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Non-Consciousness di Singlelito

11-01-2026 20:28

FrancescoProg

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Non-Consciousness di Singlelito

Non-Consciousness di Singlelito, album del 2025, il suo stile musicale fonde il rock progressivo classico con la Scuola di Canterbury, il genere Zeuhl e il ...

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Non-Consciousness di Singlelito, album del 2025.

 

Juan José Pinto Abadía, noto con lo pseudonimo Singlelito, è un polistrumentista, compositore e produttore colombiano nato nel 2006 a Magangué. Nonostante la giovanissima età, è considerato una delle figure più promettenti della moderna scena Neo-Canterbury e Avant-Prog internazionale

 

E' possibile leggere le sue note biografiche nella scheda a lui dedicata.

Non-Consciousness come riporta la copertina e la presentazione ufficiale, è stato …

 

Composto, suonato, registrato, mixato, masterizzato, progettato e prodotto da Juan Pinto (Singlelito)
Registrato a casa mia a Magangué, nel mio appartamento a Barranquilla e all'Universidad del Norte durante il periodo più radicale della mia vita, dal 13 gennaio 2024 all'11 febbraio 2025".

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Sia il CD che la presentazione riportano questo testo che è una sorta di sottotitolo:  

 

“TUTTO DIVENTÒ NERO
E LE STELLE SI SONO POSATE SUL TUO SOFFITTO
E POI...
NON-CONSCIO”


Il materiale del disco è stato composto e registrato in tredici mesi, tra il gennaio del 2024 e il febbraio del 2025 e le registrazioni sono avvenute in tre diverse location: la casa natale dell'artista a Magangué, il suo appartamento a Barranquilla e gli studi dell'Universidad del Norte, dove Pinto ha iniziato i suoi studi accademici in musica.

Pinto ha curato ogni singolo aspetto: ha suonato tutti gli strumenti, gestito il mixaggio e il mastering, e realizzato personalmente l'artwork di copertina. Il disco è dedicato alla compagna Ale Beltrán ed è stata concepita come un viaggio terapeutico per elaborare sofferenze personali e stati di alienazione psicologica (da cui il titolo "Non-Consciousness"), le note di copertina riportano infatti la dicitura: 

 

“Questo è un viaggio musicale attraverso il dolore, frutto di diversi eventi traumatici.”

 

Singlelito ha definito l'intero album come un "viaggio attraverso il dolore", quello della morte di una figura cara che lo ha spinto in uno stato di "non-coscienza", dissociazione e alienazione mentale, per proteggersi dalla realtà.

 

Alcune tracce dell'album fanno riferimento diretto a conflitti interpersonali profondi, ipocrisia e delusioni subite da persone vicine, descritte come momenti di rottura radicale nella sua vita sociale.

Il trasferimento da Magangué a Barranquilla per gli studi universitari, avvenuto in concomitanza con queste crisi, ha accentuato un senso di isolamento. Pinto ha descritto questo periodo come il "più radicale della sua vita", caratterizzato da una solitudine forzata che lo ha portato a rifugiarsi nella composizione ossessiva.

 

Un collasso simultaneo della sfera affettiva e sociale trasformato in musica attraverso quello che lui stesso definisce un “processo di catarsi musicale”.

 

Grazie al supporto del musicista francese Tom Penaguin di cui ho lungamente parlato in occasione delle recensioni dei suoi album, il lavoro di Singlelito è uscito dai confini sudamericani per approdare all'etichetta áMARXE, specializzata in avanguardia e neo-Canterbury.

Bellissimi i ringraziamenti sulle note di copertina:

 

“Dedicato al mio amore, Ale Beltrán.

Grazie a mia mamma e mio papà per il supporto, non farei musica senza di loro.

Grazie ad Alfredo Castro, Luis Eusse e Ricardo Santiago per aver realizzato il mio sogno di suonare dal vivo per otto mesi.

Grazie ad Ainner Navarro e Ivan Insignares per avermi aiutato a far ripartire la band insieme a Luis Eusse.

Grazie a Tom Penaguin per la sua gentilezza e per avermi aiutato a trovare questa etichetta.

Grazie a Rafa di àMARXE per avermi fatto entrare nell'etichetta ed essere stato altrettanto gentile.

Grazie a tutti i miei innumerevoli amici, sia nella vita reale che online, per tutto il supporto.”

 

L’album contiene 7 tracce per circa quaranta minuti, oltre ad una traccia bonus "A Lullaby For You, But You Didn't Sleep" dall'album "Flight", registrata a dicembre 2022.

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Leave, Left, Gone apre il disco con pianoforte elettrico e ottime linee di organo, con una melodia nostalgica ma ritmata, siamo in una fusione del sound di Canterbury con quello eclettico dei Gentle Giant.

 

Out! È una breve traccia che rispetta lo stesso schema di influenze, con la bella voce, teatrale, che ricorda a tratti  il grandissimo Hammill. Dopo circa 2 e mezzo c’è una fase di caos che porta il brano alla chiusura.

