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Banana Moon, l'Esordio da Solista di Daevid Allen

31-12-2025 10:21

FrancescoProg

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Banana Moon, l'Esordio da Solista di Daevid Allen

Banana Moon di Daevid Allen, il suo primo album da solista, pubblicato nel 1971, un esordio straordinario, un album psichedelico e spaziale, una diario di ...

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Banana Moon di Daevid Allen, il suo primo album da solista, pubblicato nel 1971

 

Della Vita e la morte di Daevid Allen e la sua compagna nella vita e nella musica Gilli Smyth e dei Gong ho lungamente parlato nella scheda “Rejoice! I'm Dead!... I Gong, la Vita e la morte di Daevid e Gilli”

 

Banana Moon è un esordio straordinario, un album psichedelico e spaziale, una diario di bordo cosmico, surreale, del fondatore dei Gong, registrato con l'aiuto di amici e musicisti durante il ritorno dall’”esilio” che aveva costretto Daevid fuori dal Regno Unito, nato in modo improvvisato.

 

L’album fonde rock progressivo, jazz e suoni futuristi, è un'opera affascinante, fondamentale per chi ama l'universo dei Gong e della sua surreale filosofia musicale, un manifesto di libertà creativa che celebra l'innocenza, lo sballo psichedelico e il rifiuto delle convenzioni sociali, preparando il terreno per le successive visioni hippie-mistiche dei Gong.

 

L'album è pieno di effetti spaziali, voci eteree e atmosfere oniriche, tipiche dello stile di Allen, si tratta di sessioni spontanee che mantengono ancora oggi un'energia grezza e una libertà creativa che lo rendono speciale, anticipando molte delle sonorità che poi Daevid esplorerà con i Gong.

 

Come detto, l’album è stato registrato durante un breve ritorno di Daevid nel Regno Unito, ed è il disco che meglio rappresenta il passaggio fra la psichedelia di Canterbury e le future avventure spaziali dei grandissimi Gong. Prima dell'album, Allen aveva formato a Parigi la "Bananamoon Band" con Gilli Smyth, un progetto interrotto dalle proteste del maggio 1968. Al momento del rilascio nel luglio 1971, le prime copie furono pubblicate con il titolo Bananamoon e attribuite ai Gong. La BYG ritirò rapidamente queste copie, sostituendole con l'edizione corretta a nome di Daevid Allen.

 

Si tratta di una raccolta a metà tra jam session acide e collezione di scarti che non avrebbero trovato posto nel canone dei Gong, i brani toccano vari generi, dal rock'n'roll a suite psichedeliche. La line up è stratosferica e comprende Robert Wyatt (voce e batteria in "Memories"), Pip Pyle, Gilli Smyth e Maggie Bell. Molti dei musicisti coinvolti, come il batterista Pip Pyle e il bassista Christian Tritsch, si unirono ufficialmente ai Gong subito dopo queste sessioni, portando alla creazione di Camembert Electrique nello stesso anno.

 

L’album non segue una narrazione lineare e anche in questo riflette l'estetica anarchica, dadaista e psichedelica tipica di Daevid Allen, che ritroveremo nella narrazione della complessa mitologia del Pianeta Gong e già introduce lo "Space Whisper" di Gilli Smyth e l'uso di effetti sonori e loop d'avanguardia (come in "Codein Coda"). 

 

Il disco era inizialmente concepito con due titoli distinti per i due lati del vinile: il lato A intitolato "Banana Moon" e il lato B "Stoned Innocent Frankenstein" una divisione che si riflette nel contrasto tra canzoni pop-rock e suite sperimentali più lunghe.

 

"Stoned Innocent Frankenstein" è il personaggio che dà il nome alla traccia d'apertura del lato B e rappresenta lo stereotipo dell'outsider psichedelico. Il brano funge da introduzione alla suite di 12 minuti "And His Adventures in the Land of Flip", di pura improvvisazione e space rock.

 

C’è poi "Memories", una delle tracce migliori dell’album, una ballata di Hugh Hopper interpretata con sensibilità da Wyatt e ne è la prima registrazione ufficiale, i brano era rimasto inedito dai tempi dei demo del 1967. In Tracce come "Fred the Fish" e "I Am a Bowl" emerge il lato umoristico e anarchico di Allen e tipico del sound  di Canterbury. Mentre la pura psichedelia è in "Stoned Innocent Frankenstein" che anticipa le tematiche spaziali che definiranno in seguito la trilogia di Radio Gnome Invisible. Ovviamente c’è spazio per il ben noto umorismo Canterbury, "Fred the Fish" ha il suo tipico approccio giocoso e infantile (childlike) in cui il nonsense viene usato per scardinare le strutture della musica convenzionale. 

 

Il titolo e la copertina originale utilizzano la banana come simbolo, un simbolo di irriverenza e di follia. Kevin Ayers, amico di Allen, spiegò che il riferimento alla banana derivava dalla sua abitudine di consumarla con i cornflakes, trasformandola in un simbolo di ribellione alla normalità.

 

Una curiosità: molti anni dopo, l'album fu citato da David Bowie come uno dei suoi preferiti di sempre, riconoscendogli un ruolo di precursore invisibile del glam rock per la sua estetica eccentrica.

 

Banana Moon è un'opera essenziale per gli appassionati di psichedelia e Space Rock che cattura l'essenza del genio creativo di Daevid Allen evidente fin dall’esordio, un esordio… Spaziale!

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

Tracklist

1. Time of Your Life (3:21)
2. Memories (3:37)
3. All I Want Is Out of Here (4:48)
4. Fred the Fish and the Chip on His Shoulder (2:27)
5. White Neck Blooze (4:36)
6. Codein Coda (12:32) 
7. Stoned Innocent Frankenstein (3:28)
8. And His Adventures in the Land of Flip (11:44)
9. I Am a Bowl (2:46)

Durata 37:47

LineUp

- Daevid Allen - chitarra solista, voce

Con:
- Archie Legget - basso
- Robert Wyatt - batteria, chitarra solista e voce (2), cori (3)
- Christian Tritsch - basso e chitarra ritmica (1)
- Pip Pyle - batteria (1)
- Gary Wright - pianoforte (2,5)
- Gerry Fields - violino (4)
- Gilli Smyth - "Space Whisper" (7-9)
- Nick Evans - trombone (9)
- Barry St. John - cori (5)
- Maggie Bell - cori (5)

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