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662 Recensioni - 379 Artisti - 93 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

This Was dei Jethro Tull

08-07-2026 08:00

FrancescoProg

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This Was dei Jethro Tull

This Was album di debutto dei Jethro Tull del 1968. Da molti e' considerato un album minore, io non la penso assolutamente cosi'...

This Was album di debutto dei Jethro Tull del 1968.


Da molti è considerato un album minore, io non la penso assolutamente così. Non è ai livelli dei successivi se vogliamo a tutti i costi che sia un album prog, quelli, del prog, avevano caratteristiche ben più definite, questo è un altro genere, musica d'autore blues degli anni '60 e fonde il rhythm and blues con elementi jazz e sicuramente una enorme componente di splendido folk.

Queste sono le origini, il punto da cui sono partiti e devo dire lo hanno fatto alla grande, a mio avviso questo album di debutto è ottimo, a tratti spettacolare.

 

“This Was” è l’unico album della band che vede la partecipazione del chitarrista e co-fondatore Mick Abrahams e il suo sound è piuttosto diverso dai classici dei Tull guidati solo dal flauto di Ian Anderson.  Qui, la chitarra di Mick Abrahams è la vera protagonista, accompagnata da influenze jazz e dall’armonica.  

 

Il nome del gruppo, tra l’altro, è stato suggerito dal loro agente e si ispira a un famoso pioniere e agronomo inglese del XVIII secolo come meglio descritto nella scheda a loro dedicata.

 

L’idea centrale di “This Was” è racchiusa nel suo titolo, scelto con una punta di ironia da Ian Anderson: “Questo è stato”, a sottolineare che l’album era già un ricordo nel momento stesso della sua uscita.  La band era consapevole che il loro sound blues era solo un punto di partenza. Il titolo indicava chiaramente che si stavano già orientando verso sonorità diverse, come il folk e il progressive. I Jethro Tull volevano rompere con le convenzioni. Invece di presentarsi come i giovani ribelli del rock, scelsero di farsi immortalare in copertina travestiti da vecchi barboni in compagnia di cani.

 

La copertina e il titolo andavano controcorrente rispetto all’estetica psichedelica e sgargiante del 1968.  Era un modo per affermare che la loro musica non si piegava alle tendenze del momento.

Il disco rappresenta il compromesso e il conflitto concettuale tra il blues tradizionale del chitarrista Mick Abrahams e le prime incursioni jazz e folk del flautista Ian Anderson.

 

Dopo l’uscita dell’album, che ha raggiunto la decima posizione nella classifica britannica, ci sono state delle divergenze artistiche che hanno portato all’abbandono di Abrahams.  Al suo posto è arrivato Martin Barre, un cambio di formazione che ha poi spinto i Jethro Tull verso il loro famoso sound folk e progressive rock del successivo album “Stand Up”.

 

Ho la ristampa in vinile da 180 grammi 0825646307807.  Parte dal nuovo mix stereo del 2008, realizzato dal tecnico del suono Peter Mew.

 

“My Sunday Feeling” apre l’album con un Blues dal ritmo incalzante, che mette subito in mostra l’intento della band di rompere con il blues statico, optando per un sound più vivace e d’impatto. L’urlo introduttivo di Ian Anderson e il riff sincopato tra flauto e chitarra sono i punti forti di questo brano. La sezione ritmica di Glenn Cornick al basso e Clive Bunker alla batteria spinge il pezzo con un tiro incredibile, mentre il flauto di Anderson offre una performance energica e coinvolgente.

 

“Some Day The Sun Won’t Shine For You” è un pezzo che avvolge con il suo Country Blues, l’atmosfera è intima e un po’ ruvida, con Anderson e Mick Abrahams che si intrecciano alla perfezione tra voce e strumenti. Anderson suona un’armonica a bocca, mentre Abrahams sfoggia tutta la sua classe con la chitarra acustica.  Le loro voci che si fondono nelle strofe, creando un’atmosfera suggestiva.

 

“Beggar’s Farm” è uno dei pezzi forti dell’album, un vero e proprio viaggio in un mondo cupo e misterioso che anticipa il sound che la band svilupperà negli anni a venire.  È un Blues Rock ipnotico, con un cambio di tempo centrale che rompe la cadenza blues rallentata e sfocia in una jam.  L’assolo di chitarra elettrica di Abrahams è semplicemente monumentale, ricco di sustain, mentre la linea di basso pulsante di Cornick fa da perfetta base a tutto il pezzo.

