
Contrapasso dei Seven Impale, del 2016
Di questa band ho gia' parlato, si tratta di sei musiciti con esperienze nel jazz e nella musica classica, altra testimonianza che la scena scandinava, quello che io chiamo il Northern Prog, sia in costante ascesa ormai da molti anni e stia dominando la musica progressive di questo secolo.
E' il loro secondo album, pubblicato a breve distanza dal precedente ed eccellente album di debutto City of the Sun, del 2014 e poi seguito dopo molti anni da Summit, del 2023, il loro picco a mio avviso.
Si tratta di un album di progressive rock eccellente ed eclettico e molto intenso, che fonde come alla maniera di questa band influenze jazz-rock, avant-prog e psichedeliche con grande complessita' nei cambi di tempo, spesso improvvisi e atmosfere che variano da piu' accattivanti a dark
Fantastico il sassofono molto presente ad arricchire la complessità dei brani nei quali troviamo anche l'heavy prog a tratti.
Tempi complessi, sincopati, mutevoli eseguiti con splendidi passaggi, un ascolto sicuramente impegnativo ma che regala molte diverse atmosfere, dal mod divertente e legero a quello malinconico, oscuro.
Una grande crescita per la band e Stian Økland alla voce che cambia il tono e le interpretazioni con grande capacita' e flessibilita' trvandosi a suo agio sia nei brani piu' duri che in quelli piu' emotivi.
Bellissima la traccia che apre il disco, Lemma, molto intensa ed emozionante, la travolgente Convulsion e l'ipnotica Helix. Meno efficace invece Phoenix che chiude il disco e ne fa un lavoro ottimo ma non eccellente.
Un ascolto complesso che ha portato molti a criticare l'album, io lo credo che la sua complessita' sia una qualita' e non un aspetto negativo, una complessita' che aumenta rispeto all'album di debuto, molti stili e interpretazioni del Progressive rock in un solo disco che per questo consiglio senza alcun dubbio.
Tracklist
1. Lemma (8:59)
2. Heresy (7:16)
3. Inertia (9:09)
4. Langour (7:39)
5. Ascension (1:37)
6. Convulsion (5:06)
7. Helix (9:16)
8. Serpentstone (7:20)
9. Phoenix (11:14)
Durata 67:36
LineUp
- Stian Økland - voce, chitarra solista
- Erlend Vottvik Olsen - chitarra, voce
- Håkon Vinje - tastiere, voce
- Benjamin Mekki Widerøe - sassofono tenore, flauto, voce
- Tormod Fosso - basso, violoncello
- Fredrik Mekki Widerøe - batteria e percussioni, banjo, voce
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