
Dawn of Oberon dei Tusmørke, del 2024
Di questa eclettica band ho parlato a lungo nella scheda a loro dedicata.
I Tusmørke (che in norvegese significa "crepuscolo") sono una band norvegese formata a metà degli anni '90 (prima come Les Fleurs du Mal) dai fratelli Benedikt Momrak ("Benediktator" - basso, voce) e Kristoffer Momrak ("Krizla" - flauto, voce).
Oggi sono una delle band più attive e particolari del panorama progressive norvegese, di quello che io chiamo Northern Prog, capaci di unire un'atmosfera magica a un approccio fortemente cerebrale, con uno stile eccentrico e "primordiale", mescolano psichedelia anni '70, flauti pastorali e tematiche legate al folklore locale e all'occultismo.
La band è passata per diversi nomi (Sativa, Withywindle, Elektrisk Tusmørke) prima di consolidarsi semplicemente come Tusmørke nel 2009, condividendo membri della band con altre realtà del prog norvegese come i grandissimi Wobbler e i fantastici Jordsjø, band che adoro.
Prima di passare alla mia recensione voglio proporvi il testo nella copertina interna dell’album, quantomai auto-esplicativo di cosa stiamo per parlare, con il quale Eink Storesund, che si firma come “Ministro degli Affari Scandifuturisti”, e che nella vita è un intellettuale, podcaster e saggista norvegese che la band definisce uno "spirito affine", presenta il disco.
“I Tusmørke, probabilmente il gruppo musicale più atavicamente troll e acido mai uscito dal regno di Norvegia, fanno un altro ritorno eterno, questa volta per accompagnare il compagno di viaggio in una spedizione sotterranea nel regno del Popolo Fatato! Indipendentemente da ciò che voi o la band stessa possiate pensare della monarchia (tra elfi, uomini o altro), lasciate che questo album serva come un omaggio a questi abitanti più soprannaturali, che non sono mai lontani tra loro, eppure sempre in mezzo: a volte proprio sotto i nostri piedi, ma altrettanto probabilmente appariranno sul sedile accanto a voi sull'autobus quando meno ve lo aspettate, forse per sedurvi e portarvi con loro nella grande montagna della musica. Pur non essendo mai troppo lontani, in verità è la fata che viene da voi e non il contrario, che vi piaccia o no. Come gli uomini del Rinascimento, o persino i cosiddetti contadini superstiziosi del passato rurale prossimo, dobbiamo permetterci di intrattenere la realtà delle cose invisibili. Come la "zolla vagante" del folklore irlandese - che era effettivamente una sorta di trappola esplosiva o mina fatata che gettava gli ignari mortali, non appena ci mettevano piede, in torpori soprannaturali dove tempo e spazio, fantasia e realtà diventavano distinzioni insignificanti - lasciate che il cerchio fatato di questo disco vi lanci nella divina follia che governa i prati di Lord Oberon!
Un'esortazione dagli antichi:
Seguite le spore di antichi norreni
Fino all'interfaccia dello spazio interiore
Intraprendete un viaggio sulla punta dello Scuotilancia
Fai in modo che ogni sbadiglio sia l'alba
Apritela, fatela girare un paio di volte. Presto potreste trovare una strana comunione con la gente solitamente nascosta e ritrovarvi trasportati nelle terre miceliari e fortunate che confinano con l'ovvio.
Un intero universo potrebbe nascondersi sotto una roccia, tra i pavimenti o le pareti di casa vostra, o persino incastrato dietro un orinatoio pubblico. Per inciso, e per illustrare l'infinita e rara presa in giro dei margini della nostra ontologia, gli indicibili culti degli Scandifuturisti, partendo dall'aspettativa comune che il Popolo Fatato abiti ogni crepuscolo, ogni zona liminale, senza lasciare alcuna nicchia indisturbata, è mio dovere personale ricordarvi di dedicare un po' di attenzione alle popolazioni meno fortunate delle gerarchie maledette.
Ovvero gli Elfi del Piscio che furono maledetti da Dio (almeno uno, se non diversi) con una sete senza fondo destinata a durare fino alla fine del mondo. Quindi, se vi ritrovate ad ascoltare questo album in particolare e sentite il bisogno di rispondere a un richiamo della natura, perché non buttare un penny o due nell'orinatoio in segno di apprezzamento, o spendere soldi per alcuni dei meno apprezzati tra loro?
Ci vediamo nell'aldilà!
Eink Storesund,
Ministro degli Affari Scandifuturisti”
Servono altre presentazioni?
Si tratta di un concept album che racconta un viaggio psichedelico e fiabesco nel regno sotterraneo di Oberon, il re delle fate, una spedizione sotterranea nel regno del "Fair Folk" (popolo fatato), attraverso foreste antiche e paludi nebbiose, piene di funghi velenosi e luci erranti. Oberon è una figura chiave nella letteratura medievale e rinascimentale, immortalato in opere come Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, e l'album trae ispirazione da queste fonti. La band descrive l'album come una "manifestazione della nostra sindrome di Peter Pan", un invito a non crescere mai e a immergersi in un mondo fantastico e surreale. Nonostante l'atmosfera a tratti cupa, i testi mantengono un tono giocoso e divertente.
Il progetto di un concept album su Oberon e il mondo fatato esisteva nei piani dei fratelli Momrak (i fondatori) fin dai primi anni 2000, ma non si era mai concretizzato a causa di altri impegni
C’è una presenza dominante del flauto e passaggi di synth complessi, ritmi quasi jazz con un'esecuzione virtuosa da parte dei musicisti.