 

“Move On Alone” è la traccia più particolare del disco, un Pop-Folk orchestrale pieno di energia, influenzato dal pop di quegli anni e arricchito da una sezione di fiati arrangiata da David Palmer.  L’uso insolito degli ottoni e la performance vocale solista, che non è di Anderson, sono le vere chicche di questo brano.  È l’unico pezzo interamente scritto e cantato da Abrahams, la cui voce si sposa alla perfezione con i fiati, mentre Anderson si gode il momento accompagnando con la chitarra.

 

“Serenade To A Cuckoo” è una traccia strumentale incantevole che mostra tutto l’amore di Anderson per il jazz. È una cover di Rahsaan Roland Kirk. L’assolo centrale di flauto è il momento clou, dove Anderson usa per la prima volta la tecnica del sing-flute (cantare mentre si suona il flauto).  Anderson è semplicemente fantastico, mentre Bunker accompagna con un tocco jazzato e leggerissimo sui piatti, seguendo i cambi di dinamica.

 

“Dharma For One” è un pezzo travolgente di Hard Rock psichedelico e Heavy Blues strumentale. È un rock viscerale con una forte impronta acida. È la traccia di Bunker: il suo assolo di batteria è incredibilmente coordinato e potente. Anderson aggiunge un tocco finale con un insolito clavioline (un precursore del sintetizzatore).

 

“It’s Breaking Me Up” è il brano più classico e tradizionale Blues. La chitarra elettrica e l’armonica distorta sono i punti salienti. Abrahams è nel suo elemento, con riff e micro-assoli blues pieni di gusto, mentre Anderson risponde con calde incursioni all’armonica.

 

“Cat’s Squirrel” è una scarica di adrenalina pura, un Blues Rock strumentale che si trasforma in una cavalcata elettrica. L’interazione selvaggia e serrata tra la chitarra solista e la batteria è il momento clou. Abrahams è il re della traccia, con assoli fulminei e distorti, seguito da Bunker con un drumming forsennato. Anderson non suona in questo brano.

 

“A Song For Jeffrey” è un vero gioiellino dedicato all’amico d’infanzia di Ian Anderson, Jeffrey Hammond, che poi sarebbe diventato il bassista della band.  È una delle canzoni che meglio rappresenta il sound unico dei primi Jethro Tull, con un ritmo quasi ipnotico.  L’effetto distorto sulla voce di Anderson, che canta attraverso un microfono per armonica, e il riff del flauto che fa da filo conduttore sono i punti forti. Anderson si supera, unendo voce filtrata, flauto e armonica, mentre il basso di Cornick crea una melodia fondamentale che sostiene la struttura un po’ fuori dagli schemi del pezzo.

 

“Round” è una traccia strumentale brevissima, appena 50 secondi, che chiude l’album in modo dolce e acustico, un passaggio improvviso dal caos elettrico della canzone precedente alla tranquillità di questo frammento folk. Un delicato intreccio acustico con Anderson al flauto e Abrahams alla chitarra che segna la fine della loro breve ma importante collaborazione.

 

Prima di ascoltarlo pensi non sia uno dei migliori, però poi lo ascolti e ogni volta cambi completamente idea. Ci annuncia di quello che sarà il sound della band in molti momenti, ma preso a sé stante è sicuramente un grandissimo album, se non pensi al futuro e te lo ascolti e basta, è un presente meraviglioso, un inizio magnifico. Inoltre, è un album in cui Ian non è che parte della band a mio avviso. La sua leadership sempre crescente e costante sicuramente ha dato alla band il grande successo in seguito, ma qui mi sembra sia molto integrato con il gruppo e le dinamiche all'interno della band sembrano più equilibrate. Secondo me da avere in collezione. 

 

La Mia Versione

Etichetta: Chrysalis – 0825646307807
Formato: Vinile, LP, Album, Reissue, Stereo, Remix, 180 Gram, Gatefold
Paese: UK & Europe
Uscita: giu 2014

 

I Brani
1. My Sunday Feeling (3:42)
2. Some Day the Sun Won't Shine for You (2:49)
3. Beggar's Farm (4:20)
4. Move On Alone (1:59)
5. Serenade to a Cuckoo (6:11)
6. Dharma for One (4:16)
7. It's Breaking Me Up (5:05)
8. Cat's Squirrel (5:44)
9. A Song for Jeffrey (3:23)
10. Round (0:49)
Durata 38:18


La Formazione
- Ian Anderson - voce, flauto, armonica, "claghorn" (6), pianoforte (10)
- Mick Abrahams - chitarra, chitarra a 9 corde (4), voce solista (4) e cori
- Glenn Cornick - basso
- Clive Bunker - batteria, melodica, charm bracelet
Con:
- David Palmer / ottoni (4), arrangiatore e direttore

 

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

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