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FrancescoProgressive Rock World

632 Recensioni - 359 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

Crossing the Line degli Asia Minor

13-05-2026 08:00

Francesco Prog Rock World

Symphonic Rock, OTTIMO, Album anni Settanta, asia-minor,

Crossing the Line degli Asia Minor

Crossing the Line degli Asia Minor, album del 1979. L’atmosfera dell’album è prevalentemente malinconica, notturna e riflessiva, con un’elevata complessità ...

Crossing the Line degli Asia Minor, album del 1979.

 

Ho già parlato di questa band nella recensione del loro album “Between Flesh and Divine”, un vero gioiello di rock sinfonico d’autore del 1980.  Sembra quasi che abbia dieci anni in più, uno dei migliori album di quel decennio, senza dubbio.  La band è composta da musicisti turchi e francesi, e il loro stile è intimo, profondo e un po’ cupo, con un tocco psichedelico che aleggia nell’aria. Le loro composizioni sono splendide e le parti strumentali sono davvero pregevoli. La voce di Setrak Bakirel è giovane e profonda, ma anche limpida e avvolgente.

Flauto e chitarra sono gli elementi fondamentali del loro sound, accompagnati da un basso robusto e una batteria di qualità. La voce di Setrak è profonda, ma sa anche essere morbida e tranquilla quando necessario. Le loro composizioni sono eccezionali, con alternanza di momenti delicati e sezioni strumentali potenti sia a livello strumentale che vocale.

 

Pubblicato nell’aprile del 1979, “Crossing the Line” è l’album di debutto di una band che è diventata un vero e proprio punto di riferimento del progressive rock sinfonico. Questo album è unico perché riesce a fondere il classico sound del prog europeo con le atmosfere e i ritmi della musica tradizionale turca. Al momento della registrazione, il gruppo era ufficialmente un trio, ma ha collaborato con il tastierista ospite Nick Vicente. Nonostante sia uscito nel 1979, un periodo in cui il punk e la new wave dominavano la scena musicale e il prog era già considerato superato, l’album è rimasto fedele alle sue origini, quelle del prog dei primi anni ’70. Non è un “concept album” nel senso più stretto, ma è un’opera guidata da un tema e un sound molto marcati: la vita da espatriati e la dualità culturale. Il titolo stesso, “Oltrepassare la linea”, suggerisce l’idea di un confine non solo geografico ma anche culturale e spirituale che viene superato.

 

Il confine tra Oriente e Occidente è un luogo di incontro intrigante, e questo si riflette anche nella musica di Setrak Bakirel ed Eril Tekeli, i due musicisti turchi che risiedono a Parigi. La loro musica è un connubio unico di Prog Rock occidentale, con influenze di band come Camel e King Crimson, e le scale modali e i ritmi dispari tipici della musica anatolica. Anche i testi giocano con questa doppia identità, alternando inglese e turco, a differenza del loro album successivo, “Between Flesh and Divine”, interamente in inglese.

 

Crossing the Line è un disco di Progressive Rock Sinfonico che si caratterizza per la sua impronta distintiva, plasmata dalle origini mediorientali dei suoi creatori.  L’album rende omaggio ai Grandi del Prog, con le chitarre di Bakirel che richiamano quel suono fluido, melodico e “piangente” tipico di Andrew Latimer. L’impiego del Mellotron, sebbene simulato o usato con moderazione, e le strutture drammatiche evocano In the Court of the Crimson King. Il flauto di Eril Tekeli è lo strumento principale, con un timbro nervoso, etereo e profondamente malinconico, a differenza del flauto “pastorale” dei Genesis o di quello “aggressivo/folk” di Ian Anderson.  Il flauto spesso si sovrappone alle linee di chitarra o guida i cambi di tempo, creando un’atmosfera onirica. Le melodie non si attengono ai canoni occidentali, ma si ispirano ai makam (modi musicali) della tradizione anatolica, donando loro un sapore esotico e misterioso. La sezione ritmica è articolata ma mai disordinata, capace di alternare tempi rock convenzionali a strutture ritmiche tipiche della musica popolare turca.

 

L’atmosfera dell’album è prevalentemente malinconica, notturna e riflessiva, con un’elevata complessità sempre al servizio della melodia. Non c’è mai virtuosismo fine a sé stesso. La produzione offre un suono limpido che mette in evidenza il contrasto tra i momenti acustici e quelli elettrici più carichi di tensione. Un prog rock raffinato e colto, che predilige emozionare con la sottigliezza piuttosto che impressionare con la velocità.

 

Io ho la  ristampa della AMS Records del 2022 che si distingue per aver riportato le frequenze medie a un livello di brillantezza superiore, offrendo una definizione nettamente migliorata di flauto e chitarre a 12 corde rispetto alle edizioni precedenti.

 

“Preface” è un’introduzione strumentale che crea un’atmosfera suggestiva.  Si apre come un sipario, stabilendo subito il tono malinconico e sospeso dell’album con tappeti di tastiere e delicati interventi di flauto. L’intro è sinfonica e onirica. Nick Vicente crea un tappeto di tastiere etereo su cui il flauto di Tekeli introduce il tema principale.

