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The Aerosol Grey Machine dei Van der Graaf Generator

26-08-2026 08:00

FrancescoProg

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The Aerosol Grey Machine dei Van der Graaf Generator

The Aerosol Grey Machine, uscito nel settembre del ’69, è l’album d’esordio dei Van der Graaf Generator, band progressive rock britannica. La storia dietro ...

The Aerosol Grey Machine dei Van der Graaf Generator, album del 1969.

 

The Aerosol Grey Machine, uscito nel settembre del ’69, è l’album d’esordio dei Van der Graaf Generator, band progressive rock britannica. La storia dietro la sua nascita e pubblicazione è una delle più strane, difficili e affascinanti del rock progressivo.

 

Inizialmente, non doveva essere un album dei Van der Graaf Generator. Nel ’69, la band, a causa di problemi finanziari, legali e del furto di tutta l’attrezzatura dopo un concerto, si era praticamente sciolta. Peter Hammill, il cantante e leader, decise di registrare il suo primo album solista, chiamando gli ex compagni – Hugh Banton alle tastiere, Keith Ellis al basso e Guy Evans alla batteria – come musicisti di supporto.

Prima dello scioglimento, la band aveva firmato un contratto con la Mercury Records. Quando la Mercury scoprì che Hammill stava registrando da solo, insistette affinché l’album uscisse a nome Van der Graaf Generator.  Si arrivò a un accordo fondamentale: la Mercury avrebbe pubblicato l’album negli Stati Uniti, e in cambio la band sarebbe stata liberata da ogni obbligo contrattuale. Questo permise ai Van der Graaf Generator di riformarsi e firmare con la Charisma Records, con cui avrebbero pubblicato i loro capolavori degli anni ’70.

 

L’album fu registrato velocemente, in sole 12 ore ai Trident Studios di Londra, più altre 12 per il missaggio. Musicalmente, è diverso dai successivi lavori della band: manca ancora il sassofono di David Jackson, che sarebbe entrato nel disco successivo. Le atmosfere sono influenzate dal pop psichedelico di fine anni ’60, dal folk e dallo stile di Syd Barrett, ma si intravedono già i primi accenni del rock cupo e drammatico tipico di Hammill. Brani come Afterwards e Necromancer, registrati in un solo pomeriggio ai Marquee Studios, mostrano già la straordinaria estensione vocale di Hammill.

 

Il titolo dell’album (e della title-track) si riferisce a una “macchina grigia ad aerosol” che, nel testo di Hammill, rappresenta una nebbia capace di consumare lo spirito e la vita.

 

La prima stampa uscì negli Stati Uniti con una copertina apribile in pieno stile anni ’60. Nel Regno Unito, la Mercury cancellò la pubblicazione all’ultimo minuto: della versione promozionale inglese originale (con una copertina diversa) esistono pochissimi test pressing, oggi oggetti di culto per i collezionisti.

 

Per gli appassionati, la The Aerosol Grey Machine 50th Anniversary Edition offre un’immersione completa nella storia dell’album e nei brani che non sono mai stati pubblicati all’epoca.  Questa edizione speciale del 2019, prodotta da Esoteric Recordings, è una “Super Deluxe” a tiratura limitata, pensata per celebrare i cinquant’anni dall’uscita originale del 1969.  Il box set è composto da quattro supporti fisici (un LP, due CD e un singolo 7”) e diversi materiali cartacei.

 

Il vinile da 180 grammi contiene l’album originale, completamente rimasterizzato dai nastri originali, con una copertina che riproduce la rara grafica apribile (gatefold sleeve) destinata al Regno Unito nel 1969 e poi ritirata prima dell’uscita nei negozi.

 

Il primo CD include l’album originale con l’aggiunta di alcune bonus track dell’epoca, come Ferret and Featherbird e Giant Squid.

 

Il secondo CD è dedicato ai collezionisti e contiene i demo del 1967, registrazioni casalinghe e di studio inedite prima di questa uscita, tra cui Firebrand e Sunshine, e le Top Gear Sessions del 1968, la sessione radiofonica completa registrata live per la BBC nel novembre del 1968, con una versione “perduta” del brano Octopus. Il singolo 7” è una replica ufficiale del rarissimo singolo d’esordio della band, con People You Were Going To sul lato A e Firebrand sul lato B.

