| Canterbury Scene | Crossover Prog | Eclectic Prog | Extreme Prog Metal | Folk Rock | Heavy Prog | Jazz-Rock Fusion | Krautrock | Neo Prog | NON PROG | Northern Prog | Post Metal | Post Rock | Prog Related | Progressive Electronic | Progressive Metal | Psychedelic Rock | Rock Progressivo Italiano | Space Rock | Symphonic Rock | Zeuhl |

Progressive Rock World

img_8369
whatsapp image 2025-09-14 at 16.42.25.jpeg

facebook
youtube
whatsapp

HOME FrancescoProg 711 Recensioni 398 Artisti 93 Schede biografiche Collezione PlayList Best of 2025 Best of 2026 

5★ 4★ 3★ 2★ 1★

Canterbury Scene Crossover Prog Eclectic Prog Extreme Prog Metal Folk Rock Heavy Prog Jazz-Rock Fusion Krautrock Neo Prog Northern Prog Post Metal Post Rock Progressive Electronic Progressive Metal Psychedelic Rock RIO-Avant-Prog Rock Progressivo Italiano Space Rock Symphonic Rock Zeuhl - Prog Related - NON PROG

Morningrise degli Opeth

27-08-2026 08:00

FrancescoProg

Extreme Prog Metal, Northern Prog, ESSENZIALE, opeth, mikael-akerfeldt, dan-swano,

Morningrise degli Opeth

Il secondo album degli Opeth, “Morningrise”, è un vero e proprio MUST per gli appassionati di questa grandissima band.  Rappresenta il culmine della loro ...

Morningrise degli Opeth, album del 1996.

 

Il secondo album degli Opeth, “Morningrise”, è un vero e proprio MUST per gli appassionati di questa grandissima band.  

 

Rappresenta il culmine della loro prima fase, caratterizzata da atmosfere malinconiche, suite strumentali lunghissime e una miscela unica di death metal acustico e progressive rock anni ’70.  

A causa dei ritardi nella distribuzione del loro primo album, “Orchid” (registrato nel ’94 ma pubblicato solo nel ’95), gli Opeth avevano già composto la maggior parte del materiale di “Morningrise” prima ancora che il debutto arrivasse nei negozi. Alcuni riff e parti acustiche risalivano addirittura al ’91.

 

Le registrazioni definitive si sono svolte nel ’96 con la produzione del grande produttore svedese Dan Swanö.

 

La formazione che ha inciso “Morningrise” è la stessa che ha registrato “Orchid” nel ’95. Tra il primo e il secondo album non c’è stato alcun cambio di musicisti.  Ecco la line-up storica: Mikael Åkerfeldt alla voce e alle chitarre, Peter Lindgren alle chitarre, Johan De Farfalla al basso e Anders Nordin alla batteria… ma è l’ultimo album registrato con questa formazione.

 

Al termine del tour europeo di promozione nel 1997, Mikael Åkerfeldt decise di allontanare il bassista Johan De Farfalla a causa di incomprensioni personali e divergenze artistiche. Anche il batterista Anders Nordin lasciò la band per solidarietà verso De Farfalla e per motivi personali (si trasferì in Brasile).  Un momento di cambiamento per gli Opeth, ma anche l’inizio di una nuova grande avventura musicale.

 

Con l’arrivo di Martin Lopez alla batteria e di Martin Mendez al basso, gli Opeth hanno trovato la loro formazione ideale, quella che avrebbe poi registrato i loro successivi capolavori.

 

Mikael Åkerfeldt ha scelto il titolo “Morningrise” (che potremmo tradurre come “Il sorgere del mattino” o “L’alba”) per catturare l’atmosfera romantica, decadente e naturalistica che pervade l’album.

 

A metà degli anni ’90, gli Opeth volevano rompere con i cliché violenti e satanici tipici del death e black metal. “Morningrise” evoca immagini di paesaggi rurali scandinavi, nebbia mattutina, foreste e rovine. I testi, ricchi di un linguaggio arcaico e poetico, esplorano temi come la perdita, la nostalgia, la morte e la natura, trovando nell’alba l’immagine perfetta di un nuovo inizio.

