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Thirteen dei Soft Machine

21-03-2026 15:10

FrancescoProg

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Thirteen dei Soft Machine

"Thirteen", il nuovo album in studio dei Soft Machine, pubblicato il 13 marzo 2026, un album che regala molte sorprese che danno all’album un particolare ...

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"Thirteen", il nuovo album in studio dei Soft Machine, pubblicato il 13 marzo 2026, un album che regala molte sorprese che danno all’album un particolare significato, tutte legate tra loro da parole ormai obsolete: rispetto e sentimento.

 

La prima sorpresa è nella formazione, che segna il segna il debutto del batterista Asaf Sirkis.  Rinomato batterista e percussionista a livello mondiale, celebre per la sua incredibile inventiva e la straordinaria abilità nel padroneggiare metri dispari complessi con una sensibilità fuori dal comune, è entrato a far parte del gruppo nel 2023, succedendo al mitico John Marshall dopo il suo addio. Ha diretto diversi progetti solisti e lavorato con artisti di fama come Tim Garland e Gwilym Simcoc e la seconda sorpresa ce la fa proprio lui. 

 

Asaf Sirkis, autore di “Waltz for Robert”, regala uno dei momenti più emozionanti di Thirteen, un omaggio a Robert Wyatt, co-fondatore, batterista e voce originale dei Soft Machine. Sirkis, che ha instaurato un rapporto di amicizia con Wyatt, gli aveva inizialmente chiesto di partecipare all’album. Wyatt, ormai ottantenne, ha però rifiutato, spiegando che la sua carriera musicale è giunta al capolinea.  Proprio per questo, Sirkis ha scritto il brano come tributo a Wyatt.

Sebbene sia un batterista abile e contemporaneo, Sirkis in questo pezzo cerca di riprodurre l’approccio jazzistico di Wyatt. Il ritmo è morbido e ondeggiante, richiamando la sensibilità melodica tipica dei lavori solisti di Robert, come Rock Bottom.

Wyatt, ritiratosi dalla musica da tempo, è l’unico membro fondatore ancora in vita (dopo la scomparsa di Kevin Ayers nel 2013, Daevid Allen nel 2015 e Mike Ratledge nel 2024). “Waltz for Robert” è il modo in cui i Soft Machine del 2026 ringraziano l’uomo che ha dato il via a tutto.

Nonostante il ritiro dalla musica da diversi anni, Robert Wyatt ha conservato un rapporto di stima con la nuova formazione. Ha espresso grande ammirazione per il nuovo batterista, Asaf Sirkis, dicendo: “A mio parere, non c’è niente che [Asaf] non possa fare quando si impegna… le sue capacità alla batteria continuano a migliorare, ma ciò che mi impressiona davvero sono le sue composizioni eteree e ossessive”.

 

La terza sospresa è che l’album include uno straordinario cameo del membro fondatore Daevid Allen (registrato anni prima) nel brano "Daevid's Special Cuppa".

La collaborazione postuma con Daevid Allen è nata quando la band ha ritrovato una registrazione vocale inedita di Allen (membro fondatore dei Soft Machine e dei Gong, scomparso nel 2015). Theo Travis e John Etheridge hanno composto un tappeto sonoro psichedelico e jazz attorno alla parte di Allen, creando un collegamento emozionante tra le origini del gruppo nel 1966 e la formazione del 2026.  È considerato il cuore spirituale del disco, uno degli elementi più profondi dell’album Thirteen, poiché chiude un cerchio storico aperto 60 anni prima.

 

Il brano “Daevid’s Special Cuppa”, che conclude l’album, è un omaggio spirituale costruito attorno a una performance originale di Allen. Non si tratta di materiale d’archivio qualsiasi, ma di una sessione di chitarra glissando registrata da Theo Travis nel 2001. Travis ha composto un brano psichedelico e misterioso “incastonando” la chitarra di Allen. Per dare maggiore profondità all’atmosfera, ha usato il duduk (uno strumento tradizionale armeno), creando un tappeto sonoro evocativo che accompagna la chitarra “spettrale” di Daevid verso la fine dell’album.

 

Questa collaborazione ha un significato particolare per la storia del gruppo, nonostante Allen sia stato un membro fondatore nel 1966, non apparve in nessuno degli album in studio ufficiali dei Soft Machine dell’epoca (a causa di problemi con il visto che lo costrinsero a lasciare il gruppo prima delle registrazioni del primo disco). Grazie a questo brano, Allen compare finalmente su un disco in studio dei Soft Machine, sessant’anni dopo aver contribuito alla nascita del gruppo.

 

Vediamo chiaramente anche gli altri membri della band, in quanto i musicisti che hanno registrato Thirteen sono veterani della scena jazz-rock e del "Canterbury Sound".


