| Canterbury Scene | Crossover Prog | Eclectic Prog | Extreme Prog Metal | Folk Rock | Heavy Prog | Jazz-Rock Fusion | Krautrock | Neo Prog | NON PROG | Northern Prog | Post Metal | Post Rock | Prog Related | Progressive Electronic | Progressive Metal | Psychedelic Rock | Rock Progressivo Italiano | Space Rock | Symphonic Rock | Zeuhl |

logonuovo.jpeg

P r o g r e s s i v e   R o c k   W o r l d 

logotondo.jpeg

facebook
whatsapp

573 Recensioni - 332 Artisti - 79 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

Still Life dei Van der Graaf Generator, l’organo customizzato di Banton e la figura di Lichtenberg

04-01-2026 07:15

FrancescoProg

Eclectic Prog, ESSENZIALE, Album anni Settanta, van-der-graaf-generator, peter-hammill,

Still Life dei Van der Graaf Generator, l’organo customizzato di Banton e la figura di Lichtenberg

Still Life dei Van der Graaf Generator, pubblicato nel 1976, uno dei loro capolavori assoluti e un album Essenziale per il progressive rock...

img_0151.jpeg

Still Life dei Van der Graaf Generator, pubblicato nel 1976.

 

Di Peter Hammill e dei Van der Graaf Generator di cui e' stato fondatore, ho lungamente parlato nella scheda a loro dedicata "Lo stile unico dei Van der Graaf Generator: il Prog Rock fra oscurità' e filosofia" e nelle recensioni degli album di Hammill.

 

Still Life è di uno dei loro capolavori assoluti e un album Essenziale per il progressive rock, una pietra miliare.

 

È il secondo album dopo la reunion del 1975, pubblicato fra Godbluff dello stesso anno e World Record del 1976.

la formazione rimase invariata rispetto al precedente Godbluff, mantenendo il quartetto "classico" composto da Peter Hammill, Hugh Banton, Guy Evans e David Jackson, l'unico cambiamento riguardò l'approccio strumentale di Hugh Banton, che in quel periodo iniziò a integrare pesantemente l'uso di organi customizzati per sopperire alla mancanza di un bassista di ruolo.

 

Banton modificava infatti pesantemente i propri strumenti, il suo Organo Hammond e i suoi modelli Farfisa vennero modificati per ottenere suoni distorti e orchestrali unici, spesso collegandoli a sistemi di amplificazione personalizzati.

 

Solo dopo la pubblicazione dell’album iniziarono cambiamenti radicali che avrebbero trasformato la band tra la fine del 1976 e il 1977: subito dopo il tour di promozione dell'album e la registrazione del successivo World Record (ottobre 1976), Hugh Banton lasciò il gruppo per intraprendere la carriera di costruttore di organi elettronici e ha trasformato la propria competenza tecnica in una carriera di successo come costruttore e progettista di organi, fondando la propria società, la The Organ Workshop, unendo  l'informatica all'organaria classica e utilizzando una tecnologia chiamata “sintesi digitale per modellazione fisica”, progettata per replicare fedelmente il suono complesso e ricco degli organi a canne reali, ma in formati digitali più versatili e compatti. Oggi Hugh Banton è considerato uno dei massimi esperti mondiali nel campo degli organi digitali liturgici e concertistici.

David Jackson abbandonò poco dopo, all'inizio del 1977, a causa di tensioni interne e problemi logistici. La trasformazione della band ebbe il suo compimento nella nuova denominazione in "Van der Graaf" quando entrarono Nic Potter al basso (che tornava nel gruppo dopo anni) e Graham Smith al violino.

 

Un Capolavoro in tutto, il titolo stesso dell’album è un capolavoro concettuale: Il significato letterale indica il genere pittorico della "Natura Morta" ma nel titolo si gioca sull'ambiguità delle parole: Still (fermo, immobile) e Life (vita), l'idea di qualcosa che è vivo, o lo è stato, ma che viene ritratto in uno stato di immobilità, che richiama ad un significato più profondo che è quello della visione di Peter Hammill sull'immortalità, la "vita immobile" che è la condizione di chi ha sconfitto la morte: se la vita non ha più un termine, perde il suo dinamismo, la sua urgenza e la sua evoluzione e la "Still Life" diventa una stasi eterna, una condanna dove l'esistenza è cristallizzata, priva di scopo e di cambiamento, rendendo l'immortalità indistinguibile dalla morte stessa.

