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The Roaring Waves di Hackett & Rothery

10-09-2026 08:00

FrancescoProg

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The Roaring Waves di Hackett & Rothery

The Roaring Waves, l’album strumentale frutto della collaborazione tra i due mitici chitarristi del rock progressivo Steve Hackett (ex Genesis) e Steve Rothery

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The Roaring Waves di Hackett & Rothery, album del 2026.

 

The Roaring Waves, l’album strumentale frutto della collaborazione tra i due mitici chitarristi del rock progressivo Steve Hackett e Steve Rothery, è uscito il 28 agosto 2026, dopo un percorso piuttosto lungo e complesso.  

 

L’idea di un progetto insieme è nata più di dieci anni fa, con la proposta iniziale lanciata circa tre anni prima che si mettessero davvero all’opera.  Purtroppo, i loro impegni con i Marillion e la carriera solista di Hackett hanno reso difficile trovare il tempo per concentrarsi sul progetto.

La scrittura e la registrazione si sono protratte per quasi otto anni, tra sessioni al Racket Club, lo studio dei Marillion a Londra, e nei rispettivi studi di casa.  Nonostante la lunga attesa, i due hanno voluto mantenere un approccio spontaneo e rilassato, come due amici che si ritrovano in garage a suonare e a chiacchierare.  Hackett stesso ha definito il loro metodo di lavoro “vecchio stile”.

 

L’album, composto da sette tracce, esplora temi come la memoria, l’immaginazione e la forza del mare. 

 

Vediamo la formazione completa.

 

The Roaring Waves unisce leggende del progressive rock britannico a musicisti di talento della scena prog italiana.  L’album contiene anche vocalizzi e cori senza parole, che aggiungono un tocco di atmosfera.

 

Alla guida del progetto troviamo Steve Hackett e Steve Rothery, entrambi chitarristi di fama mondiale. Hackett, noto per il suo lavoro con i Genesis durante il loro periodo d’oro e una carriera solista di grande successo, suona una varietà di chitarre, tra cui elettrica, acustica, 12 corde, nylon, sitar e armonica. Rothery, membro fondatore e chitarrista solista dei Marillion dal 1979, contribuisce con chitarra elettrica, acustica, tastiere e basso.  

 

La sezione ritmica e tastiere vede la partecipazione di Riccardo Romano, che suona tastiere, basso e si occupa degli arrangiamenti orchestrali e dei cori, oltre che dell’ingegneria del missaggio. Romano è noto per il suo lavoro con i RanestRane, band prog rock italiana, e per la sua collaborazione con The Steve Rothery Band e Riccardo Romano Land.  Alla batteria troviamo Leon Parr, membro di The Steve Rothery Band e turnista molto richiesto nella scena prog e rock britannica, e Daniele Pomo, anch’egli dei RanestRane e parte della band che accompagna Rothery nei suoi tour solisti europei.

 

Mantenendo un’atmosfera intima, i cori sono stati affidati ai membri delle famiglie Hackett e Rothery.  Tra loro troviamo Jo Hackett, moglie di Steve Hackett e spesso sua co-autrice, Jo Rothery, moglie di Steve Rothery, Jennifer Rothery, figlia di Steve Rothery e cantante e musicista attiva nel progetto Sylf, e Michael Rothery, figlio di Steve Rothery.

 

“The Roaring Waves” è un album che porta in un viaggio sonoro suggestivo, un mix di atmosfere cinematografiche e delicate sonorità.  Rothery ci regala le sue note ricche di sustain, mentre Hackett sperimenta con distorsioni e suoni acustici ed esotici.

 

L’album non è una gara a chi suona più veloce, ma un’esplorazione sonora che spazia dal progressive rock classico ad atmosfere ambient ed elettroniche, con influenze che ricordano i Pink Floyd, i Tangerine Dream e Steven Wilson.

 

Iniziamo con “The Storm”, la traccia d’apertura, che ci introduce subito al concept dell’album.  Campionamenti di pioggia e vento forte trasportano in un crescendo sinfonico, accompagnati dalla batteria marziale e cadenzata di Daniele Pomo, che evoca perfettamente l’arrivo di una tempesta.  E poi, l’assolo di chitarra straziante e distorto di Hackett completa l’atmosfera, rendendo il tutto ancora più intenso.

 

“Red Dragon” è un brano dall’anima folk ed evocativa, che si apre con il suono ipnotico e antico della ghironda. Hackett arricchisce la sezione ritmica con una chitarra sitar elettrica, e insieme a Rothery si lascia andare a splendidi intrecci e assoli con la tecnica della slide guitar, creando un’atmosfera magica e suggestiva.

