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Diario di Bordo di Gianmaria Zanier

30-01-2026 18:02

FrancescoProg

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Diario di Bordo di Gianmaria Zanier

Diario di Bordo di Gianmaria Zanier, del 2025. Un album che è “il punto della situazione”, ad oggi, di un lungo percorso umano e artistico. Io mi auguro sia ...

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Diario di Bordo di Gianmaria Zanier, del 2025.

 

Gianmaria Zanier è un poliedrico professionista italiano nato a Udine e che si è formato musicalmente artisticamente e professionalmente fra Bologna e Milano, attivo nei settori della musica, del giornalismo e dell'insegnamento. Ha conseguito una Laurea all'Università di Bologna in “Metodologia della Critica”, un Master in "Ideazione e Produzione Audiovisiva" presso l'Università di Milano e ha frequentato il Conservatorio "A. Vivaldi". Oltre a svolgere l'attività di docente presso scuole medie superiori, è un musicista, cantautore, compositore e giornalista. 

È noto per essere l’ideatore e conduttore della trasmissione radiofonica "PROG & Dintorni" su Radio Vertigo 1, dove si dedica alla divulgazione di tutta la musica inclusa musica d’autore, colonne sonore, pop di qualità con uno sguardo che mi ha particolarmente attratto sulla musica progressive italiana e internazionale di cui è grandissimo appassionato e conoscitore, con interessantissimi approfondimenti. Opera anche come giornalista freelance collaborando con varie testate e trattando temi di attualità e cultura. 

 

Negli ultimi anni ha sentito l’esigenza di tornare ad un ruolo attivo nel mondo della musica e grazie anche ai molti contatti con musicisti di grandissimo valore, che ha coinvolto nel progetto come meglio descritto di seguito e descritto nelle note di copertina, ha pubblicato l'album "Diario di Bordo".
L'album è una raccolta di 22 brani, sia pezzi cantati che strumentali, che ripercorrono la storia personale e artistica di Gianmaria Zanier, è stato pubblicato su etichetta G.T. Music Distribution ed è disponibile dal dicembre 2025.


Una prima e sentita presentazione dell’album è presente già nelle note di copertina, la voglio citare integralmente, ecco le sue parole: “Questo "diario di bordo" custodisce un lungo periodo della mia vita, in cui ho armonizzato il mio essere musicista e insegnante con la mia attività di divulgatore dell'opera di numerosi artisti, conosciuti dal 2000 in poi. Come in un sistema di vasi comunicanti, tutto è confluito in un'unica intensa condivisione, e così, ognuno a suo modo, ha contribuito in maniera determinante a questo risultato finale. Questo si respira già nella prima mezz'ora, dove emerge la forma canzone, con arrangiamenti che si avvicinano spesso al classico sound delle band…

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Non a caso, uno dei brani in studio è stato impreziosito dai ricami sonori di Gigi Venegoni e Piero Mortara (Venegoni & Co., Arti & Mestieri) e nei due inserti registrati in concerto, ho avuto il piacere e l'onore di essere accompagnato da due band come gli Osanna e i Phoenix Again. Un interludio di due minuti funge poi da ideale spartiacque con il resto dell'album, caratterizzato da una serie di temi che spaziano tra sonorità prog, fusion, funk e pop-rock. Ogni suono, ogni passaggio, evoca immagini, paesaggi, accompagna come ideale colonna sonora e invita a lasciarsi condurre. Salite a bordo “ Gianmaria Zanier

Bellissima la dedica che mi piace riportare integralmente, a suo padre Adriano Zanier, che ha citato anche fra le prime parole di un breve dialogo che ho avuto il piacere di avere con Lui, cosa che mi fa pensare alla grande importanza che ha rivestito nella Sua vita, insieme alla madre Maristella:


“L'intero album è dedicato alla memoria di mio padre ADRIANO e alla grandissima tenacia e forza di carattere con cui mia madre MARISTELLA ha affrontato e continua ad affrontare la vita, in particolare dal 2003 in poi, sostenendomi sempre in ogni mia scelta e circostanza”


Il padre di Gianmaria giocava a calcio, era un calciatore professionista e successivamente allenatore italiano, Adriano Zanier (22 maggio 1948 – 26 giugno 2003), noto per la sua carriera nel ruolo di portiere e che ha vestito le maglie di diverse squadre. 


