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Spot the Pigeon EP dei Genesis

05-06-2026 08:00

FrancescoProg

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Spot the Pigeon EP dei Genesis

Spot the Pigeon EP dei Genesis del 1977, che contiene infatti tre brani che non sono entrati nell’album Wind & Wuthering del 1976...

Spot the Pigeon EP dei Genesis del 1977.

 

Dopo aver parlato di Wind & Wuthering, è arrivato il momento di dare un’occhiata anche al primo Extended Play dei Genesis.

 

Questo piccolo gioiellino contiene infatti tre brani che non sono entrati nell’album Wind & Wuthering del 1976.  È l’ultimo lavoro in assoluto in studio dei Genesis con Steve Hackett alla chitarra prima che lasciasse definitivamente la band.

Alla fine del 1976, mentre registravano Wind & Wuthering, i Genesis hanno scritto un sacco di musica.  I tre brani di Spot the Pigeon sono stati scartati dall’album perché la band pensava che non si adattassero bene all’atmosfera malinconica e autunnale del disco principale. Invece di lasciarli lì, hanno deciso di pubblicarli come EP a 45 giri.

 

Questo EP non è mai arrivato ufficialmente negli Stati Uniti, ma è diventato un vero e proprio cult d’importazione, arrivando addirittura al numero 14 nelle classifiche dei singoli del Regno Unito.  Il pezzo più famoso e amato è “Inside and Out”, un vero gioiellino nascosto. Inizia in modo intimo e poi si trasforma in un finale epico e travolgente, con la chitarra di Steve Hackett che fa da padrona.  Nonostante Hackett ci tenesse tantissimo, “Inside and Out” non è entrata in “Wind & Wuthering”.

 

Il titolo e la copertina dell’EP si ispirano al “Spot the Ball”, un gioco a premi super popolare nei giornali britannici di quel tempo.  L’idea era di indovinare dove fosse la palla in una foto di calcio, ma qui al posto della palla c’è un piccione.  La copertina è una foto in bianco e nero di una partita di calcio vecchio stile, con i giocatori che saltano per colpire di testa.  Al posto del pallone, c’è la sagoma di un piccione in volo. Sul retro, c’è scritto: “Picture shows the regional final of the annual Pigeon-Balancing Championships” (La foto mostra la finale regionale dell’annuale Campionato di Bilanciamento dei Piccioni).  Insomma, un tocco di ironia e un po’ di quel tipico umorismo “british” che rende tutto ancora più divertente.

 

I Genesis, nel corso degli anni, hanno espresso molte perplessità sui brani, soprattutto riguardo a “Match of the Day”, e hanno un po’ messo da parte anche “Pigeons”.  Per un bel po’ di tempo, queste canzoni non sono state incluse nella loro storia ufficiale.  Le ragioni principali? Beh, i testi non erano proprio il massimo, le scelte musicali non hanno convinto del tutto e il video promozionale non è stato proprio un successo di produzione.

 

Nel 2004, chiacchierando con i fan, Phil Collins ha detto apertamente che “Match of the Day” non è stato proprio il loro momento più brillante. Ha ammesso di aver scritto lui i testi, che oggi trova un po’ imbarazzanti.  L’idea era di portare nei Genesis alcuni dei ritmi più in voga dell’epoca, ma i risultati non sono stati proprio quelli sperati.

 

I fan e la critica dell’epoca hanno trovato strano che un gruppo famoso per la sua musica complessa e l’immaginario raffinato si mettesse a cantare cori da stadio e a raccontare storie semplici sul calcio del sabato pomeriggio.  

 

Tony Banks, da sempre il custode dell’anima più sofisticata del gruppo, ha espresso opinioni simili.  Su “Match of the Day”, ha detto che la band non ha mai considerato il pezzo valido.  L’unica cosa che gli piaceva era il riff di tastiera centrale, ma avrebbe fatto volentieri a meno del resto. Per quanto riguarda “Pigeons”, lo ha definito un esperimento strano e ironico, ma anche un fuori tempo massimo rispetto al percorso artistico che stavano facendo.  Il brano si basava su un riff ripetitivo che ricordava un banjo (creato applicando del nastro adesivo sulle corde del pianoforte) che andava avanti dall’inizio alla fine.

