A Trick Of The Tail dei Genesis album del 1976.
Su Progressive Rock World i Genesis sono una band centrale, fondamentale ma anche "camaleontica", capace di spaziare dal rock progressivo più complesso al pop di qualità nel corso della propria evoluzione artistica, che ha definito quello che viene comunemente chiamato il sound "Genesiano".
Nella sezione a loro dedicata è possibile trovare le schede dettagliate che ripercorrono la storia del gruppo dalla loro formazione fino all'annuncio del ritiro definitivo dalle scene nel 2022, inclusi molti lavori dei singoli componenti di questa straordinaria band.
A Trick of the Tail, uscito il 13 febbraio 1976, è un album fondamentale per i Genesis, il primo senza il frontman Peter Gabriel.
Dopo che Gabriel se ne andò nel 1975, molti pensavano che la band non ce l’avrebbe fatta.
Inizialmente, i Genesis pensarono di diventare un gruppo strumentale, ma temendo di perdere il successo acquisito, decisero di cercare un nuovo cantante. Fecero provini a più di 400 cantanti, ma nessuno sembrava fare al caso loro. Fu Phil Collins a insegnare le canzoni ai candidati durante le audizioni e alla fine i suoi compagni lo convinsero a cantare, anche se non ne era inizialmente entusiasta.
A Trick of the Tail è un vero gioiello del rock progressivo, una testimonianza di come una band possa rialzarsi dopo la perdita apparentemente insormontabile del leader carismatico. Secondo me è un album magico e coraggioso, che ha saputo portare avanti l’eredità dei Genesis pur evolvendo verso sonorità più immediate.
L’album è un mix perfetto tra brani epici e pomposi come “Dance on a Volcano” e momenti più rilassati e sognanti come “Ripples” e “Mad Man Moon”. La musica è raffinata e complessa, ma senza gli aspetti teatrali del passato, cosa che ha diviso la critica all’epoca e continua a farlo anche oggi. Si sentono già i primi segnali di un cambiamento, con una tendenza ad ammorbidire i toni e a creare canzoni più simili a delle canzoni pop.
A differenza del precedente The Lamb Lies Down on Broadway non si tratta di un concept album, ma piuttosto di un album a tema fiabesco e mitologico, dove ogni canzone esplora un personaggio o un concetto legato all’illusione, al fantastico, un disco popolato da esseri immaginari che sembrano usciti da un libro di racconti vittoriani.
Un brano che amo particolarmente è “Entangled” che tratta come la realtà può essere ingannevole e che il confine tra sogno, follia e verità è molto sottile, uno dei pezzi più sognanti e suggestivi dell’album, nato dalla collaborazione tra Steve Hackett, che ha scritto le strofe e il testo, e Tony Banks, che ha creato il ritornello e il famoso assolo finale. Il testo parla di uno stato di coscienza tra il sogno, l’ipnosi e la sensazione di perdere il controllo. Steve Hackett ha detto che l’idea gli è venuta pensando al lettino dello psichiatra. Anche se la melodia è dolce e le chitarre a 12 corde creano un senso di tranquillità, il testo nasconde una critica verso le cure mediche. Un brano dominato dalle chitarre acustiche che creano un tappeto sonoro ipnotico. La coda finale è un lungo assolo di Tony Banks fatto con il sintetizzatore ARP 2600 e il Mellotron. Banks stesso ha detto che è una delle sue parti preferite, capace di creare un’atmosfera solenne e immensa, quasi “da cattedrale”.
La mia edizione è la ristampa Half-Speed Master del 2018 su etichetta Charisma/Universal.
“Dance on a Volcano” è un pezzo prog-fusion energico con un ritmo in 7/8, il biglietto da visita di questa nuova fase. Phil Collins si fa sentire subito con una voce potente e una batteria travolgente. Mike Rutherford lo supporta con un basso distorto e deciso, mentre Steve Hackett crea atmosfere quasi spaziali.
“Entangled” è un viaggio onirico e acustico, un vero gioiello di psichedelia in chiave pastorale. Le chitarre a 12 corde di Hackett e Rutherford sono le protagoniste indiscusse, creando un’atmosfera magica. E poi, sul finale, Tony Banks regala un’esplosione di Mellotron e synth ARP, un coro celestiale che avvolge e trasporta in un’altra dimensione.
“Squonk” è un pezzo “hard-prog” da brividi. Collins ci fa vedere che sa cantare anche in tonalità alte e potenti. Banks con i suoi accordi di sintetizzatore potenti e pieni di atmosfera che lo rendono il pezzo epico.
