Cloud Sculptors, album di debutto dei Full Earth, del 2024.
Un grande album, Cloud Sculptors, uscito il 15 marzo 2024 per Stickman Records, è un viaggio strumentale di circa 80 minuti che mescola rock psichedelico, stoner, progressive e minimalismo. I Full Earth, nati a Oslo, sono un quintetto guidato dal batterista e compositore Ingvald André Vassbø, già noto per i Kanaan e le collaborazioni con i Motorpsycho. Insieme ad altri membri dei Kanaan e nuovi amici, formano una specie di “supergruppo” della scena heavy-psych norvegese.
Dei Kanaan, dei Motorpsyco e di Ingvald André Vassbø ho lungamente parlato in numerose recensioni su questo blog.
I Full Earth sono cinque musicisti che rappresentano il cuore della scena rock sperimentale e psichedelica di Oslo. Con i Kanaan, condividonola sezione ritmica e le chitarre, con l’aggiunta di nuovi collaboratori alle tastiere.
Ingvald André Vassbø (Batteria, organo Yamaha YC30): Fondatore e compositore principale. Batterista dei Kanaan e recente collaboratore dei Motorpsycho di cui ho lungamente parlato nella recensione di “Diversions Vol. 1: Softly Through Sunshine” dei Kanaan.
Ask Vatn Strøm (Chitarre): Membro fisso dei Kanaan.
Eskild Myrvoll (Chitarra addizionale, sintetizzatore Korg MS-20, noise): Terzo membro fondatore dei Kanaan.
Øystein Aadland (Organo Farfisa, organo Yamaha YC30, Mellotron, sintetizzatori): Tastierista che dà all’album il suo suono ipnotico e stratificato.
Simen Wie (Basso elettrico, chitarra addizionale): Completa la sezione ritmica e armonica del quintetto.
Nell’album c’è anche il contributo speciale di Henriette Eilertsen al flauto.
I Full Earth sono sostanzialmente un’estensione, un’evoluzione sonora dei Kanaan, con un focus su suite strumentali lunghe e atmosferiche rispetto al power-trio originale.
L’ album non racconta una storia in senso classico, ma porta in un viaggio astratto e mitologico, tra suggestioni letterarie fantascientifiche e filosofiche. Proprio come il racconto “The Cloud-Sculptors of Coral D” di J.G. Ballard, questo album esplora il concetto di “Scultori di Nuvole”.
Si tratta di un ecosistema immaginario, il Full Earth, un’entità primordiale e organica, non la Terra che conosciamo. Tracce come “Emanation” evocano un processo di nascita di un universo governato da forze naturali imponenti. Il titolo stesso, “Scultori di Nuvole”, suggerisce l’idea di dare forma all’indistinto, proprio come gli artisti futuristici di Ballard che scolpiscono le nuvole con gli alianti. La band fa lo stesso con il suono, trasformando riff pesanti in strutture fluide e in continua evoluzione.
L’album tocca temi psicologici e filosofici, come l’Inconscio Collettivo, richiamando la teoria di Carl Jung e la musica come portale verso una memoria ancestrale. E poi c’è il Weltgeist, lo Spirito del Mondo di Hegel, una forza invisibile che guida la storia e la natura.
A livello musicale, l’uso di loop organici e ripetizioni minimaliste, crea un’atmosfera trance, annullando la percezione del tempo e facendo “galleggiare” nelle mastodontiche suite strumentali. Insomma, un’esperienza immersiva in un cosmo sonoro in continuo mutamento.
Questo album è un viaggio sonoro pazzesco, tutto scritto da Vassbø. Sei tracce, quattro delle quali superano i 20 minuti, con riff distorti, organi ipnotici (Farfisa e Yamaha YC30) e sintetizzatori che avvolgono. È un mix tra la pesantezza dello stoner e la complessità del progressive rock, il tutto con un tocco minimalista.
Il sound spazia dal minimalismo allo stoner rock, passando per il rock progressivo anni ’70. È un disco che non ha paura di sperimentare, con una base “heavy” ma con strutture molto più lunghe e articolate.
L’influenza del prog anni ’70 è evidente nell’uso di Mellotron, organi Farfisa e sintetizzatori. Le tracce sono vere e proprie suite che evolvono lentamente, con una forte componente di motorik beat (tipico dei NEU! o dei Can, influenze primarie di Vassbø) assolutamente avvincente.
Ma c’è di più: i Full Earth si ispirano anche al minimalismo americano creando loop che si ripetono cambiando impercettibilmente, dando un effetto di “trance” sonora. E poi ci sono brani brevi, che richiamano le atmosfere dell’avanguardia classica e dell’elettronica primitiva.
