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Lotus dei SOEN

29-03-2026 16:45

Francesco Prog Rock World

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Lotus dei SOEN

Lotus dei Soen, album del 2019. Questo album rappresenta il culmine della loro maturazione artistica, segnando il distacco definitivo dalle influenze ...

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Lotus dei Soen, album del 2019.

 

Su questo blog ho già parlato dei Soen, come di una band capace di proporre un Progressive Metal "complesso e profondamente umano".

 

Reliance (del 2026), il loro settimo album è un lavoro eccellente che segna un'evoluzione tematica e sonora. Nato durante il tour di Memorial, l'album affronta il bisogno umano di ritrovare la fiducia reciproca in una società frammentata e dominata dall'isolamento tecnologico, album in cui la band ha trovato un equilibrio unico tra potenza e melodia, con una precisione tecnica e una qualità di produzione eccezionali.

Ma è a partire da Lotus che i Soen hanno abbandonato gran parte degli elementi puramente progressive per tingersi di nuove sfumature emotive, con un album che come un quadro è capace di emozionare attraverso pennellate di rabbia, malinconia e speranza. 


I Soen, oggi riconosciuti come una delle band metal moderne più autorevoli e profonde, capaci di fondere complessità tecnica e forte impatto emotivo, devono gran parte del loro successo a Lotus. 

 

Questo album rappresenta il culmine della loro maturazione artistica, segnando il distacco definitivo dalle pesanti influenze dei Tool e l’affermazione di un’identità sonora ben definita.

Lotus raggiunge un perfetto equilibrio tra progressive metal tecnico e una potente carica emotiva e melodica. Rispetto ai precedenti lavori, l’album riduce parzialmente l’estrema complessità strutturale per concentrarsi maggiormente su “colori” ed emozioni. Le atmosfere si muovono tra rabbia, malinconia e momenti di speranza. Joel Ekelöf offre una performance eccezionale, con una voce calda e avvolgente che diventa il fulcro emotivo del disco. Martin Lopez (ex-Opeth) conferma il suo stile inconfondibile, creando una base ritmica complessa ma mai preponderante, supportata da un basso pulsante. L’arrivo di Cody Ford ha introdotto assoli di stampo più bluesy e melodico, che aggiungono una nuova dimensione solistica ai brani.


Questo cambiamento è stato anche influenzato da un nuovo approccio: dopo tre album dedicati all’esplorazione di diverse sfaccettature del progressive metal, Lotus è stato concepito con l’intento di privilegiare l’espressione emotiva rispetto alla tecnica pura. Per la prima volta, i membri della band (spesso definiti “maniaci del controllo”) hanno delegato la produzione a un professionista esterno, David Castillo. Castillo, già collaboratore per la registrazione delle batterie, è riuscito a conferire all’album un suono più definito e incisivo, valorizzando le chitarre.


Joel Ekelöf e Martin Lopez hanno optato per il titolo Lotus per il suo significato simbolico: il fiore rappresenta la capacità di crescere e sbocciare anche nel fango e in contesti difficili.  Questo rispecchia il tema principale dell’album: la possibilità di scovare speranza e bellezza anche nelle situazioni più buie o in una società contemporanea alienante.  Numerosi testi analizzano il contrasto tra l’iper-connessione digitale e la crescente solitudine delle persone, criticando la superficialità dei canoni sociali odierni.


1. Opponent
Questo brano di progressive metal moderno si apre con riff sincopati, tipici del “djent”, che si sviluppano in un ritornello atmosferico.  Martin Lopez si distingue con un drumming tribale e complesso, mentre Joel Ekelöf stabilisce subito il tono dell’album: meno aggressività, più controllo e calore nella voce.


2. Lascivious
Un pezzo di hard rock progressivo con un groove irresistibile. Il basso di Stefan Stenberg è il vero protagonista, creando una linea portante profonda e avvolgente. Cody Ford arricchisce il finale con un grande assolo.


3. Martyrs
Heavy prog melodico che bilancia perfettamente violenza ritmica e aperture solari. Joel raggiunge vette interpretative altissime nel ritornello, mentre le chitarre di Ford alternano riff serrati a un assolo finale considerato tra i migliori della band.