 

Il titolo è strettamente legato alla foto di copertina, che ritrae il ponte palladiano nel Prior Park di Bath, in Inghilterra, immerso in un’atmosfera immobile e nebbiosa. “Morningrise” suggerisce il momento esatto in cui la foto sembra essere stata scattata: le prime luci dell’alba, quando la natura si risveglia in una solitudine malinconica.

Il titolo compare anche all’interno dell’album, pronunciato da Åkerfeldt nella prima traccia, “Advent”, nel verso: “We inheritance the dark, looking for the morningrise” (“Noi ereditiamo l’oscurità, cercando il sorgere del mattino”).  Questa frase rappresenta una metafora della speranza o della ricerca di una luce spirituale, costantemente soffocata dalle atmosfere cupe e tragiche dei brani.

 

Musicalmente, “Morningrise” porta all’estremo la formula del primo album, “Orchid”, ma si distingue per una maggiore cura tecnica, un suono più definito e una spiccata componente progressive e melodica, a scapito della furia metal più pura. 

 

Orchid era un album piuttosto frammentato, con passaggi acustici e death metal che si alternavano in modo piuttosto brusco, quasi come se fossero due cose separate. In Morningrise, invece, le transizioni diventano molto più fluide e mature.  L’album è famoso proprio per questo suo dinamismo “chiaro-scuro”: i cambi di tempo e i passaggi dalle chitarre distorte a quelle classiche si amalgamano in modo sapiente, creando suite lunghissime e ipnotiche, come i 20 minuti di Black Rose Immortal.

 

In Orchid, il basso seguiva linee più tradizionali, pur discostandosi già un po’ dai canoni del death metal dell’epoca. In Morningrise, invece, il basso a 6 corde (spesso fretless) di De Farfalla diventa un vero e proprio strumento solista. Con un volume altissimo nel mix, dialoga costantemente con le chitarre, inserendo giri dal sapore jazz, funk e progressive rock che rendono il sound unico e mai più replicato dalla band con questa enfasi.

 

Se Orchid era fortemente influenzato dalle armonie a due chitarre tipiche degli Iron Maiden e dal sound primitivo del black metal svedese, in Morningrise, il lavoro di Mikael Åkerfeldt e Peter Lindgren si evolve verso il contrappunto classico. Le due chitarre non si limitano a ripetere la stessa melodia a intervalli diversi, ma eseguono linee completamente distinte che si intrecciano in armonie complesse e malinconiche, riducendo l’influenza del metal classico a favore del prog rock anni ’70.

 

Anche la produzione di Dan Swanö per Orchid era più grezza, cupa e focalizzata sulla pesantezza. Per Morningrise, Swanö optò per un suono più pulito, arioso e definito, fondamentale per far risaltare tutti gli strumenti nelle sezioni acustiche. Anche la voce di Åkerfeldt mostra un’evoluzione: il growl si fa più profondo e controllato, e in brani come To Bid You Farewell fa il suo debutto la voce pulita in stile confidenziale/folk, che diventerà il marchio di fabbrica del gruppo.

 

Morningrise è un album che va ascoltato tutto d’un fiato, perché l’atmosfera che crea è continua e coinvolgente.  Però, ci sono dei momenti che spiccano e che lo rendono un disco fondamentale.

 

Advent, la traccia che apre l’album, è un vero gioiello. Al minuto 03:00, parte un riff potente che fa da base a tutto il pezzo. Il basso di De Farfalla crea delle contro-melodie stupende, che si intrecciano con le chitarre in un modo davvero particolare. È un esempio perfetto del sound unico degli Opeth.

 

The Night and the Silent Water è dedicata al nonno di Åkerfeldt ed è una canzone molto emozionante.  Finisce con una parte acustica e delicata, che sfuma lentamente nel silenzio, lasciando un senso di malinconia tipico della musica scandinava.