 

La title track, “The Roaring Waves”, è il cuore pulsante dell’album. Inizia con una delicata introduzione di chitarra acustica che simula le onde che si infrangono sulla riva.  Subentrano poi archi sintetici e una sezione elettrica imponente, dove le note lunghe e sognanti dei due chitarristi si rincorrono, imitando la forza delle correnti marine.  Un’esperienza sonora davvero emozionante.

 

“K-129”, il pezzo più lungo e intenso dell’album (quasi 8 minuti), è un omaggio al tragico affondamento di un sottomarino sovietico nel Pacifico durante la Guerra Fredda.  Musicalmente, si avventura nell’elettronica, con sonorità che ricordano i Tangerine Dream, e include effetti sonori che evocano i sonar sottomarini, alternando momenti di forte drammaticità a spazi più ambientali.

 

“The Black Sea”, il primo singolo estratto, è un perfetto esempio della fusione tra i due stili.  Le atmosfere sono misteriose e malinconiche, con melodie sussurrate.

 

Infine, “Pacific Coast Highway”, la traccia che chiude l’album, è una vera sorpresa stilistica che rompe con il mood malinconico del resto del disco. Un pezzo energico in stile americano, dominato dall’armonica a bocca (blues harp) di Hackett, accompagnato da un ritmo serrato di batteria (Leon Parr), un organo Hammond e dai cori eterei e senza parole dei membri delle famiglie dei due artisti.

 

The Roaring Waves è secondo me uno dei migliori album strumentali di rock progressivo degli ultimi tempi, un’opera che si allontana dalle logiche commerciali. Ho letto alcune critiche che, a mio parere, sono un po’ ingenerose, non solo per la grande esperienza dei due musicisti principali, ma anche perché l’album è davvero di alto livello.  È un vero e proprio dialogo musicale tra Rothery e Hackett. Il sustain lirico di Rothery e la sperimentazione esplosiva di Hackett si fondono alla perfezione, senza mai sovrapporsi.  Riccardo Romano alle tastiere aggiunge un tocco magico, creando un’atmosfera sonora che evoca perfettamente l’immagine del mare. L’album è vario e non annoia mai, alternando la drammaticità di K-129, le influenze folk e esotiche di Red Dragon e la sorpresa finale blues/rock di Pacific Coast Highway.

 

Essendo un album interamente strumentale e d’atmosfera, potrebbe non essere per tutti, soprattutto per chi ama le canzoni classiche o le strutture vocali tipiche dei Genesis e dei Marillion. Gran parte dell’album si sviluppa su tempi medio-lenti per esaltare l’atmosfera ambient, quindi potrebbe volerci qualche ascolto in più per apprezzarlo appieno.

 

Ciò che mi ha sorpreso è la capacità di immaginare Whitby, la cittadina costiera nel North Yorkshire dove Rothery è cresciuto, pur non ci essendo mai stati.  In inverno, il fragore delle onde e le tempeste creano un’atmosfera poetica e suggestiva, che ha influenzato profondamente l’immaginario sonoro del disco.

 

Rothery ha spiegato che vivere sulla costa lascia un segno indelebile, e io, che ho passato molti anni in mare, capisco benissimo cosa intende. Queste sono le sue parole:

 

«Il mare ha molti umori. Può essere sereno e incantevole, con il sole che tramonta all’orizzonte, oppure una forza distruttiva e feroce che vuole solo trascinarti sul fondo.»

 

A quanto pare, un momento decisivo per la direzione sonora dell’album è avvenuto a Whitby, dove i due musicisti sono stati svegliati di soprassalto da una tempesta costiera violenta. Questo evento così impattante ha ispirato direttamente la traccia d’apertura, “The Storm”, e ha fornito il titolo all’intero album, “Le onde ruggenti”.

 

Oltre a essere due virtuosi dello strumento, sono due amici che osservano e ascoltano la forza e la dolcezza del mare, traducendole in musica, che è proprio l’essenza della musica stessa. Ascoltare questo disco con questa consapevolezza gli conferisce un significato ben più profondo.

 

Bellissimo disco. Assolutamente Consigliato!

 

La Mia Versione

Etichetta: Inside Out Music – IOM771, Sony Music – 19958433821
Formato: Vinile, LP, Album, 180g
Paese: Europe
Uscita: 28 ago 2026

 

Tracklist

A1        The Storm
A2        Sandsend
A3        Red Dragon
A4        The Roaring Waves
B1        K-129
B2        The Black Sea
B3        Pacific Coast Highway

 

Lineup

Steve Hackett: Chitarra elettrica, chitarra acustica, chitarra 12 corde, chitarra nylon, chitarra sitar, armonica

Steve Rothery: Chitarra elettrica, chitarra acustica, tastiere, basso

Riccardo Romano: Tastiere, basso, arrangiamento orchestrale, cori

Leon Parr: Batteria

Daniele Pomo: Batteria

Jo Hackett: Cori

Jo Rothery: Cori

Jennifer Rothery: Cori

Michael Rothery: Cori

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