L'Uomo degli Osanna, album del 1971.
Gli Osanna sono un gruppo progressive rock italiano degli anni ‘70, formato a Napoli nel 1971, il cui sound è una fusione di jazz-rock, chitarre pesanti, grandi assoli di flauto e arrangiamenti sinfonici unitamente alla tradizione popolare del Sud Italia, per un progressive rock italiano del tutto originale che nasce nella attivissima scena prog napoletana e con una grande componente di teatralità negli spettacoli dal vivo.
La formazione originale era composta da Lino Vairetti (voce), Danilo Rustici (chitarra), Lello Brandi (basso), Massimo Guarino (batteria) ed Elio D'Anna (flauto, sassofono) che provenivano dai Città Frontali.
È stata anche una delle prime band a utilizzare costumi e maschere durante i concerti al punto che sembra che i Genesis abbiano modificato il loro approccio alle performances live dopo aver conosciuto gli Osanna durante il loro tour italiano del 1971.
Di loro ho già parlato in occasione della recensione del loro splendido album Palepoli pubblicato nel 1973 e li ho menzionati di recente per la loro grande performance nella versione live di Energia nuova da bruciare (Live Version - feat. Osanna), brano contenuto nel bellissimo lavoro “Diario di Bordo” di Gianmaria Zanier, del 2025.
L’Uomo, il loro primo album, è considerato uno dei lavori più innovativi e influenti del rock progressivo italiano. Gli Osanna hanno subito proposto un mix distintivo di hard rock crudo, viscerale e profondamente legato alla tradizione mediterranea, impreziosito da elementi folk e jazz.
L’album si ispira all’esistenzialismo, alla filosofia sociale e alla critica politica, concentrandosi sulla condizione umana. A differenza delle band di rock progressivo contemporanee, che si ispiravano a miti e fantasy, gli Osanna esplorano la realtà umana. Il cantante Lino Vairetti, all’epoca studente all’Accademia delle Belle Arti, stava preparando una tesi sullo scultore Alberto Giacometti, legato al filosofo Jean-Paul Sartre. Questo influisce sui testi, che indagano la condizione umana, le sue debolezze, la ricerca di senso e il peso delle scelte.
L’album critica l’arroganza dell’uomo moderno, che si crede padrone della natura, dimenticando di esserne solo un ospite. Questa arroganza lo porta a subire disastri sociali e crolli psicologici causati dal progresso. I testi hanno una forte impronta politica, ecologica e di riscatto. Nonostante la critica, l’album si chiude con un messaggio di speranza.
Mentre il pop e il rock italiano cantavano in italiano, gli Osanna hanno alternato brani in italiano e inglese, guadagnando visibilità internazionale e aprendo concerti per band come Genesis e Van der Graaf Generator. Il flauto traverso e il sassofono di Elio D’Anna, suonati in modo ossessivo e distorto (ispirato a Ian Anderson dei Jethro Tull), fungevano da seconda chitarra solista. Danilo Rustici, chitarrista, ha sperimentato oscillatori elettronici personalizzati per distorsioni e muri di suono innovativi per l’epoca.
L’innovazione si estendeva anche ai concerti, dove gli Osanna hanno introdotto la teatralità mediterranea nelle vesti e nel body painting, anticipando band come i Kiss e influenzando i Genesis di Peter Gabriel.
Questa ristampa in vinile verde trasparente (Vinyl Magic – VMLP 131) è di altissima qualità, con una dinamica sonora eccezionale che esalta la separazione degli strumenti e la potenza grezza dell’incisione originale del 1971.
“Introduzione” è un pezzo Avant-prog, Heavy Psych, Jazz-rock sperimentale che inizia con un muro sonoro acido e distorto, interrotto dal flauto traverso di Elio D’Anna che sfrutta subito la tecnica dell’overblowing. La sezione ritmica impone un tempo serrato e nevrotico. Il brano include l’ingresso della chitarra elettrica che accenna la melodia di Bandiera Rossa, sommersa da droni ed effetti psichedelici. Elio D’Anna è il protagonista della traccia, attaccando il flauto traverso con soffi percussivi. Alle sue spalle, la sezione ritmica di Lello Brandi (basso) e Massimo Guarino (batteria) tesse un tappeto nevrotico e irregolare, mentre Danilo Rustici aggiunge droni distorti in sottofondo.