La produzione è "lo-fi" in quanto analogica, cosa che aggiunge un fascino vintage che si sposa perfettamente con il concept.
I Tusmørke hanno utilizzato strumentazione rigorosamente vintage e analogica.
Flauti Traversi e Legni per un sound "pastorale", usati da Krizla, spaziando fra melodie dolci e passaggi frenetici e distorti
L'album è dominato da Mellotron, Organo Hammond, Minimoog e sintetizzatori ARP per creare i tappeti sonori orchestrali e spaziali tipici del prog.
Grande uso di Echo a nastro (come il Roland Space Echo) e pedali fuzz vintage per dare alla chitarra e al basso un suono "sporco".
La batteria di Kusken è stata registrata con un suono molto asciutto e naturale, tipico dei dischi prog-folk dei primi anni '70.
C’è il glockenspiel, percussioni etniche e campane
La performance dei musicisti è eccezionale, con i Fratelli Momrak al centro della scena, con la sezione ritmica di Benediktator ipnotica e il flauto di Krizla che è come una seconda voce solista,
Le tastiere decidono le atmosfere con tappeti di Mellotron che ricordano le nebbie medievali a assoli di synth acidi non distanti dal krautrock. La batteria di Kusken ha uno stile jazzato e un sound dei primi anni '70
Le vocali utilizzano uno stile corale, spesso sovrapposte per creare l'effetto di una congrega che intona inni pagani.
L'album contiene una suite sul lato A e brani più brevi sul lato B, ecco alcune note sulle tracce.
- Dawn of Oberon è una suite divisa in cinque parti (Dusk of Tawblerawn) che inizia con atmosfere pastorali di flauto e Mellotron e si evolve in una cavalcata psichedelica.
- Dusk of Tawblerawn part 1: Born to be Mild si basa su un grande riff di basso ipnotico e con una bellissima parte di flauto
- Dusk of Tawblerawn part 2: Dwarven Lord, brano cupo e decisamente folk
- Dusk of Tawblerawn part 3: Midsommernattsdrøm, brano cantato in norvegese, richiama direttamente il "Sogno di una notte di mezza estate" con un suono caldo e avvolgente.
- Dusk of Tawblerawn Part 4: People View è uno strumentale solare sinfonico che si apre con melodie di tastiera e ha una sezione ritmica molto elaborata, con uno splendido Moog accompagnato da inserti di flauto pastorale e che include vocalizzi nonsense.
- Dusk of Tawblerawn Part 5: Troll Male ha sonorità più Folk Prog, brano onirico con splendido Moog , linee di basso profonde, chitarre wah-wah e un flauto eccezionale.
Particolari anche i ringraziamenti nelle note di copertina che rimandano a band che chi ama il Northern Prog ben conosce ma anche al … merlo e il calabrone, Fratello Zanzara e Padre Albero
“Grazie a Mystike Martin, Nadia, Aya, Dunya, Ingvid, Abram, Agathe, Vigdis, Per Ame, Magdy, Else, Brennesle, Sigrun, Silvia, Per Christian Berg, Zenon, Actionfredag. Ring van Mobius, Chronicles of Father Robin, Jordso, Elds Mark, Arabs in Aspic, Wobbler, Needlepoint, Mio, Anders e le meravigliose persone di Fryk Out, Galavel e gli adorabili ragazzi e ragazze e altri di Psykstämman, il merlo e il calabrone, Fratello Zanzara e Padre Albero.”
Grandissima Band, Grandissimo Disco, Eccellente!!!
Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"
Tracklist
Side A:
Dawn of Oberon (17:53)
Dusk of Tawblerawn part 1: Born to be Mild (3:35)
Side B:
Dusk of Tawblerawn part 2: Dwarven Lord (4:57)
Dusk of Tawblerawn part 3: Midsommernattsdrøm (7:78)
Dusk of Tawblerawn part 4: People View (3:45)
Dusk of Tawblerawn part 5: Troll Male (5:18)
LineUp (così come riportata sul disco)
Tusmørke on this record is:
- Benediktator: Rickenbacker 4003, Gibson Les Paul Custom, vocals, penny whistles, recorder, Mellotron M4000D, Minimoog model D, Minitaur, Jen SM-2007, Roland TR-08, Roland VP-03, Chimera BC9, Yamaha P-515, Glockenspiel, Flex-a-tone, vibraslap, bell, table gong, finger cymbals, tambourine, chimes, woodblock, congas, EHX Super Space Drum, handclaps, MF-102, MF-104Z, Minifooger 06 and 07, Ibanez AD-220, RE-301 and SRE-555, Dynacord VRS 23, Demeter Real Reverb, EHX POG2, Keeley 30 ms Doubletracker, Danelectro Backtalk, Colorsound Wah-wah, EHX Big Muff, Fender Twin Reverb tremolo, Neo Intsruments Ventilator II, Mu-Tron Bi-Phase II, Korg Nuvibe and field recordings.
- Krizla: Miramitsu silver flute, vocals, handclaps and congas.
- Herjekongen: Steinway & Sons Grand Piano (flyvel), Korg CX-3, Mellotron M4000D, Minimoog model D and Yamaha P-515.
- Kusken: George Hayman Vibrasonic Drums.
Per collegare gli pseudonimi ai musicisti, tutte le informazioni sono nella scheda relativa alla band









