Arven degli Zenon, album del 2023.
“Arven” è il secondo album del polistrumentista e cantautore norvegese Zenon (alias Filip Zenon Ramberg), un disco che porta in un viaggio profondo e intimo nel prog rock scandinavo d’avanguardia.
I Zenon sono nati a Drammen, vicino a Oslo, come progetto solista di Filip Zenon Ramberg. Nel tempo, soprattutto tra il primo album “Passasje” (2021) e “Arven” (2023), si sono trasformati in una vera band.
La loro musica mescola rock psichedelico anni ’70, jazz e folk tradizionale norvegese, con testi spirituali e filosofici. In studio, Filip compone e suona quasi tutti gli strumenti, ma dal vivo la band è un quartetto.
Ecco chi sono i membri dei Zenon e le altre band in cui suonano o hanno suonato:
Filip Zenon Ramberg (Polistrumentista, Cantautore e Batterista) è il cervello dei Zenon: scrive i testi, compone le musiche e registra voci, chitarre, sintetizzatori e tastiere. È un grande appassionato di psichedelia anni ’60 e ’70.
Oltre agli Zenon, Filip è un batterista molto apprezzato nella scena underground di Oslo. Ha suonato con i Tusmørke e collabora spesso con Martin van Houtum nel suo progetto solista.
Michelle Uller (Voce) è la cantante e corista dei Zenon. La sua voce eterea e sognante crea un contrasto magico con la musica psichedelica e pesante della band. Michelle è anche la moglie di Filip e si dedica quasi solo ai Zenon, partecipando ai concerti e registrando i cori e le voci soliste.
Martin van Houtum (Basso) è un polistrumentista e produttore olandese che vive a Oslo. È il bassista che suona le intricate e jazzistiche linee di basso dei Zenon. Martin è molto attivo nella scena underground scandinava.
Nella formazione compare anche Håkon Oftung (Chitarra - Membro Live) che è entrato nei Zenon per permettere alla band di suonare dal vivo i loro complessi arrangiamenti, così Filip può concentrarsi sulla batteria durante i concerti. Håkon è un pilastro del progressive rock norvegese moderno. È il leader, cantante e polistrumentista della band prog-folk Jordsjø. Ha suonato e collaborato anche con gruppi storici come Wobbler, Tusmørke, Black Magic e The Chronicles of Father Robin.
La storia di Arven è strettamente legata al viaggio di crescita personale, familiare e musicale del suo creatore, Filip Zenon Ramberg. Questo album non è solo una raccolta di canzoni, ma un vero e proprio saggio sull’eredità psicologica e spirituale.
Dopo aver pubblicato il suo primo album solista, Passasje, nel 2021, Filip Ramberg ha vissuto un anno ricco di esperienze come batterista per i Tusmørke. Questa immersione nella scena d’avanguardia scandinava ha arricchito le sue capacità tecniche. Nel frattempo, ha continuato a studiare nuovi strumenti e a sperimentare nuove sonorità a casa. Finita l’esperienza con i Tusmørke, ha sentito il desiderio di esprimere queste nuove influenze e visioni in un secondo album per il progetto Zenon.
Il titolo “Arven” significa “Il Peso del Sangue” in norvegese, dato che la parola “Arven” si traduce con “L’eredità” o “Il patrimonio”. Filip ha costruito l’intero album attorno a una profonda riflessione sulla sua famiglia e lo descrive così:
“C’è una lunga tradizione musicale nella mia famiglia, e qualcosa di speciale – un’eredità musicale e psicologica – all’interno della quale sto cercando di trovare la mia voce”.
L’album racconta il percorso di un artista che cerca di abbracciare le proprie radici culturali e familiari, cercando un equilibrio tra tradizione e modernità per creare un’identità musicale unica. Dal punto di vista dei testi, è un’opera profondamente personale, filosofica e spirituale, paragonabile a una versione prog dell’Ecclesiaste, con le sue riflessioni sulla ciclicità della vita, la vanità delle cose e il tempo che scorre. Questo clima introspettivo e quasi sacro si traduce in canzoni cantate in lingua madre, alternando ballate malinconiche a potenti esplosioni sonore.
Gennaio 2023, Oslo. Gli Zenon si ritrovano in studio con il produttore Per Christian Berg, un vero mago che riesce a fondere il sound degli anni ’70 con quello di oggi. Il risultato? Un album di sole cinque tracce, ma che non hanno paura di osare e di allungarsi, con “Vitne” che supera i 10 minuti e regala paesaggi sonori cinematografici e cupi.
