Pink Floyd – Wish You Were Here - 50th Anniversary - Il Box Set

È arrivato anche per me il momento di recensire un disco immenso, Essenziale per la musica tutta e per il Progressive Rock, che fa parte dei 5 album più importanti di questo genere, e lo faccio in occasione della riedizione del 2025 del box set Pink Floyd – Wish You Were Here 50th Anniversary Limited Edition.
In questa recensione vedremo il contenuto del Box Set in dettaglio con tutte le foto e le recensioni di tutti e tre i vinili.
Iniziamo dalle caratteristiche del Boxset 2025, un cofanetto rigido che protegge i 3 vinili e gli inserti.
Parliamo del codice EAN/UPC 0198028767118 che identifica l'edizione limitata 3 LP Deluxe Edition per il 50° anniversario pubblicata il 12 dicembre 2025.
L’immagine frontale riporta su sfondo vintage (fintamente rovinato) il logo classico circolare della stretta di mani meccaniche di George Hardie e quattro finti adesivi dei Pink Floyd. Sul retro del Box riporta la tracklist completa dei 3 LP e i crediti aggiornati al 2025. Bello l’adesivo con il logo del 50° anniversario. Questa versione è focalizzata sulle registrazioni in studio del 1975.
Il contenuto di questa versione in dettaglio:
3 LP da 180g: l'album originale e due dischi di materiale d'archivio inedito o raro:
- LP 1: Album Originale (2025 Remaster), con la rimasterizzazione curata da James Guthrie e Joel Plant, include tutte le tracce classiche
- LP 2: Studio Rarities 1, contiene Wine Glasses, dal progetto abbandonato Household Objects, Have a Cigar (Alternate Version), versione differente con Roy Harper, Wish You Were Here (con Stéphane Grappelli), la leggendaria versione con il violino jazzista francese.
- LP 3: Studio Rarities 2, contiene Shine On You Crazy Diamond (Early Instrumental Version), mix grezzo di oltre 18 minuti, The Machine Song, Il demo originale di Roger Waters per "Welcome to the Machine", Wish You Were Here (Take 1) e versioni strumentali inedite.
Il Box contiene una stampa con il disegno/concept della stretta di mano meccanica e un poster con alcuni concept alternativi, un poster con foto dei Pink Floyd ripresi in varie situazioni che includono un giovane Syd Battett e i famosi amplificatori Hiwatt che furono un elemento fondamentale del sound di David Gilmour e Roger Waters durante il loro periodo di massimo splendore negli anni '70, noti per il loro timbro pulito e potente, l'elevata headroom e la durevolezza.
Ora vediamo i 3 LP uno per uno
LP 1: Album Originale Wish You Were Here (2025 Remaster)
LP 2: Studio Rarities 1 (Outtakes e Collaborazioni)
LP 3: Studio Rarities 2 (Sviluppi e Mix Alternativi)






LP 1: Album Originale Wish You Were Here (2025 Remaster)






Wish You Were Here è un omaggio malinconico ma anche una critica all'assenza dell'ex leader e co-fondatore Syd Barrett, allontanato per problemi di salute mentale dovuti alle droghe, e una denuncia della macchina dell'industria musicale che li faceva sentire "bruciati".
La figura di Barrett rappresenta nel disco la metafora per la perdita di autenticità e umanità, culminando nella straziante storia della sua visita "fantasma" agli studi durante le registrazioni.
La Title Track e l'intero album sono quindi un tributo a Barrett, scomparso dalla band nel 1968, che rappresentava il genio creativo e la purezza artistica. Il Brano in particolare esprime il desiderio che Syd fosse ancora con loro. L'album critica anche il trattamento dei musicisti come merci, un tema evidente nei brani “Have a Cigar" e "Welcome to the Machine" che attaccano il cinismo delle case discografiche e nella famosa copertina dove un uomo d'affari in fiamme stringe la mano a un altro.
Molto nota la visita inaspettata di Barrett in studio durante le registrazioni, che era irriconoscibile, con lo sguardo perso e dimostrò di essere in un altro mondo, rendendo la sua assenza ancora più palpabile e dolorosa. Un uomo corpulento, completamente calvo e senza sopracciglia entrò nello studio. I membri della band non lo riconobbero subito, ma era Syd Barrett. Quando David Gilmour realizzò chi fosse, il gruppo rimase sconvolto e Roger Waters scoppiò in lacrime vedendo l'amico d'infanzia ridotto in quello stato di assenza totale. Syd ascoltò la musica (dedicata a lui), commentò che suonava "un po' vecchia" e se ne andò senza salutare. Fu l'ultima volta che la band lo vide al completo. Si tratta di capolavoro amaro, nonostante il successo commerciale, "Wish You Were Here" rappresenta un momento di tormento e dura riflessione per i Pink Floyd, un disco che è stato capace di trasformare il dolore personale in un capolavoro senza tempo.
