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FrancescoProgressive Rock World

632 Recensioni - 359 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

Goblin Rebirth album di debutto omonimo

23-04-2026 08:00

Francesco Prog Rock World

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Goblin Rebirth album di debutto omonimo

Goblin Rebirth album di debutto omonimo, del 2015. L’album è un mix di tradizione e modernità, un vero e proprio viaggio nel tempo che riprende il meglio del ..

Goblin Rebirth album di debutto omonimo, del 2015.

 

La storia dei Goblin è un vero e proprio labirinto nel mondo del progressive italiano, piena di cambi di formazione.  Partiamo dalle origini, tra il 1972 e il 1978.

 

Claudio Simonetti e Massimo Morante, i due fondatori, iniziano a suonare insieme a Londra con il nome di Oliver.  Tornati in Italia, si uniscono a Fabio Pignatelli e Walter Martino, firmano un contratto con la Cinevox e diventano i Goblin.  È qui che inizia la loro collaborazione con Dario Argento, che li porta alla ribalta mondiale con la colonna sonora di “Profondo Rosso” nel 1975.  

Durante le registrazioni, Agostino Marangolo prende il posto di Walter Martino alla batteria.  Seguono poi altri capolavori come “Suspiria” nel 1977 e “Zombi” nel 1978.  Nel 1976, i Goblin pubblicano “Roller”, uno dei pochi album non legati a una colonna sonora, che diventa un vero e proprio punto di riferimento per il progressive rock strumentale.

 

Poi, tra il 1979 e il 2009, inizia un periodo di grande instabilità.  La formazione cambia spesso, e nonostante colonne sonore di successo come quella di “Tenebre” nel 1982, il gruppo si divide, con i membri che intraprendono carriere soliste o lavorano come musicisti di supporto.  Ci sono però alcuni brevi ritorni: nel 2000 si riuniscono per il film “Non ho sonno” di Dario Argento, ma i litigi interni portano subito a un nuovo scioglimento.  Un’altra reunion avviene nel 2005 con il nome di “Back to the Goblin”, ma questa volta senza Simonetti.

 

Infine, dal 2010 ad oggi, nasce il progetto dei Goblin Rebirth.  Fabio Pignatelli e Agostino Marangolo, la storica sezione ritmica, decidono di portare avanti il suono originale dei Goblin, ma con una nuova formazione.  L’obiettivo è duplice: recuperare il sound “perduto” degli anni ’80 e suonare dal vivo le colonne sonore considerate “minori” ma amate dai fan.  Dopo anni di concerti (documentati nell’album “Alive”), nel 2015 i Goblin Rebirth pubblicano il loro primo album di inediti, omonimo, per la Relapse Records.  Un concept album ispirato a un film horror immaginario.

 

La storia di questo album è strettamente legata a un concerto che, pur essendo avvenuto prima dell’uscita del disco in studio, ha portato poi, un anno dopo, alla pubblicazione di un album live.  In pratica, l’album in studio del 2015 e “Alive” del 2016 sono due facce della stessa medaglia: uno con brani inediti e l’altro che celebra il passato glorioso della band.

“Goblin Rebirth” (2015) è un album di pezzi nuovi e originali, mentre “Alive” (2016) è un album dal vivo che si concentra quasi esclusivamente sui grandi successi e su qualche “chicca” rara delle colonne sonore originali dei Goblin.  Anche se è uscito dopo, “Alive” è stato registrato prima dell’album in studio.  Le tracce provengono da un concerto super al Crossroads di Roma, il 22 aprile 2011.

 

Entrambi i dischi vedono protagonista la stessa line-up stabile ed entrambi i progetti servono a definire l'identità dei Goblin Rebirth: da un lato l'evoluzione creativa con il disco in studio, dall'altro la rivendicazione dell'eredità storica con il live.

