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586 Recensioni - 341 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

Promised Land dei Queensryche

01-03-2026 17:40

FrancescoProg

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Promised Land dei Queensryche

Promised Land dei Queensryche, album del 1994, un album complesso, malinconico ma di una bellezza straordinaria, che richiede tempo per essere apprezzato ...

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Promised Land dei Queensryche, album del 1994.


I Queensrÿche sono un gruppo statunitense nato nel 1980 a Bellevue, Washington, precursori del progressive metal grazie alla fusione dell'heavy metal classico (Iron Maiden, Judas Priest) con atmosfere complesse e temi intellettuali.


Potete trovare la biografia completa nella scheda a loro dedicata


Promised Land rappresenta il culmine introspettivo dei Queensrÿche, un album intenso con linee melodiche, a mio parere, straordinarie e composizioni di toni dark, profonde e di grande impatto emotivo. Uscito quattro anni dopo il successo mondiale di Empire, segna un netto distacco dalle sonorità radiofoniche per esplorare territori oscuri e sperimentali, e lo fa in modo magnifico. 
 

Promised Land non segue una narrazione lineare, ma si sviluppa tematicamente, concentrandosi sull’introspezione e sulla critica al sogno americano, oltre che sul “momentum” che la band stava vivendo in quel periodo. Si tratta di un viaggio psicologico attraverso il “lato oscuro della gloria”, dove la band espone le proprie vulnerabilità per cercare un senso di pace autentica al di là del materialismo.


L’album esplora il senso di isolamento e disillusione provato dalla band dopo il successo commerciale di Empire. La “Terra Promessa” del titolo è una metafora dell’ottenimento della prosperità materiale, che si rivela vuota e priva di significato una volta raggiunta. Molte canzoni indagano il divario tra il “Sé Reale” e l’immagine ideale imposta dalla società, ponendo domande dirette sull’identità e sulla perdita di sé stessi nel perseguimento del successo. Alcuni brani analizzano l’influenza alienante dei media, della pubblicità e della società dei consumi, che promettono felicità in cambio di beni materiali, con riflessioni sulla mortalità.  Non mancano momenti psichedelici, come il suono di un elettrocardiogramma e il vagito di un neonato, che rappresentano il ciclo nascita-morte, tema presente anche in “Bridge”, dedicata al complesso rapporto tra il chitarrista Chris DeGarmo e il padre defunto.  


L’atmosfera isolata e cupa dell’album ha segnato un distacco dal suono compatto degli anni ’80, abbracciando invece un approccio quasi psichedelico. Questa fusione di Art Rock e Sperimentazione unisce la potenza dell’heavy metal all’art rock dei Pink Floyd.  Rispetto al passato, il ritmo è rallentato e le strutture dei brani sono più dilatate.


L’album crea un’esperienza quasi cinematografica grazie all’uso di campionamenti ambientali, come suoni di foresta, acqua, vento e rumori industriali, anticipando alcune sonorità del metal moderno più atmosferico.  Il cantante Geoff Tate arricchisce diversi brani, tra cui la title-track, con il suo sax, aggiungendo un tocco noir e malinconico che ricorda il jazz oscuro.


Chris DeGarmo e Michael Wilton hanno optato per un mix di chitarre acustiche a 6 e 12 corde, chitarre classiche e distorsioni meno aggressive, concentrandosi su texture ed effetti come delay e chorus, piuttosto che su riff diretti. Scott Rockenfield ha registrato le percussioni in stanze ampie per ottenere un riverbero naturale, integrando percussioni etniche e oggetti metallici per creare suoni industriali.


Il piano assume un ruolo centrale, non più relegato a semplice riempimento, evocando un senso di solitudine e introspezione. Il brano d’apertura, “9:28 a.m.”, è un collage sonoro realizzato con assemblando rumori reali per raccontare una storia senza parole, una tecnica tipica della Musica d’avanguardia.


L’album si apre con  “9:28 a.m.”, un’introduzione di musique concrète che rappresenta il ciclo della vita.  Si parte dal suono piatto di un elettrocardiografo, simbolo della morte, per poi arrivare al vagito di un neonato, che rappresenta la nascita.


