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The Soft Machine album omonimo di esordio

28-12-2025 12:07

FrancescoProg

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The Soft Machine album omonimo di esordio

The Soft Machine album omonimo di esordio, del 1968. Anche se la vera innovazione arrivò con il loro Volume Two, il debutto dei Soft Machine è un album da ...

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The Soft Machine album omonimo di esordio, del 1968.

 

Dei Soft Machine abbiamo parlato nelle schede dedicate ai Wilde Flowers e i Matching Mole e nella scheda a loro dedicata “Volume Two e il Sound di Canterbury in purezza dei Soft Machine” ma vale la pena ricordare che si tratta di un pilastro della musica d'avanguardia britannica, fondatori e massima espressione della scena di Canterbury. La band è nata nel 1966 e da quel momento hanno guidato l'evoluzione dal rock psichedelico al progressive rock, fino a diventare pionieri del jazz-fusion. La formazione originale si formò a Canterbury nell'agosto 1966, e il nome fu ispirato dal romanzo The Soft Machine di William S. Burroughs, la formazione storica comprendeva: 
Robert Wyatt alla batteria e voce, Kevin Ayers al basso e voce, Mike Ratledge alle tastiere e nella prima formazione della band compare anche Daevid Allen alla chitarra del quale ho lungamente parlato nella scheda a lui dedicata “Rejoice! I'm Dead!... I Gong, la Vita e la morte di Daevid e Gilli”, che lascerà la band prima della pubblicazione del disco ma a quale si deve il grande merito di aver fatto ascoltare delle demo al produttore che poi li ha scritturati.

 

Quando si tratta di capolavori che hanno influenzato il Rock Progressivo e il jazz-fusion bisogna andare a Canterbury nel 1968, anno di pubblicazione dell’album “The Soft Machine” il loro album di debutto registrato a New York con l'assistenza di Chas Chandler, produttore di Hendrix, e Tom Wilson, produttore dei Velvet Underground e delle Mothers of Invention.

 

Anche se la vera innovazione arrivò con il loro Volume Two, il debutto dei Soft Machine è un album da considerarsi pionieristico che fonde pop psichedelico, rock progressivo e jazz sperimentale, caratterizzato dall'improvvisazione, dalla voce onirica di Robert Wyatt e dall'uso innovativo delle tastiere, un album visionario che ha anticipato il sound di Canterbury e che all'epoca della sua pubblicazione venne accolto con opinioni contrastanti di fascinazione e perplessità, ma che era solo l'inizio della carriera di una band che nel suo insieme e nei singoli musicisti avrebbe lasciato un segno indelebile nel rock progressivo e psichedelico. 

 

Lo stile era ed è audace, non convenzionale, strutture pop psichedeliche si fondono con improvvisazioni jazzistiche e sonorità sperimentali, con atmosfere oniriche e ipnotiche, surreali e avvolgenti.

La voce unica di Robert Wyatt è uno strumento aggiunto, con quel suo stile che, per la caparbietà di mantenerlo tale, lo portò all'abbandono della band, più tardi. I riff di organo e mellotron di Mike Ratledge sono elementi fondamentali del loro sound.

 

L'album si compone di 13 tracce alcune di brevissima durata (da meno di un minuto a 2 minuti e mezzo circa) e solo 5 di questa che vanno dai circa 4 a poco più di 5 minuti, per una durata totale di circa 37 minuti

 

  • Hope for Happiness è  un brano psichedelico caratterizzato da voci sovrapposte e un riff ipnotico.
  • Joy of a Toy è un pezzo gioioso scritto da Ayers e Ratledge, uno dei classici della band.
  • Hope for Happiness (Reprise) è una ripresa strumentale del tema iniziale.
  • Why Am I So Short? è un breve intermezzo, caratterizzato da ritmi interrotti e melodie pop insolite.
  • So Boot If At All è una lunga jam sperimentale con grandissimi organo e batteria.
  • A Certain Kind è  un brano malinconico scritto da Hugh Hopper con una grande interpretazione vocale di Wyatt. 
  • Save Yourself è un bellissimo brano rock con testi insoliti e ironici.
  • Priscilla è un breve pezzo strumentale.
  • Lullabye Letter è un brano trascionante con il tipoco stile della scena di Canterbury.
  • We Did It Again è un brano basato sulla ripetizione ossessiva di un unico verso.Sperimentale.
  • Plus Belle qu'una Poubelle è  un breve intermezzo.
  • Why Are We Sleeping? è il brano secondo me più bello del disco, dati toni dark, meditativo, cantato da Ayers.
  • Box 25/4 Lid è un breve brano basato su pianoforte e anche il debutto discografico di Hugh Hopper con la band

 

Si tratta di un disco nato dalla scena underground di Canterbury, con la sua alternanza brani melodici e psichedelici con sezioni astratte, un'opera visionaria, complessa, non di facile ascolto per tutti, ma fondamentale per chi ama la musica psichedelica, il jazz rock e le band che hanno osato spingersi oltre i confini del rock. Un Must nella discografia dei Soft Machine e per la Scena di Canterbury. Storico.

Nota: Tutti i link ai lavori dei musicisti sono nei TAG sotto il titolo dell'articolo o nella pagina "Artisti"

Tracklist

1. Hope For Happiness (4:22)
2. Joy Of A Toy (2:56)
3. Hope For Happiness (Reprise) (1:31)
4. Why Am I So Short? (2:33)
5. So Boot If At All (2:33)
6. A Certain Kind (4:06)
7. Save Yourself (2:26)
8. Priscilla (1:05)
9. Lullabye Letter (4:26)
10. We Did It Again (3:40)
11. Plus Belle Qu'une Poubelle (1:05)
12. Why Are We Sleeping? (5:26)
13. Box 25/4 Lid (0:48)

Durata 36:57

LineUp

- Mike Ratledge - organo Lowrey Holiday Deluxe, pianoforte (13) e archi (5)
- Kevin Ayers - basso, pianoforte (5), voce solista (10, 12) e cori (7, 9) (e un po' di chitarra)
- Robert Wyatt - batteria, voce

Con:
- Hugh Hopper - basso (13)
The Cake vocal group:
- Jeanette Jacobs - cori (12)
- Barbara Morillo - cori (12)
- Eleanor Barooshian - cori (12)

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