 

Per capire bene l’album originale, bisogna dare un’occhiata ai suoi momenti chiave e al contributo di ogni musicista durante le 12 ore di registrazione.

 

“Afterwards” apre il disco con un’intensità emotiva notevole. È una ballata folk-psichedelica malinconica, caratterizzata da un giro di chitarra acustica e un organo celestiale.  È diventata così famosa che la band l’ha suonata anche nei concerti degli anni Duemila.

 

“Necromancer” è il pezzo più cupo, gotico e profetico dell’album.  Segna chiaramente il passaggio dal pop anni ’60 al progressive rock più oscuro. Il testo parla di stregoneria e occultismo, accompagnato da un ritmo ossessivo e un organo distorto.

 

“Running Back” è un brano pop-folk solare e orecchiabile, con il flauto dolce.  Mostra la grande capacità melodica di Hammill prima che si dedicasse a strutture musicali più complesse e meno convenzionali.

 

“Aquarian” è il pezzo più lungo e sperimentale (oltre 8 minuti). È una suite lisergica ed eccentrica, piena di improvvisazioni strumentali e continui cambi di tempo che anticipano il sound dei dischi successivi come “The Least We Can Do Is Wave to Each Other”.

 

“Into a Game” chiude l’album unendo la delicatezza acustica a improvvisazioni rock, creando un’atmosfera teatrale e tesa.

 

Il disco, privo del sassofono di David Jackson (che si unirà alla band solo in seguito), si caratterizza per un sound più focalizzato su tastiere e sezione ritmica.

 

Peter Hammill, voce e chitarra acustica, è il vero e proprio motore dell’album.  Oltre a comporre tutti i brani, offre una performance vocale teatrale e drammatica, spaziando da sussurri intimi a urla strazianti, in particolare in “Necromancer” e “Into a Game”.

 

Hugh Banton, con il suo organo Hammond e il piano, è il fulcro degli arrangiamenti. Il suo organo, spesso distorto o celestiale, riempie gli spazi lasciati dalla mancanza di una chitarra elettrica solista e intesse le atmosfere barocche e psichedeliche che permeano l’intero disco.

 

Keith Ellis, al basso, offre un suono pulsante, solido e profondamente blues/rock. In brani come “Aquarian” e “Necromancer”, fornisce la spinta energetica necessaria a sostenere le visioni liriche di Hammill.  Questo sarà il suo unico album con la band prima di unirsi ai Juicy Lucy.

 

Guy Evans, alla batteria e alle percussioni, nonostante la breve sessione di registrazione e la giovane età, dimostra già il suo stile jazzato e non convenzionale.  Piuttosto che limitarsi a tenere il tempo, arricchisce i brani con dinamiche creative e improvvisi cambi di ritmo.

 

Infine, una nota di colore: nei crediti dell’album compare come ospite Chris Judge Smith (co-fondatore della band insieme a Hammill, ma già uscito dal gruppo), che suona il flauto dolce e canta nei cori di “Running Back”.

 

Il cofanetto offre una prospettiva diversa sull’album ufficiale, mettendo in luce le differenze tra i demo, le sessioni extra e il disco stesso.  Queste variazioni si manifestano principalmente in tre aspetti: la produzione, la formazione e lo stile musicale.

 

Demo del 1967 vs Album Ufficiale:

Nei demo del 1967, brani come “Firebrand” e “Sunshine” si presentano come ballate acustiche, luminose e sognanti, impregnate dell’atmosfera psichedelica della Summer of Love.  L’album del 1969, invece, adotta un tono più cupo, elettrico ed esistenzialista.

La strumentazione dei demo è essenziale, con Peter Hammill che si accompagna alla chitarra acustica o al pianoforte.  L’organo Hammond di Hugh Banton, che contribuirà a creare il caratteristico sound barocco della band nell’album, è completamente assente.

La voce di Hammill nei demo è pulita e melodica, tipica di un cantautore folk tradizionale. Nell’album del 1969, invece, sviluppa la sua nota teatralità, alternando sussurri drammatici a urla disperate.

