| Canterbury Scene | Crossover Prog | Eclectic Prog | Extreme Prog Metal | Folk Rock | Heavy Prog | Jazz-Rock Fusion | Krautrock | Neo Prog | NON PROG | Northern Prog | Post Metal | Post Rock | Prog Related | Progressive Electronic | Progressive Metal | Psychedelic Rock | Rock Progressivo Italiano | Space Rock | Symphonic Rock | Zeuhl |

logonuovo.jpeg

P r o g r e s s i v e   R o c k   W o r l d 

logotondo.jpeg

facebook
whatsapp

Jaco Pastorius: la vita, gli strumenti, la tecnica, l'uomo, la morte, il fenomeno e l'influenza nel Prog

 Jazz-Rock Fusion -  Prog Related

1.jpeg1.jpeg

Il suo nome completo era John Francis Anthony Pastorius III, ma è conosciuto universalmente come Jaco Pastorius e come il bassista, compositore e produttore statunitense che ha rivoluzionato il ruolo del basso elettrico nella musica moderna.

 

È uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, che è riuscito a trasformare uno strumento d'accompagnamento in una voce solista espressiva, capace di spaziare tra jazz, fusion, funk e R&B.

 

La storia dice che Jaco Pastorius è nato il 1° dicembre 1951 a Norristown, Pennsylvania, e si trasferì con la famiglia in Florida all'età di otto anni. Era figlio di un batterista jazz r iniziò a suonare la batteria, ma fu costretto a passare al basso a causa di un grave infortunio al polso subito giocando a football all’età di 13 anni.

 

Si unì alla celebre band fusion Weather Report guidata da Joe Zawinul e Wayne Shorter, dal 1976 al 1981, contribuendo a capolavori come Heavy Weather (1977) e al successo mondiale del brano "Birdland" e durante la sua carriera collaborò con artisti del calibro di Pat Metheny, Joni Mitchell e Ian Hunter. 


Ma la carriera di Jaco Pastorius è stata costellata di collaborazioni leggendarie che hanno ridefinito i confini del jazz, del rock e del pop. Oltre al suo ruolo centrale nei Weather Report, Jaco ha prestato il suo genio a molti altri artisti di fama mondiale fra i quali Joni Mitchell, in una delle collaborazioni più profonde e artisticamente riuscite nella storia della musica, dove il basso di Jaco divenne una voce "narrante" quasi quanto quella della Mitchell, e Pat Metheny, per il quale Jaco fu fondamentale per il debutto solista, formando un trio con il batterista Bob Moses, e anche Herbie Hancock che non solo scrisse le note di copertina del primo album di Jaco definendolo un "fenomeno", ma i due collaborarono scambiandosi i ruoli nei rispettivi progetti. Ma non solo.


Fu parte di un supergruppo di breve durata formato nel 1979 con il chitarrista John McLaughlin e il batterista Tony Williams, Trio of Doom, le cui registrazioni (live e in studio) sono state pubblicate postume. 
Collaborò con Al Di Meola nel suo album d'esordio Land of the Midnight Sun (1976), con Ian Hunter con il quale contribuì all'album All American Alien Boy (1976) e moltissimi altri.

 

Le innovazioni nello Strumento e nella Tecnica Bassistica

 

Jaco Pastorius è stato un innovatore e ha modificato non solo il modo di suonare il basso, ma ha rivoluzionato il basso come strumento musicale. La sua arte è indissolubilmente legata al Fender Jazz Bass, strumento che ha trasformato radicalmente attraverso modifiche personali diventate leggendarie. 


Ha suonato prevalentemente il cosiddetto "Bass of Doom" (Fender Jazz Bass del 1962), che era il suo strumento principale, con cui ha registrato circa l'85% della sua produzione solista e con i Weather Report, ottenuto con una conversione Fretless. Jaco rimosse personalmente i tasti e riempì i solchi con stucco per legno. Per proteggere la tastiera dalle corde roundwound (che normalmente la consumerebbero), applicò diversi strati di resina epossidica marina (Poly-Poxy), conferendo allo strumento il suo tipico timbro "cantante" e brillante. Questo basso, dopo essere stato distrutto in più pezzi durante una lite e successivamente riparato, fu rubato a New York nel 1986. È stato poi ritrovato decenni dopo e oggi, grazie all'intervento di Robert Trujillo (bassista dei Metallica), è custodito per conto della famiglia Pastorius. 


Ha suonato il Fender Jazz Bass del 1960, un modello fretted (con i tasti) color biondo (alder body) che utilizzava spesso per brani che richiedevano un attacco più definito o come alternativa al suo fretless principale. 


