
Parasomnia dei Dream Theater, pubblicato a febbraio del 2025.
Album che vede il grande ritorno di Portnoy alla batteria.
Si tratta di un concept album sulla parasomnia, un disturbo che comprende una vasta gamma di esperienze e comportamenti insoliti e indesiderabili che le persone sperimentano durante il sonno, noti anche come disturbi del sonno dirompenti. Le atmosfere dell'album sono adatte allo scopo secondo me, lasciano la percezione di un disturbo onirico e pressante. Un album oscuro, con note aggressive e che lasciano spesso una sensazione di tensione. L'obiettivo di concettualizzare in musia la sensazione di un "sonno diffuso" e' centrato, con la proposta di una realtà musicale grigia e piovosa.
Bello ma non sorprendente. Quello che ti aspetti da questa band, quindi eccellente ma non un capolavoro secondo me.
Non superiore ai capolavori della band da poco usciti in nuove edizioni, ma secondo me (anche se non li ho approfonditi ma ascoltati su musica liquida, lo ammetto) superiore agli ultimi lavori.
Musicalmente suonato alla perfezione come questi mostri ci hanno abituato, anche la produzione al top.
I brani che preferisco sono "A Broken Man” e “Night Terror”: i piu' aggressivi in cui si sprigiona la potenza di Portnoy.
Molto bella la ballata “Bend The Clock”, un sound dei "vecchi" Dream Theater con una grande chitarra acustica e una parte vocale eccezionale.
“The Shadow Man Incident”, che chiude l’album con i suoi circa venti minuti ha un grande trasporto, grande pezzo.
Le atmosfere sono dark, "spettrali" e soffuse, con suoni immersivi e immagini eleganti, ma decisamente disturbanti.
Non mancano i momenti più jazz e virtuosismi strumentali, con una sensazione che sia un tentativo di accontentare i fan storici insieme alla ricerca di nuove sonorità, una sorta di tentativo di innovarsi ma anche di riproporre il passato, insieme.
Ho trovato pero' dei cliché, qualcosa che mi ricorda i Rush o i Kansas, alcuni giri di tastiera degni dei genesis, un cantato a volte anni 80 e un sound hard prog un po’ datato, momenti in cui i ritornelli sono più scenografici che complessi, bello per me che il prog lo ascolto senza soluzione di continuità, molto prog e hard rock (a volte vecchia maniera) alternato con cavalcate e giri sincopati puramente metal e non me lo aspettavo.
Accade a mio avviso in molte sezioni dell’album. Un pregio? Un difetto? Lo ho riascoltato piu' volte e anche se l'album e' godibile, lo ascolto volentieri, confermo il mio giudizio iniziale, eccellete ma non regge il cofronto con i loro capolavori dei tempi migliori: Images And Words del 1992, Awake del 1994, Metropolis Pt. 2: Scenes From A Memory del 1999, Six Degrees of Inner Turbulence del 2002.
Ecco, dopo questi, viene Parasomnia quindi e' un album da avere assolutamente in collezione.
I Brani
1. In the Arms of Morpheus (5:22)
2. Night Terror (9:55)
3. A Broken Man (8:30)
4. Dead Asleep (11:06)
5. Midnight Messiah (7:58)
6. Are We Dreaming? (1:29)
7. Bend the Clock (7:25)
8. The Shadow Man Incident (19:32)
Durata 71:17
La Formazione
- James LaBrie - voce solista
- John Petrucci - chitarre, cori
- Jordan Rudess - tastiere, cori
- John Myung - basso, cori
- Mike Portnoy - batteria e percussioni, cori
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