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This Is Not a Drill – Live from Prague, di Roger Waters uscito il primo agosto 2025, qui nella vesione deluxe di 4 LP che include un bellissimo book fotografico e numerose fotografie sulle copertine interne dei dischi che ho fotografato interamente,
Si tratta di un album live registrato durante il concerto di Waters alla O2 Arena della Repubblica Ceca il 25 maggio 2023
L'etichetta sul disco riporta questa dicitura, tradotta:
“Una notte potente in difesa dell'amore, in lutto per l'ingiustizia e rivendicando i diritti umani”
Durante il concerto Waters esplora con sontuose reinterpretazioni il vastissimo repertorio dei Pink Floyd con brani tratti da The Wall, Wish You Were Here, Animals, The Dark Side of the Moon (tutti album pubblicati nella fase in cui Waters aveva la leadership dei Pink Floyd) e un sorprendente grande spazio dedicato a The Final Cut, ma anche del suo repertorio personale con brani tratti da Radio K.A.O.S. , Amused to Death, This the Life We Really Want?
Oltre a brani-monumento della discografia dei Pink Floyd e di Waters fa la sua prima apparizione “The Bar” un bellissimo inedito.
Come spesso accade con gli album e concerti di questo artista, anche questo album contiene un chiaro messaggio politico di denuncia della societa' capitalistica, delle guerre e delle ingiustizie sociali, con una forte sulle critica alla politica israeliana e al conflitto a Gaza, che e' storicamente alle attenzioni della cronaca e di Waters. Il concerto, del 23 maggio 2023, precede infatti di alcuni mesi l'inizio della piu' recente fase del conflitto Israelo-Palestinese esploso a seguito dei tragici eventi del 7 ottobre 2023.
Si tratta di quattro vinili per una durata totale di 2 ore e 45 minuti circa, 24 brani, centinaia di emozioni
Il Disco: 1 Lato A parte dopo la breve introduzione con le bellissime interpretazioni di Comfortably Numb in una versione semi-acustica, molto soft con pochi suoni artificiali e una esecuzione che ha una bellissima atmosfera anche grazie ai bellissimi cori femminili e The Happiest Days of Our Lives, con una esecuzione fedele all'originale, bellissime anche le versioni di Another Brick in the Wall, Pt. 2 e Pt. 3. (fino ad ora tutti brani da The Walll) e The Powers That Be (dall'album Radio K.A.O.S. di Roger Waters)
Il Disco: 1 Lato B inizia con The Bravery of Being Out of Range, bellissimo brano da Amused to Death, e poi un bel blues The Bar Part 1, brano mai rilasciato prima e di cui Waters racconta la genesi (durante il Lockdown), veramente molto bello e poi la grandissima Have a Cigar anche questa in una versione molto fedele all'originale e suonata con glii stessi punti di enfasi e anche stessi temi negli assoli. Grandissima interpretazione.
Il Disco: 2 Lato C ci ragala subitodue pezzi da Wish You Were Here, la traccia omonima, con le chitarre acustiche che eseguono la parte iniziale esattamente cne nell'originale con pochissime licenze, con grandissimo rispetto. La interpratazione vocale di Waters e' eccezionale, molta passione e un grande senso di tristezza e disillusione. Brividi quando il pubblico la canta con lui, nel mio caso brividi e commozione. Capolavoro anche in questa interpretazione.. Bello il tema suonato al piano nella parte centrale. Segue una interpretazione di Shine On You Crazy Diamond , basso protagonista come ovvio, come in altre tracce non solo l'interpretazione e' fedele all'originale ma ci sono pochissime impercettibili variazioni, suono profondo, un viaggio ascoltando il vinile, non posso che immaginre l'esperienza dal vivo. Magnifico.
Il Disco: 2 Lato D inizia con Sheep, da Animals , la metafora delle pecore a rappresentare la "mandria insana e cieca" e la dura critica al capitalismo, che ha come epilogo la rivolta delle pecore nei confronti dei cani. Grande energia e magia di suoni anche in questa versione dal vivo, anche quando le voci sono robotiche (licenza poetica) con un leggero substrato di tastiere. Il suono sembra vintage, bellissimo rock. Segue In the Flesh da The Wall con la sua intro maestosa alla quale viene data la giusta enfasi, ma qui la chitarra e' un'altra cosa e i suoi in dissonanza sono non sempre piacevoli, poi parte il cantato cn una grande interpretazione vocale per questo pezzo estramamante teatrale. bellissimo, anche i cori. Inquietante la raffica di mitragla sul finale. Poi c'e Run Like Hell da The Wall semplicemente fantastico, sin dal parlato iniziale, il giro di chitarra super-psichedelico (molto ben eseguito) la ritmica pulia e precisa, profoda, piu' pulita dell'originale. La voce regge alla grande e i cori e controcanti sono superbi. Atmosfera inquitente come ci si aspetta da questo pezzo, incalzante e inquietante.
Il Disco: 3 Lato E inizia con Déjà Vu da Is This the Life We Really Want? di Waters e poi e' seguito dalla title track dello stesso album. Bella la sezione acustica chitarra e voce iniziale e l'ingresso delle tastiere e la sezinoe ritmica leggera per il primo brano, una bellissima ballata con un sound folk psichedelico con momenti quasi gospel quando entrano i cori. Bella la voce di Waters non solo nella qualita' del cantato ma nella interpretazione, adoro questo antipaticissimo uomo e grandissimo musicista. Splendida pare di sax nel primo emozionante brano. Il secondo molto atmosferico, con un mood dark e un cantato-parlato molto efficace, bel mood sospeso e interlocutorio, con improrvvise incursioni di synth. La mano d Waters c'e', riferimenti ai lavori dei Pink Floyd, ma se ci sono per altre band ovviamente ci sono anche per lui, nei suoi brani. Lungo brano, intenso e appassionato nel cantato e nei cori. Poi arriva Money e alluniamo sulla “Dark Side of the Moon” col suo inizio iconico e straordinario che non delude in niene, anche la voce con l'urlo "Money!" e' centrato. Grande rispetto per questo brano ma sotto la direzione di Waters non poteva essere altrimenti, ha scritto lui questo capolavoro. Brividi, entusiasmo e stupore ogni volta che lo ascolto, lo stesso in questa versione live.
