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FrancescoProgressive Rock World

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Kawana degli ZAO, la rinascita artistica dei fondatori dei Magma

25-05-2026 08:00

Francesco Prog Rock World

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Kawana degli ZAO, la rinascita artistica dei fondatori dei Magma

Kawana degli ZAO album del 1976, un salto di qualità filosofico, spirituale e musicale rispetto agli inizi degli Zao e al mondo dei Magma...

Kawana degli ZAO album del 1976.

 

Kawana, il quarto album degli Zao, uscito nel 1976, segna il culmine e, allo stesso tempo, la svolta decisiva nella carriera e nella discografia del gruppo zeuhl/jazz-rock francese. 

 

Fondati nel 1971 dal sassofonista Yochk’o Seffer e dal pianista François “Faton” Cahen, entrambi reduci dalla prima formazione leggendaria dei Magma, gli Zao iniziarono con un sound zeuhl (il genere d’avanguardia oscuro e ipnotico creato dai Magma) arricchito da influenze etniche e liriche vocali astratte.  

Col tempo, si spostarono verso sonorità più strumentali, avvicinandosi alla jazz-rock fusion americana ed europea.  Sono stati tra i gruppi più importanti e innovativi della scena avant-progressive e jazz-rock francese degli anni ’70.

 

Il nome “Zao” significa “colui che vive” o “nato di nuovo” in ebraico, a rappresentare la rinascita artistica dei fondatori.  A differenza dei Magma, gli Zao attenuarono le atmosfere apocalittiche, integrando forti influenze jazz-fusion, elementi di musica etnica dell’Europa dell’Est e uno stile vocale astratto e senza parole.

 

Dopo aver pubblicato quattro album fondamentali (Z.H.R.L., Osiris, Shekina e Kawana), gli Zao si sciolsero alla fine degli anni ’70, per poi riunirsi occasionalmente negli anni ’90 e 2000 per concerti e nuove registrazioni.

 

La formazione degli Zao ha visto alternarsi diversi musicisti di grande talento provenienti dalla scena musicale francese.

 

Yochk’o Seffer (Sassofoni, Clarinetti, Voce): Di origini ungheresi, Seffer ha arricchito la band con le sonorità del folk dell’Europa dell’Est e della musica classica contemporanea.  Polistrumentista e scultore, il suo stile al sax (soprattutto soprano) era potente e sperimentale.  Ha lasciato il gruppo nel 1976. Seffer è stato uno dei membri fondatori dei primi due album storici dei Magma (Kobaïa e 1001° Centigrades) e ha partecipato al progetto parallelo Univeria Zekt. Durante il periodo con gli Zao, ha suonato con il quartetto di free-jazz Perception. Dopo aver lasciato la band nel 1976, ha fondato i Neffesh Music, un progetto interamente dedicato allo Zeuhl d’avanguardia.

 

François “Faton” Cahen (Pianoforte, Tastiere): Co-fondatore e mente armonica del gruppo. Il suo lavoro al pianoforte acustico e ai sintetizzatori spaziava dal jazz classico alla fusion elettrica. Dopo gli Zao, ha avuto una prolifica carriera solista e nel jazz acustico, prima della sua scomparsa nel 2011. Insieme a Seffer, è stato la mente armonica della primissima fase della band madre. Ha collaborato attivamente con la scena jazz francese ed europea. Negli anni ’80 e ’90, si è dedicato principalmente al pianoforte acustico e alla composizione solista in ambito jazz e contemporaneo.

 

Didier Lockwood (Violino): Entrato nella band giovanissimo per l’album Kawana del 1976, Lockwood è diventato in seguito uno dei violinisti jazz più celebri al mondo, considerato l’erede spirituale di Jean-Luc Ponty e Stéphane Grappelli. È scomparso nel 2018. Lockwood è stato scoperto giovanissimo da Christian Vander, militando nei Magma dal vivo a metà anni ’70 prima di essere ingaggiato dagli Zao per l’album Kawana. Ha collaborato intensamente con la Uzeb (storica band fusion canadese) e con grandi nomi del jazz mondiale come Billy Cobham. È diventato uno dei violinisti jazz più famosi al mondo.