Toccante la dedica della versione in studio di "Energia nuova da bruciare", “… dedicata alla memoria di ANTONIO LORANDI dei Phoenix Again. Nel brano avrebbe dovuto suonare lui le parti di basso, ma purtroppo non ha fatto in tempo.” Antonio Lorandi è stato il bassista fondatore e un membro chiave dei Phoenix Again, purtroppo scomparso il 12 luglio 2024. Insieme ai fratelli Claudio (chitarra solista) e Sergio (chitarra), e al batterista Silvano Silva, ha fondato la band "Phoenix" nell'ottobre del 1981. La sua passione per la musica è nata precocemente, influenzata inizialmente dalla musica classica e successivamente dal rock. L'ascolto di Jimi Hendrix, Led Zeppelin, e album progressive come Nursery Crime dei Genesis e Meddle dei Pink Floyd ha plasmato il suo stile e la sua preferenza per il genere progressive rock. Dopo la morte prematura del fratello Claudio nel 2007, i membri rimanenti si sono riuniti, aggiungendo "Again" al nome della band per simboleggiare la rinascita e per pubblicare decenni di musica originale mai pubblicata prima. Antonio era molto apprezzato non solo per il suo talento musicale, ma anche per la sua personalità. I colleghi e amici lo hanno descritto come "un'anima gentile, un grande musicista, un vero amico". Era noto per essere sempre presente agli eventi musicali, supportando la scena prog anche quando non suonava con la sua band.

 

La Lineup
Gianmaria Zanier è alla voce, chitarra acustica, chitarra classica, chitarra 12 corde, chitarra elettrica, pianoforte, piano elettrico Fender Rhodes e Wurlitzer, synt, organo, clavinet, basso elettrico in "Uscita di sicurezza", mixaggio di tutti i brani strumentali e l'album presenta ospiti illustri della scena progressive rock italiana, tra cui membri di Osanna, Phoenix Again, Arti+Mestieri e Venegoni & Co., eccoli in dettaglio:


- GIGI VENEGONI degli ARTI & MESTIERI: chitarra acustica, chitarra elettrica e mixaggio in "Energia nuova da bruciare"; mixaggio in "Amare... Soffrire... Gioire..." (Live Version feat. Phoenix Again)
- PIERO MORTARA degli ARTI & MESTIERI: piano elettrico e synt in "Energia nuova da bruciare"; fisarmonica in "Interludio"
- SERGIO LORANDI dei PHOENIX AGAIN: basso elettrico (Fender Jazz Precision, appartenuto al fratello Antonio Lorandi) in "Energia nuova da bruciare"; chitarra elettrica in "Outsider (Prologo)" e "Outsider (Epilogo)
- SILVANO SILVA dei PHOENIX AGAIN: batteria in "Energia nuova da bruciare"
PHOENIX AGAIN al completo in "Amare... Soffrire... Gioire... (Live Version)"
- ANTONIO LORANDI: basso elettrico
- SERGIO LORANDI: chitarra elettrica e premixaggio
- SILVANO SILVA: batteria
- ANDREA PICCINELLI: tastiere
- MARCO LORANDI: chitarra ritmica
- ALFONSO DI VINCENZO: percussioni
OSANNA al completo in "Energia nuova da bruciare (Live Version)"
- LINO VAIRETTI: chitarra acustica e cori
- ENZO CASCELLA basso elettrico e premixaggio
- GENNARO BARBA: batteria
- SASA PRIORE: tastiere
- PASQUALE CAPOBIANCO: chitarra elettrica
- IRVIN VAIRETTI: tastiere