“Mad Man Moon” è una suite pianistica romantica, complessa, che fa emergere la vena intellettuale del gruppo. Tony Banks firma interamente il pezzo, offrendo una delle sue performance più ispirate al pianoforte. Collins lo accompagna con una delicatezza infinita, usando i piatti per dare un tocco onirico ai passaggi più suggestivi.
“Robbery, Assault and Battery” è un vero e proprio spettacolo teatrale in stile vittoriano, con un mood non distante dai lavori con Gabriel ma stavolta è Collins a interpretare diversi personaggi. Bellissimo l’assolo di Banks alla tastiera, molto veloce e tecnico.
“Ripples” è una power-ballad progressive che parla di malinconia e vecchiaia. Rutherford, che ha scritto il testo, guida il brano con la sua chitarra acustica. Nel mezzo, c’è un momento magico, il dialogo tra il piano di Banks e la chitarra elettrica di Hackett, molto emozionante.
“A Trick of the Tail” è un pezzo pop-prog ritmato e divertente. La voce di Collins è cristallina e perfetta e il brano è sostenuto dal pianoforte allegro di Banks e da cori armonizzati e curati di tutta la band.
“Los Endos” è un pezzo jazz-rock strumentale ed epico che racchiude l’essenza dell’album. La sezione ritmica di Phil Collins e Mike Rutherford (ai bass pedals) è semplicemente travolgente. Hackett si distingue con i suoi assoli di chitarra, e nel finale, Banks si esprime in un tripudio orchestrale che chiude alla grande il disco. Alla fine del brano, mentre la musica sfuma, si sente Phil Collins sussurrare quasi sottovoce: “There’s an angel standing in the sun” (C’è un angelo in piedi nel sole), una citazione da “Supper’s Ready”, la canzone più famosa dell’era Gabriel, un modo emozionante per salutare il vecchio amico e leader e forse per rassicurare i fan che l’anima dei Genesis era ancora la stessa.
La copertina è stata realizzata da Colin Elgie dello studio Hypgnosis, e presenta illustrazioni di personaggi tratti dalle canzoni (come il ladro, il giudice e lo Squonk) che richiamano lo stile dei libri di fiabe vittoriani.
“A Trick of the Tail” è l’album che racconta come una band sia riuscita a trasformare una situazione difficile in un successo mondiale: l’album ha avuto un successo incredibile. Ha venduto il doppio di “The Lamb Lies Down on Broadway”.
L’album fonde Pop e Prog in un equilibrio tale da bilanciare complessità tecnica e melodie solari. Tony Banks guida l’album con Mellotron, organo Hammond e sintetizzatore ARP Pro Soloist, creando un suono orchestrale ed epico. L’album recupera lo stile pastorale dei primi Genesis, con chitarre acustiche a 12 corde che arricchiscono brani come “Entangled” e “Ripples”. Phil Collins rende le percussioni più dinamiche, sperimentando tempi dispari e ritmiche serrate col suono della batteria più moderno e potente.
Le canzoni, lunghe e articolate, presentano una scrittura coesa e melodie vocali orecchiabili. La chitarra elettrica di Steve Hackett, usata per rifiniture e assoli lirici, contribuisce all’atmosfera eterea.
Lo stile è un Progressive Sinfonico con influenze pop che segna il passaggio dal rock teatrale degli anni ’70 a un suono più moderno e la cui evoluzione successiva verso il pop ha dato vita ai successi degli anni ’80. Sarebbe bastato fermarsi al mix equilibrato di generi di questo album e la storia della band probabilmente sarebbe stata diversa e probabilmente anche non altrettanto di successo. A mio avviso è l’ultimo capolavoro dei Genesis. Un disco Essenziale.
La Mia Versione
Etichetta: Charisma – 00602567489726, Charisma – 6748972, UMC – 00602567489726
Formato: Vinile, LP, Album, Reissue, Remastered, Repress, Stereo, Half Speed Remaster
Paese: Europe
Uscita: 3 ago 2018
Tracklist
A1 Dance On A Volcano
A2 Entangled
A3 Squonk
A4 Mad Man Moon
B1 Robbery, Assault And Battery
B2 Ripples
B3 A Trick Of The Tail
B4 Los Endos
LineUp
Batteria, Percussioni, Voce Principale, Cori – Phil Collins
Chitarra elettrica, chitarra a dodici corde – Steve Hackett
Pianoforte, sintetizzatore, organo, mellotron, chitarra a dodici corde, cori – Tony Banks
Chitarra a dodici corde, basso, pedaliera [pedali per basso] – Mike Rutherford
Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:
Spotify: Ascolta l'album completo o la versione 2007 Remaster.
YouTube: Playlist ufficiale con l'Audio HQ di tutti i brani.
Apple Music: Versione 2007 Remaster.
YouTube Music: Canale ufficiale dei Genesis per brani e video musicali.









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