John Etheridge, chitarrista versatile e di immenso talento, detiene il record di longevità nella storia dei Soft Machine.  Entrò a far parte del gruppo nel 1975 per l’album Softs, prendendo il posto di Allan Holdsworth.  Ha collaborato con artisti di fama mondiale come Stéphane Grappelli, Nigel Kennedy e John Williams.  Pat Metheny lo ha definito uno dei migliori chitarristi a livello globale, e il suo stile musicale unisce la tecnica jazz alla forza del rock.

 

Theo Travis, polistrumentista e compositore, è un elemento chiave del progressive contemporaneo, come ho già accennato nelle recensioni delle sue numerose collaborazioni, alcune delle quali recenti.  È stato membro storico dei Gong dal 1999 al 2009 e ha collaborato a lungo con artisti del calibro di Steven Wilson, Robert Fripp e David Gilmour, ma anche con gli ZOPP, gli Anekdoten e i Porcupine Tree, per citarne alcuni.  Nel 2006, dopo la scomparsa di Elton Dean, è entrato a far parte dei Soft Machine (allora conosciuti come Legacy). Oltre a suonare, Travis è spesso il produttore dei loro album in studio, incluso “Thirteen”. 

 

Fred Thelonious Baker, bassista di fama mondiale con una forte connessione con la scena di Canterbury, è il bassista ufficiale dal 2020, subentrato a Roy Babbington, che lo ha scelto personalmente come suo successore.  Baker predilige l’uso del basso fretless, conferendo alle composizioni un suono fluido e melodico.

 

Partecipano al disco anche: 

Pete Whittaker all’organo e piano Fender Rhodes in due tracce, un collaboratore di lunga data sia di John Etheridge (nel suo trio Blue Spirits) sia di Theo Travis (nel progetto Double Talk)

 

Nick Utteridge, percussionista specializzato in sonorità atmosferiche che partecipa esclusivamente alla traccia 5, l'epica suite di 13 minuti intitolata The Longest Night.

 

L'album gioca con la ricorrenza del numero 13, smontando la credenza che porti sfortuna e presentandolo invece come simbolo di rinascita e sviluppo:

L’album: Rappresenta il 13° disco in studio dei Soft Machine.

Le tracce: Il lavoro include 13 nuove canzoni.

La durata: La traccia centrale ha una durata precisa di 13 minuti.

Le date: la coincidenza per cui il co-fondatore Daevid Allen nacque il 13 gennaio e morì il 13 marzo, data scelta anche per la pubblicazione dell’album.

 

L’album conta 13 brani. Il disco offre jazz-rock di alta classe con influenze Canterbury, un album registrato in una sessione intensiva di soli quattro giorni, con un'energia da "presa diretta".

 

“Lemon Poem Song”, il brano che apre l’album, si presenta con un’introduzione ritmata di Jazz-Rock solare, arricchita da influenze funk. Asaf Sirkis mette in mostra la sua maestria nel creare groove complessi ma allo stesso tempo coinvolgenti. La chitarra di Etheridge si inserisce con fraseggi puliti e veloci.

 

“Open Road” è un brano Prog-Jazz atmosferico con il sax tenore di Theo Travis con un sound intenso e il basso fretless di Fred Baker a supporto della melodia.

 

“Seven Hours” è un brano di Jazz contemporaneo con una performance straordinaria di Travis al flauto che gioca con gli arpeggi i Etheridge. La batteria di Sirkis è leggera con un grade lavoro sui piatti.

 

“Waltz for Robert” è un omaggio in stile Canterbury a Robert Wyatt. Il brano, malinconico, è caratterizzato da una melodia di flauto emozionante e dall’uso delle spazzole da parte di Sirkis, che richiama lo stile di Wyatt degli anni ’70. Il risultato è un suono morbido e orchestrale, privo di virtuosismi, che mette in risalto la melodia. Theo Travis, al flauto, è il vero protagonista, con un tono malinconico ma dolce che sembra “cantare” al posto di Wyatt. John Etheridge, con i suoi arpeggi di chitarra, arricchisce ulteriormente il brano.

 

Con i suoi oltre 13 minuti, “The Longest Night” si erge come una delle tracce più importanti dell’album. Questa splendida suite, divisa in diverse sezioni, fonde magistralmente Symphonic Prog e Fusion. La performance corale è eccezionale, con Etheridge che si scatena in assoli distorti, mentre la sezione ritmica gestisce alla perfezione cambi di tempo vertiginosi. Un brano davvero fantastico.

 

“Disappear” è la traccia più breve e in stile Avant-Garde con grandi effetti e loop di Travis. Sperimentale.

