
Grimalkin dei Pattern-Seeking Animals, album del 2026.
Sono un grande fan di questa band e ho recensito finora tutti i loro lavori in studio, pubblicando anche una scheda che riassume in breve le loro caratteristiche principali: Complessità, Immediatezza e Melodia al TOP.
“Grimalkin” è il sesto album in studio dei Pattern-Seeking Animals, uscito il 21 agosto 2026 per Giant Electric Pea (GEP). Il titolo, che significa “gatto grigio” in inglese antico, è stato reso celebre da Shakespeare nel Macbeth, dove è il nome del gatto di una strega.
Nati come spin-off degli Spock’s Beard, i Pattern-Seeking Animals continuano a sfoggiare la loro tecnica sopraffina, ma in questo album rafforzano anche il loro sound crossover, fatto di melodie catchy e arrangiamenti strumentali ricchi e complessi.
Per “Grimalkin”, i Pattern-Seeking Animals hanno deciso di rimanere fedeli al loro sound, arricchendolo però con collaborazioni strategiche. La formazione principale è rimasta invariata fin dal loro esordio nel 2019: Ted Leonard alla voce e alle chitarre, John Boegehold alle tastiere, alla programmazione e alla produzione, Dave Meros al basso e Jimmy Keegan alla batteria e alle percussioni. Questa stabilità, rara nel mondo della musica, permette ai quattro membri, sia attuali che ex degli Spock’s Beard, di avere un’intesa artistica davvero forte.
John Boegehold ha voluto coinvolgere musicisti esterni per dare un tocco in più agli arrangiamenti orchestrali e vocali dei brani. Invece di usare solo i sintetizzatori, in questo album ci sono una sezione di archi dal vivo, presente in diverse canzoni per dare un’atmosfera cinematografica e sinfonica ai pezzi e una cantante di supporto, ingaggiata per creare armonie vocali femminili e dare un contrasto ai cori abituali della band (che di solito sono curati da Leonard, Keegan e Meros).
Anche se la formazione è rimasta la stessa, l’album si distingue per un cambiamento importante nello stile e nell’uso degli strumenti.
Boegehold, introducendo il mandolino e suoni campionati etnici mediorientali, ha segnato un bel cambio di rotta rispetto alle tastiere prog più classiche dei suoi lavori precedenti. Anche se le suite complesse ci sono ancora, l’album ha anche dei pezzi insolitamente brevi per i loro standard, il che dimostra che Boegehold non si fa problemi a semplificare le strutture quando serve.
Con “Grimalkin”, la band ha deciso di sperimentare esplorando nuove strade sonore e strumentazioni che non avevano mai usato prima, pur rimanendo sempre fedeli al loro stile progressive. Il tastierista e produttore John Boegehold è stato il motore principale della composizione, come in tutti i loro lavori precedenti. Ha scritto da solo tre canzoni e ha collaborato con gli altri membri per le altre cinque.
Boegehold voleva dare una spinta al classico rock sinfonico della band, arricchendolo con nuove influenze e sonorità. Così ha inserito elementi barocchi e mediorientali, creando un mix davvero unico con i loro splendidi intrecci di chitarra e tastiere.
L’album è stato registrato quasi tutto dai quattro membri storici. Per ottenere quei tappeti sonori cinematografici che Boegehold aveva in mente, però, ha coinvolto una sezione di archi dal vivo su alcune canzoni e una corista per aggiungere nuove sfumature vocali.
Boegehold ha inoltre prodotto l’intero album, mentre il mixaggio e il mastering sono stati affidati a Frank Rosato, che ha dato al disco un sound moderno e bilanciato, mettendo in risalto soprattutto la batteria di Jimmy Keegan.
Come ha detto lo stesso Boegehold in diverse interviste, il risultato è un album che unisce alla perfezione la complessità del prog rock con una forte componente melodica, che è la missione della band da sempre.
“Grimalkin” è un album Crossover Prog che cattura con la sua melodia e la capacità di mescolare la complessità tecnica del genere con un tocco radiofonico. Un mix di rock sinfonico classico, folk medievale e la freschezza della produzione West Coast americana.
Rispetto ai lavori precedenti, il sound è diventato più ricco e cinematografico. Grazie all’introduzione della sezione di archi dal vivo e al mandolino di John Boegehold, che aggiunge sfumature folk e barocche, l’album si arricchisce di nuove sonorità. E poi, ci sono i ritmi e i campionamenti mediorientali che rompono con il prog anglosassone classico, creando atmosfere esotiche.
L’album alterna brani di diverse strutture: le grandi suite articolate, come “Maybe All a Dream” e “Slowly Falls the Flying Man”, con i loro cambi di tempo, assoli di tastiera e chitarra e sezioni strumentali complesse, e i brani pop-prog più compatti, come “Things I Don’t Do”, che puntano su melodie immediate e tanta emozione.
La voce di Ted Leonard è uno dei punti di forza del disco: pulita, potente ed espressiva, evita gli eccessi teatrali del prog anni ’70 per uno stile più moderno, vicino all’AOR. E non dimentichiamoci del basso distorto e pulsante di Dave Meros e della batteria dinamica di Jimmy Keegan, che offrono una sezione ritmica solida e potente.
“Grimalkin” è un album che sorprende per la grande tecnica esecutiva e che conquista per la melodia, ma in cui però i grandissimi musicisti della band non usano i brani per fare puro sfoggio di virtuosismo tecnico. Ogni assolo o cambio di tempo è strettamente legato alla melodia e alla struttura del brano. L’uso di archi reali e suoni etnici/mediorientali è stato una scelta strategica vincente, che differenzia il sound del progetto da quello degli Spock’s Beard e definisce un sound personale ed estremamente coinvolgente.
Grandissimo album!
La Mia Versione
Etichetta: Giant Electric Pea – GEPV7025
Formato: Vinile, LP, Album, Limited Edition, Grey Marbled
Paese: Europe
Uscita: 21 ago 2026
Tracklist
A1 Maybe All A Dream 8:55
A2 A Flower Yet To Grow 7:31
A3 Jade Sky 4:52
A4 Things I Don't Do 2:40
B1 Break Away 7:52
B2 Traveler On The Wrong Road Home 4:58
B3 Slowly Falls The Flying Man 8:34
B4 I Dream The World 3:34
Lineup
Ted Leonard – Voce solista, chitarra solista e ritmica
John Boegehold – Tastiere, sintetizzatori, mellotron, programmazione, chitarra, mandolino e cori (nonché principale compositore e produttore)
Dave Meros – Basso e cori
Jimmy Keegan – Batteria, percussioni e cori
Con
Joe Deninzon – Suona il violino nel brano "Jade Sky"









