
Singularidad o Barbarie, album di debutto dei Sigilu, del 2017.
Dei Sigilu ho parlato in occasione della recensione del loro bellissimo album Beta, del 2025, che si è piazzato al ventesimo posto della mia personale classifica di tutti gli album dello scorso anno e al terzo posto della mia classifica dedicata alle band emergenti, quella che ho definito delle “Great Hopes for the Future of Progressive Rock 2025”, le grandi speranze del Progressive Rock. Al suo ascolto mi sono ripromesso, preso dal grande interesse, il loro album precedente, Singularidad o Barbarie, ecco la sua recensione. Trovate la biografia completa della band nella scheda a loro dedicata.
Singularidad o Barbarie è l'album che ha introdotto la band galiziana nel panorama della musica alternativa e progressive spagnola ed europea. A differenza di Beta, che è più pesante, questo disco è la fusione di progressive rock, folk ed elettronica e concordo con chi lo ha definito un album di "cantautorato elettronico" (electro-songwriting).
Un progressive rock d'avanguardia emozionante, con strumenti classici, chitarre rock e manipolazione del suono elettronica.
Il concetto del disco ruota intorno alla dicotomia tra l'individualità autentica e l'alienazione sociale con il titolo che richiama lo slogan politico "Socialismo o barbarie" e lo reinterpreta sul piano psicologico ed esistenziale:
La Singolarità rappresenta l'identità, il momento di consapevolezza e la capacità di provare emozioni profonde. È la ricerca di una "voce" o di una "crepa" autentica in un mondo di apparenze.
La Barbarie è la "routine", una tunica aderente che soffoca l'individuo, o come il silenzio e l'incapacità di comunicare realmente. La barbarie è l'abbandono alla ripetitività meccanica e alla perdita di senso.
L’album tratta diversi dualismi (sogno vs sole, nebbia vs luce) e dice che la "singolarità" si trovi proprio nel coraggio di attraversare le proprie zone d'ombra senza nascondersi. Ogni traccia è parte di un racconto psicologico. L'album propone una scelta: coltivare la propria unicità consapevole (Singolarità) o soccombere all'automazione dell'anima e al vuoto comunicativo (Barbarie).
L’album si compone di 9 tracce per un totale di circa 51 minuti.

Rutina apre l’album con ritmi elettronici ipnotici e grandi linee di basso continue, con un mood incalzante, che si riflette anche nel testo.
Guardianes è un brano ambient-rock, fatto di suoni atmosferici con inserimenti di violino.
Animal è una ballata che fonde folk e rock alternativo, lento e malinconico con una bellissima melodia con arrangiamento acustico.
Fuego è un brano art-rock che alterna momenti di calma ad esplosioni.
M.O.R. è un brano sperimentale con grande uso di synth e riverberi.
Nuevo Ciclo è progressive folk, brano complesso che passa da un inizio acustico a un finale molto intenso.
Euforia è un brano solare ritmato, un bel pop-rock d'avanguardia, con una grande parte di chitarra.
Reflejo è un brano dark, soffuso con un'atmosfera meditativa.
Bajo tus pies [Nolan] è la suite finale, progressive rock puro, la traccia più lunga con una splendida fusione di violino, elettronica e rock, la traccia che si avvicina maggiormente al successivo lavoro, Beta.
La band riesce a stratificare il sound con un'atmosfera intensa e coinvolgente, fra melodia e sperimentazione. Un debutto ambizioso, bellissimo, e mi stupisce sia passato tanto tempo fino alla pubblicazione del successivo che prende una direzione che ne è la evoluzione.
Bellissimo Folk Sperimentale, con grande uso del violino e di passaggi acustici, un sound folk distorto e moderno. Grande uso dell’elettronica coi sintetizzatori e i ritmi ipnotici, atmosfere surreali a tratti, con lunghe sezioni strumentali e variazioni di dinamica, dal pianissimo a esplosioni sonore.
Grande disco, Eccellente!
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Tracklist
1. Rutina (4:46)
2. Guardianes (4:50)
3. Animal (5:31)
4. Fuego (5:20)
5. M.O.R. (5:24)
6. Nuevo Ciclo (6:13)
7. Euforia (6:00)
8. Reflejo (6:18)
9. Bajo Tus Pies [Nolan] (6:30)
Durata 50:52
LineUp
- Nacho Cuesta - chitarra, voce
- Evaristo Frieiro - basso
- Pablo Saavedra - batteria
- Hugo Rodríguez - violino





