
Look At You Now dei The Flower Kings, pubblicato nel 2023
I Flower Kings sono una band svedese, fondata nel 1994 dal chitarrista, cantante e compositore Roine Stolt. La band è nata dall'album solista di Stolt del 1994, The Flower King. La stessa band che inizialmente accompagnò Stolt in tournée per promuovere quell'album, diede vita a una band chiamata The Flower Kings, composta da Stolt, Jaime Salazar alla batteria, Hasse Fröberg alla voce, Michael Stolt al basso e Tomas Bodin alle tastiere.
Di Roine Stolt ho parlato molto in altri articoli sui suoi vari progetti progressive rock, tra cui il super gruppo Transatlantic (con Neal Morse, Mike Portnoy e Pete Trewavas) e collaborazioni con Jon Anderson degli Yes e Steve Hackett dei Genesis in occasione del tour italiano dei The Flower Kings insieme a Neal Morse e nel progetto The Sea Within.
Look At You Now è un ritorno al passato sotto molti punti di vista.
Ritorno alle origini della band con presenza di Michael Stolt (fratello di Roine) al basso e Hasse Fröberg alla voce, che riunisce tre dei membri originali che parteciparono al disco solista di Roine Stolt del 1994, The Flower King.
Ulteriori cambiamenti di Lineup con il tastierista americano Zach Kamins che ha lasciato la band nell'aprile 2023 a causa della difficoltà logistica di viaggiare tra Stati Uniti e Svezia per le registrazioni e l’ingresso di Lalle Larsson, inizialmente ospite in alcuni brani, è diventato il tastierista ufficiale per il tour e i lavori successivi, incluso l'album LOVE del 2025.
Ritorno ad album più sintetici, dopo una serie di doppi album la band ha scelto deliberatamente un formato a disco singolo, l’ultimo era stato Desolation Rose dieci anni prima, del 2013, per la durata di circa 70 minuti per un ascolto più diretto.
Il ritorno al passato anche per le sonorità, con la ricerca di un sound più analogico tramite una console di missaggio Rupert Neve, per ottenere quel sound caldo, vintage tipico dei classici degli anni '70. In particolare, è stata impiegata la Rupert Neve Designs 5088 col suo suono analogico caldo, console che utilizza amplificazione interamente discreta e in Classe A e con ogni ingresso e uscita dotato di trasformatori audio personalizzati che enfatizzano le armoniche di secondo e terzo ordine, conferendo al suono quella ricchezza e "morbidezza" tipica degli album classici degli anni '70 progettata tra l’altro per permettere all'ingegnere del suono di mixare "con le orecchie" piuttosto che guardando uno schermo, favorendo un approccio creativo e intuitivo.
Un ritorno al passato che si concretizza anche per aver incluso il brano "Beginner's Eyes", la traccia di apertura dell'album che ha una storia particolare che lo lega alle origini della band, agli anni '90 quando il brano è stato scritto e composto prima ancora che i Flower Kings si formassero ufficialmente come gruppo nel 1994. Per anni la canzone è rimasta "dimenticata" in quello che Stolt definisce il suo "scrigno del tesoro" di musica inedita ed è stata riscoperta, completata e registrata professionalmente solo per le sessioni di Look At You Now.
Concettualmente l’album però guarda soprattutto al presente e al futuro.
Il titolo del brano, "Beginner's Eyes", invita a guardare il mondo con la purezza, la saggezza e l'immaginazione di un bambino. L'album nel suo complesso è una lettura dei tempi attuali, animati da guerre, crisi climatica e migrazioni e cerca di offrire un messaggio di speranza e rinascita per il futuro.
Il titolo stesso dell’album Look At You Now è stato scelto per riflettere un momento di introspezione collettiva e di reazione alle stesse sfide. Non è solo una critica, un richiamo all'ordine, ma un invito a fermarsi e osservare cosa abbiamo fatto al pianeta e a noi stessi.
L'album esplora i temi della crisi ambientale e sociale, come ammonizioni sul fallimento dell'umanità nei confronti della natura, le guerre, le crisi economiche e le migrazioni, temi attuali nel 2023 e ancora oggi.
C’è un chiaro messaggio di ottimismo tramite la riaffermazione del concetto di "Flower Power" che è l'asse portante della loro intera filosofia artistica, riaffermata con forza con questo album e proseguita nel 2025 con l'album LOVE.
