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…Sounds Like This dei Nektar

03-06-2026 08:00

FrancescoProg

Psychedelic Rock, Space Rock, OTTIMO, Album anni Settanta, nektar,

…Sounds Like This dei Nektar

…Sounds Like This dei Nektar, album del 1973, album è basato su lunghissime improvvisazioni in studio (jam), strutture libere e ritmi ipnotici e ripetitivi ...

…Sounds Like This dei Nektar, album del 1973.

 

I Nektar sono una delle realtà più interessanti del progressive rock, una band fondamentale in questo genere ai quali ho dedicato ampio spazio in particolare agli album Remember the Future (1973) e A Tab in the Ocean (1972) per il loro grande valore storico e artistico.

Siamo nel 1973 e i Nektar sono in piena fase creativa. Dopo aver pubblicato album visionari come “Journey to the Centre of the Eye” e “A Tab in the Ocean”, decidono di cambiare rotta. Invece di passare ore in studio vogliono catturare la loro vera essenza: l’energia del live.  Così, in soli tre giorni agli studi di Dieter Dierks, nasce un album che si distingue nettamente dalla loro discografia. Niente lunghe suite sinfoniche e le atmosfere oniriche tipiche del prog classico.  Qui ci troviamo di fronte a un hard-prog psichedelico puro e semplice. Il suono è grezzo, distorto, con la chitarra graffiante di Roye Albrighton e l’organo Hammond di Allan “Taff” Freeman a fare da protagonisti. Un disco incentrato sul jamming, dove le canzoni si trasformano in lunghe e infuocate improvvisazioni.

 

A differenza dei loro lavori precedenti e successivi, “…Sounds Like This” non è un concept album con una trama o un tema centrale. Il vero “concetto” è puramente musicale, filosofico e pratico: mostrare come suonassero realmente i Nektar dal vivo. Fino a quel momento, i fan li conoscevano per gli effetti speciali e i suoni stratificati in studio. Con questo album, il messaggio era inequivocabile: “Questo è il nostro vero suono, senza artifizi” (da qui il titolo “…Sounds Like This”).

 

La band aveva accumulato un bel po’ di brani scritti tra il 1970 e il 1972 che suonava sempre durante i concerti, ma che non erano mai stati inclusi nei concept album precedenti. L’idea era di registrare tutto questo materiale sparso per “liberare la mente” e ricominciare da capo con nuove suite.

 

Rifiutando la perfezione maniacale del prog classico, i Nektar hanno optato per l’improvvisazione. Entrati in studio, hanno registrato tutto in presa diretta in soli tre giorni, accettando le imperfezioni come parte integrante del disco. Un album che cattura l’anima del rock, l’energia del live e la voglia di sperimentare.

 

Il titolo e la copertina catturano perfettamente lo spirito spontaneo e psichedelico del progetto.  “Sounds Like This” (“Suona così”) è una risposta simpatica a chi chiedeva come suonasse la band dal vivo, senza tutti gli effetti speciali dei dischi precedenti. 

 

La copertina, realizzata dall’illustratore tedesco Helmut Wenske, è un’opera visionaria e fantascientifica dai colori vivaci e dettagli surreali. Wenske, famoso per i suoi dipinti ad aerografo influenzati dalle sostanze psichedeliche, ha completato questo capolavoro in una sola notte!

 

La mia copia è la versione MICR018, una ristampa che ripropone fedelmente la tracklist originale del doppio LP del 1973 in vinile colorato e che conserva anche gli effetti delle storiche difficoltà di missaggio del master originale.

 

“Good Day” è un brano Hard rock classico e trascinante, con un tocco di progressive. Roye Albrighton si fa sentire con un cantato energico e un riff tagliente che ti prende subito. L’organo Hammond di Allan “Taff” Freeman fa da tappeto ritmico, mentre il basso di Derek “Mo” Moore crea un groove solido fin dall’inizio.

 

“New Day Dawning” è un brano in stile Heavy-prog sincopato, una vera e propria perla per la sezione ritmica. Il batterista Ron Howden sfoggia una tecnica incredibile con continui e complessi cambi di tempo, creando un dialogo serrato e coinvolgente con le linee di basso incisive di Moore. Albrighton, poi, arricchisce il tutto con assoli graffianti che esaltano l’anima “heavy” del pezzo.

 

“What Ya Gonna Do?” è un pezzo in stile Proto-punk e garage rock dei primi anni ’70.  La band ha un’energia grezza e diretta che si percepisce subito. Freeman lascia da parte i suoi soliti arrangiamenti sinfonici per un approccio più percussivo e ruvido al pianoforte e alle tastiere. La voce di Albrighton, invece, diventa graffiante e piena di espressione.