 

Fabio Pignatelli, membro fondatore dei Goblin originali, si occupa di basso, tastiere e programmazione.  Agostino Marangolo, storico batterista dei Goblin entrato nel gruppo nel 1975 per la colonna sonora di “Profondo Rosso”, suona batteria e percussioni. Giacomo Anselmi contribuisce con chitarre elettriche ed acustiche, oltre al bouzouki. Aidan Zammit si occupa di tastiere, campionamenti e vocoder, mentre Danilo Cherni si dedica a tastiere e programmazione.  Il disco ospita anche alcuni musicisti: Dorraine Zammit Lupi presta la voce al brano “Requiem For X”, Roberta Lombardini canta in “Forest”, Francesco Marini suona il violoncello in “Dark Bolero” e Arnaldo Vacca aggiunge percussioni a “Dark Bolero” e “Rebirth”.

 

L’album è un viaggio musicale che porta attraverso la nascita, la distruzione e la rinascita di una creatura mostruosa.  Questo è il cuore pulsante dell’album, che si snoda in otto brani ricchi di atmosfera.

 

Si parte con “Requiem For X”, un’ode funebre che ci introduce alla storia di Mr. X, il nostro protagonista.  Da qui, ci addentriamo in un mondo surreale e inquietante.  In “Evil In The Machine”, Mr. X si ritrova intrappolato in un videogioco creato dagli umani, dove incontra una misteriosa femmina di goblin.  Il viaggio continua in “Forest”, un giardino dell’Eden distorto che ci lascia con un senso di smarrimento e inquietudine.

Ma la storia non finisce qui.  Il brano finale, “Rebirth”, segna il risveglio di Mr. X in una nuova dimensione spirituale, un nuovo inizio che chiude il cerchio e ci lascia con un senso di speranza e rinascita.

 

Oltre alla trama horror, l’album ha anche un significato più profondo.  La band ha spiegato che la distruzione e la rinascita della creatura sono una metafora della loro stessa storia.  Fabio Pignatelli e Agostino Marangolo hanno fondato questo progetto nel 2010 per evolvere il sound originale dei Goblin e esplorare nuove strade dopo le varie scissioni del gruppo storico. 

 

La mia è l’edizione Relapse Records (RR7307) caratterizzata da una produzione cristallina che mette in risalto il contrasto tra il sinfonismo oscuro e la potenza rock.

 

“Requiem For X” è un’apertura solenne e spettrale, una marcia funebre moderna che catapulta subito nell’atmosfera “horror” dell’album.  Le tastiere di Cherni e Zammit creano un tappeto su cui si posa eterea la voce di Dorraine Zammit Lupi, ospite speciale.  E poi, il basso di Pignatelli entra con un tono profondo e minaccioso, come un ruggito che annuncia l’inizio di un viaggio oscuro.

 

“Back In ’74” è un chiaro omaggio al sound di Cherry Five e del primo Roller, questo brano è un mix esplosivo di funky-prog tecnico. Agostino Marangolo detta il ritmo con un groove preciso, tipico dei Goblin degli anni d’oro. La sua intesa ritmica con Pignatelli è rimasta intatta dopo quarant’anni!  È come se il tempo si fosse fermato.

 

“Book Of Skulls” è un pezzo complesso che mescola prog-rock classico a momenti quasi ambient, creando un’atmosfera di tensione e mistero. Giacomo Anselmi qui brilla come una stella, passando da arpeggi delicati a riff granitici.  Il brano è un viaggio attraverso cambi di tempo che tengono con il fiato sospeso.

 

“Mysterium” è un brano atmosferico, perfetto per una scena di suspense di un film. Il lavoro di Aidan Zammit sui campionamenti e i sintetizzatori è fondamentale: crea un senso di mistero e urgenza che viene sostenuto dal battito costante e ipnotico del basso di Pignatelli.  Chiudete gli occhi e lasciatevi trasportare.