- Il lato A inizia con l’ormai senza tempo intro di chitarra acustica a 12 corde che sembra provenire da una vecchia radio, per simulare una persona che suona accompagnando la musica trasmessa; si sente persino un piccolo colpo di tosse al secondo 26. Questo è l’inizio della meravigliosa Shine On You Crazy Diamond (Parts 1-5) che è una delle massime espressioni del rock progressivo, un'opera monumentale della durata di oltre 13 minuti suddivisa in cinque sezioni
Part I apre con le tastiere di Richard Wright e da suoni di cristallo ottenuti strofinando dita su bicchieri di vino, seguiti da un assolo bluesy di David Gilmour carico di riverbero.
Part II è introdotta dall'iconico arpeggio di quattro note (Si♭, Fa, Sol, Mi), soprannominato "Syd's theme", un riff che evoca mistero e perdita, il perno dell'intera composizione.
Part III è caratterizzata da un assolo di Minimoog di Wright che aggiunge una sensazione spaziale e futuristica, prima del crescendo finale verso la parte vocale.
Part IV è il momento in cui entra la voce di Roger Waters. Il testo è un tributo diretto a Barrett che recita "Remember when you were young, you shone like the sun"…
Part V è la sezione conclusiva, dominata dal sax baritono e tenore di Dick Parry, che sfuma lentamente nel rumore industriale di "Welcome to the Machine”
- Welcome to the Machine abbandona la struttura rock classica ed è dominato dal pulsare dei sintetizzatori VCS3 e Minimoog di Richard Wright, con un'atmosfera fantascientifica e claustrofobica. La chitarra acustica di Gilmour accentua il contrasto tra l'umano e il meccanico. Roger Waters nel testo descrive un giovane artista i cui sogni di ribellione sono in realtà già stati previsti e pianificati dal "sistema". La frase "It's alright, we told you what to dream" è la critica all'alienazione. Compaiono effetti sonori all'inizio e alla fine del brano, il suono di una porta che si apre e si chiude che simboleggia l'ingresso dell'artista in una "prigione dorata" da cui non uscirà più e il brano sfuma nel suono di una festa, rappresentando il vuoto delle celebrazioni mondane dell'industria, prive di contatti umani reali
- Il lato B inizia con Have a Cigar, il brano più satirico dei Pink Floyd, una critica all'ipocrisia dei discografici, famosa perché la voce principale non è di un membro della band, ma dell'amico e cantautore folk Roy Harper. Si racconta che Roger Waters aveva sforzato troppo la voce in "Shine On" e David Gilmour non si sentiva a suo agio con il tono cinico del testo. La performance di Harper è oggi considerata magistrale per il suo tono viscido e arrogante che incarna perfettamente il classico squalo dell’industria.
"Oh by the way, which one's Pink?" è una domanda reale rivolta alla band da un dirigente che ignorava che "Pink Floyd" non fosse il nome di un singolo artista
Musicalmente, il brano è un capolavoro, con un groove quasi funky con il basso fantastico di Waters e dal lavoro magistrale di Richard Wright ai sintetizzatori e Wurlitzer
- Arriva poi la title track Wish You Were Here, una delle ballate più emozionanti della storia del rock, un'opera che trascende il genere, un inno universale all'assenza e alla perdita che inizia con il celebre effetto di una radio sintonizzata che passa da una stazione all'altra, fino a fermarsi su un canale che trasmette il riff acustico iniziale di David Gilmour con la sua chitarra a 12 corde per poi esplodere nel suono intenso della chitarra solista. Roger Waters ha scritto il testo come una critica verso sé stesso, riflettendo sulla tendenza a diventare mentalmente assenti per autodifesa. Le domande "Did they get you to trade your heroes for ghosts?" sono dirette sia a Syd Barrett che all'ascoltatore, chiedendo se abbiamo sacrificato la nostra integrità per una sicurezza materiale. Qui David Gilmour offre una delle sue migliori prove vocali di sempre. Il brano non finisce, sfuma in un suono di vento che introduce le parti finali di Shine On You Crazy Diamond.
