
Return to Ommadawn Mike Oldfield, del 2017, il suo ultimo album.
È l’album conclusivo di una grandissima carriera e di un ritorno alle origini per Mike Oldfield che torna a riabbracciare lo stile acustico e pastorale dei suoi primi capolavori degli anni '70, una vera e propria chiusura del cerchio, un cerchio lungo quasi cinquant’anni e quasi 30 dischi.
È il ritorno alla scelta di suonare personalmente tutti i 22 strumenti presenti nell'album (tra cui mandolino, arpa celtica, bodhrán e bouzouki), recuperando quell'approccio “artigianale” che aveva reso unico l'originale del 1975.
Anche la struttura è quella “classica”, con l'album è diviso in due suite strumentali da circa 21 minuti ciascuna ("Part 1" e "Part 2"), un formato tipico dell'”era del vinile” e la stessa dei suoi primi quattro dischi.
Si tratta di un omaggio al primo Ommadawn, con melodie solari e malinconiche che fondono rock progressivo, folk celtico e influenze africane, con richiami al passato, come campionamenti vocali della traccia originale e un breve riferimento finale a "On Horseback"
È il seguito spirituale di Ommadawn del 1975 ma con notevoli differenze sotto vari aspetti.
In Ommadawn Oldfield suonava la maggior parte degli strumenti ma aveva collaboratori come Paddy Moloney (Chieftains) alle uilleann pipes, il gruppo di percussioni africane Jabula e le voci dal vivo di Clodagh Simonds e Bridget St John.
Return to Ommadawn è un'opera totalmente solista, Oldfield ha suonato tutti i 22 strumenti nel suo studio senza ospiti esterni. Le sezioni vocali non sono nuove registrazioni, ma campionamenti e manipolazioni di voci tratte dall'album originale.
L'originale fu registrato su nastro magnetico a 24 tracce, con tutti i limiti e il calore dell'analogico. Il sequel è stato realizzato interamente in digitale.
Nel 1975 ogni suono era reale. Nel 2017, pur suonando fisicamente molti strumenti a corda e percussioni (come mandolino e bodhrán), Oldfield ha utilizzato versioni "virtual-reality" (plug-in) per molte tastiere e organi vintage per semplicità tecnica.
L'originale nel finale della Parte 1 è guidato dai tamburi africani dei Jabula, con un sound tribale. Nel sequel, le percussioni sono suonate da Oldfield stesso e meno virtuose, mentre le chitarre acustiche (nylon, spagnola e a 12 corde) dominano l'intero lavoro.
Ommadawn era denso di suoni sperimentali. Return to Ommadawn è più essenziale con un suono più pulito
Si tratta di un album Folk-Rock Progressive Pastorale, quasi completamente acustico con grande prevalenza su strumenti a corda e percussioni naturali. A differenza di altri lavori di Oldfield, qui la chitarra acustica (corde d'acciaio e nylon) è la protagonista assoluta. Lo stile di esecuzione è caratterizzato da un Fingerpicking complesso, con trame di mandolino, bouzouki e arpa celtica con la sovrapposizione di decine di tracce di chitarra, creando un effetto orchestrale senza l'uso di un'orchestra vera e propria.
Gli assoli di chitarra elettrica sono il marchio di fabbrica di Oldfield, ma non sono virtuosismi fini a sé stessi, seguono invece linee melodiche che sembrano a volte voci umane.
Notevoli le influenze Etniche e World Music, nella tradizione Celtica con il fischietto irlandese e strutture tipiche della musica del Nord Europa, e nella tradizione africana, con l'uso del bodhrán e di altre percussioni manuali che richiamano i ritmi tribali
Non usa come saprebbe e potrebbe molto l’elettronica le tastiere sono relegate a un ruolo di sottofondo e sono prevalentemente organi vintage per riempire gli spazi ma sono gli strumenti fisici a guidare la narrazione.
Return to Ommadawn è uno dei vertici della sua produzione post anni 70’. Per decenni, il pubblico ha chiesto a Oldfield di tornare allo stile "pastorale" di quegli anni dopo anni di sperimentazioni pop, new age ed elettronica e questo album è stata la risposta dimostrando di saper ancora padroneggiare oltre 20 strumenti diversi con la stessa maestria di quando aveva venti anni.
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Tracklist
1. Return To Ommadawn, Part I (21:10)
2. Return To Ommadawn, Part II (20:57)
Durata 42:07
LineUp
Mike Oldfield - chitarre acustiche, classiche, a 12 corde ed elettriche, bassi acustici ed elettrici, mandolini, banjo, ukulele, arpa celtica, bouzouki, pianoforte a coda, spinetta, organo Farfisa, sintetizzatori ARP 2600 e Solina, bodhran, glockenspiel, fisarmonica, marimba, gong, campane tubolari, tamburi da tavolo africani e produttore.