 

To Bid You Farewell è una traccia rivoluzionaria per gli Opeth, perché è la prima che la voce non usa i growl. È un pezzo epico, completamente progressive/acoustic rock.  A metà, c’è un break con un giro di basso jazzato, seguito da un assolo di chitarra elettrica pulita e sognante.  Questa canzone ha cambiato le regole del gioco per le band di metal estremo.

 

E poi c’è Black Rose Immortal, la canzone più lunga dell’album, con i suoi 20 minuti e 14 secondi. È il pezzo più bello del disco a mio avviso e una delle suite più ambiziose di sempre nel metal d’avanguardia. È il momento più alto dell’album, un viaggio in 12 movimenti.

Black Rose Immortal non ha la classica struttura strofa-ritornello ma è un flusso continuo di sezioni diverse, che vanno dal black/death metal a momenti di chitarra classica folk, fino a cavalcate heavy memorabili.

Intorno al minuto 15:00, dopo una parte acustica molto intensa, Åkerfeldt lancia un growl lunghissimo e disperato, che introduce uno dei riff più potenti e iconici degli Opeth.

Åkerfeldt l’ha chiamata un “mostro di Frankenstein” musicale, un collage dei migliori riff che aveva scritto tra il 1992 e il 1996, ma che non avevano trovato posto in nessun altro album.

Per la sua complessità, gli Opeth non hanno suonato Black Rose Immortal per intero dal vivo per ben 26 anni.  Finalmente, nel 2022, l’hanno portata sul palco durante il tour Evolution XXX, facendo impazzire i fan.

 

Quando è uscito, Morningrise ha dato una scossa al mondo del “Progressive Death Metal”.  Ha dimostrato che la potenza del metal estremo poteva andare d’accordo con la dolcezza della chitarra classica, il basso solista (con le sue influenze jazz e le linee uniche di De Farfalla) e le sezioni folk svedesi.

 

Quando si parla dei dischi più importanti degli Opeth, di solito si finisce per citare Blackwater Park, Ghost Reveries o Still Life.  Rispetto a questi giganti, Morningrise ha forse un paio di svantaggi.

I brani sono pieni di riff fantastici, ma suonano un po’ come un collage, un po’ meno fluidi rispetto a come la band avrebbe composto in seguito. Il suono della batteria e alcune scelte di mixaggio, inoltre, sono tipicamente anni ’90, e non hanno quella pulizia e quella potenza che avrebbero raggiunto a partire dal 2001, grazie al lavoro con Steven Wilson.

 

Io faccio però parte di un gruppo di fan sfegatati che considerano Morningrise un vero e proprio capolavoro, da mettere tra i primi cinque.

L’album ha un’aura romantica, oscura, decadente e pastorale che la band non ha mai più ritrovato nei dischi successivi, che sono diventati più moderni. Inoltre, il basso solista è fantastico, ha così tanta libertà e spazio da diventare il protagonista, una cosa che non si è più sentita nello stesso modo nei lavori successivi, ma considerando che sono un batterista (anche se arrugginito, lo ammetto) la sezione ritmica per me è fondamentale, quindi potrei essere decisamente di parte. Per me è un Capolavoro.

 

La Mia Versione

Etichetta: Candlelight Records – CANDLE332585, Spinefarm Records – CANDLE332585
Formato: 2 x Vinile, LP, Album, Limited Edition, Reissue, Remastered, Black, Half- Speed Cut
Paese: Europe
Uscita: 19 mag 2023

 

Tracklist

A        Advent
B1        The Night And The Silent Water
B2        Nectar
C        Black Rose Immortal
D        To Bid You Farewell

 

Lineup

Bass – Johan DeFarfalla
Drums – Anders Nordin
Electric Guitar, Acoustic Guitar, Music By – Peter Lindgren
Producer, Engineer – Dan Swanö
Sleeve Notes, Vocals, Electric Guitar, Acoustic Guitar, Music By, Lyrics By – Mikael Åkerfeldt

img_3435.jpegimg_3436.jpegimg_3438.jpegimg_3441.jpeg
img_3437.jpeg
img_3443.jpeg