 

Mauricia Platon (Voce): Cantante straordinaria presente nei primi album. Il suo stile non prevedeva testi, ma vocalizzi acrobatici, urla e improvvisazioni liriche che hanno definito il suono primordiale della band. Non proveniva da band rock tradizionali, ma ha portato negli Zao un’impostazione lirica e improvvisativa completamente sganciata dall’uso delle parole, fondamentale per i primi album Z=7L e Osiris.

 

Jean-My Truong (Batteria): Il motore ritmico degli Zao. Il suo stile combinava la potenza del rock progressivo con la flessibilità del jazz e del funk, garantendo la complessa struttura ritmica su cui improvvisavano i solisti. Truong non faceva parte dei Magma originali; proveniva dalla vivace scena free-jazz parigina dei primi anni ’70, proprio attraverso i Perception, gruppo che condivideva con Seffer. Nel corso della sua carriera, è diventato un apprezzatissimo turnista jazz e fusion, collaborando successivamente con diversi ensemble acustici francesi.

 

Gérard Prévost (Basso): Bassista solido e versatile, capace di sostenere i tempi dispari e le linee di basso serrate tipiche del genere Zeuhl e della fusion. Entrato nel 1975 per sostituire il bassista originario Joël Dugrenot, Prévost ha garantito quel groove funk-fusion saltellante che caratterizza la seconda fase della band. Ha continuato a suonare nei successivi sviluppi degli Zao (come l’album Typhareth del 1977) e in diverse formazioni fusion d’oltralpe.

 

A settembre del 1976, il gruppo si recò agli “Adam Studio” di Roissy-en-Brie per registrare Kawana.  L’album fu accolto con entusiasmo, diventando il loro lavoro più famoso, ma ironicamente segnò anche il tramonto del loro periodo d’oro.  Appena uscito, infatti, le forti divergenze artistiche portarono Seffer ad abbandonare la band per dedicarsi alla carriera solista.  Poco dopo, anche Lockwood e il batterista Jean-My Truong lasciarono il progetto, privando gli Zao della loro forza creativa iniziale.

 

Kawana rappresenta un salto di qualità filosofico, spirituale e musicale rispetto agli inizi degli Zao e al mondo dei Magma.  Il titolo, “Kawana”, deriva dalla parola ebraica “Kavanah”, che significa “intenzione”, “direzione del cuore” o “concentrazione sincera”. Nella tradizione ebraica, la Kavanah è lo stato mentale necessario per pregare o compiere un’azione sacra: non basta ripetere un rituale, serve la presenza mentale e la purezza d’animo.  Per gli Zao, questo significava dedicarsi completamente alla creazione e all’improvvisazione musicale, vissuta come un’esperienza spirituale di gruppo.

 

A differenza dei Magma, con la loro visione totalizzante, oscura e apocalittica (la storia di Kobaïa e la lingua inventata), gli Zao con Kawana vanno nella direzione opposta: atmosfere più solari, aperte e positive.  I testi strutturati vengono abbandonati. La voce (se c’è) e gli strumenti non raccontano una storia, ma evocano emozioni. La musica stessa diventa il messaggio, senza bisogno di mitologie.

 

Un altro punto fondamentale di Kawana è l’unione di mondi diversi.  Grazie a Yochk’o Seffer, l’album fonde il rigore e la complessità del rock progressivo europeo, la libertà del jazz-rock americano, le radici della musica folk dell’Europa dell’Est (soprattutto le melodie ungheresi), che si sentono chiaramente nei fraseggi di sassofono e violino.

 

La mia versione è la FPL1 0178, la prima, storica stampa originale in vinile pubblicata nel 1976 dalla RCA Victor in Francia.

 

Con “Natura”, la traccia che apre il disco, la band segna subito un cambio di rotta stilistico, lasciandosi alle spalle le asperità cupe dello Zeuhl.  L’inizio è caratterizzato da un pianoforte solare e pieno di vita, accompagnato da una linea di basso funk e scattante.  Quando entra in scena il sassofono sopranino di Seffer, la melodia diventa ariosa e quasi pastorale, evocando le atmosfere grandiose della prima fase di Pat Metheny Group o dei Weather Report.  Insomma, un pezzo che fonde grazia melodica e un ritmo incalzante.

