
Timeline Traveller degli Hypnos 69, album del 2001.
Su Progressive Rock World abbiamo già avuto modo di parlare degli Hypnos 69, una band di spicco nella fusione di psichedelia e rock colto. Album come Legacy sono considerati pietre miliari della musica progressive.
Il gruppo è noto per la sua capacità di fondere sonorità stoner a strutture prog raffinate.
Timeline Traveller, il loro secondo album in studio dopo un EP pubblicato l’anno precedente, segna un momento cruciale nella loro evoluzione. L’album rappresenta il passaggio dalle sonorità stoner rock degli esordi a un progressive rock più psichedelico e articolato.
Questo album nasce come un’opera autobiografica, con il titolo e il concept che incarnano la filosofia della band: essere “viaggiatori nel tempo” che prediligono le sonorità degli anni ’60 e ’70, piuttosto che inseguire le mode della musica attuale. Registrato e mixato in soli sei giorni (aprile e maggio 2002) presso gli Artsound Studios di Houthalen, in Belgio, l’album vedeva gli Hypnos 69 come un power trio formato da:
Steve Houtmeyers: Voce, chitarra elettrica e acustica, Theremin, sintetizzatori. Fondatore della band insieme al fratello Dave nel 1994, è la mente creativa e l’autore dei testi. Prima degli Hypnos 69, ha suonato nei gruppi grindcore e death metal Agathocles. È conosciuto per il suo stile chitarristico che mescola riff pesanti stoner con lunghe improvvisazioni psichedeliche.
Dave Houtmeyers: Batteria, percussioni, glockenspiel, timpani, sintetizzatori. Co-fondatore e fratello di Steve, Dave fornisce la base ritmica complessa tipica del prog della band. Oltre agli Hypnos 69, ha suonato nel gruppo punk Intestinal Disease. Si occupa anche dell’arrangiamento delle parti elettroniche e dei synth vintage.
Tom Vanlaer: Basso, chitarra baritona, Moog Taurus, organo Hammond, Fender Rhodes. Membro fondatore, prima di unirsi ai fratelli Houtmeyers suonava il basso in diverse rock band locali. Il suo contributo è essenziale per il muro di suono della band, grazie all’uso dei pedali Moog Taurus che aggiungono profondità alle parti più spaziali e progressive.
Inizialmente pubblicato dall’etichetta RocknRollRadio, l’album è andato subito esaurito. Nelle ristampe successive (come quella del 2006 e il vinile del 2015), sono stati aggiunti interventi di Steven Marx (sax e tastiere), che si è unito alla band dopo l’uscita originale, la versione di cui parlo in questa recensione.
1. The Timeline Traveller
Brano esplosivo che mescola hard rock classico e psichedelia, creando un’atmosfera ipnotica e spaziale. Steve Houtmeyers guida il pezzo con assoli di chitarra vorticosi e spaziali, mentre la sezione ritmica mantiene un ritmo serrato e pulsante. Nonostante la durata, è una delle tracce più accessibili dell’album. Avvincente.
2. N.O. Mustang
Pezzo che ha un’impronta più improvvisata con sonorità che ricordano la scena prog tedesca degli anni ’70. Il basso di Tom Vanlaer è prepotente, facendo da colonna vertebrale alle incursioni di chitarra dal sapore vintage. Grande groove.
3. Voodoo Dancer
Il brano più selvaggio del disco, un boogie psichedelico i cui Dave Houtmeyers alla batteria, insieme al basso, crea una base per le ripetitive ma efficaci parti di chitarra. Un brano duro e diretto che funge da perfetto contrasto alle suite più complesse dell’album. Tosto.
4. A Neverending Enigma
La traccia più complessa, divisa in due parti, che inizia con un sound jazz-rock per poi trasformarsi in un viaggio attraverso il prog-rock e la psichedelia degli anni ’70, alternando momenti Crimsoniani a sezioni quasi metal e sul finale le atmosfere orientali aggiungono un tocco esotico inaspettato. Enigmatico.
5. Like Waves on the Wind
Chiusura epica e atmosferica, con parti strumentali rilassate che non esplodono mai veramente ma si evolvono in gustose jam, tra tastiere vintage e chitarre sognanti. Emozionante.
L’album è un’esperienza che abbraccia diversi stili.
Dallo Space Rock che evoca i primi Pink Floyd e Hawkwind. Theremin e sintetizzatori analogici vintage dipingono paesaggi sonori “galattici” e creano inquietanti sfondi sibilanti. Le canzoni, lunghe, spesso partono da intro ambientali minimaliste per poi esplodere in crescendo pesanti.
Nonostante la complessità, la band mantiene il suo sound “pesante”. L’influenza dei Black Sabbath è palpabile nei riff di chitarra. La batteria, potente e jazzata, alterna rulli frenetici a ritmi costanti e ipnotici.
L’album anticipa le influenze di King Crimson e Yes che caratterizzeranno il loro capolavoro successivo, Legacy. Brani come “A Neverending Enigma” sono suite divise in movimenti distinti, che alternano malinconia acustica e furia elettrica.
La produzione, volutamente priva di suoni moderni e “raffinati”, predilige una calda sensazione analogica anni ’70, con pedali Moog Taurus e organi Hammond. Un viaggio immersivo e ipnotico, dove l’atmosfera prevale sulle strutture tradizionali delle canzoni. E all'ascolto non sembra possibile che sia un album di questo secolo.
Ottimo Album. Consigliatissimo.
La Mia Versione
Etichetta: Elektrohasch Schallplatten – ELEKTROHASCH 110
Formato: Vinile, LP, Album, Reissue
Paese: Germany
Uscita: 29 gen 2015
Tracklist
1. Timeline Traveller (8:31)
2. No Mustang (7:46)
3. Voodoo Dancer (5:46)
4. A Neverending Enigma (9:37)
5. Like Waves On The Wind (8:53)
Durata 40:33
LineUp
Basso, Organo [Hammond], Sintetizzatore [Moog Taurus] – Tom Vanlaer
Batteria, Percussioni, Pianoforte Elettrico [Fender Rhodes], Synth – Dave Houtmeyers
Chitarra, Voce, Theremin – Steve Houtmeyers
Registrato da, mixato da – JP Kerckhofs*
Sassofono, Mellotron, Tastiere – Steven Marx
Link per l’ascolto:
È possibile ascoltare l'album integralmente sulle principali piattaforme di streaming e sui canali ufficiali della band.
- Bandcamp (Ufficiale): Il modo migliore per supportare direttamente gli Hypnos 69. Qui puoi ascoltare le tracce in alta qualità e leggere i crediti originali.
- Spotify: L'album è disponibile nel catalogo completo della band.
- Disponibile anche su YouTube ed Apple Music





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