
Decoding the Emptiness, ottimo album della band progressive rock italiana DAAL uscito in questo 2025.
Un album con un sound sofisticato, con ottime e complesse composizioni, molto atmosferico e capace di suscitare intense emozioni.
La melodia si fonde con la sperimentazione il tutto con grandi capacita' esecutive e ricerca dei suoni.
La maggior parte dei brani sono strumentali e quelli cantati sono in inglese. Il sound e' un prog moderno, un mix di rock progressivo, space rock e psichedelia, soprattutto grazie ad un grandissimo lavoro ai sintetizzatori, ma anche con accenti puramente Hard-Rock e momenti in cui sembrano partire progressioni addirittura metal.
Brani complessi e mediamente lunghi che si prendono il tempo per uno sviluppo completo delle idee sottostanti, senza eccede ne' in durata ne' nel virtuosismo. Le atmosfere sono prevalentemente Dark, a tratti inquietanti e cariche di tensione, ma senza togliere spazio alla melodia, che in alcuni brani e' preponderante e di pregevole composizione.
I DAAL si sono formati a Bergamo, nel 2008 da un progetto di Davide Guidoni, batterista che ha lavorato con Taproban, The Far Side, Gallant Farm, Nuova Era e Ozone Player per citarne alcuni e Alfio Costa che ha lavorato ad esempio con Tilion, Prowlers, Colossus project, Dark Session e suona le tastiere e sintetizzatori. In questo album sono affiancati dagli ottimi Ettore Salati alla chitarra e e Bobo Aiolfi al basso e collaborano alle voci Joe Sal e Alphabeard.
Il nome della band nasce dalla fusione delle prime due lettere del nome dei fondatori DAvide e ALfio DA+AL=DAAL
L'album contiene 8 brani, tutti di lunga durata, dai 7 ai 13 minuti ad eccezione di due di questi di circa 6 minuti, per una durata totale di circa 66 minuti.
- Decoding the Emptiness e' il brano di apertura con sezioni piu' energiche e alcune piu' atmosferiche dai toni prevalentemente dark. Bellissimi Mellotron e sintetizzatori. Molto bello il tema principale e i suoni delle tastiere e Synh che danno un mood psichedelico al brano. Cantato mirabilmente da Joe Sal in inglese.
- Attic Clouds e' uno strumentale con un mood tipico del Prog Elettrico ma con suoni lunghi sia di chitarra e synth e una grande enfasi data da una ottima parte di batteria che scandisce il tempo in modo quasi inquietante prevalentemente con i crash. Molto bella la parte d'organo e l'atmosfera complessiva che suscita tensione, questo e' un brano molto basato sul sound complessivo, sui bei contrasti, momenti di stasi stretegica e controtempi, dialogo fra basso e chitarra e il gusto alla batteria di Davide. Bellissimi anche i flauti riprodotti al synth e l'assolo di Ettore Salati. Belli i suoni nel complesso, molto ricercati. Brano TOP dell'album a mio avviso.
- Twilight parte con un giro di piano molto intenso con la voce calda ed emozionante di Alphabeard. Si tratta di una ballata in stile Prog seventies di bellissima composizione. Bella la parte strumentale della seconda parte del brano, nella quale tornano le atmosfere dark con un senso di sospensione e dubbio e con in evidenza tastiere percussioni e chitarra solista. Quando torna la voce col mood iniziale, si chiude il brano. Molto Bella l'atmosfera complessiva.
- Horror Vacui ha un mood iniziale malinconico, con un crescendo di pianoforte e sintetizzatori che creano l'atmosfera insieme a belle linee di basso e una batteria leggera che quando cresce con i suoi suoni bassi e profondi fa crescere il brano. Qui c'e' un bellissimo giro melodico ai Synth che evoca fiati o archi, molto interessante e un basso melodico eccellente che potrano alla fase epica del brano. Il mood e' quelo di un Rock oscuro per alcune battute, poi il piano torna con un giro solista davvero inquietante. E poi suoni di Synth intrducono il ritorno della fase epica e dark. Notevoli le variazioni di atmosfera anche in netto contrasto tra loro, questo senso di esplosione controllata a favore delle atmosfere. Brano davvero notevole.
- Simulacra e' un brano strumentale che parte molto forte, con una intro imponente e ci regala un bel giro di basso e batteria che scandisce con i crash ogni attimo di tensione. Bello il tempo di questo brano, un lento sincopato, potente nella atmosfera dark, come il lavoro ai Synth che include archi e flauto suonati con accenti molto prog seventies. Notevole la parte di chitarra, con un ruolo sia melodico che ritmico. Inquetanti i suoni di una sorta di carillon elettronico a tratti in dissonanza, che emergono nei momenti giusti ad aumentare la tensione. La sezione finale e' un tripudio quasi orchestrale di elettronica e acustica, una sorta di loop oscuro in cui tutti gli strumenti sono ritmici. Grande Pezzo.
- Mademoiselle X e' uno strumentale che inizia con un gran lavoro di Synth, dalla intro basata su suoni spaziali che sembrano versi e suoni di animali e poi si aggiungono il pianoforte elettrico, il basso e la batteria. La batteria anche qui ha un suono molto acustico, non percepisco nessuna post-elaborazione, mi piace molto il tocco e la accordatura. Bellissima la melodia e la parte di basso, oltre all'assolo di chitarra. Brano emozionante che maniene una bella intensita' per tutta la sua durata, anche quando il tempo si dimezza, si fa piu' rock e la chitarra prende la scena. Bellissimo Brano, anche questo. Secondo me la migliore composizione, per quanto la piu' lineare fra tutte, la piu' "semplicemente" Rock.
- D.O.O.M. e' un brano molto intenso e complesso. Il titolo sta per Mortuarii Octavarii Obscuri Declamatio. E' la traccia piu lunga dell'album con i suei 13 minuti, una suite epica puramente prog con un sound psichedelico con una sezione molto heavy ai confini col progressive metal. La sperimentazione porta suoni di ingresso puramente elettronici e rumori meccanici che aprono ad una cavalcata prog davvero avvincente, chitarre in mostra e di bello stile, bellissimi i controtempi sostenuti batteria. Il mix di suoni spaziali, pianoforte, progressioni, ondate epiche, sono la caratteristica del brano. Una moltitudine di idee molto ben collegate. Brano molto ambizioso che vorrei ascoltare live, mette in mostra ogni strumento a dovere.
- C'e' anche una traccia bonus, Return From The Spiral Mind con un inizio heavy che converge su sound orientaleggiante. Bel Brano.
La produzione e' di livello altissimo, i momenti migliori dell'album sono a mio avviso Attic Clouds e D.O.O.M. con Mademoiselle X come hit adatta a un pubblico che non ama solo il Prog.
Consigliato!
I Brani
1. Decoding The Emptiness (8:53)
2. Attic Clouds (7:56)
3. Twilight (7:02)
4. Horror Vacui (7:40)
5. Simulacra (6:19)
6. Mademoiselle X (5:41)
7. D.o.o.m. (Mortuarii Octavarii Obscuri Declamatio) (13:00)
8. Return From The Spiral Mind (Bonus Track) (9:25)
Durata 65:56
La Formazione
- Alfio Costa - pianoforte, Rhodes, organo Hammond, Mellotron, Minimoog, Moog Sub-37, Roli Seaboard e sintetizzatori
- Davide Guidoni - batteria, percussioni acustiche, rumori e campionatori
- Ettore Salati - chitarre
- Bobo Aiolfi - bassi
Con:
- Joe Sal - voce (1)
- Alphabeard - voce (3)
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