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The Power to Believe, l’ haiku di Belew e la chiusura della storica suite Larks' Tongues in Aspic

30-12-2025 17:09

FrancescoProg

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The Power to Believe, l’ haiku di Belew e la chiusura della storica suite Larks' Tongues in Aspic

The Power to Believe dei King Crimson, album del 2003, il miglior lavoro della formazione Belew-Gunn-Mastelotto-Fripp, il manifesto definitivo della formazione

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The Power to Believe dei King Crimson, album del 2003.

 

Dei King Crimson ho lungamente parlato in occasione delle recensioni di alcuni loro capolavori e questo non fa eccezione. Questa band, fin dagli esordi, in preda ad una sempre nuova tendenza al cambiamento e sperimentazione, ha sfornato capolavori nelle diverse fasi che la hanno vista approcciare a stili diversi.

 

Questo disco appartiene alla fase iniziale di questo secolo definita King Crimson VI con una line up in cui dalla fine dei ProjeKcts, Bruford aveva ufficialmente lasciato la band per dedicarsi al jazz con gli Earthworks ed altri gruppi e Levin aveva cominciato a collaborare con altri artisti fuori dalla cerchia dei King Crimson, come Peter Gabriel e Seal e non sembrava intenzionato a rientrare nel gruppo ma che viene solo tenuto in “sospeso” e considerato il "quinto membro" dei King Crimson, anche in quel periodo, con Belew che assumeva il suo ruolo.

 

I restanti membri, Belew, Fripp, Gunn e Mastelotto, dalla fine del 1999 ripresero l'attività come King Crimson innescando un ulteriore cambiamento nelle sonorità della band: Gunn cominciò a concentrarsi sull'uso della chitarra Warr, la chitarra baritona e il basso Ashbory con corde di silicone. Mastelotto sperimentava sempre più strumenti elettronici e per questo vi fu un massiccio ricorso alla tecnologia.

 

Pubblicarono un nuovo album, The ConstruKction of Light nel 2000 e successivamente due EP, Level Five e Happy With What You Have to Be Happy With nel 2001 e 2002 che preannunciavano di fatto The Power to Believe, del 2023 che è anche il più recente album della formazione come King Crimson ad oggi.

 

The Power to Believe è secondo me un capolavoro del XXI secolo che unisce l'eredità storica della band e le sonorità industriali del nuovo millennio.

 

Il titolo e il testo principale derivano da un haiku di Adrian Belew tratto dal suo brano solista che dice 

 

“All Her Love Is Mine: "She saved my life... when she gave me back the power to believe".

 

 L'Haiku è un componimento poetico di origine giapponese nato nel XVII secolo, caratterizzato da un'estrema brevità ed essenzialità con una struttura e metrica precise, si compone di soli tre versi per un totale di 17 sillabe seguendo uno schema fisso (Primo verso: 5 sillabe, Secondo verso: 7 sillabe, Terzo verso: 5 sillabe)

 

In quest’album Belew utilizza la struttura dell'haiku: il brano d'apertura e quello di chiusura, così come le transizioni tra le sezioni principali, sono basati su testi brevi e poetici che Belew stesso ha definito esplicitamente come haiku.

 

Il concept dell’album ruota attorno a una visione apocalittica e sintetica della modernità ed è strutturato attorno a una suite in quattro parti.

 

La suite apre il disco a cappella e attraversa fasi ambientali e tribali (Part II) e si muove su sonorità industriali e violente (Part III), per chiudersi con i Soundscapes di Robert Fripp (Part IV: Coda).

 

I sound dona un clima inquieto e tecnicizzato e il tutto è rappresentato dalla copertina, un’opera di P.J. Crook che raffigura un neonato protetto da mani in una stanza buia, mentre fuori imperversa una metropoli inquinata. Il bambino simboleggia la speranza che sopravvive in un mondo allo sfacelo con il sound che comunica il senso di oppressione causato dalla società moderna.

 

L'artwork è fondamentale per la comprensione del disco in quanto non si tratta solo una scelta estetica, ma è legato ai temi dell'album.

 

Il dipinto raffigura un neonato disteso su fasce bianche (simbolo di purezza e vulnerabilità), tenuto protetto da due mani grandi e nodose, in una sorta di rifugio con sullo sfondo un paesaggio urbano freddo o industriale, tipico delle atmosfere sonore "Nuovo Metal" del disco.

 

Le figure sembrano compresse, viste da angolazioni inquietanti, riflettendo la complessità dei tempi dispari e delle strutture musicali di Robert Fripp.

 

L'immagine illustra visivamente l'haiku di Adrian Belew che attraversa l'album

"She saved my life... when she gave me back the power to believe."

