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586 Recensioni - 341 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

I Big Big Train, una storia di amicizia, passione e resilienza

Crossover Prog

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La storia dei Big Big Train non è solo una parte fondamentale del progressive rock contemporaneo, ma anche un racconto di amicizia, passione e resilienza.  Un lungo viaggio iniziato nel 1990 a Bournemouth, caratterizzato da una straordinaria capacità di rinascita dopo profondi e sconvolgenti cambiamenti.

 

Greg Spawton (chitarra/basso) e Andy Poole (basso/tastiere), uniti dalla passione per i gruppi prog degli anni ’70, in particolare Genesis e Van der Graaf Generator, fondarono la band.  Dal 1990 al 2008, il duo, supportato da diversi collaboratori, pubblicò diversi album, influenzati dal prog e dall’indie-pop degli anni ’70.

 

Il loro album di debutto, “Goodbye to the Age of Steam” (1994), presentava sonorità simili a quelle dei Genesis e degli IQ.  “English Boy Wonders” (1997) fu un album sperimentale con influenze indie.  Con “Bard” (2002), arrivò un cambio alla voce con l’ingresso di Sean Filkins e un sound più acustico e pastorale.  “Gathering Speed” (2004), un concept album sulla Seconda Guerra Mondiale, presentava un sound più epico e sinfonico.  “The Difference Machine” (2007) segnò l’inizio della collaborazione con Nick D’Virgilio e un sound più complesso e stratificato.

 

L’età d’oro della band iniziò nel 2009 con l’ingresso del cantante David Longdon, la voce definitiva dei Big Big Train.  Il sound si evolse ulteriormente, incorporando fiati, archi e temi storici britannici.

Nel 2009, i Big Big Train pubblicano “The Underfall Yard”, l’album che segna una svolta nella loro carriera. Nick D’Virgilio diventa membro effettivo e per la prima volta compare una sezione fiati.  Nel 2012 e 2013, la band pubblica due capolavori, “English Electric Part One & Two”, che consacrano definitivamente il loro successo.  Dave Gregory (XTC), Rachel Hall e Danny Manners si uniscono alla formazione.

 

Nel 2016, i Big Big Train pubblicano “Folklore”, un album caratterizzato da un sound fortemente pastorale e corale.  Rikard Sjöblom (Beardfish) entra a far parte della band.  L’anno successivo, nel 2017, escono “Grimspound / The Second Brightest Star”, due album gemelli che esplorano storie di scienziati ed esploratori.

Nel 2019, la band pubblica “Grand Tour”, il primo album senza il fondatore Andy Poole.  L’album affronta temi di viaggio e il sound si fa più internazionale.  Nel 2021, i Big Big Train pubblicano “Common Ground”, tornando a una formazione a quattro dopo l’uscita di diversi membri.

 

Il 20 novembre 2021, la band subisce una grave perdita con la scomparsa di David Longdon, all’età di 56 anni.  Questo tragico evento segna uno spartiacque profondo nella storia dei Big Big Train, portando la band sull’orlo dello scioglimento.  Nonostante ciò, la band trova la forza di rinascere e continuare la propria attività musicale.

 

Nelle prime ore di venerdì 19 novembre 2021, David Longdon, appena rientrato a casa da una sessione di registrazione a Bristol per il suo album solista “Door One”, è caduto accidentalmente dalle scale della sua abitazione a Nottingham.  Nonostante i soccorsi e il trasporto d’urgenza al Queen’s Medical Centre, le ferite riportate alla testa si sono rivelate fatali e David si è spento il pomeriggio del giorno seguente, circondato dai suoi cari.

L’improvvisa perdita del frontman ha sconvolto profondamente il gruppo, mettendo in discussione la sua stessa esistenza. Il fondatore Greg Spawton, che considerava David come un fratello, inizialmente non riusciva a concepire un futuro per la band.  La decisione di continuare è stata presa proprio per volontà di Longdon. La sua compagna, Sarah Ewing, ha rivelato che David aveva espresso chiaramente il desiderio che i Big Big Train proseguissero anche senza di lui.

Per onorare l’eredità di David senza cercare un suo clone, la band ha intrapreso una nuova direzione. Nell’aprile 2022, il polistrumentista triestino Alberto Bravin (ex PFM) è stato scelto per la sua capacità di apportare un’energia diversa e un respiro più internazionale.

 

Se Longdon incarnava lo spirito pastorale e storico della Gran Bretagna, Bravin ha guidato il gruppo verso un sound prog sinfonico più vigoroso e tecnicamente complesso.

 

Nel 2022 è uscito “Welcome to the Planet”, album postumo con le ultime registrazioni di Longdon, album già completato prima della sua scomparsa, pubblicato nel gennaio 2022 come tributo finale alla sua voce.

Nel 2023 è stata pubblicata “Ingenious Devices”, una raccolta di brani ri-registrati con una vera orchestra d’archi.

Nel 2024 è arrivato un altro Capolavoro, “The Likes of Us”, con il vero debutto di Alberto Bravin, un sound energico, con forti influenze della PFM e del prog sinfonico italiano.

 

E arriviamo ad oggi, al 2026, che vede l’uscita di “Woodcut”, il primo concept album completo della band, dedicato al tema della creatività e del sacrificio, un album splendido.

 

Nonostante i cambiamenti, alcuni dei quali avrebbero messo in ginocchio qualsiasi altra band, i Big Big Train sono giustamente riconosciuti come uno dei pilastri del Progressive Rock moderno.

La Discografia e le Recensioni

Goodbye to the Age of Steam (1994)

English Boy Wonders (1997)

Bard (2002)

Gathering Speed (2004)

The Difference Machine (2007)

The Underfall Yard (2009)

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English Electric Part One (2012)

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English Electric Part Two (2013)

English Electric: Full Power (2013)

From Stone and Steel (2016)

A Stone's Throw from the Line (2016)

Folklore (2016)

Grimspound (2017)

The Second Brightest Star (2017)

Merchants of Light (2018)

Grand Tour (2019)

Empire (2020)

Summer's Lease (2020)

Common Ground (2021)

Welcome to the Planet (2022)

Summer Shall Not Fade (2022)

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Ingenious Devices (2023)

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The Likes of Us (2024)

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A Flare on the Lens (2024)


Are We Nearly There Yet? (2025)

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Woodcut (2026)

Nota: i link alle pagine degli artisti e band qui citati e i loro i loro album sono disponibili nella pagina "Artisti" o attraverso il TAG Big Big Train