Hanno suonato inoltre:
FABIO DEL TORCHIO: basso elettrico ed equalizzazione di tutti i brani strumentali
EGIDIO PERDUCA: chitarra elettrica, chitarra acustica, basso elettrico, tastiere e mixaggio dei brani "Il punto della situazione", "Nel bene e nel male" e "Rinascendo ora per ora"; chitarra elettrica in "Il prezzo da pagare", "'In continuo movimento", "Catarsi (Parte 1)" e "Uscita di sicurezza - Catarsi (Parte 2)"
ALFREDO PONISSI: sax e flauto in "Interludio"
STEFANO PASTOR: violino in "Interludio"
FABRIZIO UGAS: chitarra classica in "interludio"
STEFANO NOZZOLI: pianoforte in "Interludio"; piano elettrico Wurlitzer in "Il prezzo da pagare"; pianoforte e organo in "Stile Libero (Parte 1 e 2)"; organo e synt in "Energia nuova da bruciare (ripresa strumentale)"
NOEMI MAZZONI: violino in "Stile Libero (Parte 1 e 2)"


Importanti i contributi citati nei ringraziamenti:
VANNUCCIO ZANELLA (M.P. & Records) e ANTONINO DESTRA (G.T. Music), per aver creduto in questo progetto. ONDEMEDIE per l'artwork e il layout grafico
MAURO MULAS per la masterizzazione


Gianmaria ci fa inoltre notare nelle note di copertina che tutti i musicisti non solo hanno partecipato alle registrazioni dei brani ma hanno anche contribuito in maniera determinante non solo dal punto di vista musicale, ovviamente, ma anche da quello umano.


VALTER "UOLTER" PELATI, SILVIA CAROTTA, ALFONSO DE SIO e tutti gli amici del gruppo facebook "PROG & Dintorni", interfaccia della relativa trasmissione, che, con il loro entusiasmo, rivestono un ruolo fondamentale. 

 

L'artista ANTONIO PEROTTI SIMONE CAMUSSI, Direttore di Radio Vertigo One, da dove ogni venerdì sera viene trasmesso il programma "PROG & Dintorni" ANNA BISCARI, che ha avuto l'idea di fondare il gruppo facebook "PROG & Dintorni" e la relativa pagina su Instagram e che, per lungo tempo, ha curato i contenuti e collaborato alla stesura della relativa trasmissione.


Un ringraziamento è anche dedicato ai colleghi di insegnamento e gli alunni ed ex alunni “… che pur partendo magari da gusti musicali inevitabilmente differenti, continuano a regalarmi ogni giorno nuovi stimoli e motivo di confronto e arricchimento reciproco.

 

Molto belle le parole di Lino Vairetti, Gigi Venegoni, Piero Mortara e Sergio Lorandi che trovate nelle note di copertina interna e nelle foto in coda all'articolo.

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I Brani:


Il punto della situazione. Il disco apre con quello che appare essere un manifesto concettuale, una riflessione lucida e amara sulla condizione dell'artista nella società contemporanea, che interroga l'ascoltatore ("ditemi voi, cos'è?") per sottolineare un sistema culturale ormai svuotato di contenuti. La critica all'Apparenza e al "Grand-Guignol", è un riferimento colto al teatro parigino, noto per gli spettacoli macabri e plateali, una metafora di una realtà quotidiana grottesca, eccessiva, in cui le persone sono costrette a recitare e quindi a comportarsi come un "giullare che non sorride mai per sé" a rappresentare l'artista che deve intrattenere gli altri perdendo la propria autenticità e la propria felicità interiore.
 

Ho trovato gli stessi temi, trattati con stili diversi, in numerosi album nel mondo del prog, ne voglio citare un paio che adoro, “The Silent Corner and the Empty Stage” di Peter Hammill, una profonda riflessione sulla vita del musicista, che deve costantemente negoziare tra l'espressione artistica autentica (l'angolo silenzioso) e la pressione del successo e del pubblico (il palco), e “Minstrel in the Gallery” dei Jethro Tull, un concept album che ruota attorno alla figura metaforica del "menestrello" a rappresentare l'artista moderno che viene descritto come un osservatore quasi estraneo ai fatti che si pone in una posizione di osservazione, elevata rispetto si fatti stessi.