4. Lotus
Una ballad introspettiva e catartica, un crescendo emozionale che parte dal silenzio per esplodere nel finale. La voce di Joel è sussurrata e vulnerabile, mentre Martin Lopez utilizza i piatti con estrema delicatezza nella prima parte, per poi colpire con forza nel finale epico.


5. Covenant
Il brano più vicino alle radici “Tool-iane”, grazie al tempo dispari e al riffing circolare. La sezione ritmica (Lopez/Stenberg) è impeccabile, mentre le tastiere di Lars Åhlund aggiungono un tappeto orchestrale discreto ma essenziale per creare un senso di urgenza.


6. Penance
Un mid-tempo oscuro e riflessivo, con una struttura meno lineare e più imprevedibile. Cody Ford utilizza un fraseggio molto pulito, quasi floydiano, mentre il lavoro di Lars alle tastiere e all’organo conferisce a tratti un sapore quasi settantiano.


7. River
Un pezzo semi-acustico, malinconico e dal sapore folk, il momento di massima quiete prima della tempesta finale. Joel canta con un filo di voce, quasi piangendo le parole. Le chitarre acustiche sono cristalline e il finale con i cori è di una bellezza disarmante.


8. Rival
Il pezzo più “cattivo” e diretto, con riffing pesante e ritmiche quadrate. Martin Lopez dimostra la sua maestria alternando colpi secchi a ghost-notes velocissime sul rullante. Ford risponde con un suono di chitarra molto scuro e potente.


9. Lunacy
Un brano di prog-metal atmosferico di lunga durata, una chiusura che riprende i temi dell’intero album. Tutta la band lavora in sottrazione, e il finale è affidato a un lungo e sofferto assolo di chitarra che sfuma nel nulla, lasciando uno stato di pace malinconica.


A differenza di molte band prog che si concentrano su velocità pazzesche o tempi dispari assurdi, i Soen qui puntano tutto sul pathos. La tecnica musicale è usata per servire la canzone: i tempi complessi di Martin Lopez (ex-Opeth) ci sono, ma scorrono in modo fluido, naturale e mai forzato. L’arrivo del chitarrista Cody Ford ha cambiato le cose. In Lotus, i riff serrati si alternano ad assoli ricchi di sustain e feeling, che ricordano molto lo stile di David Gilmour. Questo tocco blues rende il suono più caldo e meno “freddo” rispetto al metal classico. Lo stile musicale si muove costantemente tra due estremi: momenti heavy con riff pesanti e sincopati che creano tensione, e aperture melodiche con ritornelli ampi e sognanti, quasi epici, che scaricano la tensione accumulata. Joel Ekelöf evita lo screaming o il growl, concentrandosi su una voce pulita, calda e vellutata. Questo stile conferisce all’album quella malinconia tipica e lo rende accessibile anche a chi non ascolta di solito musica estrema.


La produzione di David Castillo si distingue per l’enfasi sulle frequenze basse e la spazialità, creando un suono avvolgente che permette a ogni strumento di brillare nel proprio spazio. Il basso, profondo e pulsante, è un elemento centrale.  Pur richiamando a tratti le atmosfere dei Tool del periodo Lateralus, la direzione è decisamente più melodica.


Il loro capolavoro, un disco Eccellente.

La Mia Versione

Etichetta: Silver Lining Music – SLM041P01
Formato: CD, Digipak
Paese: UK
Uscita: 2019

Tracklist

1. Opponent (5:44)
2. Lascivious (5:37)
3. Martyrs (6:24)
4. Lotus (5:24)
5. Covenant (5:42)
6. Penance (6:17)
7. River (5:21)
8. Rival (5:51)
9. Lunacy (8:05)

Durata 54:25

LineUp

- Joel Ekelöf - voce

- Cody Ford - chitarra solista

- Lars Åhlund - tastiere, chitarra

- Stefan Stenberg - basso

- Martin Lopez - batteria

Link per l’ascolto:

L'album è disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming musicale e video. 

Piattaforme di Streaming Musicale

  • Spotify: Puoi ascoltare l'album completo, incluse le tracce più celebri come "Martyrs" e la title track.
  • YouTube Music: Disponibile sia come album ufficiale che come playlist dei singoli brani.
  • Apple Music: Link alla versione standard dell'album pubblicata nel 2019.
  • Deezer: L'album completo con tutte le 9 tracce originali. 

Contenuti Video

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Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"