fiati e tastiere, ma anche reminiscenze di musica Sacra, con le atmosfere solenni e corali con grande uso dell'organo, con una forte componente melodica tipicamente italiana.

I Maxophone ricercavano una purezza del suono quasi cristallina, ogni strumento era nitido, a livello audiofilo.

La Discografia e le Recensioni

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Maxophone - 1975 - ESSENZIALE

Maxophone (English lyrics) - 1975 - Coming Soon
La Fabbrica Delle Nuvole - 2017 - Coming Soon

Nota: i link alle pagine degli artisti e band qui citati e i loro i loro album  sono disponibili nella pagina "Artisti" o attraverso il TAG Maxophone