Per portare tutta questa magia dal vivo, gli Zenon hanno deciso di fare il grande passo: da progetto da studio si sono trasformati in un quartetto stabile, con l’aggiunta di Håkon Oftung dei Jordsjø alla chitarra.
Arven propone un sound ipnotico e profondo che affonda le sue radici nel progressive rock scandinavo d’avanguardia, ma che si spinge anche verso la psichedelia vintage e il jazz contemporaneo. L’album si caratterizza per un’atmosfera cinematografica, cupa e introspettiva, con un forte contrasto tra momenti di malinconia acustica e esplosioni sonore intense.
Il cuore strumentale dell’album richiama l’underground psichedelico dei primi anni ’70. Le chitarre fuzz offrono un suono sporco e distorto, tipico della psichedelia acida, mentre organi e synth vintage creano tappeti sonori ipnotici e avvolgenti.
A differenza del prog rock sinfonico classico, Arven integra una forte componente ritmica ed espressiva legata ad altri generi. Le linee di basso jazzistiche di Martin van Houtum sono intricate e dinamiche, donando fluidità anche ai passaggi più pesanti. Nelle ballate più calde, si percepisce l’influenza del folk tradizionale norvegese, cupo e legato alla natura, amplificato dall’uso della lingua madre.
L’album rifiuta la struttura classica della canzone, sviluppandosi invece attraverso tracce estese e suite. Il disco si apre con “Vitne”, un brano monumentale di oltre 10 minuti, caratterizzato da jam ipnotiche che alternano lunghi segmenti strumentali dilatati a parti cantate drammatiche.
Uno degli aspetti più originali dello stile di Arven è l’intreccio vocale. La voce di Filip Ramberg è spesso teatrale, ruvida e introspettiva, mentre la voce solista e i cori di Michelle Uller apportano un elemento di luce, etereo e sognante, creando un effetto quasi sacrale che taglia le trame strumentali pesanti e scure.
Arven si distingue per la sua unione simbiotica e per un metodo di registrazione quasi “spirituale”. L’album è stato registrato quasi interamente dal vivo in studio, con la band che ha scelto di mantenere le prime take per preservare la magia, l’imperfezione e l’energia del momento, piuttosto che optare per una produzione fredda e manipolata al computer. Ogni sessione in studio iniziava con una meditazione di gruppo, seguita da un caffè e dal lavoro in un silenzio profondo e attento.
La traccia d’apertura, “Vitne (Il Testimone)”, è il culmine creativo dell’album, una suite di oltre 10 minuti che incarna la filosofia del disco. Inizia come un folk-jazz arioso e leggero, per poi trasformarsi in un rock acido, cupo e introspettivo.
Uno degli elementi più sorprendenti dell’album è la componente ritmica “Folk-Dance”, dove i groove della batteria e del basso sono ispirati ai passi e ai movimenti delle danze folk tradizionali scandinave, piuttosto che seguire i classici schemi rock. L’album alterna continuamente ballate acustiche d’altri tempi e improvvise esplosioni pesanti guidate da distorsioni fuzz vintage, creando un continuo saliscendi emotivo.
L’alchimia del disco nasce dall’intesa tra Filip, Martin e Michelle, con Filip che arricchisce il suono con soluzioni armoniche uniche e Martin che crea una danza ritmica con lui. Christian, il produttore, ha bilanciato il sound vintage con standard moderni.
Arven è un gioiello del progressive rock scandinavo moderno. Non è un disco da mettere in sottofondo, ma richiede una buona dose di attenzione. E credetemi, ne vale la pena! L’atmosfera è unica e ha quel calore analogico che ormai si trova raramente.
Il cantato è rigorosamente in norvegese, e se da un lato aggiunge un tocco di fascino folk e misterioso, dall’altro potrebbe rendere l’ascolto un po’ più impegnativo.
Si tratta di un’opera coraggiosa, affascinante e profondamente sincera. Se vi piacciono le atmosfere dei Tusmørke, il folk ipnotico dei Jordsjø o la psichedelia d’altri tempi, questo album è assolutamente da ascoltare e conferma Zenon come una delle menti più interessanti e introspettive dell’underground norvegese.
Ottimo Album!
La Mia Versione:
Etichetta: Sekvens – SKV002
Formato: Vinile, LP, Album, Limited Edition
Paese: Norway
Uscita: 1 dic 2023
Tracklist
A1 Vitne
A2 Minne Av Et Nå
B1 Hav
B2 Ingen Lærer
B3 Gå I stjerne
Lineup
Bass Guitar – Martin van Houtum
Guitar [Guitars], Drums, Piano, Vocals – Filip Zenon Ramberg
Producer [Produced By] – Per Christian Berg
Vocals – Michelle Uller