 

“Green Books” Firmata da Etheridge ha un sound bucolico fondendo lo stile Folk-Jazz con il Canterbury Sound. Grande la parte di chitarra acustica che ricorda i primi anni '70, e grade l’armonia tra fiati e corde.

 

“Beledo Balado” è un brano ritmato e di rande tecnica di un Fusion eccitante in cui John Etheridge mette in mostra tutta la sua tecnica e precisione, e Fred Baker particolarmente ispirato con linee di basso potenti.

 

“Pens to the Foal Mode” è una breve improvvisazione collettiva registrata spontaneamente in studio, splendido intarsio di Free Jazz con i musicisti che si rincorrono senza uno spartito ma dimostrando una intesa eccezionale.

 

“Time Station” è un breve intermezzo psichedelico con al centro i sintetizzatori e i flauti con effetti di Travis.

 

“Which Bridge Did You Cross?” è un brano Fusion con la batteria di Asaf Sirkis, che risalta per i suoi tempi complessi mentre si evolve una melodia accattivante.

 

“Turmoil” è l’'unica traccia firmata da Fred Baker, in stile Fusion e Jazz-Rock, molto intensa con il basso di Baker potente e dai toni oscuri e il sax di Travis aggressivo ed eclettico.

 

“Daevid's Special Cuppa” chiude il disco, con la “presenza” postuma in una linea di chitarra di Daevid Allen, in stile Space-Rock e Psichedelico con la sua chitarra glissando quasi spettrale e dal tono spirituale, intorno alla quale la band semplicemente accompagna senza essere invasiva, con estremo rispetto.

 

Un disco che ribadisce il sound dei Soft Machine funge da collegamento tra il passato leggendario della scena di Canterbury e il jazz-rock di oggi.  L’album è caratterizzato da un’energia hard-fusion. La chitarra di John Etheridge alterna momenti di lirismo acustico a riff potenti e assoli virtuosistici, mentre la sezione ritmica di Fred Baker e Asaf Sirkis assicura un groove robusto e una padronanza sicura dei tempi dispari.

 

Il disco è ricco di riferimenti alle radici del gruppo. L’uso abbondante di flauto e sassofoni da parte di Theo Travis crea un’atmosfera pastorale e onirica, caratteristica del progressive inglese anni ’70, spesso impreziosita da effetti di eco e loop elettronici (looping).

 

A differenza dei lavori più definiti, Thirteen offre molta libertà creativa.  Ci sono sezioni di free-jazz moderato e momenti ambientali in cui i musicisti interagiscono spontaneamente, rendendo l’ascolto meno scontato e molto simile all’esperienza “live” registrata in studio.

 

Fantastico il dialogo tra i quattro solisti e, per i sentimentali come me, di assoluto valore gli omaggi a due personalità gigantesche della musica e della scena di Canterbury, in “Waltz for Robert”, un omaggio a Robert Wyatt, e al membro fondatore Daevid Allen nel brano "Daevid's Special Cuppa" che per la prima volta compare in un album della band che ha fondato, due momenti che mi hanno commosso nel loro profondo significato. 

Album Eccellente e assolutamente consigliato.

 

La Mia Versione

Etichetta: Dyad Records – DY034LP
Formato: 2 x Vinile, LP, Album
Paese: UK
Uscita: 13 mar 2026

Tracklist

Lemon Poem Song - 3:23
Open Road - 7:28
Seven Hours - 5:13
Waltz for Robert - 4:21
The Longest Night - 13:04
Disappear - 3:57
Green Books - 5:35
Beledo Balado - 4:34
Pens to the Foal Mode - 2:43
Time Station - 2:48
Which Bridge Did You Cross? - 2:59
Turmoil - 5:06
Daevid's Special Cuppa (feat. Daevid Allen) - 3:11 

Durata Totale 65 minuti circa 

LineUp

John Etheridge: Chitarra elettrica
Theo Travis: Sassofoni, flauti, duduk, tastiere (Fender Rhodes, pianoforte, Mellotron), elettronica
Fred Thelonius Baker: Basso fretless
Asaf Sirkis: Batteria, percussioni, pianoforte
Ospiti: 

Daevid Allen (chitarra glissata in traccia 13)

Pete Whittaker (organo/Rhodes)

Nick Utteridge (gong). 

Link per l’ascolto di Thirteen direttamente sulle piattaforme ufficiali:
Bandcamp: Ideale per supportare direttamente la band e l'etichetta (MoonJune Records).

Spotify: Per lo streaming rapido se hai un account.

Apple Music: Versione in alta qualità per utenti Apple.

YouTube Music: Per l'ascolto gratuito con video statici delle tracce.

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