Ha suonato il Fender Jazz Bass del 1966, uno dei suoi primi strumenti importanti, caratterizzato dai segnatasti a blocco (block inlays) e dalla tastiera bordata (bound fretboard). Lo utilizzò intensamente durante la sua adolescenza in Florida. 
Pastorius utilizzava corde Rotosound RS66 Swing Bass (roundwound in acciaio inossidabile), per ottenere quel suono ricco di medie e armonici e il suo suono era scolpito dagli amplificatori Acoustic 360, di cui esaltava le frequenze medie tramite il controllo "Variamp".


Nel video didattico Modern Electric Bass, suonò un basso ibrido composto da un corpo Jazz Bass degli anni '70 e un manico Precision Bass con tastiera in acero. 


Oggi, Fender produce un modello Jaco Pastorius Signature Jazz Bass che replica le specifiche del suo celebre strumento fretless, inclusa la tastiera rivestita in uretano.


Sue le innovazioni tecniche dello strumento, ma anche le tecniche bassistiche che hanno cambiato per sempre il modo di suonare il basso con i suoi virtuosismi armonici naturali e artificiali, fraseggi rapidi e fluidi ispirati ai sassofonisti bebop, l'integrazione di accordi e linee contrappuntistiche complesse. Lo stile bassistico di Jaco Pastorius è stato una vera e propria rivoluzione che ha trasformato il basso elettrico da strumento di accompagnamento a voce solista espressiva, paragonabile a un sassofono o a un violoncello. 

 

Rimuovendo i tasti dal suo basso, Jaco ha introdotto un timbro "cantante" (spesso descritto come il suono mwah), caratterizzato da glissati fluidi e un vibrato profondo che imita la voce umana. È stato il primo a utilizzare gli armonici (sia naturali che artificiali) non solo come abbellimenti, ma per suonare intere melodie e accordi complessi, come dimostrato nel brano Portrait of Tracy. 

 

Suonava spesso vicino al ponte per ottenere un suono più secco, percussivo e ricco di medie frequenze. Utilizzava una tecnica di pizzicato molto veloce, alternando indice e medio, integrando spesso "ghost notes" per creare un groove denso e sincopato. Ha portato il linguaggio del jazz moderno e del bebop sul basso elettrico, trascrivendo e suonando soli di Charlie Parker (come in Donna Lee) con una precisione tecnica senza precedenti. 

 

Nonostante il virtuosismo, il suo stile affondava le radici nel funk e nel rhythm and blues, utilizzando linee di sedicesimi serrate ispirate a bassisti come Jerry Jemmott e Rocco Prestia. Grazie all'uso di accordi, loop (con delay digitali) e pedali fuzz, riusciva a riempire lo spazio sonoro come un'intera sezione ritmica o un'orchestra, elevando il basso a strumento armonico portante. Un Genio.

 

Un Genio Tormentato

 

Abbiamo fino ad ora parlato della complessità e grandezza del musicista, ma Jaco era un uomo complesso sotto tutti i punti di vista. La vita di Jaco Pastorius è stata un intreccio, infatti, di genialità assoluta e fragilità profonda. Al di là del musicista rivoluzionario, gli aspetti umani che lo hanno caratterizzato restituiscono il ritratto di un uomo molto tormentato.


Pastorius era noto per la sua estrema fiducia in sé stesso, presentandosi spesso come "il più grande bassista del mondo" prima ancora di essere famoso. Questa non era solo spavalderia, ma una convinzione viscerale nel proprio talento. Chi lo ha incontrato descrive un'energia maniacale e frenetica che lo rendeva magnetico ed estenuante allo stesso tempo.

  
Nel 1982 gli fu diagnosticato un disturbo bipolare maniaco-depressivo che portava a sbalzi d'umore estremi, passano da momenti di euforia creativa a profonde crisi depressive e per questo fu trattato con il litio, ma lamentava che il farmaco "appiattisse" la sua creatività e le sue emozioni, rendendolo incapace di suonare con la solita intensità. 


Nonostante il grande successo con i Weather Report, Jaco cercava costantemente una dimensione umana. Negli ultimi anni, finì spesso a vivere come un senzatetto a New York e Fort Lauderdale, frequentando i parchi e chiedendo pochi dollari per mangiare. Nonostante le difficoltà finanziarie e personali, non perse mai l'amore per la condivisione musicale, suonando spesso con musicisti di strada o chiunque volesse fare una jam. 


Il consumo eccessivo di alcol e droghe incrementò la sua instabilità mentale, rendendolo inaffidabile professionalmente e isolandolo da amici e colleghi. La sua morte nel 1987 non fu il risultato di una malattia, ma di un atto di violenza subito mentre era in uno stato di estrema vulnerabilità, a testimonianza di quanto la sua vita fosse diventata precaria. 