 

“Mahzun Gözler”, che si traduce in “Occhi Tristi”, è uno dei brani più alti del disco.  Qui la commistione tra prog e musica turca raggiunge un equilibrio perfetto: il flauto disegna melodie sinuose su ritmi intricati. La voce di Bakirel è tenue, evocando una malinconia profonda.  Si tratta di prog epico con marcate influenze mediorientali (Makam).  È il biglietto da visita del gruppo. Setrak Bakirel offre un’interpretazione vocale sofferta e delicata in lingua turca. Il basso (suonato a turno da Bakirel o Tekeli) percorre linee jazzate, mentre Lionel Beltrami alla batteria affronta i cambi di tempo dispari con una fluidità sorprendente, senza mai appesantire il brano.

 

“Mystic Dance” è un pezzo breve e cadenzato. Come indica il titolo, ha un andamento quasi tribale ma elegante, che esalta la precisione della batteria di Beltrami e la fluidità del flauto.  Un intermezzo folk-prog con un ritmo incalzante. Eril Tekeli è il vero protagonista con un flauto quasi “ritmico”. Il brano mette in evidenza la capacità del gruppo di generare tensione rapidamente, grazie a un lavoro di piatti e rullante molto vivace da parte di Beltrami.

 

In “Misfortune” si percepisce l’influenza dei King Crimson più poetici.  Il pezzo è più articolato, con variazioni di dinamica avvincenti che alternano momenti di tensione elettrica a passaggi melodici più morbidi. Rock progressivo teatrale. La chitarra elettrica di Bakirel è protagonista, passando da arpeggi limpidi a riff più distorti e inquietanti. Le tastiere di Vicente contribuiscono con una stratificazione orchestrale che conferisce al brano un’atmosfera più cupa rispetto ai precedenti.

 

“Landscape” è un pezzo strumentale che evoca l’immagine di un paesaggio. La chitarra solista ricorda molto lo stile di Andrew Latimer (Camel), con note lunghe che si fondono con il flauto. Un brano pastorale e lirico, caratterizzato da un continuo dialogo tra la chitarra solista e il flauto.  Il lavoro di Tekeli in questo brano è più delicato e rilassato, dimostrando un eccellente controllo del fiato e del vibrato.

 

“Visions” è il brano più dinamico dell’album. Presenta riff di chitarra più incisivi e una struttura ritmica serrata. È il momento in cui la band mette in mostra la propria capacità di accelerare nel prog sinfonico. Prog rock tecnico e serrato.  È la traccia in cui Lionel Beltrami si distingue maggiormente; la sua batteria è potente e precisa, guidando i frequenti cambi di ritmo. Le chitarre diventano più aggressive, rivelando il lato più “rock” della band.

 

“Without Stir” è una breve interruzione acustica, dominata dalla chitarra a 12 corde e da un’atmosfera bucolica. Bakirel e Tekeli si concentrano sulle chitarre acustiche a 12 corde. È un brano incentrato sulla tessitura sonora, grande la pulizia del tocco dei due musicisti turchi.

 

“Hayal Dolu Günler İçin” “Per giorni pieni di sogni”, è un brano molto melodico e poetico, in cui il canto in turco aggiunge un calore particolare. Rappresenta il culmine emotivo dell’intero album, un addio malinconico ma sereno in una ballata progressive nostalgica. Il ritorno della voce turca di Bakirel genera un’emozione tangibile. Il flauto di Tekeli risponde alle linee vocali come se fosse un secondo cantante. La sezione ritmica rimane discreta, lasciando spazio all’intreccio melodico.

 

“Postface” è il breve epilogo che riprende i temi dell’inizio, chiudendo il cerchio dell’opera in modo ciclico. Un breve richiamo sonoro che si dissolve nel silenzio. Le tastiere di Vicente lasciano una sensazione di incompiutezza…

 

L’hüzün, una malinconia dolce e profonda tipica della cultura turca, è il filo conduttore di questo album.  I testi e le melodie di flauto non cercano di stupire con virtuosismi tecnici, come faceva spesso il prog degli anni70, ma piuttosto di evocare il senso di nostalgia per la propria terra e i ricordi di paesaggi lontani. L’album è un viaggio interiore, un’esperienza intima e riflessiva. Mentre il rock del 1979 si faceva sempre più frenetico e commerciale, gli Asia Minor hanno scelto di “attraversare la linea” per mantenere vive le proprie radici culturali all’interno di un linguaggio moderno e accessibile.

 

Un album ottimo e assolutamente consigliato, penalizzato rispetto al successivo a mio avviso per la lingua dei testi non sempre in inglese e la produzione non del tutto cristallina, ma che musicalmente a mio avviso è straordinario e nell'esprimere il concetto portante molto efficace.

La Mia Versione

Etichetta: AMS Records (6) – AMS LP 167, AMS Records (6) – AMSLP167
Formato: Vinile, LP, Album, Limited Edition, Reissue, Remastered, Stereo, 180 Gram, Yellow
Paese: Italy
Uscita: 2022

Tracklist

A1        Preface
A2        Mahzun Gözler
A3        Mystic Dance
A4        Misfortune
B1        Landscape
B2        Without Stir
B3        Hayal Dolu Günler Için
B4        Postface

LineUp

- Setrak Bakirel - voce principale, chitarre, basso
- Eril Tekeli - flauto, chitarre, basso
- Lionel Beltrami - batteria,

percussioni Con:
- Nick Vicente - tastiere

Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:

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Supporto all'artista:

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