- Shine On You Crazy Diamond (Parts 6-9) è la monumentale chiusura dell'album
Part VI apre con il suono del vento dal finale di "Wish You Were Here". David Gilmour introduce un assolo di basso molto aggressivo, e ci dona un lavoro di chitarra lap steel che crea un’atmosfera minacciosa.
Part VII rappresenta l'ultimo addio a Syd Barrett con la voce di Waters rassegnata, quasi sussurrata che si arrende alla perdita.
Part VIII è una sezione funky quasi jazzata col piano elettrico di Richard Wright e un ritmo imponente di Roger Waters.
Part IX è il momento più commovente, una marcia funebre composta interamente dal genio di Richard Wright, un tributo strumentale straziante dove, negli ultimi secondi, Wright suona al sintetizzatore una breve melodia di "See Emily Play", la canzone che portò Syd al successo, chiudendo definitivamente il cerchio della sua vita artistica.
Se le parti 1-5 sono "di Gilmour", le parti 6-9 sono "di Wright", un trionfo di sintetizzatori.
L'artwork è stato creato dalla leggendaria agenzia di design Hipgnosis e dal fotografo Aubrey "Po" Powell, con la direzione artistica di Storm Thorgerson, ed è un'icona del design concettuale, incentrato sui temi dell'assenza, dell'insincerità e della critica all'industria musicale, i temi del disco.
Nella copertina frontale due uomini d'affari che si stringono la mano, ma uno dei due è in fiamme. Questa foto, scattata senza effetti speciali digitali e per la quale fu usato uno stuntman vero, Ronnie Rondell, scomparso nell’Agosto del 2025, che simboleggia la paura di scottarsi, di ingannarsi a vicenda nel mondo degli affari e l'insincerità dei rapporti nell'industria musicale. L'uomo in fiamme rappresenta l'artista che si "brucia" mentalmente ed emotivamente, come Syd Barrett, firmando un contratto.
Il venditore senza volto nella copertina posteriore, nel deserto di Yuma in California c'è l'immagine di un venditore chiamato il "Floyd Salesman", in giacca e cravatta ma senza volto, che offre un disco di vinile trasparente e rappresenta l'assenza di anima e la disumanizzazione dell'industria discografica, dove gli artisti e la loro musica sono visti come mera merce.
L'intero album originale era avvolto in una busta di plastica nera opaca, che nascondeva completamente l'artwork interno dall’idea di Thorgerson di enfatizzare il concetto di "assenza" rendendo l'arte stessa "assente" al momento dell'acquisto, costringendo l'acquirente a scartarla per vederla.
Il subacqueo immobile nel manicotto interno che si tuffa nel Mono Lake in California, e lo fa senza creare il minimo spruzzo o increspamento sulla superficie dell'acqua, è un'altra metafora visiva dell'assenza di reazione, di qualsiasi impatto.
Il velo fluttuante nel manicotto interno è un velo rosso fluttuante in un boschetto ventoso, a simboleggiare l'assenza di una persona vicina.
Infine l'adesivo circolare che si trova sulla busta nera, mostra due mani meccaniche che si stringono, un riferimento alla canzone "Welcome to the Machine".
L'eredità di "Wish You Were Here" ha superato i confini della musica rock per diventare un documento culturale sulla condizione umana.
Musicalmente è il disco ha definito quello che oggi viene chiamato "Atmospheric Rock" e ha insegnato ai musicisti che il silenzio e le pause sono importanti quanto le note ed è il “testo sacro” per l'uso dei sintetizzatori (Minimoog e VCS3) in chiave emotiva e melodica e non solo sperimentale.
I testi di Roger Waters sono ancora oggi attuali in questa epoca dominata dall'intelligenza artificiale e dagli algoritmi, ce lo dice il verso "We told you what to dream" che è una profezia sulla manipolazione digitale dei desideri che oggi stiamo vivendo. Il tema dell'album è eterno, il non essere davvero "qui" pur essendo presenti.
È l'album ha garantito a Syd Barrett l'immortalità artistica che va molto oltre la sua breve carriera.
L'artwork di Storm Thorgerson (l'uomo in fiamme) rimane uno dei simboli più parodiati e citati della cultura pop.
Se c’è un altro modo per dire Capolavoro, questo è Wish You Were Here
Tracklist
Shine On You Crazy Diamond (Parts I–V) (13:31)
Welcome to the Machine (7:30)
Have a Cigar (5:07)
Wish You Were Here (5:39)
Shine On You Crazy Diamond (Parts VI–IX) (12:30)
Durata 44:17
LineUp
David Gilmour: Voce, chitarre (elettrica, acustica, 12 corde, lap steel), sintetizzatore EMS VCS 3, effetti sonori.
