
Oxygène di Jean-Michel Jarre, del 1976.
Questo album è una pietra miliare della musica elettronica, nato in un contesto di quasi totale isolamento e scetticismo da parte dell'industria musicale.
Per quanto sofisticato si tratta di un progetto casalingo nato in uno studio improvvisato. Jarre registrò infatti l'intero album nella cucina del suo appartamento a Parigi, trasformata in uno studio di registrazione "fai-da-te", con pochissimo budget e utilizzò un registratore a otto tracce Scully e macchine analogiche ormai storiche come l'EMS VCS3 e l'organo Eminent 310U. Per creare ritmi innovativi, usò del nastro adesivo (semplice scotch) per forzare una drum machine Korg Mini-Pops a suonare due preset contemporaneamente, come "rock" e "slow rock" in Oxygène Part IV.
L'obiettivo di Jarre era creare un ponte tra la musica sperimentale del GRM (Groupe de Recherches Musicales) di Pierre Schaeffer e la melodia pop, rendendo i sintetizzatori "umani" e organici.
Molte etichette rifiutarono il disco sostenendo che "non aveva una batteria, non aveva un cantante e non era radiofonico" ma fu infine pubblicato dalla piccola etichetta Disques Dreyfus (originariamente Disques Motors) di Francis Dreyfus diventando un fenomeno globale, un successo travolgente, vendendo oltre 18 milioni di copie in tutto il mondo.
Fa parte di una trilogia che si è sviluppata dal 1976 al 2016 con Oxygène 7-13 del 1997 e Oxygène 3 del 2016, pubblicato per il 40º anniversario e che completa la saga con le parti dalla 14 alla 20.
È il disco che ha sdoganato i sintetizzatori presso il grande pubblico, trasformando l'elettronica da sperimentazione a fenomeno pop planetario.
A differenza dei contemporanei tedeschi (come i Kraftwerk, focalizzati sul ritmo meccanico, o i Tangerine Dream, orientati verso l'improvvisazione cosmica), Jarre ha introdotto una sensibilità tipicamente francese ed europea, con melodie "orecchiabili" utilizzando esclusivamente oscillatori e rumori bianchi.
Grande la capacità di far "respirare" il suono delle macchine, tramite il riverbero e dei delay, effetti di eco, che danno una profondità spaziale che evoca l'aria, il vento e l'acqua, in linea con il titolo dell’album.
Le transizioni tra le varie "Parti" sono impercettibili e la registrazione su sole 8 tracce è un miracolo di ingegneria sonora.
Oxygène è stato uno dei primi album a trattare il tema della fragilità del pianeta un messaggio che dona al disco un'importanza culturale che va oltre la semplice composizione musicale.
L'album è composto da sei movimenti, numerati semplicemente da I a VI ne cito alcune che ritengo fondamentali.
Fra queste famosissima la Oxygène Part IV, il brano più noto di Jean-Michel Jarre e uno dei temi strumentali più riconosciuti al mondo, caratterizzata da un ritmo ipnotico generato dalla drum machine Korg Mini-Pops e da una melodia di sintetizzatore (eseguita sull'Eminent 310) che sembra "fischiare"., utilizzata in innumerevoli programmi televisivi, documentari e spot pubblicitari, il perfetto equilibrio tra avanguardia elettronica e orecchiabilità pop.
Splendida anche Oxygène Part II, con sequenze rapide e "spaziali" ottenute con il sintetizzatore ARP 2600, che dona la sensazione di volo, di un viaggio interstellare.
Oxygène Part I che apre il disco, è quella che ha stabilito lo stile del disco, con il rumore del vento e del mare che fondono le tracce, un pezzo ambient crea una sensazione di immersione.
Oxygène Part VI chiude il disco riprendendo i suoni dell’oceano e del vento che sfumano lentamente.
L'artwork è un’opera dell'artista Michel Granger intitolata "Oxygène" che raffigura un teschio che emerge dal pianeta Terra scrostato, un'immagine iconica ormai simbolo della fragilità ambientale.
Oxygène è un Must, con le sue sonorità che oggi sono "vintage" ma che per la qualità della composizione lo rendono un disco che, a cinquant'anni dalla sua uscita continua ad essere un ascolto frequente e che paradossalmente suona “come il futuro immaginato nel passato”
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Tracklist
1. Oxygene, Pt. 1 (7:40)
2. Oxygene, Pt. 2 (8:08)
3. Oxygene, Pt. 3 (2:54)
4. Oxygene, Pt. 4 (4:14)
5. Oxygene, Pt. 5 (10:23)
6. Oxygene, Pt. 6 (6:20)
Durata 39:39
LineUp
- Jean Michel Jarre - sintetizzatori (ARP Omni-2, AKS, VCS-3, RMI Harmonic), Mellotron, organo Farfisa, Eminent, programmazione batteria (Korg Mini-Pops), produttore






