
Solar Plexus di Ian Carr With Nucleus del 1971.
Di Ian Carr e dei Nucleus ho lungamente parlato in occasione della recensioni di Elastic Rock, il loro album di esordio, We'll Talk About It Later, grandissimo capolavoro e di Ian Carr: Belladonna.
Ian Carr è stato un trombettista jazz, compositore, scrittore e docente scozzese, fra i fondatori dei Nucleus e del Rendell/Carr Quintet. Ha anche scritto importanti biografie sui musicisti jazz Miles Davis e Keith Jarrett ed è stato professore alla Guildhall School of Music and Drama.
I Nucleus da lui fondati sono una band jazz-rock britannica formata nel 1969 che è stata attiva fino al 2009. Il loro album di debutto Elastic Rock è un autentico capolavoro e da lì in poi i Nucleus si sono evoluti muovendosi fra il rock progressivo e psichedelico a un sound con accenti funky, diventando una delle band più influenti del jazz moderno.
Solar Plexus cronologicamente si posiziona fra We'll Talk About It Later e Ian Carr: Belladonna ed è anch’esso una pietra miliare del jazz-rock/fusion britannico, un disco di grande raffinatezza tecnica con composizioni strutturate di Carr e le eccezionali performance di tutti i musicisti.
L'album si differenza dai precedenti per essere interamente composto da Ian Carr e per un sound marcatamente jazz orchestrale e meno orientata al rock duro, grazie ad una sezione fiati più ampia che include ospiti eccezionali, fra i quali Kenny Wheeler e Harry Beckett.
Il disco è basato su due temi già introdotti nella traccia d'apertura "Elements I & II" poi sviluppati nelle tracce successive ("Changing Times", "Spirit Level", "Bedrock Deadlock", "Torso") e fusi insieme nel brano finale più lungo, "Snakehips' Dream".
Il sound è caratterizzato da momenti funk ritmati e passaggi meditativi e sperimentali jazz ma anche dalla musica medievale con più o meno esplicite citazioni di Miles Davis del periodo "Bitches Brew" mantenendo comunque un'identità distinta.
Tutti i musicisti, in particolare gli assoli di flicorno di Harry Beckett, il sax soprano di Brian Smith, e il drumming di John Marshall eccellono nelle loro performances. La chitarra di Chris Spedding per quanto presente è meno in evidenza rispetto ai dischi precedenti, lasciando più spazio agli arrangiamenti dei fiati.
- Elements I & II è una apertura sperimentale breve e con un grande uso del sintetizzatore VCS3 e del contrabbasso ad arco con un'atmosfera cosmica e introduce i due temi principali del disco.
- Changing Times sviluppa il primo tema con un mood funky, brano orchestrale con il grandissimo flicorno di Kenny Wheeler e lo splendido sassofono tenore di Tony Roberts con una sezione ritmica incalzante.
- Bedrock Deadlock sviluppa il secondo tema , con una introduzione di oboe di Karl Jenkins, bellissima e malinconica e il contrabbasso per poi evolvere in jazz-rock con un riff di chitarra di Chris Spedding e bellissimi assoli di sax e tromba.
- Spirit Level torna sul primo tema con atmosfere eteree e dissonanze, bellissima interazione fra clarinetto basso e basso elettrico e un assolo grandioso di flicorno di Harry Beckett.
- Torso è un brano dedicato al secondo tema più ritmato col grande sax soprano di Brian Smith e uno straordinario assolo di John Marshall alla batteria.
- Snakehips' Dream è una suite finale di circa 15 minuti che fonde i due temi, brano ipnotico che ricorda In a Silent Way di Miles Davis, con ritmi a tratti tribali, tastiere eccezionali e bellissimi fiati e sintetizzatore.
Un disco che ha visto l'uso pioneristico del sintetizzatore VCS3 (suonato da Keith Winter) in un contesto jazz, creando atmosfere "cosmiche" e sperimentali che anticipavano sonorità elettroniche future e la cui integrazione con strumenti classici come l'oboe e il fagotto in una sezione fiati potente, ha elevato il livello di sofisticatezza degli arrangiamenti fusion dell'epoca.
Un disco imprescindibile.
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Tracklist
1. Elements I & II (2:12)
2. Changing Times (4:44)
3. Bedrock Deadlock (6:52)
4. Spirit Level (9:20)
5. Torso (6:12)
6. Snakehips Dream (15:16)
Durata 44:36
LineUp
- Ian Carr - tromba, flicorno (solo 6)
- Karl Jenkins - oboe (solo 3), sassofono baritono, pianoforte elettrico
- Brian Smith - sassofoni tenore (solo 6) e soprano (solo 5), flauto
- Chris Spedding - chitarra
- Jeff Clyne - basso, contrabbasso (solo 3)
- John Marshall - batteria (solo 5), percussioni
Con:
- Keith Winter - sintetizzatore VCS3
- Kenny Wheeler - tromba e flicorno (solo 1, 2, 5, 6)
- Harry Beckett - tromba e flicorno (solo 3, 4)
- Tony Roberts - sassofono tenore (solo 2), clarinetto basso (solo 4)
- Ron Matthewson - basso (solo 4)
- Chris Karan - percussioni