Roger Waters: Voce, basso, chitarra acustica, sintetizzatore EMS VCS 3, effetti sonori.
Richard Wright: Tastiere (pianoforte, organo Hammond, sintetizzatori Minimoog e ARP String), clavinet, cori.
Nick Mason: Batteria, percussioni, effetti sonori.
Musicisti Ospiti
Roy Harper: Voce solista in Have a Cigar.
Dick Parry: Sassofono tenore e baritono in Shine On You Crazy Diamond.
Venetta Fields & Carlena Williams: Cori in Shine On You Crazy Diamond.
Stéphane Grappelli: Violino in Wish You Were Here (presente nel mix originale in modo quasi impercettibile nel finale, accreditato ufficialmente solo nelle riedizioni moderne)
2025 Mixing and Remastering: James Guthrie (Stereo remastering, 5.1 Surround mix, and new Dolby Atmos mix).
LP 2: Studio Rarities 1 (Outtakes e Collaborazioni)






Il secondo LP è dedicato alle rarità in studio, versioni alternative, demo e mix inediti che sono parte del processo creativo della band nel 1975 fra i quali una versione di Wish You Were Here (feat. Stéphane Grappelli) che è un “nuovo” capolavoro dei Pink Floyd.
- Il disco inizia con Wine Glasses, una registrazione tratta dal progetto abbandonato Household Object, si tratta di un brano sperimentale che ha fornito il tappeto sonoro iniziale di "Shine On You Crazy Diamond".
“Household Objects” era un esperimento in cui la band cercava di creare un intero album senza utilizzare strumenti musicali convenzionali, ma solo oggetti domestici. Il suono è stato ottenuto facendo scorrere le dita bagnate sui bordi di numerosi bicchieri di cristallo, riempiti con diverse quantità di liquido per ottenere note precise.
La registrazione di "Wine Glasses" fu recuperata e sovrapposta ai sintetizzatori di Richard Wright per creare l'atmosfera che apre l'album. Il brano ha ricevuto la prima pubblicazione ufficiale in Experience & Immersion Edition (2011), come traccia bonus. Nella Edizione 50° Anniversario è inclusa come traccia isolata e dura circa 2 minuti
- Segue Have a Cigar (Alternate Version), una versione alternativa del brano, la cui caratteristica principale è l'assenza di Roy Harper: la voce solista è affidata a Roger Waters e David Gilmour che cantano insieme in una versione più cruda. Musicalmente il mix è meno accurato rispetto alla versione standard, il basso di Waters è più forte e la chitarra di Gilmour meno “funky”. Anche il finale si protrae in una jam più lunga e meno strutturata.
- Wish You Were Here (feat. Stéphane Grappelli) include il violino del leggendario musicista jazz, rimasto quasi impercettibile nel mix originale e qui pienamente valorizzato al punto da sostituire la chitarra quasi nella sua interezza.
Stephane Grappelli si trovava negli studi di Abbey Road nello stesso periodo della band e venne invitato a improvvisare sul finale del brano. Nella versione originale del 1975, il suo violino era stato quasi completamente eliminato nel mix finale, restando percepibile solo negli ultimi secondi. In questa versione il violino è portato in primo piano e aggiunge una sfumatura country-blues malinconica che trasforma l'atmosfera del brano tramite un dialogo tra la chitarra di Gilmour e il violino. Capolavoro, una grande scoperta.
- Shine On You Crazy Diamond (Early Instrumental Version, Rough Mix) è una versione strumentale preliminare che mostra l'evoluzione della suite prima del completamento dei testi e delle parti vocali, ad uno stadio embrionale, sembra di asistere ad una prova durante la quale i Pink Floyd creavano il brano a partire dalla sua struttura di base, mancano le rifiniture orchestrali e i cori, Richard Wright è protagonista assoluto, in assenza della voce di Waters, le tastiere e i sintetizzatori sono molto più evidenti, l'arpeggio di quattro note (il "Syd's Theme")è essenziale e le linee soliste sono diverse. Spattacolare.
- The Machine Song (Roger's Demo) è la prima demo in assoluto di Roger Waters di “Welcome to the Machine”. si tratta di un demo casalingo in cui Roger Waters esegue il brano da solo con una chitarra acustica con la melodia e il testo che pur in assenza dei sintetizzatori hanno già una grande intensità. La performance vocale è completamente diversa, Waters canta con un tono lamentoso e la fedeltà audio è volutamente grezza, con rumori di fondo e respiri, che però ne fanno un documento storico a mio avviso.
