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573 Recensioni - 332 Artisti - 79 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

The Raven That Refused to Sing di Steven Wilson

26-12-2025 14:42

FrancescoProg

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The Raven That Refused to Sing di Steven Wilson

The Raven That Refused to Sing (And Other Stories), terzo album del genio  della musica moderna Steven Wilson, del 2013, uno dei dischi prog che preferisco...

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The Raven That Refused to Sing (And Other Stories), terzo album del genio  della musica moderna Steven Wilson, del 2013, uno dei dischi prog che preferisco, album Essenziale. Io seguo tutti i progetti di Wilson e questo è uno dei migliori in assoluto delle sua discografia. 

 

Ho parlato molto, ma indirettamente, di Steven Wilson, genio della musica moderna, in occasione delle recensioni e schede sui suoi molteplici progetti, trovate la biografia completa nella scheda a lui dedicata.

 

The Raven That Refused to Sing (And Other Stories), è un album che segna un ritorno deciso e splendido alle sonorità del prog classico degli anni '70 ma con una produzione contemporanea di tipo audiofilo, cosa incredibile considerando che l'album è stato registrato in una sola settimana per poi essere ingegnerizzato da Alan Parsons. 

Si tratta di un "racconto in musica" basato su sei storie soprannaturali di fantasmi scritte dallo stesso Wilson con al centro i temi della mortalità, il rimpianto, la perdita e l'aldilà. 
 

L'album è composto da sei tracce, tre delle quali superano i dieci minuti: 
Luminol è un brano complesso che fonde jazz-rock e riff di basso, pezzo fantastico, una alternanza di movimenti e atmosfere che riporta fra noi il Progressive, fra Hammond, cambi di tempo, aperture corali, giochi di pieno e vuoto, esplosioni e accenti.

 

Holy Drinker è una jam jazz-fusion che poi diventa hard rock anni '70 con un ottimo mellotron e poi si trasforma di nuovo ma stavolta in heavy metal.


Drive Home è una ballata dal tono malinconico con un assolo di chitarra strepitoso di Guthrie Govan.
The Watchmaker, brano di circa 12 minuti che inizia con arpeggi acustici e sfocia in esplosioni sinfoniche inquietanti, grandissimo brano con una eccellente melodia.
The Raven That Refused to Sing, la title-track è una ballata che racconta di un uomo anziano che, sul punto di morire, spera che un corvo canti per lui, vedendo nell'uccello la manifestazione della sorella perduta nell'infanzia,  davvero molto coinvolgente e commovente.

Gli altri brani, più brevi sono comunque di altissimo livello, Drive Home con un grande assolo di chitarra , Pin Drop breve ma intenso.

 

Grandissima la collaborazione di Theo Travis, che a suonato nei King Crimson ma anche in Until All The Ghosts Are Gone degli Anekdoten, The Sky Moves Sideways e Stupid Dream dei Porcupine Tree e 4 ½ di Steven Wilson ma anche coi Soft Machine e di recente negli ZOPP ma anche quella di Dave Stuart, anch'esso un gigante, con la sue straordinaria carriera on band della scena di Canterbury 

 

Un talento quello di Wilson che ha prodotto uno dei migliori album progressive rock dagli anni '70.

Semplicemente un capolavoro.

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

Tracklist

1. Luminol (12:10)
2. Drive Home (7:37)
3. The Holy Drinker (10:13)
4. The Pin Drop (5:03)
5. The Watchmaker (11:43)
6. The Raven That Refused to Sing (7:57)

Durata 54:43

LineUp

- Steven Wilson - voce, chitarre, tastiere, Mellotron, basso (3), produzione e mixaggio

Con:

- Guthrie Govan - chitarra solista (1-6)

- Alan Parsons - chitarra (3), produttore associato e ingegnere del suono

- Niko Tsonev - chitarra (2.1, 2.6)

- Adam Holzman - pianoforte, Hammond, Fender Rhodes, Minimoog

- Theo Travis - sassofono, flauto, clarinetto

- Nick Beggs - basso, Chapman stick (3), cori

- Marco Minnemann - batteria, percussioni

- London Session Orchestra - archi

- Dave Stewart - arrangiatore d'archi

- Perry Montague-Mason - archi solisti

- Jakko Jakszyk - voce (1, 5)

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