 

Oral Auto-Expression ci porta a Canterbury con la voce teatrale con tono giocoso, un brano molto ben suonato.

And Sometimes... You're So Awful ha un inizio sincopato con dissonanze in una fase quasi completamente ritmica senza melodia, con una chitarra acida e una sezione percussiva grezza. Il clima è sereno e l’uso delle distorsione magistrale. Ci sono anche parti vocali parlate che ricordano molto lo stile dei Gong.

 

Cacophony In Zé Major fonde Canterbury e Zehul, con una ottima chitarra e bella ritmica, la voce è in piena interpretazione Zehul, come l’incedere ininterrotto e il riff di chitarra infinito. Ottima la parte di batteria e i suoni distorti di chitarra sopra un riff più chiaro ed energico.

 

And Every Time... You're So Hypocritical fonde il sound che siamo abituati a sentire coi Gong con quello dei Magma, con un bel cantato senza parole che fa molto Canterbury. Bella la sezione strumentale e il giro incessante di chitarra batteria e basso continui, con interventi di suoni spaziali e intermezzi jazzati. Bella la sezione basso chitarra acustica, i bassi e le dissonanze profonde. Brano sperimentale che secondo me rappresenta il disco col suo notevole groove di basso e la batteria essenziale e incisiva, gli intermezzi grezzi di chitarra acustica e la sezione acustica finale con la chitarra che ricorda e riporta ai primi lavori della scena psichedelica britannica. Grande pezzo, il più bello del disco.

 

Picture Of An Alleycat è una traccia che apre eterea e leggera con bel giro di tastiere e leggeri tocchi sui piatti e poi parte in pieno stile Canterbury con una andatura solare e distesa. Bella la voce e soprattutto credibile, teatrale e interpretativa di ottima intonazione. La cavalcata finale, col suo ritmo veloce e un bellissimo organo fuzz, con la batteria che sale di qualità nella fase jazzata con pianoforte elettrico e grande parte di basso. Bello l’organo distorto in un bellissimo giro sofisticato.

 

A Lullaby For You, But You Didn't Sleep è la Bonus Track, suite di quasi 11 minuti con bellissime parti di organo e basso e la voce filtrata, con una atmosfera eterea. La voce è quasi disturbante e la chitarra grezza nel suo assolo acuto. L’andatura è a tratti incerta e sospesa. La batteria centrata nel mood e nelle soluzioni. Si sentono rumori di studio. C’è una fase più avvincente, con un bel sincopato di organo e giro acido di tastiere, quando il brano prende velocità e intensità, un pezzo ambizioso ma con mezzi non adeguati. Ma una bella idea del sound, nei riff ipnotici, nella voce, centrata ma acerba rispetto agli altri pezzi dell’album. 

 

Fra i ringraziamenti nelle note di copertina ce ne è uno che mi ha fatto riflettere:

 

“Grazie a Tom Penaguin per la sua gentilezza e per avermi aiutato a trovare questa etichetta.”  (Singlelito)

 

Mi ha ricorda uno dei ringraziamenti nell’album omonimo di debutto di Tom Penaguin stesso:

 

 Vorrei ringraziare Ryan (Zopp) per avermi aiutato a ottenere un contratto e per tutti gli ottimi consigli che mi ha dato in termini di promozione. Senza di lui, non avreste un disco tra le mani!” (Tom Penaguin)

 

Si sta creando una meravigliosa rete di artisti, una nuova comunità culturale, una nuova Canterbury, nuovi intrecci e legami che vedono in questo caso Zopp, Tom Penaguin e Singlelito uniti in una comune ispirazione anche se con stili diversi.

 

Ottimo l’album che avrebbe meritato non 4 ma 5 stelle senza la bonus track: ammiro la coerenza che ha portato l’artista ad inserirla come completamento della narrazione del disco, ma in un contesto puramente editoriale la avrei evitata in quanto l’album si chiudeva alla grande con Picture Of An Alleycat, ma anche questo è parte della filosofia di Canterbury, che con grande libertà di espressione da più peso al testo (al messaggio) più che al contesto, ci sta e anche questo infondo mi piace, per onestà intellettuale confermo nonostante questo bell'approccio stilistico, la mia valutazione. 

Un disco che è un MUST per gli appassionati di progressive rock della nuova generazione.

 

Un giovanissimo artista di grandissimo talento e capacità esecutive ed interpretative che dona nuova energia and una scena prog in grande fermento anche grazie ai lavori di altri artisti come Luciano Margorani, Dario D'Alessandro e Chris Cutler con il loro recente lavoro Triangolazioni. I miei ringraziamenti ad àMARXE che ce li sta facendo scoprire.

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

Tracklist

1. Leave, Left, Gone (5:05)
2. Out! (2:57)
3. Oral Auto-Expression (3:06)
4. And Sometimes... You're So Awful (5:09)
5. Cacophony in Zé Major (5:03)
6. And Every Time... You're So Hypocritical (5:21)
7. Picture of an Alleycat (5:43)

LineUp

Composto, suonato, registrato, mixato, masterizzato, progettato e prodotto da Juan Pinto (Singlelito)

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