L'11 settembre 1987, all'età di soli 35 anni, muore a seguito di una rissa dopo il concerto dell'amico Carlos Santana: 
Pastorius salì sul palco e sollevò la mano del bassista alla maniera degli arbitri di pugilato quando decretano il vincitore di un incontro, per non ridimensionarlo con la sua presenza. Fu però accompagnato all'uscita dagli addetti alla sicurezza, che non lo riconobbero. Pastorius si diresse quindi al Midnight Bottle Club, un locale nella periferia della città. A causa dell'evidente stato di ebbrezza il buttafuori Luc Havan, esperto di arti marziali gli negò l'ingresso. Scoppiò una rissa e quando alle quattro del mattino arrivò la polizia, Jaco era a terra privo di sensi con il viso rivolto verso la pozza del suo sangue.

 

L'eredità musicale e l'influenza nella musica e nel Prog

 

La sua eredità vive ancora oggi, fortissima, attraverso i numerosi musicisti che continuano a ispirarsi al suo stile, che ha definito uno standard per il basso moderno: ogni bassista fretless contemporaneo è considerato, in qualche modo, un erede della sua visione musicale.

 

Come affermato da Herbie Hancock, Jaco non suonava solo lo strumento, ma riusciva a "fondere la sua vita con il ritmo dei tempi". Bellissime le note di copertina sull’album di esordio che riporto integralmente:


Jaco è un fenomeno. Riesce a creare suoni sul basso che sono una sorpresa totale per la sensibilità di chiunque. Non solo note singole, ma accordi, armonici e ogni sorta di sfumatura del colore dello strumento che, combinati e tradotti attraverso Jaco, danno vita ad alcuni dei migliori brani che abbia mai ascoltato.


Certo, non è la tecnica a fare la musica; è la sensibilità del musicista e la sua capacità di fondere la sua vita con il ritmo del tempo. Questa è l'essenza della musica. In questo disco Jaco cattura parte di quel ritmo.

 

Ogni bassista fretless venuto dopo Jaco Pastorius ne ha assorbito, consciamente o meno, l'eredità tecnica e sonora. Jaco ha definito il paradigma moderno dello strumento, influenzando generazioni di musicisti che spaziano dal jazz al progressive metal.

 

L'influenza di Jaco Pastorius nel mondo del progressive rock e del prog metal è profonda, poiché ha sdoganato l'idea del basso come strumento solista e tecnicamente complesso, concetti fondamentali per il genere. Molti dei più grandi esponenti del prog citano Jaco come un punto di svolta nel loro modo di concepire lo strumento.

 

Geddy Lee (Rush) ha definito vedere Jaco dal vivo con i Weather Report negli anni '70 come un'"esperienza che cambia la vita". Considera Jaco il miglior bassista jazz di sempre e ha elogiato la sua capacità di far "cantare" il basso fretless, citando brani come Teen Town come modelli di perfezione tecnica.

 

John Myung (Dream Theater), pilastro del progressive metal moderno, cita spesso Jaco tra le sue influenze principali per l'uso virtuoso degli armonici e per la capacità di integrare linee melodiche complesse in contesti di band articolati.

 

Tony Levin (King Crimson) pur avendo uno stile molto personale basato anche sullo Chapman Stick, ha collaborato con il fratello Pete (che suonò con Jaco) e riconosce in Pastorius il pioniere del fraseggio lirico sul basso elettrico che ha influenzato l'intera scena sperimentale.

 

Jonas Reingold (The Flower KingsSteve Hackett), è un esempio di bassista che ha assorbito la lezione di Jaco per quanto riguarda l'agilità melodica e l'uso degli armonici all'interno di lunghe suite progressive.

 

Juan Alderete (The Mars Volta), cresciuto ascoltando prog rock classico, cita Jaco come una delle influenze chiave che lo hanno spinto a esplorare il lato più sperimentale e tecnico del basso.

 

Conner Green (Haken) band rappresentante della nuova generazione prog, è considerato un musicista la cui impostazione tecnica e melodica sarebbe impensabile senza l'innovazione portata da Jaco negli anni '70.

 

Questi musicisti non hanno copiato lo stile di Jaco, ma hanno preso la sua visione del basso come co-protagonista della melodia e l'hanno applicata alle strutture articolate e ai tempi dispari tipici del rock progressivo.

 

Per tutto questo, l'album di debutto omonimo "Jaco Pastorius", pubblicato nel 1976 non è solo un disco di jazz-fusion, ma è il “momento zero” del basso elettrico moderno, l'album che ha ridefinito ciò che era tecnicamente e musicalmente possibile su quattro corde.

La Discografia e le Recensioni

Pastorius / Metheny / Ditmas / Bley (aka Jaco) - 1974 - Coming Soon

1.jpeg

Jaco Pastorius - 1976 - ESSENZIALE

Word of Mouth - 1981 - Coming Soon

Nota: i link alle pagine degli artisti e band qui citati e i loro i loro album  sono disponibili nella pagina "Artisti" o usando il TAG Jaco Pastorius