 

“Tserouf” spicca come una delle tracce più maestose dell’album, un brano jazz-rock fusion dal ritmo incalzante e dall’anima funk, che ricorda i capolavori americani della Mahavishnu Orchestra o del periodo elettrico di Miles Davis.  Truong e Prévost, alla sezione ritmica, si esibiscono a livelli straordinari.  L’intreccio tra i sassofoni di Seffer e il violino elettrico del giovane Didier Lockwood è serrato e ricco di tensione, con scambi virtuosistici a velocità folgoranti.

 

Il lato A si chiude con “F.F.F. (Fleurs For Faton)”, un’intima parentesi acustica, un omaggio di Seffer al collega Cahen, soprannominato “Faton”.  Questo brano si snoda come un raffinato studio da camera, con pianoforte, violino acustico e contrabbasso ad arco che si intrecciano in una delicata armonia.  Le sonorità evocano la musica classica impressionista francese di Debussy o Ravel, a testimonianza della solida formazione accademica dei musicisti.

 

“Kabal” apre il lato B con un ritmo serrato e sincopato, introdotto da una batteria e da tastiere che partono a razzo.  Il brano riprende l’essenza dei Magma di un tempo, ma con un sound più definito ed elettrico. A metà del pezzo, il tempo si fa più lento, lasciando spazio a un’atmosfera ipnotica creata dai sintetizzatori, prima che l’ensemble intero esploda in un’esplosione collettiva, culminante in un eccezionale assolo di sax.

 

 “Sadie” è il pezzo più tranquillo e sfumato dell’album, con un tempo medio-basso che mette in risalto il lato poetico di Didier Lockwood. Il violino traccia linee melodiche morbide e vellutate, librandosi sopra un groove sottile ma deciso di basso e batteria.  È un brano d’atmosfera che prefigura lo stile che Lockwood affinerà nella sua futura carriera solista jazz-fusion con Jean-Luc Ponty.

 

“Free Folk”, la suite epica che conclude il vinile, incarna perfettamente l’essenza dell’album e funge da ponte tra il passato e il futuro degli Zao.  Il pezzo inizia con un’atmosfera Zeuhl, caratterizzata da vocalizzi spettrali e astratti che emergono dal mix.  Successivamente, si trasforma in un’estesa jam strumentale con influenze etniche e folk, da cui prende il titolo. Nella seconda parte, il brano accelera con un ritmo frenetico, durante il quale Lockwood offre uno dei suoi assoli di violino più potenti e distorti di sempre, trascinando la band verso un finale trionfale e carico di energia.

 

Kawana è l’album più bilanciato e maturo degli Zao.  A differenza dei precedenti lavori, le atmosfere cupe e ossessive tipiche dello zeuhl si attenuano, dando vita a una fusion tecnica e luminosa che evoca band come i Weather Report, la Mahavishnu Orchestra e il sound di Jean-Luc Ponty. Il sound è definito da intricati e dinamici intrecci tra il sassofonino di Seffer, le tastiere di Cahen e gli assoli di violino fulminanti di Lockwood, il tutto sostenuto da una sezione ritmica impeccabile e funk. Grandissimo album. Assolutamente consigliato!

La Mia Versione

Etichetta: RCA Victor – FPL1 0178
Formato: Vinile, LP, Album, Stereo
Paese: France
Uscita: 1976

Tracklist

1. Natura (7:06)
2. Tserouf (8:53)
3. F.F.F (Fleurs For Faton) (2:29)
4. Kabal (4:08)
5. Sadie (3:37)
6. Free Folk (10:39)

LineUp

- François Cahen - pianoforte acustico Yamaha, pianoforte elettrico Fender, sintetizzatore Korg
- Didier Lockwood - violino acustico ed elettrico, violino basso artigianale 

- Gérard Prévost - basso Fender, contrebasso hors phase, basso acustico
- Yochk'o Seffer - sassofoni soprano e soprano, voce, pianoforte (3) 
- Jean-My Truong - doppia batteria arancione

Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:

Bandcamp: Tramite la pagina ufficiale di MUSEA RECORDS su Bandcamp puoi ascoltare in streaming e acquistare i singoli brani in formato digitale.

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Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"