Per Roine Stolt, il "Flower Power" è una risposta deliberata all'oscurità del mondo moderno, in un panorama musicale spesso dominato da temi cupi, si sceglie di essere "ostinatamente positivi". La musica come antidoto alla disperazione, che cerca di sollevare lo spirito dell'ascoltatore. Il termine richiama un legame profondo con il pianeta. In Look At You Now, brani come Mother Earth e Father Sky esplorano il concetto del "potere dei fiori" come forza vitale della natura che l'umanità deve tornare a rispettare. Sebbene attinga dall'estetica psichedelica e dai valori di "pace e amore" del 1967, i Flower Kings lo filtrano attraverso il rock progressivo. Non è un messaggio ingenuo, ma un invito alla riflessione consapevole. Il "potere" non risiede nella forza bruta, ma nell'immaginazione, nella creatività e nella gentilezza. Il culmine viene raggiunto con l'album "LOVE" del 2025, lavoro in cui il "Flower Power" si evolve in un'esplorazione del potere dell'amore universale come l'unica forza capace di riparare le fratture della società contemporanea.
Musicalmente il disco è una raffinata sintesi dello stile dei The Flower Kings, rock progressivo sinfonico, ma con una struttura compatta e melodica rispetto alle lunghe suite del passato.
Un sound influenzato dal prog classico degli anni '70 realizzato con strumentazione vintage, come l'organo Hammond, il Mellotron e il Moog con brani della durata tra i 4 e i 6 minuti, ma con frequenti passaggi in tempi dispari e cambi di tempo di un eccellente Mirko DeMaio e con digressioni nel jazz-fusion con riff di chitarra sincopati e virtuosi.
Bellissimo il contrasto e interazione tra le due voci principali, quella di Roine Stolt con un timbro caldo e quella di Hasse Fröberg, quasi tenorile e tipicamente hard rock che disegnano armonie a più voci splendide nei ritornelli.

Le atmosfere sono sia pastorali e acustiche che sinfoniche con finali epici e orchestrali
- Beginner's Eyes è un’apertura classica prog con un mood positivo e splendide tastiere.
- The Dream è un brano dai toni dark, con la splendida parte vocale di Roine Stolt.
- Hollow Man bellissima traccia in stile melodico.
- Dr. Ribedeaux è un breve strumentale di grande esecuzione tecnica ed energia.
- Mother Earth ha una grande performance vocale di Michael Stolt.
- The Queen, altro brano strumentale, ha un’atmosfera maestosa e influenze di folk medievale con clavicembalo e tamburello.
- The Light In Your Eyes, grando con una grande parte di batteria di Mirko DeMaio.
- Seasons End con una bellissima interazione vocale tra Roine Stolt e Hasse Fröberg, con una grande parte di organo.
- Scars è un brano caratterizzato da eccellenti sintetizzatori.
- Stronghold, brano epico che cresce d'intensità fino a un lungo e bellissimo assolo di chitarra in stile floydiano.
- Father Sky è un brano breve e trascinante con un ritmo in 7/8 e un andamento pop-rock.
- Day For Peace è una bellissima ballata con una grande parte vocale di Marjana Semkina, molto emozionante.
- Look At You Now è la suite dell'album, brano vintage, sinfonico con continui cambi di tempo, assoli di synth e chitarra e un finale epico bellissimo.

L'artwork è stato realizzato dall'artista Joey "Jlo Magneto" Tessier e rappresenta un mondo magico popolato da creature floreali e rappresenta quindi visivamente il "Flower Power" che la band promuove da decenni, in un'esplosione di colori.
Un album che mi è piaciuto moltissimo, per il sound e il concetto che esprime e anche perché adoro questa band e sono un loro fan, quindi consigliatissimo!
Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"
Tracklist
1. Beginner's Eyes (4:37)
2. The Dream (4:39)
3. Hollow Man (5:02)
4. Dr. Ribedeaux (3:04)
5. Mother Earth (4:18)
6. The Queen (5:28)
7. The Light in Your Eyes (5:48)
8. Seasons End (5:27)
9. Scars (5:29)
10. Stronghold (6:46)
11. Father Sky (3:08)
12. Day for Peace (3:14)
13. Look at You Now (11:49)
Durata 68:49
LineUp
- Hasse Fröberg - voce
- Roine Stolt - voce, chitarre, tastiere, percussioni
- Michael Stolt - basso, voce, tastiere (5), chitarra (5)
- Mirko Demaio - batteria e percussioni, tastiera (12)
Con:
- Hasse Bruniusson - percussioni (3)
- Lalle Larsson - sintetizzatori (4,9)
- Jannica Lund - cori (1,2,3,5,7,11,13)
- Marjana Semkina - voce (12)
- Jörgen Sälde - chitarra in nylon (6)