Nonostante questa visione realista e non entusiasta della realtà, emerge una forte volontà di resistenza ("non mi rassegnerò") che significa anche speranza. Bella l’immagine dell’ “assordante silenzio della confusione” un ossimoro che descrive efficacemente il costante rumore di fondo dei media che non comunica nulla di significativo. 


Molto bello anche il riferimento ai “400 colpi” una citazione del capolavoro cinematografico di François Truffaut (Les Quatre Cents Coups): nel gergo francese, "fare i 400 colpi" significa fare il diavolo a quattro, ribellarsi, vivere intensamente superando i limiti, qui usato per rappresentare una ribellione intellettuale, per "riemergere dal brusio" per distinguersi dal rumore della massa, per decidere "a modo mio"… "ALMENO IO!" : in un mondo che affonda nell'omologazione, l'artista rivendica il diritto di restare fedele a se stesso.


Un brano colto e teatrale, che fin dall’apertura è una dichiarazione di onestà intellettuale senza "presunzione" e "arroganza", sapendo di andare controcorrente e senza l’aspettativa di un facile consenso.


Musicalmente è un brano che appartiene al mondo del prog italiano, sia nella musicalità che nelle atmosfere, un prog melodico con una enfasi e uso delle tastiere che porta con un mood solare e positivo, sensazioni di ampiezza. Insieme ad un tempo lineare le tastiere e la voce portano nel prog mediterraneo. Molto bello l’assolo di chitarra e le tastiere. Sezione ritmica estremamente precisa.


Energia nuova da bruciare è una riflessione sullo stato d'animo di insoddisfazione e ricerca di un cambiamento radicale nella vita, descritta attraverso il desiderio di una "combustione" interiore, un evento catalizzatore che possa fornire la spinta necessaria per uscire dalla routine e dalla opprimente "normalità".
C’è l’insoddisfazione e la ricerca di significato in relazioni ("quella donna"), nel lavoro ("un lavoro, ma quale, se neanche c'è ?") o nei luoghi fisici ("quella casa", "discoteca"), ma senza successo.


C’è la metafora centrale dell'"energia nuova da bruciare", un bisogno viscerale di una scossa, di un'esperienza che permetta di "ripartire", "disegnare" una nuova dimensione o "recitare un nuovo ruolo".
C’è la nostalgia per il tempo che sfugge ("Sento che in ogni istante c’è qualcosa che mi sfugge via"), un senso di precarietà e il timore di sprecare la vita, che si traduce in "nuvole di nostalgia" per ciò che non è stato o non è ancora.
La "normalità" può essere rifugio o condanna, con la consapevolezza di rimanere "uno normale" in una società fatta di "ipocrisie", "realtà un po' amare", "piccole illusioni" e "risate amare", un porto sicuro e la rinuncia alle proprie aspirazioni più grandi.
Un'onesta e introspettiva rappresentazione del raggiungimento di un bivio esistenziale, tra la ricerca di un'energia vitale e l'accettazione di una condizione di "normalità".


Pop di alta qualità contaminato dalle atmosfere tipiche del prog melodico italiano, soprattutto nelle tastiere. Belli i controcanti e l’atmosfera generale che ricorda il cantautorato italiano di livello. Il mood è solare e positivo. Anche qui ottimo l’assolo di chitarra elettrica e le chitarre ritmiche a supporto.


Amare... Soffrire... Gioire... è un brano che parla di resilienza, accettazione delle complessità della vita e la determinazione a continuare il proprio percorso nonostante le delusioni passate, un inno alla perseveranza, riconoscendo che la vita è un ciclo continuo di emozioni contrastanti, ma che vale la pena di viverla con energia. Fra "piccole delusioni" e "una manciata di illusioni" la necessità di non rinnegare il passato, ma di superarlo senza dimenticarlo, facendone tesoro ("Ma se ora l’ho capito, potrebbe almeno essere un timido segnale?").