“L’Uomo” è un pezzo di Progressive Rock Mediterraneo e Folk acustico, che dà il titolo all’album ed è il suo fulcro emotivo nella prima parte. Si apre con un’armoniosa combinazione di chitarra acustica e flauto, che si trasforma bruscamente in un hard-prog energico, sostenuto dalla voce potente e teatrale di Lino Vairetti. Il contrasto tra la delicatezza pastorale delle strofe e l’intensità rock del ritornello è davvero notevole. Vairetti offre qui una delle sue interpretazioni vocali più memorabili, passando da un canto dolce a potenti urla rock. Danilo Rustici suona magistralmente la chitarra acustica nelle strofe, per poi dare sfogo a un riff hard-rock imponente nel ritornello.
“Mirror Train” è un pezzo Hard Rock, Proto-Metal e Blues-rock, cantato interamente in inglese. È il brano che più si avvicina alla scena hard rock britannica del periodo (Led Zeppelin, Deep Purple). La chitarra di Danilo Rustici crea riff pesanti, mentre la batteria di Massimo Guarino accelera. Il pezzo centrale è caratterizzato da un duetto tra l’assolo di chitarra elettrica e i fraseggi sincopati del sassofono. Questo brano mette in risalto l’eccezionale intesa tra la chitarra solista di Danilo Rustici e il sassofono di Elio D’Anna, che si affrontano in una serie di assoli incrociati a velocità elevatissima. Il batterista Massimo Guarino sostiene il brano con un ritmo serrato e potente, in pieno stile Led Zeppelin.
“Non Sei Vissuto Mai” è un pezzo di Space Rock, Rock Progressivo e Sperimentale, il più lungo del primo lato. Comincia con un’atmosfera sognante e soffocante, per poi trasformarsi in una suite oscura ricca di variazioni di tempo e improvvisazioni d’avanguardia, caratterizzata dall’uso innovativo dell’oscillatore audio da parte di Rustici, che produce suoni extraterrestri e stridii elettronici allora mai sentiti in Italia. Danilo Rustici è il vero protagonista grazie all’uso rivoluzionario del suo oscillatore elettronico personalizzato, che crea suoni alieni. Il bassista Lello Brandi tesse linee ipnotiche e cupe che sostengono i frequenti cambi di tempo diretti dai piatti di Massimo Guarino.
“Vado Verso Una Meta” è un brano in stile Crossover Prog, Hard-Folk. È una traccia breve, dinamica e dal ritmo serrato, combinando un andamento quasi pop-folk con la complessità tecnica che contraddistingue la band. Le veloci e impeccabili trame all’unisono eseguite da chitarra e flauto mettono in luce l’impressionante coordinazione tecnica di Elio D’Anna (flauto) e Danilo Rustici (chitarra), che eseguono passaggi rapidissimi e riff intricati. La voce di Lino Vairetti spinge il ritmo con grande urgenza espressiva.
“In Un Vecchio Cieco” è un pezzo di Rock Progressivo Sinfonico, una ballata di grande intensità drammatica e lirica. Narra la solitudine degli ultimi uomini sulla terra, accompagnata da una melodia malinconica di flauto e chitarra classica, impreziosita da arrangiamenti corali maestosi. La performance vocale teatrale e toccante di Lino Vairetti è magnifica e offre un’interpretazione drammatica, sostenuta dai cori epici del gruppo. Elio D’Anna intesse linee di flauto malinconiche e raffinate, mentre Lello Brandi assicura una base ritmica profonda e vibrante con il suo basso.
“L’Amore Vincerà Di Nuovo” è un pezzo Symphonic Prog, Jazz-Rock, il più lungo e articolato dell’album. Incarna il culmine del loro lato progressivo: una suite ricca di variazioni d’atmosfera, con estese sezioni strumentali guidate dal sax e un testo incentrato sulla redenzione sociale. Nella parte centrale, puramente jazz-rock, la band mostra una straordinaria coesione tecnica e improvvisativa. Il pezzo più intricato dell’album mette in risalto la maturità di tutti i membri. Elio D’Anna passa al sassofono per condurre una lunga jam centrale puramente jazz-rock, sostenuta dal drumming creativo e ricco di sfumature di Massimo Guarino e dai dettagli armonici di Rustici.
