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Progressive Rock World


586 Recensioni - 341 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock
Il linguaggio ipnotico e criptico dei COS

I COS sono stati uno dei gruppi più innovativi e originali della scena progressive rock e jazz-rock belga degli anni '70, fondata nel 1973 con forti influenze jazz-rock che facevano parte di una notevole scena di gruppi rock belgi attivi in quel periodo.
Sono rimasto colpito dalla presentazione della band dell’etichetta Fluid Records che mi sembra particolarmente esaustiva, qui tradotta dalle note di copertina interna del disco VIVA BOMA.
“UNO SGUARDO AI COS
Dalle profondità dello Zeuhl, del jazz, del progressive e del rock di Canterbury, Cos emerge e incanta con un linguaggio ipnotico e criptico che chiede di essere decifrato, lasciando l'ascoltatore momentaneamente bloccato, da qualche parte tra Boma e …
…Bomma, proprio come un fumatore di oppio o gli ippopotami sul fiume Boma, o entrambi...
Unico e veramente belga, con un pizzico di umorismo sfidante, ma con una finezza inquietante, Cos pronuncia giustamente la parola, spesso senza alcuna parola, attraverso una ricca texture di linee di basso pulsanti ed elastiche, magico organo farsifa, batterie intricate e percussioni e la dualità sempre presente e fulminante di Shell e Son. Son che quasi completamente scarta il linguaggio, usando la voce come un nuovo strumento. Schell che reinventa il linguaggio con le sue sottili frasi di chitarra punteggiata….
Fluid Records”
Con un sound che fondeva influenze della scena di Canterbury, Zeuhl (stile Magma) e musica d’avanguardia, sono ricordati soprattutto per l’uso creativo della voce e la complessità delle loro trame sonore. Le loro composizioni incorporavano musica elettronica e arrangiamenti complessi, con flauti, sintetizzatori, una grande batteria e la caratteristica voce di Pascale Son. Pascale Son utilizzava la voce come uno strumento, cantando spesso sillabe prive di senso (nonsense) o fonemi inventati per creare tessiture ritmiche e surreali. Il loro repertorio spaziava dal minimalismo spaziale al jazz fusion.
Le composizioni di Daniel Schell erano particolarmente creative, con arrangiamenti complessi che utilizzavano in modo unico i modi musicali, tra cui i modi locrio e dorico, in diverse tracce.
Per i non esperti (come me) mi sono documentato e ho verificato che il modo locrio è noto per la sua instabilità, dovuta al fatto che la sua quinta diminuita crea un intervallo di tritono (un intervallo che contiene tre toni). È un modo che raramente viene utilizzato come modo principale perché è considerato disarmonico. Il Modo dorico è un modo minore con un'atmosfera triste ma non cupa. La sua caratteristica principale è il sesto grado maggiore, che lo rende più "brillante" e interessante rispetto alla scala minore naturale.
Questa complessa spiegazione che purtroppo non mi aiuta a capire più dell'ascolto delle tracce di questa band, mi dice prima di tutto che lo stile compositivo e la complessità nascono da una grande conoscenza e mirabile applicazione della tecnica, cosa non
banale.
Alla fine degli anni ’60, il chitarrista e flautista Daniel Schell (nato Schellekens) fondò un gruppo chiamato Classroom. Nonostante la loro intensa attività live, i Classroom non pubblicarono mai materiale ufficiale fino alla loro trasformazione in COS nel 1974. Il nome “COS” fu scelto perché incorporava tre lettere da “Classroom” e suonava come una parola universale in diverse lingue. La formazione ruotava attorno a Daniel Schell e a sua moglie, la cantante e oboista Pascale Son. Tra i molti musicisti di rilievo che suonarono con loro ci furono Marc Hollander (fondatore degli Aksak Maboul), il tastierista Charles Loos e il batterista Philippe Allaert.
La formazione dei COS ha subito diverse modifiche, ma la loro identità è rimasta saldamente legata alla visione del leader Daniel Schell e alla voce inconfondibile di Pascale Son.
Daniel Schell, chitarrista, flautista e manipolatore di dispositivi elettronici, è stato il “cervello” del gruppo. Musicista colto e matematico di formazione, ha portato ai Cos un approccio rigoroso ma creativo. Dopo l’esperienza con i Cos, è diventato uno dei massimi esperti mondiali di Touch Guitar, strumenti a corde suonati con la tecnica del tapping.
