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612 Recensioni - 352 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

Brave dei Marillion

07-04-2026 08:08

Francesco Prog Rock World

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Brave dei Marillion

Brave dei Marillion, album del 1994.Su Progressive Rock World ho seguito con molta attenzione la carriera dei Marillion, dedicando ampio spazio sia alle ...

Brave dei Marillion, album del 1994.

 

Su Progressive Rock World ho seguito con molta attenzione la carriera dei Marillion, dedicando ampio spazio sia alle nuove uscite che ai grandi classici. 

 

Ho parlato dei lavori più recenti, come “An Hour Before It’s Dark" (2022), un disco di altissima classe e maturità, dove la band riesce ancora a unire lirismo poetico a una forza sonora contemporanea, confermandosi leader del genere.

 

Ho dedicato un focus sull'Era Hogarth vs l’Era Fish, valorizzando l'intero percorso della band, riconoscendo l'importanza storica del periodo con Fish (con Misplaced Childhood come pietra miliare), ma anche apprezzando l’evoluzione portata da Steve Hogarth, più atmosferica e meno legata ai canoni del neo-prog classico.

Ho parlato spesso di Pete Trewavas, uno dei capisaldi della band, menzionandolo non solo per i Marillion, ma anche per il suo ruolo nei Transatlantic (supergruppo prog di cui si parla spesso su questo blog), con la sua abilità tecnica e il suo contributo fondamentale al sound moderno della band.

 

I Marillion sono tra l’altro pionieri nel crowdfunding e nella gestione indipendente della propria musica, un modello virtuoso per l'intera scena progressive mondiale, che ho particolarmente apprezzato.

 

Considero in breve i Marillion una delle realtà più autorevoli e creative del panorama rock attuale, per non essersi mai fermati alla nostalgia dei primi successi.

 

Brave, più di Marbles (che molti considerano superiore), è secondo me il miglior lavoro della band nell’era Hogarth finora.  È stato un progetto enorme, che ha richiesto circa nove mesi di lavoro.  Hanno collaborato con Dave Meegan, che aveva già lavorato con loro come assistente ai tempi di Fugazi. Meegan era famoso per la sua attenzione ai dettagli, tanto da riascoltare ogni singola registrazione della giornata per trovare spunti melodici da sviluppare.

 

La band si è trasferita allo Château Marouatte in Francia per tre mesi, per isolarsi e creare l’atmosfera cupa del disco. Poi hanno finito le registrazioni ai Parr Street Studios di Liverpool.  Per ottenere suoni ambientali veri e propri, hanno registrato in una grotta sotterranea vicino al castello (per i riverberi dell’acqua) e hanno messo dei microfoni persino nei camini per catturare il crepitio del fuoco.

 

La band ha trovato la sua formazione definitiva nel 1989, quando Steve Hogarth è entrato a far parte del gruppo, sostituendo il leggendario frontman Fish. Da allora, la band è rimasta praticamente invariata per oltre 35 anni, un’impresa quasi unica nel mondo del rock.

Ecco i membri della band al momento della registrazione di Brave e attuali:

 

- Steve Hogarth: Voce, tastiere aggiuntive e percussioni.

- Steve Rothery: Chitarre (uno dei membri fondatori).

- Mark Kelly: Tastiere.

- Pete Trewavas: Basso.

- Ian Mosley: Batteria.

 

Questo album è uno dei concept album più ambiziosi e complessi del rock progressivo moderno.  L’ispirazione è venuta da un fatto di cronaca reale: un annuncio radiofonico che Steve Hogarth ha sentito mentre guidava. La polizia cercava informazioni su una giovane ragazza trovata a vagare sul Severn Bridge, il ponte che collega l’Inghilterra al Galles, in uno stato di confusione. La ragazza non parlava e non aveva documenti, e non voleva dire chi fosse.  Questo ha lasciato le autorità a chiedersi se fosse muta, avesse l’amnesia o se volesse farla finita. Hogarth è rimasto colpito da questo mistero e ha deciso di inventare una storia su cosa avesse spinto quella ragazza sul ponte.

 

Una cosa davvero interessante di questo disco è che ha un doppio finale. Il secondo disco, alla fine del lato 4, ha un doppio solco. Quindi, a seconda di dove metti la puntina, puoi ascoltare un finale tragico oppure uno pieno di speranza con la canzone “Made Again”.

 

Brave è un album che segna un cambiamento importante per i Marillion, allontanandosi dal neo-prog più diretto degli anni ’80 per abbracciare un suono più atmosferico e ricco di sfumature.  Immaginate un disco che suona come una colonna sonora, con brani come “Bridge” e “The Opium Den” che creano un’atmosfera unica grazie a campionamenti di acqua, vento e riverberi naturali registrati nelle grotte francesi, dando un senso di isolamento quasi claustrofobico.

 

L’album gioca molto sui contrasti: si passa dal minimalismo di voce e piano di “The Hollow Man” all’energia rock di “Hard as Love” o “Paper Lies”, fino ad arrivare alle suite epiche e grandiose come “The Great Escape”.  Il produttore Dave Meegan ha spinto la band a sperimentare con elementi moderni, dando importanza allo spazio tra le note piuttosto che al virtuosismo fine a sé stesso.