 

A peggiorare la reputazione di “Match of the Day” ci fu la realizzazione di un videoclip promozionale girato a Loftus Road, lo stadio del Queens Park Rangers.  Nel video, Phil Collins canta e si agita sugli spalti vuoti, facendo finta di tifare. La band trovò il video così pacchiano e ridicolo che decisero di non inserirlo in nessuna raccolta ufficiale. Per molti anni, la clip è stata considerata persa o nascosta di proposito.

 

La mia è la versione Atlantic - EP 1800 Canadese del 1978.

 

“Match of the Day” è una canzone spensierata e divertente che parla del rituale settimanale delle partite di calcio.  Segna un po’ il passaggio della band a canzoni più brevi e adatte alla radio. Anche se è un po’ eccentrica, ha degli arrangiamenti e degli incastri strumentali davvero notevoli. È un pop-rock ritmico e giocoso, con testi che prendono in giro la cultura britannica.  Il pezzo forte è l’energica esecuzione corale e il riff di chitarra scattante che lo tiene insieme. Phil Collins fa una prestazione fantastica alla batteria, tenendo tempi dispari in modo fluido e naturale, mentre la chitarra di Steve Hackett si intreccia alla perfezione con le tastiere di Tony Banks.

 

“Pigeons” è un brano Progressive pop sarcastico e vivace che affronta con ironia il tema surreale dei piccioni che sporcano i monumenti.  Nonostante il testo frivolo, la band dimostra una coesione strumentale davvero notevole.  Le linee di basso pulsanti e i cambi di tempo repentini spezzano la melodia, rendendo la canzone musicalmente complessa, anche se il tema è leggero. Mike Rutherford al basso e Tony Banks all’organo/tastiere sono i veri protagonisti, creando un tappeto sonoro solido e ricco di sfumature che bilancia perfettamente la stravaganza vocale di Collins.

 

“Inside and Out” è una vera chicca nascosta dell’EP, una piccola suite che starebbe benissimo su un album come “A Trick of the Tail”.  È un pezzo profondo e drammatico, con quel Progressive rock sinfonico e malinconico che mi piace tanto.  Il crescendo strumentale finale è potente e l’assolo di chitarra epico sfuma in un’atmosfera corale e trionfale, che spacca.  Steve Hackett qui è in gran forma: il suo tocco chitarristico, insieme agli assoli ariosi di Tony Banks, dà al brano quell’epicità malinconica che i fan adorano.  E poi, non dimentichiamoci di Mike Rutherford, che con il suo basso a pedale aggiunge un suono maestoso e avvolgente.

 

Il rifiuto della band fu così forte che, quando uscì il cofanetto monumentale “Genesis Archive 2: 1976-1992” nel 2000, la band incluse “Pigeons” e “Inside and Out”, ma lasciò fuori completamente “Match of the Day”. La canzone sul calcio è rimasta introvabile in formato CD per trent’anni, finché i Genesis non hanno deciso, un po’ a malincuore, di inserirla come “traccia bonus per collezionisti” nel box set “Genesis 1976-1982” pubblicato nel 2007, solo per dovere di completezza storica. 

 

Resta un documento storico di una band che stava per affrontare una frattura importantissima con la fuoriuscita di Steve Hackett e un disco necessario in una collezione completa dei Genesis.

La Mia Versione

Etichetta: Atlantic – EP 1800
Formato: Vinile, 12", 45 RPM, EP, Quality Records Pressing
Paese: Canada
Uscita: 1978

Tracklist

A1        Match Of The Day    3:23
A2        Pigeons    3:10
B        Inside And Out    6:42

LineUp

Batteria, Percussioni, Voce Principale, Cori – Phil Collins
Chitarra elettrica, chitarra a dodici corde – Steve Hackett
Pianoforte, sintetizzatore, organo, mellotron, chitarra a dodici corde, cori – Tony Banks
Chitarra a dodici corde, basso, pedaliera [pedali per basso] – Mike Rutherford

Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:

Spotify: Puoi ascoltare la raccolta dei brani tramite la Playlist di Spot the Pigeon su Spotify.

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Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"