 

BBC Sessions (1968) vs Album Ufficiale:

Le registrazioni per la BBC del 1968 (Top Gear) sono state eseguite dal vivo in presa diretta negli studi radiofonici, conferendo loro un’energia ruvida, quasi punk e aggressiva, in netto contrasto con la natura più controllata e folk delle tracce acustiche presenti in “The Aerosol Grey Machine”.

La versione BBC di “Octopus” (1968) supera la durata media dei brani del primo album e mette in mostra una band che improvvisa con grande libertà.  Questo brano funge da anello di congiunzione, rivelando che sul palco la band era già un power-trio d’avanguardia violento e distorto, mentre l’album d’esordio (nato come progetto solista acustico di Hammill) non rendeva appieno questa furia.

 

Singolo del 1969 (“People You Were Going To”):

Registrato prima dell’album, questo singolo presenta una produzione molto più vicina al beat britannico degli anni ’60 rispetto alle canzoni del disco.  Il suo ritmo incalzante e la struttura strofa-ritornello sono elementi che la band abbandonerà quasi immediatamente per dedicarsi a suite strumentali più lunghe e complesse.

 

Queste versioni alternative offrono un’interessante panoramica sull’evoluzione musicale della band, mettendo in luce le diverse influenze e approcci che hanno portato alla creazione dell’album ufficiale del 1969.

 

Tra i contenuti extra, troviamo un libro illustrato con foto mai viste prima, la rassegna stampa dell’epoca, un saggio di Sid Smith, un’intervista esclusiva a Peter Hammill e la riproduzione di un poster originale del 1968 disegnato dallo stesso Hammill. Questo cofanetto ha permesso ai fan di riscoprire le origini della band con una qualità audio eccezionale e con tutto il contesto storico che mancava nelle vecchie ristampe in CD degli anni ’90.

 

Album (e cofanetto)… Essenziali!

 

La Mia Versione

Etichetta: Esoteric Recordings – ECLEC42661
Formato:
CD, Album, Reissue
CD, Compilation
Vinile, LP, Album, Reissue
Vinile, 7", 45 RPM, Single, Reissue
Cofanetto, Deluxe Edition, Limited Edition, Remastered
Paese: UK
Uscita: 3 mag 2019

 

Tracklist

 

"The Aerosol Grey Machine"    
CD1-1        Afterwards
CD1-2        Orthenthian Street (Parts 1 & 2 )
CD1-3        Running Back
CD1-4        Into A Game
CD1-5        Ferret And Featherbird
CD1-6        Aerosol Grey Machine
CD1-7        Black Smoke Yen
CD1-8        Aquarian
CD1-9        Giant Squid
CD1-10        Octopus
CD1-11        Necromancer

1967 Demos Previously Unreleased    
CD2-1        Firebrand
CD2-2        Sunshine


BBC Radio Top Gear Session 18th November 1968    
CD2-3        People You Were Going To
CD2-4        Afterwards
CD2-5        Necromancer
CD2-6        Octopus


A & B Side Of Single Released In January 1969    
CD2-7        People You Were Going To
CD2-8        Firebrand


"The Aerosol Grey Machine"    
LP-A1        Afterwards
LP-A2        Orthenthian Street
LP-A3        Running Back
LP-A4        Into A Game
LP-B1        Aerosol Grey Machine
LP-B2        Black Smoke Yen
LP-B3        Aquarian
LP-B4        Necromancer
LP-B5        Octopus


7" Single    
45-A        People You Were Going To
45-B        Firebrand

 

Lineup

 

Album Originale (1969) e Singolo 45 Giri

  • Peter Hammill: Voce, chitarra acustica
  • Hugh Banton: Organo Hammond, pianoforte, cori
  • Keith Ellis: Basso
  • Guy Evans: Batteria, percussioni

 

BBC Sessions (1968)

  • Peter Hammill: Voce, chitarra acustica
  • Hugh Banton: Organo Hammond, cori
  • Keith Ellis: Basso
  • Guy Evans: Batteria
  • Chris Judge Smith: Batteria, fiati, cori

 

Demo Casalinghi (1967)

  • Peter Hammill: Voce, chitarra acustica, pianoforte
  • Chris Judge Smith: Cori, percussioni, flauto
  •  

 

Ospiti (Album 1969)

  • Chris Judge Smith: Flauto dolce, cori
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