
The Madcap Laughs, primo album solista di Syd Barrett pubblicato nel gennaio 1970.
Syd Barrett è stato uno dei membri fondatori dei Pink Floyd, un cantautore e una figura centrale del movimento rock psichedelico degli anni '60, oggi noto per il suo genio e il conseguente declino della salute mentale. La sua vita è stata segnata da alti e bassi creativi, tra cui un ruolo influente nei primi Pink Floyd e due soli album da solista, seguiti da un ritiro dalla vita pubblica dovuto al peggioramento della sua salute mentale, aggravato dal pesante uso di LSD. Barrett è morto nel 2006, ma la sua eredità di artista visionario continua a influenzare i musicisti di oggi. Semplicemente un genio.
Un album che ha una storia molto travagliata: il progetto è iniziato nel 1968 dopo che Barret ha lasciato i Pink Floyd, periodo in cui era spesso ricoverato per i noti problemi psichici, quindi il progetto venne abbandonato per poi riprendere nel 1969 quando ripresero le registrazioni con l’intento di migliorare quelle iniziali portando a bordo musicisti membri dei The Soft Machine, (Robert Wyatt, Mike Ratledge e Hugh Hopper), dei Quiver (Willie Wilson) e degli Humble Pie (Jerry Shirley) ma l’imprevedibilità di Barret porto’ ancora una volta a malumori e vennero quindi chiamati allora Roger Waters e David Gilmour che lo aiutarono a completare l’album che venne pubblicato nel 1970.
Alcuni brani sono scarni e poco arrangiati, riflesso dello stato psicologico in cui versava Syd Barrett a quel tempo, e per questo è stato criticato, ma perché la musica non dovrebbe riflettere lo stato d’animo di chi la compone? A cosa servirebbe altrimenti?
Un album complessivamente brillante ma molto fragile, brani sperimentali, psichedelici e acustici dai testi surreali, a volte caotico e privo di direzione, con bellissimi brani come Octopus, Golden Hair e Dark Globe. Uno sguardo sincero sulla mente di Barrett in un periodo difficile, con un sound che anticipava i tempi e che influenzò artisti indie e rock psichedelico successivi.
Alcune note su alcune tracce:
- Octopus, un brano eccezionale, con una potente chitarra acustica e una melodia molto orecchiabile.
- Golden Hair, una composizione bellissima, inquietante e sublime insieme, con testi tratti da una poesia di James Joyce.
- Dark Globe, brano potente, a tratti disperato, rappresentativo dello stato mentale di Barrett.
- No Good Trying ha un bellissimo arrangiamento psichedelico con una grande parte di batteria.
- Love You che sembra allegro e gioioso e con una melodia brillante.
- Late Night con una bellissima chitarra slide.
- Feel, brano acustico, bellissimo.
Copertina realizzata dallo studio Hipgnosis, per la foto di copertina, Barrett dipinse personalmente il pavimento della sua camera a strisce arancio e viola, spostando tutti i mobili e le sue chitarre contro la parete.
Un album che ascolto volentieri, l’album di un genio.
Questo album e' a pieno titolo una METEORA del Progressive Rock, visita la sezione METEORE PROG per maggiori informazioni
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Tracklist
1. Terrapin (5:04)
2. No Good Trying (3:26)
3. Love You (2:30)
4. No Man's Land (3:03)
5. Dark Globe (2:02)
6. Here I Go (3:11)
7. Octopus (3:47)
8. Golden Hair (1:59)
9. Long Gone (2:50)
10. She Took a Long Cold Look (1:55)
11. Feel (2:17)
12. If It's in You (2:26)
13. Late Night (3:10)
Durata 37:40
LineUp
- Syd Barrett - chitarra acustica ed elettrica, voce, produzione (7, 8)
Con:
- David Gilmour - chitarra acustica a 12 corde, basso, batteria (7), co-produttore
- Mike Ratledge - tastiere (2, 3)
- Vic Saywell - fiati
- Roger Waters - basso, co-produttore
- Hugh Hopper - basso (2, 3)
- John Wilson - batteria
- Robert Wyatt - batteria (2, 3)
- Jerry Shirley - batteria (4, 6)

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