Molte emozioni contrastanti, "Amare, soffrire, gioire... per poi ricominciare... parlare... sfogarsi... per poi ricominciare... ad incazzarsi..." con la crescita personale nell'accettare questa ciclicità.
Il cuore del brano è la decisione finale: "Resisterò!" una risposta attiva perché la resistenza non è subire, ma perseverare con "energia".


Un invito a guardare la vita in faccia, con le sue gioie e i suoi dolori, e a scegliere consapevolmente di "resistere" e continuare il viaggio, trovando forza nella propria umanità e nella costante ricerca di realizzazione personale.


Musicalmente il brano inizia con una bella intro con chitarra ritmica e un tempo quasi funk, brano ritmato molto godibile con un ritornello accattivante che resta in testa. Bellissimo il lavoro di tastiere e chitarra. Grande la parte di basso. Il brano contiene una sezione quasi jam che si ripete a più riprese con un mood quasi jazzato. Bellissimo l’assolo di tastiere. 


Nel bene e nel male è una dichiarazione d'amore incrollabile che alterna momenti di ricordo della speranza iniziale ("ho sperato di farti innamorare") a momenti di constatazione del rifiuto ("NON HAI CREDUTO IN ME!") ma nonostante il realismo della situazione, non manca la speranza, l'idea della persona amata gli permette ancora di "sognare" e di viaggiare, anche solo con il pensiero.


I lunghi viaggi (“500 chilometri in 4 ore”) diventano metaforicamente "corsie preferenziali", un "casello personale" che permetterà all'altra persona di accedere (di nuovo) ai sentimenti già provati.
Un'ode all'amore che resiste al tempo, alla distanza e persino al rifiuto, offrendo e un porto sicuro e una "corsia preferenziale" nel cuore dell'autore. 


Brano ritmato che riporta agli anni Settanta della golden age del rock melodico italiano. Il testo è supportato da un tempo energico e un mood trascinante. Bellissima la composizione. Belle le tastiere in un brano che ha una semplice struttura ma una grande intensità. Bello anche qui l’assolo di chitarre sovrapposte.


Rinascendo ora per ora è il culmine di un percorso di consapevolezza e resilienza. Se in altri brani prevaleva il dubbio o l’attesa, qui il tema centrale è la metamorfosi continua e la volontà attiva di riappropriarsi della propria esistenza.


Il brano si apre con un’immagine potente: "Rinato dalle mie rovine": non si nega il passato, ma lo si usa come fondamenta per la ricostruzione, l’uscita dalla "dorata prigione" che impediva la crescita con la "forza di ricominciare" e la "voglia di cambiare". Uno sguardo sulla realtà che ne percepisce le sfumature, l’Indecifrabile e contraddittorio, eppur leggero, l’Immediato, eppur lontano, il banale e decadente, eppur così vivo.
Un mondo che "nel quotidiano cerca sempre il virtuale senza esser più vero" e che va affrontato nell’essere "Altro" rimanendo "Se Stessi", cambiare senza però tradire la propria essenza "Morendo, ma rinascendo ora per ora".


Un manifesto di ottimismo realista, che non ignora le difficoltà del mondo moderno o il passato, ma sceglie la vita, l'azione e la trasformazione continua.


Un pensiero che mi appassiona da decenni e che è scaturito nella mia esperienza personale dalle riflessioni sul celebre aforisma attribuito al filosofo greco Socrate "Chi vuol muovere il mondo, prima muova sé stesso" perché il cambiamento globale debba iniziare da una trasformazione personale, dall'auto-miglioramento e dalla consapevolezza individuale, necessari per poter influenzare positivamente il mondo esterno, attraverso l'azione e la conoscenza di sé.