 

Attorno a questo concept ruotano tre temi principali e, come vedremo in coda, lo stesso Artwork ne è una splendida rappresentazione:

 

Il paradosso dell'immortalità: Nella title track, Peter Hammill esplora il concetto di una società che ha sconfitto la morte. Lungi dall'essere un dono, l'immortalità viene descritta come una condanna alla noia, all'inerzia e alla sterilità. Senza la fine, la vita perde il suo sapore e la sua urgenza, diventando appunto una "natura morta" (Still life).

 

La ricerca di trascendenza: Brani come "Pilgrims" e la suite finale "Childlike Faith in Childhood's End" (ispirata al romanzo di Arthur C. Clarke) bilanciano il pessimismo con una visione più speranzosa. Qui l'umanità è vista in costante evoluzione, come pellegrini che cercano di superare i propri limiti fisici e mentali per trovare uno scopo superiore, accettando la morte come parte integrante del ciclo vitale.

 

L'emotività e il desiderio: Brani come "La Rossa" e "My Room (Waiting for Wonderland)" riportano il concept su un piano più intimo e umano, esplorando la tensione tra platonico e sessuale, il desiderio di connessione e la malinconia della perdita.

 

Musicalmente l’album è caratterizzato da atmosfere solenni, con momenti di calma quasi religiosa anche grazie all'organo di Hugh Banton col suo sound gotico e liturgico, e dalla alternanza di atmosfere che vanno da un tono sommesso con pianoforte e fiati leggeri ad esplosive sezioni strumentali, a volte rabbiose.

 

Banton utilizza i pedali della pedaliera dell'organo per coprire le frequenze basse, creando un tappeto sonoro profondo e quasi percussivo e i sassofoni di David Jackson sono elettrificati o suonati con due strumenti contemporaneamente, con armonie dissonanti che sostituiscono i riff di chitarra. La performance di Peter Hammill è straordinaria, melodico ma teatrale, che passa dal sussurro al grido disperato. Un Progressive Rock che sconfina nel Jazz-Rock con le ritmiche di Guy Evans.

 

- Pilgrims apre il disco con un organo solenne e un tono pastorale, che si evolve in un crescendo maestoso con un lavoro di David Jackson al sassofono melodico e potente.

- Still Life, la title track è una delle composizioni più cupe e filosofiche di Peter Hammill caratterizzata da un'atmosfera sospesa e la sua voce inizialmente sussurrata

- La Rossa è una traccia intensa, una suite frenetica che alterna momenti di quiete a esplosioni violente con Guy Evans ai massimi livelli.

- My Room (Waiting for Wonderland) è una ballata malinconica con uno straordinario pianoforte e un sassofono con mood Jazz, brano intimo e con una struttura più lineare che consente una performance vocale eccezionale.

- Childlike Faith in Childhood's End è la traccia epica di chiusura dell'album, una delle vette del genere prog in generale, suite complessa con organi liturgici, riff distorti di sax, cambi di tempo radicali e un finale trionfale.

 

L'artwork non è un dipinto o una foto astratta ma mostra una figura di Lichtenberg, in una foto scattata da Paul Brierley di una scarica elettrica catturata in acrilico, a rappresentare l'idea di qualcosa di vivo come lo è l'energia elettrica, reso eterno e immobile, una rappresentazione visiva perfetta del titolo e concept dell'album.

 

Still Life è ormai un classico, un punto di riferimento del progressive rock per la sua capacità di unire poesia e musica, un'opera essenziale dei Van der Graaf Generator.

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

Tracklist

1. Pilgrims (7:07)
2. Still Life (7:20)
3. La Rossa (9:47)
4. My Room (Waiting for Wonderland) (8:09)
5. Childlike Faith in Childhood's End (12:20)

Durata 44:43

LineUp

- Peter Hammill - voce, chitarra, pianoforte
- Hugh Banton - organi, basso e pedali per basso, Mellotron, pianoforte
- David Jackson - sassofoni acustici ed elettrici contralto, tenore e soprano, flauto
- Guy Evans - batteria e percussioni

img_0151.jpegimg_0152.jpegimg_0153.jpeg
img_0150.jpeg