 

“1-2-3-4” è un brano che fonde jam rock improvvisata e space rock ipnotico.  È un vero e proprio inno al lavoro di squadra della band. Albrighton si diverte a sperimentare con il talk-box, creando effetti alieni con la chitarra. Howden e Moore, nel frattempo, mantengono una base ritmica funky-rock lunghissima ed energica, su cui Freeman può spaziare con assoli di tastiera spaziali e pieni di libertà.

 

“Do You Believe in Magic?” è un brano in stile Rock psichedelico e melodico, una traccia più sognante che mette in risalto l’intreccio vocale tra Albrighton e Moore. Freeman aggiunge un tocco di atmosfera sospesa e sognante con il suo Mellotron, creando un bel contrasto con l’energia del resto del disco.

 

“Cast Your Fate” è un pezzo in stile Hard prog atmosferico. Moore e Howden aprono il brano con un’atmosfera oscura e misteriosa, mentre Albrighton entra con una chitarra distorta ma controllata, creando il sottofondo perfetto per l’organo di Freeman, che poi guida la transizione verso il brano successivo.

 

“A Day in the Life of a Preacher” è una suite divisa in tre parti (Preacher, Squeeze e Mr. H) che oscilla tra blues psichedelico e prog duro, il capolavoro del disco. Nella sezione Preacher, Albrighton offre una delle sue performance vocali più intense ed espressive. In Squeeze, Freeman si scatena con un assolo di Hammond distorto e potente. Il gran finale vede Howden dare il massimo alla batteria, spingendo la band in una vorticosa esplosione sonora.

 

“Wings” è un brano in stile Classic rock stradaiolo e diretto. È un pezzo d’impatto e più commerciale, pensato per alleggerire la tensione dei brani più lunghi. Chitarra e basso corrono all’unisono seguendo una struttura lineare, mentre Howden mantiene un beat solido e dritto, senza troppi fronzoli progressivi.

 

“Odyssey” è un brano in stile Krautrock strumentale ed eclettico, suddiviso in tre parti: Ron’s On, Never Never Never e Da-Da-Dum. Come suggerisce il titolo della prima parte, questa gigantesca suite è il palcoscenico di Ron Howden, che si lancia in assoli e poliritmie, guidando i compagni in territori vicini alla psichedelia cosmica tedesca. Il basso distorto di Moore e le incursioni rumoristiche di tastiera di Freeman creano un finale alienante e monumentale.

 

Questo album è l’esperimento più energico e viscerale dei Nektar, un vero e proprio salto nel rock più crudo rispetto al loro rock progressivo sinfonico e strutturato dei primi anni ’70.  Si tratta di una fusione di stili musicali a dir poco grandiosa!  Si passa dall’Hard Prog e Heavy Progressive, con riff di chitarra taglienti e distorti, una sezione ritmica potente e un organo Hammond aggressivo, che ricorda molto il sound di band proto-metal o hard rock dell’epoca come i Deep Purple, gli Uriah Heep o i Led Zeppelin.  E poi c’è il Rock Psichedelico e Space Rock, con forti influenze della psichedelia della fine degli anni ’60, l’uso massiccio di effetti sulla chitarra (tipo il talk-box e il wah-wah), atmosfere sognanti che esplodono all’improvviso e cavalcate strumentali che ricordano i primi Pink Floyd.  Non mancano nemmeno Krautrock e Jam Rock, visto che i Nektar si sono formati e affermati in Germania e hanno assorbito l’influenza della scena sperimentale tedesca. 

 

L’album è basato su lunghissime improvvisazioni in studio (jam), strutture libere e ritmi ipnotici e ripetitivi che lasciano spazio all’estro dei singoli musicisti.  Il suono è volutamente grezzo e asciutto e senza sovraincisioni, un vero e proprio documento di come la band suonava dal vivo. Insomma, un album che spacca!

La Mia Versione

Etichetta: Reissued Sounds – MICR018, Cherry Red – MICR018, Reissued Sounds – MICR018-AT
Formato: 2 x Vinile, LP, Album, Limited Edition, Numbered, Reissue, Clear Splatter
Paese: Austria
Uscita: 14 mar 2025

Tracklist

A1        Good Day    6:47
A2        New Day Dawning    5:04
A3        What Ya Gonna Do?    5:25
B1        1-2-3-4    12:47
B2        Do You Believe In Magic?    7:19
C1        Cast Your Fate    5:45
C2        A Day In The Life Of A Preacher (Preacher) (Squeeze) (Mr. H)    13:03
D1        Wings    3:48
D2        Odyssee (Ron's On) (Never, Never, Never) (Da Da Dum)    14:31

LineUp

Bass, Vocals – Derek "Mo" Moore
Drums, Percussion – Ron Howden
Keyboards, Vocals – Allan "Taff" Freeman
Lead Guitar, Lead Vocals – Roye Albrighton
 

Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:

Spotify: Ascolta la versione ufficiale e interamente rimasterizzata dell'album su Spotify - Nektar (...Sounds Like This).

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Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"