“Full Earth pt I: Emanation” (21:06) è un viaggio musicale psichedelico strumentale che cattura subito con la sua energia travolgente. Si evolve in un vortice di chitarre potenti e ritmi ipnotici. A metà strada, il tempo rallenta, creando un momento di calma e serenità, dominato dalle tastiere, prima di riprendere forza nel finale. Un’apertura solenne che si trasforma in una suite di Heavy-Prog, un mix perfetto di potenza e melodia. Inizia con atmosfere serene e pastorali, quasi da sogno, per poi esplodere in riff potenti. Ingvald André Vassbø guida il brano con una batteria jazzistica ma decisa, che aggiunge un tocco di classe e dinamismo. Gli organi di Aadland creano tappeti sonori orchestrali, ricchi e avvolgenti, mentre le chitarre di Strøm e Myrvoll intrecciano armonie che ricordano i primi King Crimson, un omaggio al rock progressivo di un tempo. Un brano imperdibile.
“Cloud Sculptors” (20:05), la title track, vede la partecipazione speciale di Henriette Eilertsen al flauto. Si apre con vibrazioni prog anni ’70 e flauti. Qui il Krautrock col suo motorik si mescola allo Stoner. È un brano ipnotico basato sulla ripetizione e su un crescendo continuo. Il basso di Simen Wie è la base, costante e ripetitivo. Le chitarre lavorano su texture e feedback, mentre i sintetizzatori Korg di Myrvoll aggiungono rumori cosmici e “sculture” sonore che spiegano perfettamente il titolo.
“Weltgeist” (06:08) è un pezzo per organo più breve e inquietante, perfetto come colonna sonora di un film di fantascienza distopico anni ’70. Droni di sintetizzatori e organi che ricordano i primi Tangerine Dream. Un interludio Minimalista e Ambient, un momento di pausa che fa pensare alla musica d’avanguardia del XX secolo. L’organo di Øystein Aadland è il vero protagonista. Il suo tocco qui crea loop organici che sembrano vivere di vita propria, senza bisogno della sezione ritmica.
“The Collective Unconscious” (18:37) è il fulcro dell’album, parte con organi grandiosi e poi esplode in assoli di chitarra potenti. La band suona come un unico corpo. Le chitarre di Strøm arrivano a livelli di distorsione quasi noise, mentre la sezione ritmica tiene un ritmo pesantissimo che porta l’ascoltatore a un finale maestoso.
“Echo Tears” (05:36) è un breve gioielo elettronico analogico che prende spunto dal minimalismo. È un pezzo da sogno che, anche senza chitarre, batteria e basso, avvolge con la sua potenza. Un’esplosione di elettronica sperimentale, breve e malinconica. Un vero capolavoro di sintetizzatori e Mellotron. Un momento in cui la band si dedica alle sfumature sonore.
“Full Earth pt II: Disintegration” (13:45), il pezzo finale, è un viaggio sonoro noise e sperimentale che chiude in bellezza l’album. È un brano prog epico dove la band si dà da fare senza risparmiarsi, creando un finale ricco di sfumature. Come dice il titolo, è caotico e Space-Rock, e rappresenta il lato distruttivo della creatività. Vassbø si concentra sui piatti e su ritmi fuori dagli schemi. Henriette Eilertsen (al flauto) aggiunge un tocco etereo e folk-prog che si sposa alla perfezione con le chitarre distorte.
Questo album è uno dei debutti più ambiziosi degli ultimi anni, un mix perfetto tra tecnica complessa e un sound accessibile che porta avanti la tradizione del rock progressivo scandinavo. La produzione è dinamica, con momenti di silenzio cosmico che si alternano a esplosioni e muri di suono. Nonostante la complessità, il calore analogico lo rende un ascolto avvolgente. È un disco che richiede pazienza, ma invita a perdersi nel suo ecosistema sonoro unico e affascinante.
Eccezionale, assolutamente consigliato!
La Mia Versione
Etichetta: Stickman Records (3) – Psychobabble 133
Formato: 2 x Vinile, LP, Album, Clear
Paese: Europe
Uscita: 15 mar 2024
Tracklist
A Full Earth Pt I: Emanation
B Cloud Sculptors
C1 Weltgeist
C2 The Collective Unconscious
D1 Echo Tears
D2 Full Earth Pt II: Disintegration
LineUp
Batteria, organo elettrico [Yamaha YC30] – Ingvald Vassbø*
Basso elettrico, chitarra [Aggiuntivo] – Simen Wie
Organo elettrico [Farfisa, Yamaha YC30], mellotron, sintetizzatore – Øystein Aadland*
Flauto – Henriette Eilertsen (tracce: B)
Chitarra [Aggiuntiva], Sintetizzatore [Korg MS-20], Suoni [Rumore] – Eskild Myrvoll
Chitarra [Chitarre] – Ask Vatn Strøm
Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:
Bandcamp: La piattaforma ideale per supportare direttamente la band. Puoi ascoltare i brani in streaming o acquistare l'album in alta qualità su Full Earth - Bandcamp.
Spotify: L'album completo è disponibile per lo streaming qui: Cloud Sculptors su Spotify.
Apple Music: Puoi trovare l'album e i singoli nella sezione dedicata all'artista su Full Earth - Apple Music.
YouTube: Sul canale ufficiale o tramite video correlati è possibile ascoltare estratti e performance dal vivo, come Full Earth pt I: Emanation (Live at BLÅ, Oslo).
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