L'artWork del secondo LP mostra degli orologi che galleggiano sull'acqua, già visto con la "Experience Edition" (2011) di Wish You Were Here, creato da Storm Thorgerson anni dopo l'uscita originale e che è stata scelta per accompagnare il materiale inedito e le rarità in quanto gli orologi che galleggiano nell'acqua rappresentano il passare del tempo e sottolineano che il disco è una sorta di capsula del tempo per portare a galla registrazioni che erano rimaste "sommerse" per decenni.
Il secondo disco è un meraviglioso documento storico.
Tracklist Studio Rarities 1
Wine Glasses (dal progetto inedito Household Objects).
Have a Cigar (versione alternativa).
Wish You Were Here (con Stéphane Grappelli).
Shine On You Crazy Diamond (prima versione strumentale, rough mix).
The Machine Song (demo originale di Roger)
LineUp Studio Rarities 1
David Gilmour: Chitarra acustica a 12 corde (in Wish You Were Here), chitarra elettrica, voce (in Have a Cigar Alternate e Shine On Rough Mix).
Roger Waters: Voce (in The Machine Song Demo e Have a Cigar Alternate), basso, chitarra acustica, sintetizzatore EMS VCS 3.
Richard Wright: Tastiere, pianoforte Steinway, sintetizzatori Minimoog e ARP, bicchieri di cristallo (in Wine Glasses).
Nick Mason: Batteria, percussioni.
Musicisti Ospiti Speciali
Stéphane Grappelli: Violino solista in Wish You Were Here (feat. Stéphane Grappelli).
The Blackberries (Venetta Fields & Carlena Williams): Cori (presenti in forma embrionale in alcuni rough mix).
Curatore del restauro e Remixing (2025): James Guthrie, assistito da Joel Plante. Guthrie ha supervisionato il recupero dei nastri originali multitraccia per isolare il violino di Grappelli e i demo di Waters.
LP 3: Studio Rarities 2 (Sviluppi e Mix Alternativi)






Il terzo LP è dedicato all'evoluzione dei brani ed ai mix alternativi o versioni precedentemente inedite ed anche qui offrono almeno due capolavori, una versione di Wish You Were Here che è una rarità assoluta che isola la chitarra pedal steel di Gilmour e Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9) per la prima volta come suite completa ininterrotta di circa 25 minuti.
The Machine Song (Demo #2, Revisited) a differenza del primo demo di Roger Waters vede la band inserire imponente l'elettronica, con i primi esperimenti di Richard Wright con il sintetizzatore VCS3. Si possono ascoltare alcune linee vocali di David Gilmour che armonizza con Waters, assenti versione definitiva.
Wish You Were Here (Take 1) è una versione più spoglia della title track, la voce di David Gilmour è meno rifinita e la traccia è priva dei ricchi strati di sovraincisioni della versione finale, la chitarra acustica è preponderante, mancano gli effetti radiofonici iniziali e il finale sfumato, tutti elementi che la rendono una “semplice” ma bellissima canzone.
Arriva poi uno dei capolavori del disco, Wish You Were Here (Pedal Steel Instrumental Mix), un brano di rara bellezza, nel quale si isola la chitarra pedal steel di Gilmour, con un sound country-blues che non esiste con tale forza nel brano originale. Senza il testo, il brano si trasforma e diventa struggente. Capolavoro da ascoltare e riascoltare
Chiude questo bellissimo box set, Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9) (New Stereo Mix) per la prima volta la suite completa si può ascoltare come un unico flusso ininterrotto di circa 25 minuti, rimasterizzato con le tecnologie moderne. Un brano monumentale e Sublime che chiude un disco monumentale e sublime.
Tracklist Studio Rarities 2
The Machine Song (Demo #2, Revisited).
Wish You Were Here (Take 1).
Wish You Were Here (Pedal Steel Instrumental Mix).
Shine On You Crazy Diamond (Pts. 1-9, New Stereo Mix).
LineUp Studio Rarities 2
David Gilmour: Voce, chitarre, pedal steel guitar, tastiere.
Roger Waters: Voce, basso, EMS VCS 3.
Richard Wright: Tastiere, pianoforte, cori.
Nick Mason: Batteria, percussioni.
Crediti di produzione
Tecnici di registrazione originali: Brian Humphries.
Missaggio/rimasterizzazione audio 2025: James Guthrie (accreditato per i nuovi mix stereo) e Joel Plante.
Mastering/Lacquer Cut: Bernie Grundman Mastering
Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"


