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FrancescoProgressive Rock World

632 Recensioni - 359 Artisti - 85 Schede biografiche dettagliate - 26 Meteore Prog - 22 Sotto-Generi del Progressive Rock

Physical Graffiti dei Led Zeppelin

24-09-2025 10:42

Francesco Prog Rock World

NON-PROG, ESSENZIALE, Album anni Settanta, led-zeppelin,

Physical Graffiti dei Led Zeppelin

Physical Graffiti, dei Led Zeppelin album pubblicato nel 1975 con la sua iconica copertina che rappresenta un edificio sito al 96-98 di St. Mark's Street a East

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Physical Graffiti, dei Led Zeppelin album pubblicato nel 1975 con la sua iconica copertina che rappresenta un edificio sito al 96-98 di St. Mark's Street a East Village, New York. La copertina consente, spostando i contenitori dei due dischi, di riempire gli spazi vuoti sulla copertina esterna con immagini diverse, con personaggi noti, quadri famosi, foto del gruppo e lettere che compongono il titolo del disco.


I Led Zeppelin generalmente li classifico come non appartenenti al Progressive Rock ma il tema della appartenenza dei Led Zeppelin a questo genere mi ha sempre interessato, io ce li vedo in particolare in questo album, con In My Time Of Dying e il capolavoro Kashmir ma ache In The Light e Down By The Seaside che alle mie orecchie suonano come brani prog o "proggy" comunque fortemente influenzati da esso. Gli altri brani pur non essendo prog mi sembra abbiano delle strutture comunque complesse, forse a causa del lungo tempo dedicato agli arrangiamenti di brani che erano stati composti lungo tempo prima della pubblicazione.

 

Un capolavoro senza tempo con un mix di hard rock, blues, folk e a tratti un sound riconducibile alla musica orientale, probabilmente uno dei migliori album nella storia del rock.


L'album include pezzi registrati in sessioni precedenti ancora non pubblicati e nuovi pezzi. 
 

In questo album abbiamo un Jimmy Page in stato di grazia, Robert Plant con interpretazioni fra le sue migliori, grandissima precisione e gusto nel basso e le tastiere di John Paul Jones e infine uno dei piu' grandi batteristi del mondo (opinione mia), John Bonham alla batteria con la sua straordinaria potenza e precisione.

Un album essenziale per gli amanti del rock, da molti considerato l’album della maturità del gruppo, che ha avuto un successo enorme e ha trascinato nelle classifiche anche gli album precedenti.
Una opera rock.

 

Tracks
Disc 1 (39:00)
1. Custard Pie (4:13)
2. The Rover (5:36)
3. In My Time of Dying (11:04)
4. Houses of the Holy (4:01)
5. Trampled Under Foot (5:35)
6. Kashmir (8:31)
Disc 2 (43:15)
1. In the Light (8:44)
2. Bron-Yr-Aur (2:06)
3. Down by the Seaside (5:14)
4. Ten Years Gone (6:31)
5. Night Flight (3:36)
6. The Wanton Song (4:06)
7. Boogie with Stu (3:51)
8. Black Country Woman (4:24)
9. Sick Again (4:43)
Durata 82:15


Line-Up
- Robert Plant - voce, armonica, chitarra acustica (2.7)
- Jimmy Page - chitarra acustica ed elettrica (slide e lap steel non sono confermate), mandolino, produttore
- John Paul Jones - basso, pianoforte, organo Hammond C3, chitarra, mandolino, arrangiamenti d'archi (pianoforte elettrico, sintetizzatore VCS3, Hohner Clavinet D6 (1, 5, 2.1), Mellotron 
- John Bonham - batteria, percussioni
Con:
- Ian Stewart - pianoforte (2.7)

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