Il Disco: 3 Lato F continua con tutti brani tratti da The Dark Side of the Moon e quando ho letto la setlist ho pensato che se ci fossi stato sarei probailmente svenuto e mi sarei esso a urlare come un adolescente (cosa che non facevo pero' neanche da adolescente). Us and Them fedele all'originale nell'atmosfera e considerando la dimensione di capolavoro di questo bran ho gia' detto tutto, con l'inserimento di colpi di cannone in alcuni momenti salienti che e' un chiaro richiamo alla siuazione internazionale. Seguono Any Colour You Like e Brain Damage, poi Eclipse. Fantastico tutto, cori meravigliosi.
Il Disco: 4 Lato G inizia con Two Suns in the Sunset, c'e' anche spazio quindi per il tanto vituperato The Final Cut. il Brano occupa l'intero lato del disco ed e' introdotto da un discorso che lo definisce come una canzone triste ma appropriata al momento che stiamo vivendo, il piu' pericoloso della storia, con la proliferazione nucleare (facendo una estrema sintesi del discorso di Waters). Non ricordavo questo brano, e' stato bello riascoltaro, non era mai stato eseguito live prima di questo concerto e sono piu' che mai evidenti le similitudino con altri brani di The Wall, album da cui sono state prese registrazioni non pubbicate e che hanno dato vita a The Final Cut. Brano valorizzato da questo sound e dai bellissimi cori.
Il Disco: 4 Lato H dopo il saluto di Waters alla folla in delirio, ci propone The Bar Part 2 la seconda parte della traccia inedita, piano e voce inizialmente per un blues quasi soul con una sottile base di tastiere. Outside the Wall ancora una volta dalla bellissima creatura di Waters, The Wall, chiude il disco. Emozionante, stupenda chiusura del concerto.
La Band e' straordinaria, non so immaginare cosa voglia dire lavorare sotto la direzione di Waters con il suo carattere spigoloso. La sezione ritmica top composta da Gus Seyffert al basso e chitarra che ha lavorato con Waters anche in The Dark Side of the Moon Redux e Joey Waronker alla batteria (Beck, R.E.M., Roger Waters, Liam Gallagher & John Squire e Oasis), precisa, pulita, con grandi tecnica e gusto. Splendido l'organo di Robert Walter e il sax di Seamus Blake che non conoscevo, notevole e molto impegnato nel disco. Chitarre top con Jonathan Wilson e Dave Kilminster. Una menzione particolave va a Jon Carin che si occupa principalmente delle tastiere e in questo live ha fatto un grandissimo lavoro. Shanay Johnson e Amanda Belair sono ai cori, e sono eccezionali considerando la grandissima componente coristica di questo album. Gran parte dei brividi provengono dalle loro voci.
Waters? Come al solito antipatico, interlocutorio, sfidante, rigido, spigoloso, arrogante, presuntuoso, va bene.
E come al solito geniale, grandissimo musicista, straordinario alla voce e direzione dello Show anche in questo disco, uomo di pensiero e di azione, che ha fatto del suo pensiero e della sua genilita' il modo per condurre battaglie sociali, che possono piacere o meno, ma che di certo fanno di lui uno dei personaggi piu' importanti della musica di due secoli. E questo disco ne celebra la grandezza.
Un'opera monumentale degna dei Pink Floyd dei quali Waters è stato il principale autore dei testi e composizioni nei periodi di maggiore splendore, dei quali e' stato il bassista con il suo mitico Fender Precision Bass e la cui influenza è stata talmente profonda che soprattutto a lui (e per onesta' intellettuale anche al genio di Wright) dobbamo quello che e' stato piu' volte definito semplicemente il “Pink Floyd Sound” che ha inluenzato e influenza ancora oggi la musica nel suo complesso. Capolavoro Imperdibile
I Brani
Disco: 1 -A
1 Introduction
2 Comfortably Numb
3 The Happiest Days of Our Lives
4 Another Brick in the Wall, Pt. 2
5 Another Brick in the Wall, Pt. 3
6 The Powers That Be
Disco: 1-B
1 The Bravery of Being Out of Range
2 The Bar Part 1
3 Have a Cigar
Disco: 2-C
1 Wish You Were Here
2 Shine On You Crazy Diamond
Disco: 2-D
1 Sheep
2 In the Flesh
3 Run Like Hell
Disco: 3-E
1 Déjà Vu
2 Is This the Life We Really Want?
3 Money
Disco: 3-F
1 Us and Them
2 Any Colour You Like
3 Brain Damage
4 Eclipse
Disco: 4-G
1 Two Suns in the Sunset
Disco: 4-H
1 The Bar Part 2
2 Outside the Wall.
La Formazione
- Roger Waters - basso, chitarra, pianoforte, voce
- Jonathan Wilson - chitarra, voce
- Dave Kilminster - chitarra, voce
- Jon Carin - tastiera, chitarra e voce
- Gus Seyffert - basso, chitarra
- Joey Waronker - batteria
- Robert Walter - organo
- Shanay Johnson - cori
- Amanda Belair - cori
- Seamus Blake - sassofono
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