 

Il bambino nell'artwork incarna quel "potere di credere”, non come fede religiosa, ma come forza vitale e creativa che resiste all'entropia e alla violenza sonora espressa in brani come Level Five.

 

Il Bambino (Il Neonato) è il centrale dell'opera e rappresenta l'innocenza, la vulnerabilità e la purezza, colui che incarna la "capacità di credere" in un mondo che sta diventando sempre più freddo, meccanico e cinico, il simbolo della speranza che deve essere protetta dalle Mani Protettrici

 

Le Figure sullo Sfondo rappresentano la massa anonima, la società moderna che si muove in un ambiente urbano opprimente e industriale e contribuiscono al senso di isolamento che è un tema centrale del disco.

 

Sebbene non appaia fisicamente nel dipinto, Robert Fripp ha un legame quasi "personale" con i personaggi di P.J. Crook. Spesso l'artista inserisce piccoli riferimenti o "cammei" nascosti nelle sue opere; in questa specifica immagine, l'atmosfera austera e la precisione del tratto riflettono la personalità del leader della band.

 

Un disco in cui c’è spazio anche per l’ironia, con Happy With What You Have to Be Happy With nella quale Belew scherza apertamente sulla necessità di scrivere un ritornello orecchiabile per soddisfare il mercato discografico, contrapponendo la banalità dei testi "standard" alla complessità strumentale del gruppo.

 

Concettualmente, l'album chiude il cerchio della storia dei King Crimson con Level Five che rappresenta la quinta e ultima parte della storica suite Larks' Tongues in Aspic, legando il presente industriale alle radici degli anni '70.

 

La suite "Larks' Tongues in Aspic" è infatti l'opera più iconica dei King Crimson, iniziata nel 1973 e conclusasi (forse) nel 2003, attraversando trent'anni di storia del rock progressivo, evolvendosi dal violino sperimentale al metal industriale.

 

1. Larks' Tongues in Aspic, Part One (1973) dall’album Larks' Tongues in Aspic, opera monumentale di oltre 13 minuti che si apre con le percussioni metalliche di Jamie Muir e il violino di David Cross, per poi esplodere in un riff di chitarra distorto e spigoloso di Robert Fripp, la nascita del "suono Crimson" più oscuro e sperimentale.

2. Larks' Tongues in Aspic, Part Two (1973) dall’album Larks' Tongues in Aspic, breve e più strutturata, puramente strumentale con tempi dispari e riff pesanti.

3. Larks' Tongues in Aspic, Part III (1984) dall’album Three of a Perfect Pair che riflette l'influenza della New Wave e del minimalismo, con incastri chitarristici veloci.

4. Larks' Tongues in Aspic, Part IV (2000) dall’album The ConstruKction of Light, divisa in tre sezioni, nel mondo dell’industrial rock, estremamente tecnica, con batteria elettronica e chitarre che sembrano macchinari pesanti e che include l’unica sezione vocale della suite intitolata "Coda: I Have a Dream".

5. Level Five (2003) dall’album The Power to Believe che non contiene nel titolo il nome della suite ma che Fripp ha ufficialmente identificato come "Larks' Tongues in Aspic, Part V", il brano più brutale e moderno, un muro di suono "Nuovo Metal" che chiude definitivamente il ciclo iniziato nel 1973.

 

Una suite che è considerata la spina dorsale della discografia dei King Crimson.

 

L'album è fondamentalmente unito da una suite in quattro parti (la title track) con sonorità definite da Fripp come "Nuovo Metal", influenzato dalla collaborazione della band con i Tool, con chitarre distorte e ritmi complessi, ma che contiene oltre a brani aggressivi come Level Five anche la melodia di ballate come Eyes Wide Open.

 

The Power to Believe è il miglior lavoro della formazione Belew-Gunn-Mastelotto-Fripp, il manifesto definitivo della formazione, la fusione di metal, musica d'avanguardia e ambient in un'unica visione coerente della società moderna. Capolavoro.

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

Tracklist

1. The Power to Believe I: A Cappella (0:44)
2. Level Five (7:17)
3. Eyes Wide Open (4:08)
4. Elektrik (7:59)
5. Facts of Life: Intro (1:38)
6. Facts of Life (5:05)
7. The Power to Believe II (7:43)
8. Dangerous Curves (6:42)
9. Happy With What You Have to Be Happy With (3:17)
10. The Power to Believe III (4:09)
11. The Power to Believe IV: Coda (2:29)

Durata 51:11

LineUp

- Adrian Belew - chitarra, voce
- Robert Fripp - chitarra
- Trey Gunn - chitarre Warr con e senza tasti
- Pat Mastelotto - batteria e programmazione batteria

Con:
- Tim Faulkner - voce (4)
- Bill Munyon - sound design (aggiuntivo)

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