Pascale Son, cantante e oboista, è stato l’elemento magico della band. Non usava la voce per cantare testi tradizionali, ma come uno strumento a fiato. Il suo stile alternava vocalizzi infantili, gorgheggi operistici e fonemi astratti, spesso in una lingua inventata, conferendo ai Cos quell’aura surreale e fiabesca che li ha resi unici.
I COS hanno collaborato con alcuni dei migliori talenti della scena Avant-Prog e Jazz europea, provenienti dalla scena musicale belga. Tra i membri della band, spiccano figure come Marc Hollander, tastierista e sassofonista, fondatore degli Aksak Maboul e dell’etichetta Crammed Discs. Hollander ha arricchito il sound dei Cos con influenze dadaiste e un’estetica folk. Charles Loos, pianista jazz di grande talento, ha portato un’impronta più tecnica e armonicamente complessa ad album come “Postaeolian Train Robbery”. Alain Goutier, bassista nei primi lavori della band, ha contribuito con il suo stile pulsante e geometrico, fondamentale per le strutture jazz-rock. Philippe Allaert, batterista estremamente versatile, è capace di alternare tempi dispari complessi a ritmi più lineari e “new wave” negli ultimi dischi. Infine, Nicolas Fiszman, entrato nella band giovanissimo (a soli 13-14 anni!), è poi diventato un turnista di fama internazionale, suonando il basso e la chitarra.
La loro discografia testimonia un’evoluzione dal jazz-rock sperimentale a sonorità più vicine alla new wave e al pop d’avanguardia.
Postaeolian Train Robbery (1974): L’album di debutto, caratterizzato da un jazz-rock complesso e fortemente influenzato dalla scena di Canterbury.
Viva Boma (1976): Ampiamente considerato il loro capolavoro, questo album fonde sperimentazione vocale, ritmi ipnotici e interventi di fiati e tastiere.
Babel (1978): Un disco di transizione che mantiene l’approccio “Zeuhl” e sperimentale, pur introducendo ritmiche più lineari e, a tratti, vicine alla disco music.
Swiss Chalet (1979): Segna uno spostamento verso strutture più brevi e un suono più asciutto, tipico della fine degli anni ’70.
Pasiones (1982/1983): L’ultimo album in studio, in cui la band esplora territori synth-pop e d’avanguardia meno legati al progressive delle origini.
I COS si sono sciolti intorno al 1985 per evoluzione artistica e per il desiderio dei membri di esplorare carriere soliste. Daniel Schell, leader e fondatore, si è allontanato dalla struttura rock, studiando matematiche applicate alla musica e fondando la Sangit Academy. Molti membri erano impegnati in altri progetti: Marc Hollander con Crammed Discs e Aksak Maboul, Schell con l’Ensemble Karo. Il mutamento del panorama musicale, con il passaggio dal progressive jazz-rock al pop sperimentale e new wave, ha segnato la fine del ciclo vitale della band. L’assenza di Pascale Son nell’ultimo album, Pasiones, ha alterato l’identità sonora del gruppo. Più che una rottura, si è trattato di una trasformazione verso carriere accademiche, soliste o nella produzione, lasciando i Cos come eredità del progressive belga.
Due dei loro album sono vere pietre miliari del rock progressivo e sperimentale europeo.
“Viva Boma” (1976), il loro capolavoro assoluto, definisce il suono della band e rappresenta uno dei vertici del prog belga. Fonde la complessità del jazz-rock con la follia surreale della scena di Canterbury. Basso pulsante e sintetizzatori creano tappeti sonori su cui la voce di Pascale Son si esprime in modo imprevedibile.
“Posteolian Train Robbery” (1974), il loro gioiello jazz-prog, è l’album di debutto, più vicino alle sonorità di Soft Machine e Caravan. Meno sperimentale del successore, è tecnicamente impeccabile. Ricco di incastri ritmici complessi e melodie di flauto e chitarra che richiamano il jazz più raffinato.
Per i collezionisti è disponibile la raccolta postuma The Approaching Storm (2003), che contiene registrazioni rare del periodo 1969-1973, quando la band si chiamava ancora Classroom.
La Discografia e le Recensioni
Postaeolian Train Robbery (1974)
Viva Boma (1976)
Babel (1978)
Swiß Chalet (1979)
Pasiones (1982)
Pas de deux (1983) – Mini-album/EP
Hotel Atlantic (1984)
The Approaching Storm (2003) - Raccolta