“Everybody’s Gonna See You Die” è un pezzo Heavy Psych, Blues-Rock aggressivo, una breve e violenta esplosione rock in inglese. Un brano viscerale guidato da un giro di basso ossessivo e un cantato acido, quasi disperato, con un riff di chitarra sferzante e distorto in puro stile proto-punk. Lello Brandi inizia il brano con un giro di basso distorto e ossessivo che ne diventa la struttura portante. Lino Vairetti canta in inglese con un tono acido e rabbioso, mentre Danilo Rustici colpisce con accordi taglienti e saturi di fuzz.
“Lady Power” è un brano Hard Rock, Jam-Rock che conclude l’album con un’esplosione di energia, caratterizzato da un groove blues-rock coinvolgente, impreziosito da sfumature jazzate dei fiati e da una performance vocale intensa. La coda strumentale finale è magnifica, sfumando in un vortice caotico di suoni, che chiude il disco con la stessa forza elettrica con cui era iniziato. Massimo Guarino e Lello Brandi costruiscono un groove ritmico inarrestabile su cui si inseriscono le improvvisazioni finali di Elio D’Anna (sax) e Danilo Rustici (chitarra). Il finale caotico evidenzia la sinergia e l’energia collettiva che la band trasmetteva anche durante i concerti.
La copertina, leggendaria e intricata, presenta una struttura a punto esclamativo. Il vinile originale, prodotto dalla Fonit Cetra, aveva una copertina apribile a tre ante (triple gatefold). Chiusa, mostrava la famosa foto frontale dei membri del gruppo disposti in cerchio con i volti dipinti. Aperta, rivelava un enorme punto esclamativo nei tre lembi di cartone sagomato. All’interno, un vero poster conteneva i testi delle canzoni, foto artistiche della band e le note di copertina firmate da Renzo Arbore e Fabrizio Zampa, che hanno presentato il debutto del gruppo come una novità rivoluzionaria per la musica italiana. La copertina originale includeva anche una piccola clip metallica, un gancetto che permetteva di appendere la copertina aperta alla parete come un quadro. A causa della fragilità di questo cartone sagomato, le copie originali del 1971, complete del gancetto metallico, sono oggi tra i cimeli più rari, costosi e ricercati dai collezionisti di tutto il mondo.
“L’Uomo” non è una semplice raccolta di canzoni, ma un concept album incentrato sulla condizione umana, esplorata nelle sue sofferenze, nei suoi obiettivi, nei suoi crolli psicologici e nella sua redenzione sociale. Un disco che ha trasformato il rock italiano con un sound innovativo. A differenza delle band progressive britanniche, gli Osanna hanno combinato la complessità del progressive con l’aggressività dell’hard rock e del blues-rock anglosassone (ispirandosi a Led Zeppelin e Uriah Heep), mescolandoli con jazz e tradizione popolare napoletana. Questa fusione ha creato un sound caldo, graffiante e unico. Un album grandioso.
La Mia Versione
Etichetta: Vinyl Magic – VMLP 131, Vinyl Magic – VMLP131, Fonit – VMLP 131, Fonit – VMLP131
Formato: Vinile, LP, Album, Limited Edition, Reissue, 180 Gram, Clear Green, Trifold
Paese: Italy
Uscita: 2022
Tracklist
A1 Introduzione
A2 L'Uomo
A3 Mirror Train
A4 Non Sei Vissuto Mai
B1 Vado Verso Una Meta
B2 In Un Vecchio Cieco
B3 L'Amore Vincerà Di Nuovo
B4 Everybody's Gonna See You Die
B5 Lady Power
LineUp
- Lino Vairetti - voce, chitarra a 12 corde, armonica, organo Hammond, sintetizzatore
- Danilo Rustici - chitarre soliste e a 12 corde, organo a canne, oscillatore audio
- Elio D'anna - sassofoni flauto, piccolo, tenore e baritono
- Lello Brandi - basso
- Massimo Guarino - batteria e percussioni
Link per l’ascolto sulle principali piattaforme di streaming ai seguenti link:
Spotify: Trovi l'album completo con la tracklist originale rimasterizzata sull'album L'uomo di Osanna su Spotify.
Apple Music: Puoi ascoltare le 9 tracce in alta qualità audio su L'uomo di Osanna su Apple Music.






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