Bella la intro di tastiere e la melodia in questo brano solare e di ampio respiro, semplice nella struttura che dona emozioni positive. Piano e tastiere in grande evidenza su una base ritmica essenziale a supportare l’atmosfera positiva del brano. Bello ancora una volta il cantato e l’assolo di chitarra con un bel sustain.


La versione live di Amare... Soffrire... Gioire... (Live Version - feat. Phoenix Again) rispetta la struttura e durata della versione in studio ma eseguita con una grande performance corale di tutta la band, con i grandi Phoenix Again che enfatizzano il brano con bellissimi fraseggi chitarra e voce e una splendida performance alle tastiere nelle sezioni strumentali in una sorta di jam davvero eccellente nella parte finale.


Il brano "Amare... Soffrire... Gioire..." (Live Version - feat. Phoenix Again) è stato registrato durante il concerto dei Phoenix Again alla "'Casa di Alex" di Milano, il 30 Marzo 2019.


La versione live di Energia nuova da bruciare (Live Version - feat. Osanna) come il brano precedente rispetta la struttura originale e la durata della versione in studio e stavolta ad arricchire il brano con eccellenti performances sono i leggendari Osanna, bella l’intensità live del brano, e la densità dei suoni. Bellissimo l’assolo di chitarra.


Il brano "Energia nuova da bruciare" (Live Version - feat. Osanna) è stato registrato durante il concerto degli Osanna al "Porretta Prog Legacy" di Porretta Terme, l'11 luglio 2025.


Entrambe le versioni live dei brani sono affette dalla qualità della registrazione non eccellente in presa diretta, che non ne diminuisce però l’impatto sull’ascoltatore.


Interludio come ci indica lo stesso Gianmaria è un godibilissimo intermezzo orchestrale che separa le due parti ideali dell’album, la prima con una struttura di canzone e la seconda più strumentale. Bellissima composizione per uno strumentale con fisarmonica, fiati, archi e pianoforte. 


Il prezzo da pagare è un brano che inizia con mood sereno ma interlocutorio con una andamento che ricorda nei suoni Canterbury, ma con una base melodica tipicamente del prog italiano, splendida l’esecuzione e le atmosfere date dalle tastiere e una batteria leggera e ricca di sfumature. Il brano alterna fasi più dinamiche a momenti più eterei, con splendide parti di basso e chitarra su un tappeto di tastiere.


A.P.S. è un brano con una ritmica accattivante e una splendida parte di basso, il mood è positivo e solare, con le tastiere che alternano a tappeti leggeri un bel pianoforte elettrico. La melodia è fresca e gli intarsi di pianoforte creano una sensazione di grande trasporto emotivo. 


Tutto sommato, va bene così... inizia con pianoforte elettrico e tastiere in una bella melodia, con chitarra acustica piano e tastiere e si svolge in una atmosfera serena e leggera per tutta la sua durata. Bella la melodia che centra perfettamente il concetto alla base del titolo. 


In continuo movimento è un brano jazzato nelle atmosfere iniziali e con cambiamenti di tempo supportati da una sezione ritmica dinamica e virtuosa e una bellissima interazione con chitarra e tastiere e con momenti che vanno verso il prog eclettico a quello classico con fasi epiche e bellissime percussioni che riportano al mondo di Santana a tratti e tastiere con suoni e atmosfere e loop a tratti spaziali. Chitarra in grande spolvero, ma tutto il brano mette in evidenza ognuno dei musicisti. Bello il pianoforte elettrico e la melodia portante. Un brano in continuo movimento.


Stile Libero (Parte 1) inizia con un bel giro di chitarra e pianoforte che rimandano ad una atmosfera inquietante, quella di una giostra o un carillon dai toni dark e poi parte con bel riff di chitarra e un rock deciso e un bel giro di tastiere. Il ritmo è lento e incalzante prima del cambiamento verso un mood più soft-jazz con ottimi virtuosismi fino alla seconda parte, Stile Libero (Parte 2) che inizia leggero riprendendo lo stesso tema di base e con archi al centro della scena supportati in modo orchestrale da chitarre e tastiere e una sezione ritmica ricca di sfumature. Bello anche qui il basso e il dialogo fra chitarra e tastiere. Il brano si accende a tratti con un rock più deciso quando il brano si fa più energico e a tratti epico. 