 

In questo album, Hogarth trova il suo stile, passando da sussurri intimi a urla disperate, diventando il narratore principale che guida l’ascoltatore attraverso il disagio psicologico della protagonista. Steve Rothery, invece di concentrarsi sugli assoli lunghi e puliti, esplora texture sonore, delay e feedback, mentre Mark Kelly usa i synth per creare tappeti orchestrali oscuri che sostengono l’intera storia.

 

Pete Trewavas al basso e Ian Mosley alla batteria formano una sezione ritmica che dà vita al concept dell’album. Le linee di basso di Trewavas sono sorprendentemente melodiche e spesso si prendono la scena, come in “Alone Again in the Lap of Luxury”, dove sembra quasi un secondo solista. Mosley, con la sua batteria potente ma controllata, eccelle nelle parti più intense come “Hard as Love” e dimostra un gusto eccezionale nelle spazzolate quasi jazz dei brani più atmosferici.

 

Un grande merito va a Dave Meegan, il produttore, che è stato fondamentale durante il montaggio. Ha spinto la band a dare il massimo, facendoli registrare centinaia di take per trovare la “vibrazione” giusta, donando al disco una grande profondità sonora.

 

Io ho la Deluxe Edition del 2018, con il remix di Steven Wilson che rende tutto più chiaro e definito.  

 

Si parte con l’atmosfera di “Bridge”, poi si passa al rock drammatico di “Living With The Big Lie” e alla ballad malinconica “Runaway”.  La lunga suite “Goodbye To All That” lascia il posto alla grinta di “Hard As Love”, al pianoforte di “The Hollow Man” e al pop-rock di “Alone Again In The Lap Of Luxury”.  Il finale è epico con la title track, al culmine di “The Great Escape” e con la catarsi di “Made Again”, che chiude in bellezza.

 

Nonostante Brave sia il disco che ha consacrato l'identità di Steve Hogarth, la mia sensazione è che ci sono diversi elementi che creano un ponte con l'era di Fish e li ritrovo in primo luogo nella produzione, con Meegan che aveva lavorato come assistente ingegnere del suono su Fugazi (1984) e ha riportato in Brave quella cura maniacale per i dettagli e certi suoni di batteria e tastiere tipici del prog classico della band. 

 

Con Brave la band inoltre torna alla struttura del concept album, una formula che non usavano dai tempi di Misplaced Childhood. Anche se le storie sono diverse, l'atmosfera cupa, tormentata e quasi teatrale di Brave ricorda l'introspezione psicologica di Clutching at Straws. E soprattutto i quattro musicisti dietro al cantante sono gli stessi, il modo in cui Mark Kelly intreccia le tastiere con il basso di Pete Trewavas ha quell'impronta "Marillion" che è rimasta costante sin dal 1982.

 

Brave è secondo me un capolavoro che ha ridefinito l'identità dei Marillion nell'era post-Fish, e che nella mia umile e personale classificazione dei dischi, per le emozioni che mi dà, è un disco Essenziale.

La Mia Versione

Etichetta: Parlophone – 0190295719593
Formato: 2 x Vinile, LP, Album, Deluxe Edition, Reissue, Remastered, Steven Wilson Remix
Paese: UK & Europe
Uscita: 22 giu 2018

Tracklist

A1        Bridge    2:58
A2        Living With The Big Lie    6:45
A3        Runaway    4:43
B1        Goodbye To All That / Wave / Mad / The Opium Den / The Slide / Standing In The Swing    12:26
B2        Hard As Love    6:45
C1        The Hollow Man    4:08
C2        Alone Again In The Lap Of Luxury / Now Wash Your Hands    8:14
C3        Paper Lies    5:51
D1        Brave    7:53
D2        The Great Escape / The Last Of You / Fallin' From The Moon    6:34
D3        Made Again    5:03

LineUp

- Steve Hogarth - voce principale e cori, tastiere, 
percussioni - Steve Rothery - chitarre
- Mark Kelly - tastiere, cori
- Pete Trewavas - bassi, cori 
- Ian Mosley - batteria e percussioni

Con:
- Tony Halligan - flauti uilleann 
- The Liverpool Philharmonic - violoncelli, flauti
- Darryl Way - arrangiamenti orchestrali

Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:

  • Spotify: Trovi sia la versione originale che la Brave (Deluxe Edition) che include il remix di Steven Wilson.
  • YouTube: L'intero album è disponibile in formato "Auto-generated" sul canale ufficiale. Puoi ascoltare la traccia d'apertura Bridge (2018 Steven Wilson Remix) o l'intera playlist dedicata al remix.
  • Apple Music: Disponibile nella sezione dedicata ai Marillion, inclusa la versione Brave (2018 Steven Wilson Remix).
  • Deezer: L'album è presente nel catalogo della piattaforma, anche nella versione Steven Wilson Remix
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Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"