 

“Evil In The Machine” è il pezzo più aggressivo del disco.  Qui l’influenza Hard Rock di Anselmi è evidente, e l’uso del vocoder da parte di Zammit aggiunge un tocco fantascientifico e inquietante.  È il brano più innovativo, un’esplosione di energia che non lascia scampo.

 

“Forest” è una ballata oscura e pastorale, a tratti onirica, che offre un momento di respiro psichedelico in mezzo all’oscurità. La voce di Roberta Lombardini aggiunge una texture sognante, mentre il drumming di Marangolo si fa più leggero e jazzato, dimostrando la sua incredibile versatilità come percussionista.  Un momento di pace e riflessione.

 

“Dark Bolero” come suggerisce il nome, è una variazione oscura sulla struttura del bolero, con un crescendo costante che tiene con il fiato sospeso. Il violoncello di Francesco Marini appesantisce l’atmosfera rendendola gotica, mentre le percussioni di Arnaldo Vacca costruiscono l’intensità ritmica fino all’esplosione finale.  Un’esperienza intensa e coinvolgente.

 

“Rebirth” è la suite epica che riassume tutti gli elementi del disco: melodia, tecnica e oscurità.  È il trionfo del collettivo, un viaggio attraverso le diverse anime del gruppo. Danilo Cherni guida il tema principale con sintetizzatori imponenti, mentre Pignatelli chiude l’album con linee di basso che ricordano perché è considerato un maestro del genere.  Un finale grandioso.

 

L’album è un mix di tradizione e modernità, un vero e proprio viaggio nel tempo che riprende il meglio del prog italiano anni ’70 e lo proietta nel futuro.  Ritmi intricati, tempi dispari e sintetizzatori che dipingono atmosfere dense e misteriose, proprio come nei capolavori del passato.  Ma non è tutto: l’album ha anche un’anima cinematografica, un’impronta horror/thriller che crea tensione e inquietudine, un po’ come le colonne sonore dei film di Dario Argento.  E poi, c’è la spinta moderna, l’influenza di generi come l’Hard Rock e l’Heavy Metal, grazie alla chitarra di Giacomo Anselmi. Un tocco contemporaneo che si mescola all’elettronica e al vocoder, creando un’atmosfera quasi fantascientifica.  Insomma, un album strumentale (con qualche vocalizzo etereo qua e là) che unisce il Dark Progressive alla potenza del rock moderno, mantenendo sempre un’anima dark e teatrale. Un’esperienza imperdibile per gli amanti del genere!

La Mia Versione

Etichetta: Relapse Records – RR7307
Formato: Vinile, LP, Album
Paese: US
Uscita: 30 giu 2015

Tracklist

A1        Requiem For X
A2        Back In 74
A3        Book Of Skulls
A4        Forest
B5        Evil In The Machine
B6        Mysterium
B7        Dark Bolero
B8        Rebirth

LineUp

Fabio Pignatelli: basso, tastiere, programmazione
Agostino Marangolo: Drums, percussion
Giacomo Anselmi: Chitarre elettriche e acustiche, bouzouki
Aidan Zammit: tastiere, programmazione, vocoder
Danilo Cherni: tastiere, programmazione 
Musicisti ospiti:
Dorraine Zammit Lupi: Voce (Traccia 1)
Roberta Lombardini: Voce (Traccia 6)
Francesco Marini: Violoncello (Traccia 7)
Arnaldo Vacca: Percussioni (Tracce 7, 8) 

Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:

  • Spotify: L'album completo è disponibile sulla piattaforma Spotify.
  • Bandcamp: Puoi ascoltare e supportare la band direttamente sulla loro pagina Bandcamp, dove è possibile anche il download in alta qualità.
  • YouTube: Sono disponibili diversi brani ufficiali, come Requiem for X, caricati dal canale di Relapse Records.
  • Apple Music: L'album è presente nel catalogo di Apple Music.
  • Amazon Music: Puoi trovare lo streaming dell'album su Amazon Music.
  • Deezer: La discografia, incluso l'album di debutto, è disponibile su Deezer.
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Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"