Per la Serie “Non Solo Prog”: Led Zeppelin II dei Led Zeppelin, album del 1969.
Uscito il 22 ottobre 1969 negli Stati Uniti, “Led Zeppelin II” è il secondo album in studio dei Led Zeppelin ed è senza dubbio alcuno un pilastro del rock, l’archetipo dell’hard rock e dell’heavy metal. E’ l’album che ha consacrato la band a livello mondiale, ridefinendo gli standard della musica con riff potenti e una sezione ritmica incredibile.
“Led Zeppelin II” è stato interamente concepito, scritto e registrato durante i tour promozionali nel Regno Unito, in Europa e in Nord America tra l’inizio e la fine del 1969. Non avendo tempo per sessioni in un unico studio, la band ha registrato i brani in modo frammentario in circa una dozzina di studi diversi, sfruttando i pochi momenti liberi tra i concerti. Tra le città toccate ci sono Londra, New York, Vancouver, Los Angeles e Memphis.
I musicisti arrivavano in studio con le canzoni già testate dal vivo. Jimmy Page trasportava i nastri da una città all’altra, sovraincidendo le tracce spesso in condizioni difficili. Nonostante la registrazione frammentata, l’album mantiene un’omogeneità sonora incredibile grazie al mixaggio finale a New York di Jimmy Page e dell’ingegnere del suono Eddie Kramer, che ha dato compattezza e una potenza inaudita alle tracce.
L’album è il modello per eccellenza dell’hard rock e dell’heavy metal. Ha rivoluzionato il blues tradizionale, amplificandone la pesantezza, la velocità e la distorsione. Rispetto al loro album di debutto, il suono qui è più compatto, aggressivo e caratterizzato da riff di chitarra imponenti, perfettamente sincronizzati con una sezione ritmica potente.
L’album scorre come un flusso continuo di energia, ma raggiunge i suoi apici con brani come “Whole Lotta Love”, il cui riff portante è uno dei più importanti nella storia della musica, avendo ridefinito l’uso della chitarra elettrica nel rock moderno. Sempre in “Whole Lotta Love”, la sezione centrale, caratterizzata da suoni astratti, l’uso del theremin e il mixaggio stereofonico che sposta la voce di Plant tra i canali, rappresenta un’avanguardia psichedelica. “Moby Dick”, invece, è un brano strumentale interamente dedicato a mettere in risalto il talento e la potenza tribale della batteria di John Bonham.
Oltre a questi brani, l’album contiene anche canzoni come “Ramble On” e “Heartbreaker”, ma “Whole Lotta Love” è sicuramente il capolavoro dell’album e il manifesto dei Led Zeppelin. In poco più di cinque minuti, la canzone racchiude tutto ciò che la band sapeva fare, unendo il blues viscerale, la potenza dell’hard rock e la sperimentazione psichedelica. Nonostante la sua struttura insolita, “Whole Lotta Love” ha infranto le convenzioni dei singoli radiofonici dell’epoca ed è stata inserita tra le migliori canzoni rock di tutti i tempi.
La copertina del disco, creata dal designer David Juniper, è stata così apprezzata da ricevere una candidatura ai Grammy Awards del 1970. La sua storia e le sue particolarità sono davvero affascinanti.
Juniper ha iniziato con una vecchia foto d’archivio in bianco e nero della Jasta 11, la famosa squadriglia aerea tedesca della Prima Guerra Mondiale guidata dal leggendario Manfred von Richthofen, il “Barone Rosso”. Con un abile fotomontaggio, l’artista ha ricolorato l’immagine con sfumature seppia e ha sostituito i volti originali dei piloti tedeschi con quelli di Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham. Accanto a loro, sono comparsi anche i volti del manager della band, Peter Grant, e del tour manager, Richard Cole. Tra le altre figure, spicca l’attrice francese Delphine Seyrig, raffigurata in basso, vestita da Mary Poppins.
La copertina riporta anche la sagoma bianca e netta di un dirigibile (lo “Zeppelin”) su uno sfondo completamente marrone. Questo contrasto cromatico ha portato i fan e i collezionisti di tutto il mondo a soprannominare il disco “The Brown Bomber” (Il bombardiere marrone).
Questo album è il vero e proprio certificato di nascita dell’hard rock moderno e il modello su cui si è basato l’heavy metal degli anni successivi. Si tratta di una pietra miliare sia dal punto di vista tecnico che sonoro. Ha dimostrato che la musica “heavy” poteva essere incredibilmente dinamica, unendo una potenza sonora dirompente a una produzione raffinata e ricca di elementi innovativi, grazie alla collaborazione tra Jimmy Page ed Eddie Kramer in studio di registrazione.
Ha avuto un impatto enorme sia a livello culturale che commerciale. È stato l’album che ha scalzato Abbey Road dei Beatles dalla vetta delle classifiche, consacrando i Led Zeppelin come la band più importante e influente degli anni ’70.
Un’opera senza difetti, dove ogni brano ha ridefinito gli standard dei rispettivi strumenti.
Opera Essenziale in collezione.
La Mia Versione
Etichetta: Atlantic – 8122796640, Atlantic – R1 535225
Formato: Vinile, LP, Album, Reissue, Remastered, Stereo, 180 Gram, Gatefold
Paese: Worldwide
Uscita: 2020
Tracklist
A1 Whole Lotta Love 5:34
A2 What Is And What Should Never Be 4:46
A3 The Lemon Song 6:19
A4 Thank You 4:49
B1 Heartbreaker 4:14
B2 Living Loving Maid (She's Just A Woman) 2:39
B3 Ramble On 4:34
B4 Moby Dick 4:20
B5 Bring It On Home 4:19
Lineup
Robert Plant – Lead vocals, harmonica
Jimmy Page – Guitars, theremin, backing vocals, producer
John Paul Jones – Bass guitar, organ, backing vocals
John Bonham – Drums, percussion, backing vocals