“I Am I” è un brano sperimentale che mescola ritmi orientali e suoni industriali. La voce di Geoff Tate è filtrata per dare un senso di alienazione inquietante.


“Damaged” è la traccia più dura dell’album, un pezzo oscuro e violento che affronta temi come il trauma psicologico e la paura. Il ritornello è potente e le grida di Tate amplificano l’intensità emotiva del brano.


“Out of Mind” è una ballata acustica malinconica che ci porta all’interno degli ospedali psichiatrici.  Tratta il tema della salute mentale con una melodia quasi confortante, ma al tempo stesso triste, creando un contrasto interessante.


“Bridge”, scritta da Chris DeGarmo, parla del difficile rapporto con il padre che lo aveva abbandonato e che ha cercato di ricucire i rapporti poco prima di morire. Musicalmente è un pezzo rock melodico e diretto, che esprime tutta la sofferenza e la speranza di DeGarmo.


“Promised Land”, il cuore dell’album (quasi 8 minuti), è un brano marcatamente Pink Floydiano che critica il successo materiale.  L’assolo di sassofono di Tate è un momento chiave del pezzo, che si conclude con suoni ambientali di un bar, quasi a volerci riportare alla realtà dopo il viaggio introspettivo.


“Disconnected” è un pezzo alienante che unisce chitarre, sintetizzatori e sassofono per criticare la società dei consumi americana.  Un brano che invita alla riflessione e alla presa di coscienza.


“Lady Jane” inizia con cori di bambini e pianoforte, creando un’atmosfera cupa. La ballata racconta la storia di una donna incapace di adattarsi alla società moderna e vittima dell’influenza dei media, un tema ancora molto attuale.


“My Global Mind” critica la globalizzazione e l’eccesso di informazioni dell’era digitale.  Nonostante il tema complesso, presenta un ritornello molto melodico, nel classico stile Queensrÿche.


“One More Time” è un pezzo rock acustico che riprende i temi della title-track, riflettendo sul fallimento del “sogno americano” per le nuove generazioni. Un brano che invita a non arrendersi e a continuare a lottare per i propri sogni.


L’album si chiude con “Someone Else?”, una chiusura con solo voce e pianoforte, una delle migliori interpretazioni di Tate.


L’artwork, curato dal grafico Hugh Syme (noto per le copertine dei Rush), presenta al centro un totem antropomorfo dall’aspetto decomposto o fossilizzato.  L’essere, sospeso tra l’umano e il meccanico, si erge in una distesa desolata, una “Terra Promessa” sterile e abbandonata. L’immagine evoca la solitudine che accompagna il successo materiale, con una tavolozza di toni terra, ocra e grigi che trasmette un senso di antico, polveroso e decadente, in netto contrasto con i colori vivaci e tecnologici delle copertine di altri album della band.


Quest’album rappresenta il loro lavoro più raffinato e il testamento artistico della loro formazione classica, essendo l’ultimo album che vede il chitarrista Chris DeGarmo insieme a Geoff Tate. Dopo il tour di supporto a Promised Land, DeGarmo, il chitarrista e principale compositore, lasciò la band.  

 

Un album complesso, malinconico ma di una bellezza straordinaria, che richiede tempo per essere apprezzato appieno.  È a mio avviso uno dei capolavori indiscussi del progressive metal.

La Mia Versione

Etichetta: Back On Black – BOBV484LP
Formato: Vinile, LP, Album, Limited Edition, Reissue, Repress, Gatefold, Clear
Paese: Europe
Uscita: 2020

Tracklist

1. 9:28 AM (1:44)
2. I Am I (3:57)
3. Damaged (3:58)
4. Out Of Mind (4:36)
5. Bridge (3:30)
6. Promised Land (7:58)
7. Disconnected (4:45)
8. Lady Jane (4:15)
9. My Global Mind (4:22)
10. One More Time (4:19)
11. Someone Else? (4:44)

Durata 48:08

LineUp

- Geoff Tate - voce, tastiere, sassofono
- Michael Wilton - chitarra
- Chris DeGarmo - chitarra, sitar, violoncello, pianoforte
- Eddie Jackson - basso
- Scott Rockenfield - batteria, percussioni, effetti

Link per l’ascolto:

Alcune Tracce dal Canale ufficiale Youtube Queensrÿche

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Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"