Outsider (Prologo) è un breve brano strumentale che inizia una mini-suite composta da tre brani che sviluppano lo stesso tema con enfasi diverse, con una atmosfera epica e grandi parti di chitarra e pianoforte. Il ritmo si fa incalzante supportato da una bella melodia di pianoforte elettrico e un tappeto di tastiere prima di sfumare. Tentativo di fuga segue riprendendo lo stesso tema del brano precedente e lo stesso avviene con Outsider (Epilogo) in cui lo stesso tema è ripreso con un andatura iniziale più epica e imponente per lasciare spazio all’ottimo lavoro di chitarra e pianoforte e tastiere. Tutta la suite è basata su una melodia originale molto efficace che potrebbe ricordare nello stile ed impatto quella dei brani più celebri dei Goblin


Ombre cinesi è un brano melodico con un bellissimo arpeggio di chitarra iniziale e una andatura ballad, con una atmosfera leggera e positiva e un incessante sensazione di serenità. Bella melodia e ottimo il lavoro alle tastiere e chitarra in tutto il brano.


Catarsi (Parte 1) è la prima parte di uno dei brani di punta del disco, un brano importante, con una apertura epica di un prog italiano di altri tempi. Melodia eccellente anche stavolta e belle le armonie fra i vari strumenti, ottima la batteria e il basso, e molto belle le parti di chitarra e pianoforte. Uscita di sicurezza - Catarsi (Parte 2) segue sui temi della prima parte ma con una variazione sul tema che rende il brano più epico e imponente nella parte centrale. Proseguendo nella perfetta esecuzione delle chitarre e delle sezione ritmica incisiva e potente. Il brano si chiude con la chitarra classica con cui si è aperto. 


Virus è un brano che inizia con un inquietante giro di pianoforte quasi cinematografico, potrebbe essere una colonna sonora per un thriller incalzante e qui emerge la passione di Gianmaria per le colonne sonore citata in apertura. Bella atmosfera e bellissimo il basso nella parte centrale melodico e ritmico insieme. Le tastiere con una ottima ricerca dei suoni e gli intermezzi sincopati che alimentano il clima di tensione. 

 

Parlandone con Gianmaria mi spiega che … Il ''virus'', in senso buono, è quello del progressive rock e dei suoi 'dintorni', che lo ha 'contagiato'  sin dai primi anni vissuti da musicista, ma è chiaro che in questo caso ci siano riferimenti a molte altre cose: in primo luogo per ciò che riguarda varie colonne sonore, ma non solo..


La ripresa strumentale di Energia nuova da bruciare è più ritmata e della versione cantata e con una energia diversa, arricchita da un intricato lavoro di chitarra. Avvincente, ottima conclusione dell’album. 

 

Ho avuto l'occasione e il privilegio di incontrare “virtualmente” Gianmaria in brevi conversazioni off line nelle quali chiedevo informazioni sull'album e sulla sua storia personale e la cosa che è immediatamente visibile è il profilo di una persona appassionata e gentile, per niente auto-referenziale e di grande sensibilità, che spesso parla di sentimenti senza citarli esplicitamente, ma che traspaiono in molte occasioni nei racconti, nelle inflessioni della voce e dopo l'ascolto attento del disco, nei testi e nelle melodie. 


Un album che è “il punto della situazione”, ad oggi, di un lungo percorso umano e artistico. Io mi auguro sia però solo una pagina del diario di viaggio: ho trovato molte idee sia nei testi che nelle composizioni che meriterebbero di essere sviluppate ulteriormente in un nuovo lavoro. Ottimo lavoro Gianmaria!!!
 

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

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